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10 gennaio 2010

Crema al rosmarino con kiwi e olio extravergine d’oliva

È quasi una professione di fede per me, l’uso dell’olio di oliva e.v. in cucina, protagonista assoluto di ogni pietanza e molto spesso re incontrastato di cene improvvisate e non solo, ad insaporire e dorare calde e croccanti bruschette: onnipresente nella nostra cultura, nei nostri paesaggi con ulivi secolari dai tronchi nodosi e contorti e sulle nostre tavole, secondo una”pratica” tramandata da generazioni ed in questi ultimi anni certificata come “sana abitudine alimentare” dalla medicina.
Un credo che mi ha spinta di recente a testarne l’applicazione in ambiti un po’ inconsueti: l’anno scorso, per la necessità di seguire un regime alimentare controllato, ho provato una frolla salata con l’olio evo, in un crescendo che mi ha portata ad esplorare un territorio, fino ad allora “off limits” (per me), quello dei dolci.
Sorpresa dei risultati, eccomi oggi ad annotare una nuova conquista: l’olio evo in un dolce al cucchiaio, seguendo una ricetta che attendeva da un anno.

Crema al rosmarino con kiwi e olio extravergine d’oliva

Un olio delicato e gentile, (di un produttore locale) di cui sono entrata in possesso e l’esigenza quanto mai sentita in questo periodo dell’anno. di un dessert poco calorico, hanno decretato il momento di passare all’assaggio e la prova è stata superata a pieni voti.
L’aroma leggermente pungente del rosmarino e l’olio dai piacevoli sentori fruttati caratterizzano questa crema pasticcera, dorata e vellutata, esaltata dai verdi frutti aciduli.

28 settembre 2009

Focaccia al finocchietto selvatico sott’olio

Affondare un aroma inebriante in un morbido e soffice letto lievitato, ricamare una sottile tessitura con quei minuscoli rametti fioriti, godere dei suoi effluvi che si sprigionano in cottura è un’emozione non da poco (che chiama in causa anche i vicini succubi di tanta aerea malia), foriera di ineffabili sensazioni.
Sulla falsariga di una “pizza d’antan” (dal dosaggio empirico) che nella mia regione si prepara con i fiori di sambuco sott’olio, ho preparato uno scrigno dorato per il finocchietto selvatico che con sapienza e previdenza, lei ha conservato sotto vetro, in un barattolino che schiudendosi, libera volute intensamente profumate che affascinano oltremodo.

Focaccia al finocchietto selvatico sott'olio

21 settembre 2009

Tiramisù alle pesche e pain d'épices

Così come ogni persona ha un’indole che va saggiata e conosciuta nella sua soggettività intrinseca, ma anche apprezzata in un determinato contesto dove dà il meglio di sé, esternando le proprie capacità, così anche gli ingredienti, assaggiati in purezza dimostrano il loro vero carattere, ma uniti ad altri, esprimono peculiarità di rilevante interesse.

Tiramisù alla pesca


Seguendo questo filo logico, ancor prima di aprire il pacchetto e gustare il pain d’épices che ho ricevuto in regalo da lei, mi incuriosì l’amabilità che avrebbe dimostrato in una società dolce e d’istinto pensai ad un tiramisù.
Nella difficoltà di conciliare il miele, suo ingrediente predominante con il caffè della versione classica, virai per una dolcezza fruttata e la scelta ricadde sulle pesche (forse perché l’ambrato del pain d’epices ben si accordava con i toni caldi di questi frutti? Chissà!).
Tempi di preparazione e di riposo, non sembrarono mai così lunghi, per verificare la personalità del nuovo dolce: all’affondo del cucchiaino, si scopre un’anima morbidamente cremosa, intervallata dal pain d’épices deliziosamente spugnoso per poi incontrare la dolcezza solare e succosa delle pesche.
Un tiramisù molto alternativo (del dolce originale rimane solo la tecnica o quasi), deciso ma interessante.

6 settembre 2009

Confettura di fiori di zucca al vino bianco

Se un esubero di dolcezza per abbondanza di frutti (che sono il prodotto dei fiori), induce a conservare, esaltando quelle bontà naturali (forse anche per compensare gli inevitabili momenti di amarezza a venire), un surplus di fiori eduli può condurre allo stesso intendimento, in apparenza bislacco.
Se però si pensa alla versatilità di molti ortaggi, felicemente coniugati al dolce ed al salato e andando con la mente alla marmellata di cipolle et simili, allora il primo e timido proposito può divenire realtà d’assaggio e morbida dolcezza, intrigante compagna di formaggi o stuzzichini salati.
Dall’interessante consistenza niente affatto cremosa come quella delle consuete confetture, ma più decisa e quasi “croccante”, dalla dolcezza ammiccante ed aromatica si rivela simpatica amica anche dei dolci!
Parte III (e ultima!): conservazione sotto vetro.

Confettura di fiori di zucca

Confettura di fiori di zucca (al vino bianco)Ingredienti
300 g fiori
150 g zucchero
1 limone
1 cucchiaio di vino bianco (facoltativo)

Preparazione. Aprire delicatamente i fiori ed eliminare il picciolo, lavare bene, lasciare sgocciolare e sminuzzare grossolanamente. Trasferirli in una pentola con il fondo spesso unitamente allo zucchero ed al limone e farli andare a fiamma bassa.
Dopo quasi 15’ minuti (non rilasciano eccessiva acqua e quindi raggiunge presto il giusto grado di consistenza), fare la prova piattino (prelevare un po’ di confettura con un cucchiaino e lasciare cadere una goccia su un piatto che deve restare compatta. Se la goccia scivola via, proseguire la cottura per il tempo necessario mescolando ripetutamente), aggiungere il vino bianco se si vuole e spegnere.
Invasare quando è ancora calda nei barattoli sterilizzati (posti a freddo in una pentola capace piena d’acqua e portati ad ebollizione), chiudere con la relativa capsula e capovolgere per consentire la formazione del sottovuoto.
Confettura di fiori di zucca
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Poiché questa confettura diventa davvero speciale con i prodotti Oliva e Marino di Pavesi, può insieme alla Cheesecake di ricotta e melanzane, partecipare a pieno titolo alla raccolta Tapas per l’estate indetta da erborina in cucina


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Provata da lei

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31 agosto 2009

Crema di caffè

Se dovessi descrivere con uno scatto, la mia estate 2009, ricca di eventi (un incontro speciale, il primo compleanno di Gaia, gli 80 anni di mio padre ...) senza esitazione alcuna, sceglierei questo

Crema di caffè
Crema di caffè


degustata casualmente in un bar e successivamente riprodotta a casa da mia sorella Anna (ospite vacanziera con marito, bimbi e Bimby a seguito), scoprendo poi che si trattava di un suo cavallo di battaglia.
Da allora tanti sono stati i momenti belli che questa sofficità dolce e fresca, a metà tra una cremina e una spuma, ha sottolineato con garbo.
Momenti che hanno riunito la famiglia caoticamente e allegramente (genitori, fratelli e sorella con consorti e prole!) o meglio 13 palati (o quasi, non contando i minori) golosi, vocianti e festanti, felici di stare insieme sotto l’egida aromatica del caffè.

Un tormentone che ribalto a voi!
Crema di caffè - estate 2009

Crema di caffè

[Con il Bimby]

Ingredienti
100 gr zucchero
1/2 misurino caffè solubile
400 gr ghiaccio
1 misurino latte

Preparazione. Inserire nel boccale lo zucchero e il caffè solubile per 10’’ a velocità turbo. Quindi aggiungere il latte ed il ghiaccio e programmare la velocità 5 per 5’.
Il risultato sarà una crema soda dalla texture di una panna montata.

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 [Con un comune robot tritaghiaccio]

Ingredienti x 6
50 g latte
50 g zucchero
100 g ghiaccio (o per non rinunciare alla caffeina: una parte di ghiaccio ed una di caffè espresso ghiacciato)
10 g caffè solubile

Preparazione. Pestare i cubetti di ghiaccio in un mortaio, versarlo nel robot, unitamente a tutti gli altri ingredienti ed azionare il motore per almeno 5’
1. Versare immediatamente nei bicchieri e servire: si otterrà una crema deliziosa.
2. Preparare i bicchieri e nel frattempo la crema si sarà separata in due parti: sul fondo la parte acquosa ed in superficie la parte spumosa: si otterrà un’impalpabile spuma light che può essere riposta in freezer a refrigerare ulteriormente in attesa degli ospiti e che in 3’ ritroverà la sua irresistibile texture aerea.

Per augurare ad Anna e a tutti voi Buon rientro!


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Questa ricetta partecipa alla raccolta “Sapori d'Estate” indetta da Mik
 
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Ricette dolci con il caffè
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Ricette salate con il caffè

30 agosto 2009

Insalata di riso integrale bicolore, ai peperoni, fichi e pinoli

Il rosso e il nero
Dopo aver acclarato che un’alimentazione a colori non è solo un vezzo fine a se stesso, motivato dal senso estetico, ma un equilibrato modo di alimentarsi, assicurando un corretto apporto nutrizionale, è bello associare e modulare nei piatti colori e sapori.
Così dopo “il bianco e il nero”, l’idea de “il rosso e il nero” era nell’aria ed aspettava solo di materializzarsi: eccola alternata ad uno strato piccante di verde peperone, una fresca ventata di verde menta ed un tocco fruttato, il tutto in una trasparenza anticalura.

Insalata di riso rosso e nero ai peperoni, fichi e pinoli


Insalata di riso integrale bicolore, ai peperoni, fichi e pinoli
Ingredienti x 2 (le dosi sono alquanto indicative!)
80 g riso venere nero
80 g riso rosso selvatico
120 g circa peperoni
sale
8 cucchiai circa olio evo
menta
1 manciata pinoli
1 o 2 fichi

Preparazione. Lavare bene la menta e lasciarla in infusione nell’olio. Arrostire i peperoni sulle braci o in una padella di ferro e chiuderli in un sacchetto di carta per alimenti. Quindi spellarli e condirli con un po’ d’olio alla menta.
Cuocere separatamente in acqua salata, il riso venere ed il riso rosso per 35’ e scolarli.
Tostare in una padella i pinoli.
Condire i due risi con l’olio alla menta e comporre i bicchieri, predisponendo un primo strato di riso rosso, procedendo con i peperoni e terminando con uno strato di riso venere.
Riporre in frigo ed al momento di servire, guarnire con i pinoli, un ciuffetto di menta ed uno spicchio di fico.

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Ricette dolci con i fichi
Semifreddo ai fichi fioroni
Crostata alla cannella con confettura di fichi all’anice stellato
Confettura di fichi fioroni all’anice stellato

Ricette salate con i fichi
Fichi fioroni con miele e ricotta
Tacchino farcito con composta di fichi fioroni

Altre insalate
Cavatelli freddi di vite
Insalata di paccheri freddi farciti con asparagi e bufala

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Quest’insalata partecipa alla raccolta Red hot chili peppers (per gentile concessione di dilazione dei termini) di konstantina- exeigousto, nell’ambito della Raccolta delle raccolte di Evelyne e Simona
Raccolta peperoni
La raccolta completa delle ricette, qui

28 agosto 2009

Fagottini di ricotta, fichi e olive

I fagottini di fumettistica memoria, evocano la triste immagine di personaggi reietti che stanchi di avversità o rifiuti, scelgono di abbandonare case ed affetti. Così radunano i pochi effetti (le poche cose più care) in un fazzoletto, ne uniscono i lembi in un nodo e sostenendolo con un’asta, lo reggono sulla spalla e si incamminano, speranzosi verso un futuro migliore.
Nessuna di queste motivazioni mi ha spinta a provare i fagottini di brisèe, se si esclude un passato da accanita lettrice di fumetti, sebbene il leit motiv sia stato quello di racchiudere ingredienti preziosi, poveri, ma cari e rappresentativi di una mediterraneità imprescindibile.
Un croccante scrigno di brisèe che avvolge una morbidezza cremosa, calibrando la sapidità delle olive verdi in salamoia home made e la dolcezza dei fichi.

Fagottini di ricotta, fichi e olive

- è una ricetta che giaceva in archivio in attesa di pubblicazione, per la quale ho usato i fichi fioroni che possono essere tranquillamente sostituiti dai fichi veri-


Fagottini di ricotta, fichi e olive
Ingredienti
Pâte à quiche di C. Felder (già sperimentata qui)
200 g di farina 00
5 g di sale
90 g burro a pezzetti
1 uovo codice 0
20 g di acqua

Farcia
200 g ricotta
1 uovo e 1 albume codice 0
2 fichi (ric. orig. 100 g salsiccia)
2 cucchiai di olive in salamoia (ric. orig. 100 g prosciutto cotto)
50 g grana (ric. orig. 100 g groviera)
Semi di papavero
Semi di sesamo tostati

Preparazione Pâte à quiche. Lavorare la farina, il sale e il burro (morbido) in una ciotola, con le dita, fino a quando il burro è stato assorbito dalla farina. Aggiungere l'uovo e l'acqua e impastare. Quando la pasta sarà omogenea, avvolgerla con della pellicola e metterla a riposare al frigo per 2 ore.
Intanto mettere la ricotta in una terrina, unire l’uovo, il grana, i fichi e le olive snocciolate e tagliate grossolanamente ed infine salare e pepare, mescolando bene.
Stendere piccole pezzature di pasta con il mattarello e ritagliare volta per volta dei quadrati di 8 cm di alto. Mettere al centro di ogni quadrato un poco di ripieno, cercando di lasciare i bordi puliti e richiudere a fagottino i lembi pressando bene. Spennellare la superficie con l’albume leggermente sbattuto e cospargere con i semini.
Riporre i fagottini via via preparati in frigo ed infine infornare a 180° per 25’. [Liberamente tratti da L’Enciclopedia della Cucina Italiana, Mondadori]

Fagottini di ricotta, fichi e olive


Un’interessante variazione al tema è rappresentata da questi

Fagottini di ricotta, zucchine e sesamo & ricotta, peperoni e semi di papavero


Fagottini mignon di ricotta, zucchine e sesamo (ritagliare la pasta in quadrati dal lato di 6 cm, farcire con un composto di 80 g ricotta ed 1 peperone precedentemente grigliato e tagliato grossolanamente al coltello) & Fagottini mignon di ricotta, peperoni e semi di papavero (ritagliare la pasta in quadrati dal lato di 6 cm, farcire con un composto di 80 g ricotta ed 1 zucchina precedentemente tagliata a cubetti e rosolata in un filo d’olio evo) preparati per Mariluna.

27 agosto 2009

Miele alla liquirizia

Emersa dal travolgente e caotico mare delle vacanze, il duro ritorno alla quotidianità e la sindrome da rientro in agguato ……….
Nonostante fior di nutrizionisti consiglino di contrastarla con un’alimentazione bilanciata, ricca di frutta e verdura, una vena di melanconica tristezza non accenna ad andar via ed il teatrino di ricordi, foto e rievocazioni rende tutto più difficile ….
Non rimane che trovare rifugio nei souvenir gastronomici, diligentemente repertati, fino a quando non ci si avvede con sgomento che l’ultima ondata di amiche salutate, li ha portati via ………..
E allora il demone – ispiratore home made si mette al lavoro, per riprodurre una prelibatezza che sposa il nero delizioso della Terra con l’ambrato delle creature dell’Aria: il miele alla liquirizia, assaggiato e acquistato in Sila.
Non so se il procedimento sia quello “canonico”, ma so che è un ottimo antidoto alla sindrome da rientro ed un goloso escamotage per cominciare bene una giornata lavorativa, dolcificando il latte della prima colazione o lo yogurt (preferibilmente autoprodotto).
E si riparte!!!
Miele alla liquirizia

Miele alla liquirizia
Ingredienti
300 g miele d’acacia o millefiori artigianale
2 cucchiai di polvere di liquirizia Amarelli
(in mancanza, polverizzare 2 cucchiai scarsi di spezzatina Amarelli)

Preparazione. Sciogliere a bagnomaria 3 cucchiai di miele con la polvere di liquirizia, rimestando con un cucchiaio. Unire il composto al restante miele ed amalgamare bene con il minipimer. Attendere qualche ora prima di consumare. (Gli inevitabili residui di liquirizia che certificano la lavorazione home made e che affiorano in superficie, necessitano di una mescolata al miele prima del consumo).

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Provato da lei

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Aggiornamento del 20/11/2009

Questa ricetta partecipa alla raccolta Con le dita nel barattolo di Martina in collaborazione con Giallo Zafferano



29 giugno 2009

Tacchino farcito con composta di fichi fioroni

Il tempo scorre inesorabilmente con ritmo immutato e scandisce impegni, aspettative, propositi, avvenimenti che la nostra percezione dilata in una relatività sconcertante.
In totale asincronia, il mio vivere trafelato che senza successo alcuno, tenta di stipare nell’incapienza, progetti su progetti che sconfinano puntualmente nel “troppo tardi”, come la ricetta di oggi, preparata l’anno scorso e accantonata in attesa di pubblicazione, finché non fu troppo tardi (preparata in giugno con i fichi fioroni, non riuscì a guadagnarsi la ribalta, né nel periodo estivo dei fichi veri, né in quello autunnale e postumo dei cimaruoli).
Una ricetta preparata con grande entusiasmo, per la curiosità di gustarne il cuore dolce e scoprirne il gusto d’insieme, ma non perfettamente riuscita esteticamente, in quanto trattasi nel format originale di una galantina, per la quale la carne doveva essere appiattita perfettamente e ridotta in uno strato sottilissimo per poi essere arrotolata a cilindro e non a spirale (!).
Così non è stato nel mio caso e la denominazione si è “elegantemente” evoluta in Tacchino farcito con composta di fichi fioroni: le due verità di una ricetta che può essere servita come antipasto o come secondo, opportunamente calibrandone le proporzioni.



Tacchino farcito con composta di fichi fioroni



- La verità è interamente e solamente una questione di stile. (O. Wilde) -




Tacchino farcito con composta di fichi fioroni
Ingredienti
250 g circa petti di tacchino [ricetta originale: 8 petti di pollo + 4 cosce di pollo]
g 140 composta di fichi [ricetta originale: confettura di fichi]
g 120 - panna fresca
g 60 - brodo vegetale
prezzemolo [ricetta originale: maggiorana]
olio extravergine d'oliva
sale e pepe
4 fette di pane [ricetta originale: g 200 focaccia]

Preparazione. Ridurre a dadini 140 g circa di petti di tacchino e passarlo al mixer con la panna, una presa di sale e un pizzico di pepe. Infine, mescolare al composto g 80 di composta di fichi. Aprire il rimanente petto di tacchino [ricetta originale: disossare le cosce di pollo], porlo tra due fogli di pellicola e spianarlo delicatamente con il batticarne. Eliminare la pellicola, ricavarne dei quadrati e stendere su ciascuna di essi g 10 di confettura di fichi. Spalmare poi con il composto mixato, arrotolare, avvolgere in un doppio foglio di pellicola, chiudere a caramella alle estremità e bucherellare qua e là con una forchetta. Tuffare i cilindri in brodo vegetale bollente e lasciarli lessare, a fiamma dolce, per 18-20' circa. Una volta cotti, eliminare la pellicola e farli dorare in padella in un filo di olio. Lasciarli intiepidire, quindi affettarli, profumarli con qualche fogliolina di prezzemolo (o maggiorana) e servirli, tiepidi, su fette sottili di pane [ricetta originale: focaccia] tranciate con un coppa pasta, leggermente bruschettate e lucidate con olio aromatizzato al prezzemolo (o alla maggiorana). [Tratto da La Cucina Italiana]


Composta di fichi fioroni



Composta di fichi fioroni
Ingredienti
200 g fichi fioroni (3 fichi)
30 g zucchero
Gocce di limone

Preparazione. Sbucciare dei fichi e disporli a strati con lo zucchero ed il succo di limone Coprire e lasciare riposare per mezz'ora. Mettere al fuoco e portare ad ebollizione per 15’, avendo cura di mescolare delicatamente e di frequente con un cucchiaio di legno. Al raffreddamento, sarà pronta per il consumo.

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Questa ricetta partecipa alla raccolta Non solo prosciutto e fichi di manu e silvia-spizzichi e bocconi


10 giugno 2009

Zucchine e ricotta gratinate

Il cerchio è la figura geometrica per eccellenza, con le sue equidistanze dal centro, simbolo di equilibrio, perfezione e completamento.
Applicando la geometria in cucina il risultato può essere piacevolmente sorprendente, laddove cerchi verdi e semicroccanti proteggono un cerchio candido e cremoso.

Zucchine e ricotta gratinate

Zucchine e ricotta gratinate

Ingredienti x 6
2 zucchine
300 g ricotta di pecora [ric. orig. formaggio di capra di forma cilindrica]
parmigiano reggiano
pepe nero
sale alla vaniglia
olio evo
menta e fragola

Preparazione. Lavare le zucchine e asciugarle, quindi tagliarle in rondelle piuttosto spesse e cuocerle a vapore con un filo d’olio, sale alla vaniglia e pepe per 15’.
Preriscaldare il forno e disporre in una teglia rivestita di carta forno, le rondelle di zucchine, ricoprirle con una rondella di ricotta dello stesso diametro delle zucchine ed infine completare con un’altra rondella.
Spolverare con il parmigiano ed un pizzico di pepe ed infornare in forno preriscaldato con la funzione gril, per 5’.
Guarnire con fragole o menta e servire tiepide.

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Ricette correlate

Bauletti di zucchine al mascarpone e maggiorana
Bavarese di zucchine
Cestini di zucchine allo zafferano
Fiore di verdure al burro
Girandole di pollo e Insalata di carote e zucchine

Ricette dolci correlate

Mousse di steli di zucca
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Queste zucchine partecipano alla raccolta Tutto ruota intorno ad una zucchina di evelyne – pasticci e pasticcini
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Ringrazio solema - nonna sole per il premio Good morning blog!!!

5 giugno 2009

Bicchierini di amaranto, cipolla, cetriolo e ciliegie

Ormai giunta al termine del pacchetto di amaranto di recente acquistato, non potevo non metterne alla prova la tanto decantata versatilità, in questa veste colorata e allegra con la quale si prefigge di contrastare l’imperio del caldo.
Sintesi perfetta di freschezza e golosità che esalta ancora di più le doti di questo, a torto, poco conosciuto, non cereale (rientra in una bizzarra categoria di alimenti che va sotto il nome di pseudo-cereali per l’assenza di glutine).
Superfluo aggiungere che servito in porzioni più congrue, può costituire un ottimo e sano piatto unico, da arricchire con frutta o verdure a piacimento e secondo fantasia, attingendo liberamente alla tavolozza di colori messi a disposizione dall’estate.


Bicchierini di amaranto, cipolla, cetriolo e ciliegie



Insalata di amaranto, cipolla, cetriolo e ciliegie

Ingredienti x 3
½ bicchiere amaranto (commercio equo e solidale)
13 ciliegie (ric. orig. 1 melagrana)
cetriolo e cipolla (ric. orig. indivia)
1 cucchiaio olio evo
1 cucchiaino di miele di acacia (ric. orig. miele di corbezzolo)
sale alla vaniglia
pepe
erba cipollina

Preparazione. Bollire l’amaranto e fare raffreddare, girando di tanto in tanto per separare i chicchi. Snocciolare e frullare le ciliegie, quindi passare il liquido in un colino e preparare una vinaigrette con la polpa ottenuta, il miele, il sale alla vaniglia, un’ombra di olio evo ed il pepe e condirvi l’amaranto..
Tagliare il cetriolo e la cipolla alla mandolina.
Adagiare l’amaranto nei bicchierini, coprirlo con il cetriolo, la cipolla e le ciliegie. Prima di servire, finire con un giro d’olio evo e decorare con qualche stelo di erba cipollina. [Tratto da Bhoole Bisre Anaj. Forgotten Foods di Vandana Shiva, scienziata ed economista indiana che da anni si batte per promuovere le varietà agricole autoctone dell'India]

Altre ricette con l’amaranto
Gnocchi di amaranto alla salvia
Sformato di amaranto ai porri

Altre ricette con le cipolle
Uova cipolle e pomodori
Cipolle e Gusci (di cipolla) con farcia agrumata alle noci
Insalata di cipolle in guscio

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Questi bicchierini partecipano al contest Bicchierini golosi de Il gatto goloso
La raccolta completa qui



ed alla raccolta Insalate di pasta di nico-la mia agenda



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18 maggio 2009

Crostini di capperi e pinoli

Chi ha reso grande nel mondo la tradizione gastronomica italiana, defininendosi “semplice dilettante” redarguiva:
La cucina è una bricconcella; spesso e volentieri fa disperare, ma dà anche piacere, perché quelle volte che riuscite o che avete superata una difficoltà, provate compiacimento e cantate vittoria.
Diffidate dei libri che trattano di quest'arte: Sono la maggior parte fallaci o incomprensibili, specialmente quelli italiani; meno peggio i francesi: al più al più, tanto dagli uni che dagli altri potrete attingere qualche nozione utile quando l’arte la conoscete.
Se non si ha la pretesa di diventare un cuoco di baldacchino non credo sia necessario per riuscire, di nascere con una cazzaruola in capo basta la passione, molta attenzione e l'avvezzarsi precisi: poi scegliete sempre per materia prima roba della più fine, che questa vi farà figurare.
Il miglior maestro è la pratica sotto un esercente capace; ma anche senza di esso, con una scorta simile a questa mia, mettendovi con molto impegno al lavoro, potrete, io spero, annaspar qualche cosa.

Confortata da ciò, ho voluto sperimentare un esempio dell’Arte di mangiar bene: una morbida crema fondente che va ad avvolgere un mix dolce-salato, su una base di pane tostato … concedendomi una piccola variante campanilista, la sostituzione del prosciutto crudo con il capocollo calabrese* home made, nel rispetto della tradizione.

Crostini di capperi e pinoli



Crostini di capperi (Titolo originale)

Ingredienti
50 capperi sotto sale (ric. orig. capperi sott’aceto)
50 g zucchero semolato (ric. orig. zucchero a velo)
20 g farina
30 g uvetta passa
20 g pinoli
20 g capocollo calabrese home made (ric. orig. prosciutto crudo)
20 g canditi
pane casereccio
aceto di vino


Preparazione. Tritare grossolanamente a coltello i capperi, l’uvetta (fatta rinvenire in acqua e strizzata), il capocollo, i pinoli e i canditi.
Mettere sul fuoco, in un pentolino lo zucchero e la farina e, dopo averli fatti scaldare (non attendere troppo, in quanto lo zucchero potrebbe caramellarsi) ed aggiungere mezzo bicchiere d’acqua e pochissimo aceto.
Quando i grumi saranno sciolti, versarvi il trito e farli andare per qualche minuto, finché il composto non diventerà cremoso.
Con questo ricoprire le fette di pane precedentemente tostate e servire. [Ricetta tratta da La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene di P. Artusi]


* Nota di gusto: Molti insaccati calabresi sono realizzati con le pregiati carni del maiale nero, una specie autoctona di allevamento semibrado. Le sue carni dalle particolari proprietà organolettiche, sono magre e sapide, sode e compatte, con buona colorazione del muscolo.
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Questi Crostini di capperi e pinoli con glassa in agrodolce, partecipano alla raccolta BruschetTiAmo di luca & sabrina- sapori divini


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News – Pellegrino Artusi e la cucina di casa
Per una preziosa rilettura, utile e prezioso approfondimento dell'opera del grande gastronomo, può rivelarsi “Pellegrino Artusi e la cucina di casa” di M. Fabretti.

4 maggio 2009

Gelato alle fragole e cardamomo

A non mancare mai nella mia casa, è la dolce freddezza dal sapore di premio del gelato, bramando quello home made, acclamando quello artigianale e non disdegnando quello industriale.
Sempre presente in molti momenti della mia vita, a suggello di quelli gioiosi, come “consolazione” di quelli tristi e anche come “ricostituente” nei periodi di preoccupante inappetenza.
Il gelato per me è il dessert dello spirito, la quintessenza della golosità, l’irrinunciabile delizia gelida e cremosa da gustare nell’intimità del sé o in un convivio di amici sinceri, ma anche da regalare per condividerne la gioia derivata, com’è il caso di questo gelato alla fragola, aromatizzato al cardamomo!

Gelato fragole e cardamomo


Gelato alle fragole e cardamomo
Ingredienti300 g fragole
250 g panna fresca
250 g latte
100 g zucchero
½ limone
5 bacche di cardamomo (commercio equo e solidale)

Preparazione. Lavare le fragole, asciugarle e passarle al mixer con il succo di mezzo limone. Incorporare il tutto al latte ed alla panna, aggiungere lo zucchero e aromatizzare il composto con il cardamomo pestato finemente.
Riporre il gelato in freezer in una vaschetta per il ghiaccio, per un’ora [o versare il composto nella gelatiera].
[Per il procedimento senza gelatiera] Successivamente prelevare e frullare a bassa velocità, per rompere i cristalli di ghiaccio e per incorporare aria. Frullare nuovamente dopo due o tre ore e lasciare riposare per due ore ancora. Prima di usare lasciarlo un po’ a temperatura ambiente, perché si ammorbidisca.


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Con questo gelato partecipo alla raccolta Al gelato non rinuncio mai di stefi –buoni e veloci




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Un profumato gelato, dedicato a tutti i lettori che mi hanno votato, consentendomi una piccola comparsa sul podio di Blog Cafè di Squisito 2009: un apostrofo rosa tra le parole “grazie mille!” (chiedo venia per la parafrasi).



24 aprile 2009

Cupola di riso rosso selvatico con cicorie selvatiche e nastri di seppie

Sono pochi gli spiriti liberi che rifuggono gli schemi precostituiti, in una società di convenzioni che vorrebbe allinearli.
Attraenti, carismatici e fuori dal coro, perché pericolosi, vengono tacciati di disturbo alla prassi consolidata.
Recalcitranti e forti, si conformano solo per libera scelta come in questo caso di amicizia tra due selvatici: cicoria e riso rosso che per l’occasione decidono di mettersi in posa per una foto ricordo.

Cupola di riso selvatico alle cicorie e seppie

Cupola di riso rosso selvatico con cicorie selvatiche e nastri di seppie
Ingredienti x 2
2 tazzine circa di riso rosso selvatico
30 g circa cicoria selvatica (q.b. a dare il giusto equilibrio cromatico)
1 seppia
cannella
olio evo
sale

Preparazione. Lessare il riso per 30’ con poco sale. Scolarlo e raffreddarlo. Nel frattempo mondare le cicorie e lavarle bene, lessarle al dente e scolarle.
Pulire la seppia, tagliarla a nastri e cuocerla nell’olio, bagnando con un po’ d’acqua. A cottura ultimata, spolverare con un pizzico di cannella.
Mischiare riso e cicorie e ripassarli in padella con l’olio evo ed il peperoncino. Trasferire il riso negli stampini a semisfera, attendere qualche minuto e sformare sui singoli piatti, adagiandovi sopra i nastri di seppie.


Cupola di riso selvatico alle cicorie e seppie


Ricetta light per il Diet light blog di bendetta



18 aprile 2009

Calamarata alla crema di carote, miele e cardamomo

Basta poco per trasformare una personalità dolce, placida e pacata in una personalità briosa, attraente e carismatica: a volte può essere anche una spezia a fare la differenza, per esempio il cardamomo dalle spire invisibili, ma profumate, emanate dalle magiche capsule e dalle volute inebrianti che si sprigionano irrimediabilmente all’aperture delle stesse.

Un profumo spirituale si leva nello spazio olfattivo e dispone l’animo ad un incontro importante: rustici cerchi trafilati al bronzo e spirali aromatiche di crema radiosa, intrecciano una danza d’aromi e sapori unici e indissolubili.


Calamarata alla crema di carote, miele e cardamomo



Calamarata alla crema di carote, miele e cardamomo

Ingredienti x 2
200 g calamarata Rustichella d’Abruzzo
2 carote
2 tazze brodo vegetale
3 capsule di cardamomo (commercio equo e solidale)
1 cucchiaino miele millefiori
2 cucchiai di panna fresca
cipolla
sale
pistacchi

Preparazione. Affettare la cipolla, pelare e tagliare a tocchetti le carote e farle bollire nel brodo, insieme ai semi di cardamomo fino a che saranno morbide (15-20’). Aggiustare di sale, frullare e aggiungere la panna ed il miele, rimestando bene su fuoco medio.
Cuocere la pasta in acqua salata e scolarla. Aggiungere nella crema di carote qualche cucchiaio dell’acqua di cottura della pasta e saltarvi la pasta.
Servire guarnendo con i pistacchi.

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Questa ricetta partecipa alla raccolta "AAA...ricette col cardamomo cercasi..." di A spasso con solidea


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News - Il dizionario dei mieli nomadi
Tutti i segreti sul mondo delle api in un dizionario che è una dichiarazione d'amore per gli insetti del miele
"L'ape non si poggia mai a terra, ma solo sui calici dei fiori e nell'alveare"; e l'apicoltore, depositario di conoscenze antiche, vive "lontano dalle città, d'inverno è stanziale, ma con l'arrivo della bella stagione diventa nomade".
Tanti altri aneddoti e segreti sulla socialità delle api in un libro come viaggio in progress perché non è in sé concluso. Si tratta infatti di un dizionario aperto, una sorta di Wikipedia cartaceo al quale ciascuno potrà dare il suo contributo: l'idea è di arricchire la prossima edizione con nuove voci suggerite dai lettori e inviate via e-mail.
(leggi l’articolo di E. Cozzella)
Un piccolo grande universo, quello delle api, da scoprire e rispettare

17 marzo 2009

Sciroppo di zenzero

Simili per fattezze fisiche, simili per sbalzi d’umore, simili per paure da vincere, il tutto avvinto da una flemmatica visione della vita. Similitudini e scontri in rincorsa continua, legati da un filo robusto, allentato da morbide tregue gioiose: io e il mio papà
E finalmente un bel ritrovarsi in una bibita dissetante, speziata e vagamente agrumata, ravvivata da tenui sentori piccanti.
Sciroppo di zenzero

Sciroppo di zenzero

Ingredienti
g 200 di acqua
g 200 di zucchero
g 100 di zenzero fresco

Preparazione. Portare l’acqua con lo zucchero ad ebollizione e unire lo zenzero fresco pelato e ridotto a tocchetti. Sobbollire il tutto per 5' e lasciar riposare per 2 ore. Infine filtrare. [Tratto da La cucina italiana]

Nota. Questo sciroppo è l'ideale per ingentilire gelati o creme e impasti dolci.
Può diventare una gradevole bibita dissetante, diluendo 2 cucchiai in g 200 di acqua fredda.

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Lo sciroppo di zenzero partecipa alla raccolta di Ricette per la festa del papà di Giallo zafferano

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Provato da Brii.

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9 marzo 2009

Panna cotta allo zafferano su note agrumate e pistacchi

Mimosa al cucchiaio
In un’intervita, Loretta Fanella ha dichiarato che nelle sue dolci creazioni non manca mai una parte morbida, una parte liquida e una parte croccante. Seguendo queste linee guida, ho ideato una gialla mimosa per festeggiare l’8 marzo, giorno istituzionalmente dedicato alle donne, un mondo con un passato di vessazioni e un presente calpestato ....
Lo propongo nonostante l’evidente anacronismo, con la valenza di promemoria per il prossimo anno o di mimosa al cucchiaio da servire come dolce primaverile o, dandogli altre forme, da gustare come dessert scevro di ogni metafora.
Panna cotta allo zafferano su note agrumate e pistacchi

Panna cotta allo zafferano su note agrumate e pistacchiIngredienti x 3
200 ml panna
40 g zucchero a velo
1,5 fogli di gelatina (3 g)
1 pizzico zafferano in polvere

Salsa al bergamino
6 cucchiai bergamino
½ cucchiaino amido

pistacchi

Preparazione. Mettere la gelatina in una ciotola, coprirla di acqua fredda e lasciarla ammorbidire per una decina di minuti. Scaldare la panna con lo zucchero a velo su fuoco bassissimo in modo che non raggiunga mai il punto di ebollizione, quindi toglierla dal fuoco; a parte, scaldare circa 10 ml di latte (o quanto basta per sciogliervi la gelatina), sciogliervi lo zafferano, unire la gelatina ben strizzata e mescolare su fiamma bassissima fino a quando si sarà completamente sciolta. Filtrare il latte attraverso un colino a maglie fitte per eliminare eventuali filamenti di gelatina e incorporarlo alla panna. Lasciare raffreddare il composto mescolando di tanto in tanto. Foderare con pellicola alimentare uno stampo a forma di fiore (o altro stampo), versarvi la panna cotta e riporre in frigo per qualche ora a rassodare.
Salsa al bergamino. Far addensare sul fuoco il bergamino con l’amido, finché non vela il cucchiaio.
Sformare la panna cotta, completare con la salsa e guarnire con i pistacchi tritati.
Panna cotta allo zafferano su note al bergamino e pistacchi
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Questo Fior di mimosa partecipa alla raccolta Le ricette della festa della Donna di Giallo zafferano

23 febbraio 2009

Cestini di lenticchie con purè di topinambur allo zenzero

Piccole monete dal tintinnio argentino e dal colore discreto, capaci di sorprendere, quando serrandosi l’un l’altro assumono le sembianze di cestini, per recare aromatici purè (o cotechino e mostarda nel periodo più augurale dell’anno, come prevede la ricetta originale).
Una ricchezza vegetale quella delle lenticchie, in declinazione finger food da farcire a piacimento.

Cestini di lenticchie con purè di topinambour

Cestini di lenticchie con purè di topinambur allo zenzero

Ingredienti x 6
Cestini [ric. orig. Tartellette]150 g lenticchie [ric. orig. 150 lenticchie rosse + 150 lenticchie di Castelluccio]
cipolla [ric. orig. 1 cipolla]
½ carota [ric. orig. 1 carota]
20 g mollica secca [ric. orig. 40 g mollica]
50 g grana grattugiato [ric. orig. 25 g grana]
1 uovo
alloro
sale

Purè
300 g topinambur
latte
1 cucchiaio grana grattugiato
sale
zenzero (o noce moscata)

Preparazione.
Cestini.
Edit del 13.18.2012: su richiesta di una lettrice, ho rifatto i cestini ed ho fotografato la preparazione, omettendo la fase dell'ammollo.
1. Mettere a bagno le lenticchie per almeno 12 ore; trascorso tale tempo, scolarle e farle cuocere in abbondante acqua salata profumata con alloro per 20’ circa (scegliere una cottura al dente).
2. Affettare finemente la cipolla, farla appassire e unirvi la carota tagliata a julienne, un pizzico di sale e far cuocere ancora un poco.
3. Scolare le lenticchie, versarle in una terrina e unirvi l’uovo, il grana, la mollica e il misto di cipolla e carote stufato.
4. Mescolare accuratamente e distribuire il composto negli stampini per tartellette (il quantitativo era abbondante e ho usato degli stampini per budini). Passare in forno a 180° per circa 20’.
5. Attendere che si freddino, prima di sformarli.

Cestini di lenticchie

Purè di topinambur. Lessare i topinambur, scolarli, pelarli e schiacciarli. Trasferire il composto in una pentola, aggiungere il latte, il burro, il grana, lo zenzero grattugiato (o se lo zenzero non piace, la noce moscata), il sale e rimestare a fuoco dolce.
A cottura ultimata, trasferire il purè in una sac à poche e, dopo aver sformato i cestini, farcirli. [Ricetta Cestini (Tartellette) tratta da Cucina ci penso io, a cura di Gambero rosso]

Cestini di lenticchie e purè di topinambour allo zenzero

Questi Cestini partecipano alla raccolta Lenticchie & CO. di lety



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Ricetta correlata

Insalata tuberosa

21 febbraio 2009

Mini rotoli alla marmellata di bergamotto

Mock-up.
Il fascino delle miniature tocca le corde più intime e irrazionali, scatenando manie compulsive di collezionismo.
Soggiogata dallo stesso impulso, ho ridimensionato un classico della pasticceria, il rotolo, ricavandone tre mignon, con il vantaggio di esaltarne la versatilità (avere più rotoli a disposizione, consente di diversificarne i gusti) o modificarne l’aspetto (non più rotolo, ma girelle, se tagliato a fette e disposto nei pirottini).

Mini rotoli con marmellata di bergamotto

Mini rotoli alla marmellata di bergamotto
Ingredienti

Biscuit
3 uova
100 g zucchero
100 g farina
scorza grattugiata di limone biologico
1 cucchiaino raso di lievito

Farcia
300 g (circa) di marmellata di bergamotto

Guarnizione
Scorze candite di bergamotto

Preparazione. Separare i tuorli dagli albumi, ponendoli in due ciotole diverse. Mescolare i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere una crema. Montare a parte gli albumi a neve e ad operazione completata, unire i due composti. Amalgamare al tutto la farina, la scorza grattugiata di limone ed il lievito. Infine trasferire il composto nella leccarda ricoperta di carta da forno e spennellata con il burro fuso.
[Edit: per facilitare il tutto, è preferibile versare il composto in tre (o due teglie) rettangolari della medesima dimensione]
Infornare a 220° per 10' (indicazioni che possono variare in relazione al tipo di forno, ma è importante che il biscuit diventi diventi appena dorato, perché in caso contrario potrebbe rompersi).
A cottura ultimata, disporre il biscuit su un canovaccio umido cosparso di zucchero a velo e ricavarne tre rettangoli di 33x11 cm [se si opta per la soluzione delle teglie separate, questa operazione va omessa]. Trasferire i tre mini biscuit ricavati, su altri due canovacci inumiditi (cosparsi anch'essi di zucchero a velo), arrotolare su se stesso ogni mini biscuit ed attendere che si freddino. Quindi srotolarli, spalmarvi la marmellata al bergamotto ed arrotolare nuovamente.
Ad operazione ultimata si otterranno tre mini rotoli lunghi 33 cm, da tagliare ancora in due (per una lunghezza di 16,5 cm) o da tagliare a fette e disporre nei pirottini.
Eliminare le estremità e guarnire con le scorze candite di bergamotto.



Tris rotoli con marmellata di bergamotto

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Questa ricetta partecipa alla Raccolta Frutta Fresca del Mese: agrumi eccetto limoni e arance
creato da Marta (An Italian in the US) e ospitato da simona

14 febbraio 2009

Insalata tuberosa

Nascosti alla vista e nel buio ovattato, coltivano le loro ricchezze, radicando talenti; infrattati nelle profondità, bitorzoluti e terrosi, conducono una vita silente, finché non vengono portati alla luce, svelando le loro forme sbavate e sfuggenti o compatte e rugose.
I tuberi dalle mille virtù, tesori delle terra e scrigni di sapori: oggi, patate (sotto forma di riccioli), topinambur e cipolline selvatiche (o lampascioni), in raduno per un’insalata light e armoniosa, delicatamente gustosa.

Insalata tuberosa

Insalata tuberosa
Ingredienti x 2
400 g patate silane (200 g riccioli di patate)
100 g cipolline selvatiche (meglio conosciute come lampascioni)
50 g topinambur
pinoli
sale
olio evo

Preparazione. Pelare le cipolline selvatiche (utilizzando dei guanti), praticare alla base un taglio a croce e lavarle, per poi tenerle a bagno, per circa 3 ore, cambiando l’acqua rosastra, ripetutamente, perchè perdano il forte sapore amaro.
Ricciolo di patata
Pelare le patate e, con l’apposito attrezzo, incidendole in senso verticale e procedendo con movimenti ad avvitamento, ricavare dei riccioli, da immergere nell’acqua per impedire che anneriscano.
Lavare i topinambour e preparare 3 pentole per lessare i tre tuberi o …
… predisporre l’occorrente per la cottura a castello, collocando i tuberi per tempi di cottura: adagiare nella pentola a contatto con il fornello i topinambur (cottura 20’), nella bacinella del bagnomaria le cipolline selvatiche (cottura 10’) e nella griglia a vapore i riccioli di patate (cottura 7/8’), aggiustando di sale.
Intanto tostare una manciata di pinoli, in una padella antiaderente.
Quando i tuberi sono cotti, scolarli, pelare, affettare i topinambur, aggiungere i pinoli tostati, aggiustare di sale e irrorare con un filo d’olio e.v. o.

L’insalata tuberosa, partecipa alla Raccolta Salads di susina la strega del tè

La raccolta completa qui