Ci sono dei piatti inscindibilmente connessi con la
nostra identità, fatta di ricordi, di profumi, di calore familiare, di sorrisi
materni pronti ad accoglierci al nostro arrivo a casa: ci rappresentano e sono parte
di noi ……
Negli anni passati, anche se di recente un po’ meno, a casa mia le alici sono
state le protagoniste della tavola ed il più delle volte, come da buona tradizione
calabrese, venivano fritte con
peperoni freschi e piccanti (alici e "pipi iuschenti") o con pepe rosso e origano per gli adulti

salvo poi prepararne alcune, sotto forma di cotolette
o polpette al forno per i piccoli.
Quell’allegro sfrigolio, quel profumo di frittura tenace
ed avvolgente, quel pizzicore del piccante che solleticava le narici e a volte generava
qualche colpetto di tosse, rumoreggiava per tutta la cucina e preannunciava un
piatto che a volte “subiva attentati” prima ancora che venisse servito.
È una ricetta suggestiva che racconta la Calabria con ingredienti poveri, ma dai sapori intensi: non lasciatevi scoraggiare dalla
presenza del piccante che si può dosare a piacimento, mia madre negli anni, con questo
piccolo accorgimento lo ha preparato per quasi tutti i nostri ospiti ed ha sempre
riscosso grandi ovazioni.













