In principio furono i ciambelloni ed i pan di Spagna della mamma a
rendermi più soave il risveglio e ad allietare la prima colazione, poi vennero i
cake nelle loro infinite declinazioni, compresa quella con l’olio d’oliva e di
recente sono arrivate le brioches a conquistarmi e farmi amare (o quasi) il trillo
della sveglia mattutina.
Tra queste ultime, se proprio devo scegliere, prediligo quelle
francesi ricche di uova, con quello splendido color oro e ricche di burro che
le rende soffici e morbide oltre ogni dire (sensi di colpa a parte): in altre parole irresistibili
leggere la ricetta di brioche di P. Hermè, è stata una
grande tentazione che ho contrastato per mesi, ma alla fine ho ceduto ed era
inevitabile …
Poiché
se si trasgredisce è meglio farlo bene, ho farcito la brioche con una composta
di fragole, ma si può anche optare per una confettura di fragole (o altro
frutto): quelle striature fruttate che si svelano al taglio e striano le fette
briochate hanno il sapore di un premio conquistato!
La
brioche è poesia pura, indescrivibile con le parole, l’unica nota è che ho riscontrato
difficoltà nel lavorare l’impasto: difatti è risultato molto appiccicoso, probabilmente
perché ho usato una farina diversa da quella consigliata, ma mettendo a dura
prova la tenacia dell’impastatrice, sono riuscita nell'intento (ed in ogni caso sconsiglio di impastarla a mano).
E' un dolce che desta il buon umore e tinge il mondo di rosa: vale la pena provarlo, anche diminuendo la quantità di burro ...
