4 luglio 2009

Budino di susine rosse

Un budino d’antan
La golosità niente affatto sopita dal caldo, in estate evolve verso nuove forme, meno caloriche e più fresche, non disdegnando un certo apporto vitaminico.
Detto così sembrerebbe un po’ una sfida, ma non lo è: una soluzione potrebbe essere un fresco budino alla frutta senza latte, né uova (né gelatina e né cottura in forno) e preferibilmente abbinato ad uno yogurt bianco (o crema di ricotta).
Sono arrivata a questa conclusione, in seguito ad un percorso cominciato con il budino di mosto, passando per il budino all’arancia di Viggi (deliziosamente testato quest’inverno) ed ispirandomi al mitico gelo di melone.
La necessità poi di smaltire un discreto quantitativo di susine ultra-mature, in forme diverse dalle confetture (per non sovraccaricare ulteriormente la dispensa), ha vinto ogni remora.
Il risultato è un dessert un po’ sui generis che potrebbe non riscuotere i favori dei bimbi, ma tuttavia per il gusto asprigno delle susine complementare alla rotondità lievemente acidula dello yogurt in un insieme di carattere.

Budino di susine


Nota: Rispetto agli altri budini citati, dei quali è fratello, in questo predomina il sentore della maizena sul sapore delle susine ed è pertanto fondamentale “correggerlo” con degli aromi (ho usato il passito, ma può andar bene anche la vaniglia)



Budino di susine rosse
Ingredient x 6
500 g susine mature pesate con i noccioli (200 g purea)
70 g zucchero
½ limone
80 g amido di mais o maizena (anche di meno se al bicchiere)
1 cucchiaio di passito (o vaniglia)
3 vasetti yogurt bianco autoprodotto circa

Preparazione.
Lavare le susine, spellarle, snocciolarle e frullare. Riversare la purea ottenuta nel bicchiere dosatore, aggiungere lo zucchero, il passito ed acqua fino ad arrivare ad 800 ml di liquidi complessivi.
Versare un piccolo quantitativo di liquido in una pentola e sciogliervi a caldo la maizena, quindi trasferire l’intero composto e rimestare a fiamma dolce. Dopo qualche minuto dal’ebollizione, allontanare dal fuoco e versare negli stampini. Riporre in frigo, coperto da pellicola alimentare ed accompagnare con yogurt prima di servire.

Rose di susine



Perdonate la ripetitività (penso che questa ricetta si possa preparare anche con altri generi di frutta “succosa”, per es. con le fragole), ma sono innamorata delle roselline dolci.


Altre ricette con le susine
Simil-Malakoff all'anice selvatico e susine verdi

Altri budini con la maizena
Budino di mosto
Budino al caffè
Budino al cioccolato - pdf Doci fantasie pag. 5
Budino al cocco - pdf Doci fantasie pag. 6
Gelo di melone bianco - pdf Doci fantasie pag. 7

30 giugno 2009

Mini cakes all’earl grey

Quando qualche mese fa una mia amica, al ritorno da Londra, suggellò l’appassionato resoconto delle sue brevi vacanze con un piccolo pacchettino, grande fu la mia meraviglia. Dopo averlo scartato, scoprendo che si trattava di un aromatico tè earl grey, ho pensato di eclissarlo temporaneamente alle mire dei familiari estimatori di tè e tisane, in attesa di un congruo utilizzo.
E mai decisione si dimostrò più oculata, in quanto rimuovendone l’involucro sigillante, forte è stato l’aroma che si è sprigionato e che è via via scemato nei giorni a seguire.
L’idea sin da allora, era di sperimentare un'aitante cake alle foglie di tè già selezionato su una vecchia rivista e a furia di rimandare, ieri venne il momento di sfornare, seppure in versione mignon.
Preceduti da un profumino soave, le mini cakes si sono rivelate deliziosi e morbidi bocconcini, delicatamente aromatici (anch ese forse con un altro tipo di tè non in bustina, l’aroma avrebbe mostrato maggior carattere), dalla nota agrumata rafforzata (ho aggiunto una scorzetta polverizzata di bergamotto candito).

Mini cakes all’earl grey


A mo’ di postilla, l’ultimo mio esperimento con il cioccolato: il cioccolato “chantilly” di Hervé This, montato con incredulità e successo in un crescendo di stupore, poi abbinato nell’euforia del momento alle mini cakes in un connubio da replicare al più presto, ipotizzando di montare (perché no?), il cioccolato con il tè (Lydia che ne pensi?)

'Mini

Mini cakes all’earl grey

Ingredienti x 12 mini cakes stampo silikomart
2 uova codice 0
100 g farina
90 g zucchero
90 g burro
½ cucchiaio di foglioline da tè Earl grey (o altro)
1 cucchiaio latte
1 cucchiaino di lievito
scorze di bergamotto
mandorle a lamelle

Preparazione. Fondere il burro e montarlo con le uova ed il latte (ingredienti umidi). Setacciare la farina, lo zucchero, il tè, la scorzetta di bergamotto polverizzata (o finemente tritata al coltello) ed il lievito (ingredienti secchi). Unire i due composti, versare negli stampini e cospargere la superficie con le mandorle.
Infornare a 170-180° per circa 25-30’ (tempi variabili in relazione al forno). [Tratta da Dolci]

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Sul filo di lana e a seguito di una lunga indecisione, propongo a genny – al cibo commestibile dopo il Baccalà al tè su crema di piselli secchi, queste cakes per il Contest Ci beviamo una tisana



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Curiosità - Il tè nel deserto
Il tè nel deserto si trasforma in una metafisica dei rapporti sociali. I bicchieri non possono essere più di tre. Se accetti il primo, il più forte, devi sorbire anche il secondo e il terzo. Rifiutarli è una prova di maleducazione. Per gli stomaci delicati, l'unica via d'uscita è di limitarsi al terzo, eventualità prevista ed accettata. Il quarto, privo di teina, viene dato ai bambini, ma se è offerto a degli ospiti, seguito magari da un quinto, il significato è lampante: quella compagnia non è più gradita.
Misteriosamente ma non troppo, il bicchiere dei saluti inderogabili si chiama fantasia. Il tè del deserto scioglie le lingue, riscalda e corrobora; preso in dosi massicce provoca anche una certa ebbrezza. In arabo si dice chai, in tamahaq, la lingua dei tuareg, atai ma nell'intimità del bivacco, superata l'iniziale diffidenza, gli ospiti lo indicano come «c'est mon alcol».
Quando si mette piede nel deserto, il rumore del silenzio e del vento creano come un muro dietro cui ci si rifugia volentieri. Tuttavia non bisogna esagerare e c'è almeno un'occasione in cui il silenzio potrebbe creare un equivoco. Il tè si beve bollente, le labbra a beccuccio sull'orlo del bicchiere; le nostre buone creanze impongono brevi sorsate anonime, quasi di nascosto che il calore trasforma comunque in smorfie. Loro, invece, bevono tirando su, con la stessa voluttà del dromedario. Fare rumore insomma è indice di apprezzamento, una cacofonia attentamente valutata.
[leggi l’articolo di N. Dal Falco] l

29 giugno 2009

Tacchino farcito con composta di fichi fioroni

Il tempo scorre inesorabilmente con ritmo immutato e scandisce impegni, aspettative, propositi, avvenimenti che la nostra percezione dilata in una relatività sconcertante.
In totale asincronia, il mio vivere trafelato che senza successo alcuno, tenta di stipare nell’incapienza, progetti su progetti che sconfinano puntualmente nel “troppo tardi”, come la ricetta di oggi, preparata l’anno scorso e accantonata in attesa di pubblicazione, finché non fu troppo tardi (preparata in giugno con i fichi fioroni, non riuscì a guadagnarsi la ribalta, né nel periodo estivo dei fichi veri, né in quello autunnale e postumo dei cimaruoli).
Una ricetta preparata con grande entusiasmo, per la curiosità di gustarne il cuore dolce e scoprirne il gusto d’insieme, ma non perfettamente riuscita esteticamente, in quanto trattasi nel format originale di una galantina, per la quale la carne doveva essere appiattita perfettamente e ridotta in uno strato sottilissimo per poi essere arrotolata a cilindro e non a spirale (!).
Così non è stato nel mio caso e la denominazione si è “elegantemente” evoluta in Tacchino farcito con composta di fichi fioroni: le due verità di una ricetta che può essere servita come antipasto o come secondo, opportunamente calibrandone le proporzioni.

Tacchino farcito con composta di fichi fioroni


- La verità è interamente e solamente una questione di stile. (O. Wilde) -


Tacchino farcito con composta di fichi fioroni
Ingredienti
250 g circa petti di tacchino [ricetta originale: 8 petti di pollo + 4 cosce di pollo]
g 140 composta di fichi [ricetta originale: confettura di fichi]
g 120 - panna fresca
g 60 - brodo vegetale
prezzemolo [ricetta originale: maggiorana]
olio extravergine d'oliva
sale e pepe
4 fette di pane [ricetta originale: g 200 focaccia]

Preparazione. Ridurre a dadini 140 g circa di petti di tacchino e passarlo al mixer con la panna, una presa di sale e un pizzico di pepe. Infine, mescolare al composto g 80 di composta di fichi. Aprire il rimanente petto di tacchino [ricetta originale: disossare le cosce di pollo], porlo tra due fogli di pellicola e spianarlo delicatamente con il batticarne. Eliminare la pellicola, ricavarne dei quadrati e stendere su ciascuna di essi g 10 di confettura di fichi. Spalmare poi con il composto mixato, arrotolare, avvolgere in un doppio foglio di pellicola, chiudere a caramella alle estremità e bucherellare qua e là con una forchetta. Tuffare i cilindri in brodo vegetale bollente e lasciarli lessare, a fiamma dolce, per 18-20' circa. Una volta cotti, eliminare la pellicola e farli dorare in padella in un filo di olio. Lasciarli intiepidire, quindi affettarli, profumarli con qualche fogliolina di prezzemolo (o maggiorana) e servirli, tiepidi, su fette sottili di pane [ricetta originale: focaccia] tranciate con un coppa pasta, leggermente bruschettate e lucidate con olio aromatizzato al prezzemolo (o alla maggiorana). [Tratto da La Cucina Italiana]

Composta di fichi fioroni


Composta di fichi fioroni
Ingredienti
200 g fichi fioroni (3 fichi)
30 g zucchero
Gocce di limone

Preparazione. Sbucciare dei fichi e disporli a strati con lo zucchero ed il succo di limone Coprire e lasciare riposare per mezz'ora. Mettere al fuoco e portare ad ebollizione per 15’, avendo cura di mescolare delicatamente e di frequente con un cucchiaio di legno. Al raffreddamento, sarà pronta per il consumo.

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Ricette correlate
Fichi fioroni con miele e ricotta
Semifreddo ai fichi fioroni

26 giugno 2009

Bocconcini di fagioli freschi, ricotta e mandorle

L’idea di “Bocconcino” suscita in me immagini di brama inusitata, attrazione fatale, seduzione coinvolgente. Cercando conforto nel vocabolario della lingua italiana, leggo alla voce “Bocconcino”, la definizione di piccole porzioni di cibo squisito, desiderabile, appetibile.
Lo smarrimento si impadronisce di me nel riscontrare la discordanza tra questo concetto ed una ricetta che annovera tra gli ingredienti i fagioli, legumi che non amo particolarmente e che consumo per dovere.
Così in preda ad una confusione senza pari, l’idea viene relegata in un angolo remoto della mia mente.
Ma poiché nella vita tutto ciò che non si affronta, ritorna con imperio, qualche giorno fa l’acquisto di fagioli freschi, ha risvegliato quel ricordo e riconsiderando quella ricetta che tante perplessità aveva suscitato in me, mi sono decisa a sperimentarla, seppur in piccolissime dosi….
Sorprendente l’armonia e delicatezza dei sapori dove il gusto pieno dei fagioli, si amalgama a quello rotondo della ricotta, il tutto in un equilibrio esaltato e rafforzato dal parmigiano: senza ombra di dubbio alcuno, si tratta di sfizi che si possono fregiare del titolo di “Bocconcini”.


Bocconcini di fagioli freschi, ricotta e mandorle


Nota: la ricetta prevede l’uso di borlotti in scatola che ho sostituito con i fagioli freschi ed inoltre contempla l’aggiunta di un cucchiaio di ricotta, ma in corso di esecuzione, la massa dei fagioli passati mi sembrava tropo liquida ed ho aggiunto ricotta in proporzione 1:1, ottenendo un colore rosato tenue ed un gusto neutro, quindi consiglierei un passaggio in frigo del passato, per renderlo più compatto e di incorporare ricotta in proporzione 1:1/2, con l’avvertimento di essere particolarmente parsimoniosi con il formaggio in quanto potrebbe irrimediabilmente “stemperare” il sapore dei fagioli e della ricotta.

Bocconcini di fagioli freschi, ricotta e mandorle
Ingredienti x 12 bocconcini

100 g di fagioli freschi
50 g ricotta fresca
g 160 mandorle tritate
grana Padano
alloro
olio extravergine di oliva
aglio
sale - pepe nero in grani

Preparazione. Sgranare i fagioli freschi e farli cuocere, coprendoli con l'acqua aromatizzata con alloro e regolata di sale. Sgranare i fagioli freschi e farli cuocere, coprendoli con l'acqua aromatizzata con alloro e regolata di sale.
[Nella ricetta è espressamente consigliato per ottenere la giusta consistenza dell'impasto, di usare il passaverdura e non il mixer elettrico, che non elimina le bucce dei fagioli e li sfibra]
Scolarli e metteteli in un passaverdura con il disco fine per passarli, raccogliendo il ricavato in una ciotola [consiglio far riposare in frigo, perché il composto si rassodi]. Fare appassire l’aglio in un cucchiaino d'olio e, sempre sul fuoco, mescolarlo al passato di fagioli. Quindi allontanare dai fornelli, eliminare l'aglio, unire un’ombra di grana grattugiato e la ricotta, completando con un pizzico di sale e con una macinata di pepe. Amalgamare molto bene l'impasto, quindi dividerlo in palline e rotolarle nelle mandorle tritate appoggiandole via via su un piatto. [Ricetta tratta da La Cucina Italiana]

25 giugno 2009

Genio e gola

Il Genio Goloso
Musica e cucina in una liaison ineffabile, si producono in spettacoli di grande levatura: proseguono le serate di Cena di note, la rassegna itinerante tra le più belle dimore storiche del Veneto, orchestrate da Pageno e Corriere del Veneto.

- foto di R. Vettorato -

Mirabile location, l’Hotel Relais Monaco di Ponzano Veneto che giovedì 2 luglio ospiterà una serata dedicata ai musicisti che nel passato si sono occupati dell’arte culinaria: Gioacchino Rossini, Gaetano Donizetti, Georges Bizet, Leonard Bernstein e Jacques Offenbach,

- foto di R. Vettorato -

Interprete d’eccezione la mezzosoprano Silvia Regazzo, astro nascente rovigino che sarà accompagnata da Alessandro Tortato, direttore d'orchestra veneziano dall’insigne formazione.

- foto di R. Vettorato -

L’animo sublimato dalla musica, potrà poi vivere altre intense emozioni, gustando i sapori innovativi della cucina con le erbe, a cura di Mimmo Salerno, lo chef del Relais Monaco dalla grande esperienza e attenzione per le materie prime.
A coadiuvarlo due maestri del gusto che traggono sapori incommensurabili dalle associazioni di piante, germogli e petali dei fiori: Ana Roš, chef del Ristorante “Hiša Franko”, Caporetto Slovenia con una cucina legata alle tradizione della propria terra e alla stagionalità, e Andrea Stella, chef del Ristorante “Dalla Libera”, di Sernaglia della Battaglia TV, accomunati dall’attenzione per le erbe spontanee e i prodotti biologici, coltivati in loco.

Musica e cibo, arti incantevoli che rapiscono l’animo in una dolce malia di una sera d'estate.


Tutti i dettagli dell’iniziativa su Corriere del Veneto e Papageno.
La disponibilità dei posti è limitata, la prenotazione è obbligatoria.

Per prenotazioni:
Hotel Relais Monaco
Ristorante LA Vigna tel 04229641
Via Postumia 63, Ponzano Veneto – Treviso

Per informazioni:
Ufficio Stampa Papageno
Tel. 0422/307153- Treviso

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Perché l’informazione nella blogosfera non difetti, è di utile consultazione GiornaleBlog per un aggiornamento costante e dettagliato

23 giugno 2009

Soufflé glacé al cioccolato con croccante al riso soffiato

Si può dare corpo a ciò che non ne ha, a ciò che è etereo e appartiene all’insondabile sfera dei sentimenti?
Si può rappresentare con un’immagine la felicità o i frammenti di felicità che ci è dato assaporare?
Si può “dipingere” quel moto che divampa e fa affiorare, illuminando, uno sguardo di emozioni pure e cristalline?
Una risposta univoca forse non c’è, ma conosco una golosità dall’effetto deflagrante: il cioccolato, capace di irretire i grandi, destando il fanciullino di pascoliana memoria ed i piccoli, accendendo in loro una tenace fiammella di possesso.
E se a questo effetto si unisce il formato da soufflé glacé, dall’aspetto tracimante, carico di un’abbondanza che sa di promessa mantenuta, allora non ci sono dubbi, la felicità può essere un soufflé al cioccolato e una scrocchiante finitura di riso soffiato, rigorosamente al cioccolato.

Soufflé glacé al cioccolato con croccante di riso soffiato


Soufflé glacé al cioccolato con croccante di riso soffiato

Ingredienti x 5
Soufflè
100 ml panna fresca
20 g zucchero
150 g cioccolato fondente
1 albume codice 0
1 cucchiaio passito di Cirò

Croccante di riso soffiato al cioccolato
1 manciata di riso soffiato
20 g circa cioccolato fondente

Preparazione. Tritare al coltello il cioccolato e fonderlo a bagnomaria, profumandolo con il passito.
Montare l’albume a bagnomaria sino a che non abbia raggiunto i 60° e successivamente, dopo averlo allontanato dai fornelli, continuare a montarlo a neve ferma (meringa svizzera) [Ho preparato questi soufflés una seconda volta omettendo, l’albume ed il risultato è accettabile].
Montare la panna con lo zucchero semolato e con delicatezza incorporarvi il cioccolato fuso e l’albume: il tutto deve risultare ben rigonfio come un soufflé.
Collare: foderate il bordo esterno di 4 cocottine con della carta da forno facendo in modo che sporga almeno 2 cm. Legare con i laccetti (o con spago da cucina) e versarvi il composto ottenuto, livellando e lasciare raffreddare in freezer per almeno 4 ore.
Croccante di riso soffiato al cioccolato: fondere il cioccolato a bagnomaria ed unirvi il riso soffiato. Quindi riversare il tutto sul tappetino siliconato (o su carta da forno) e, a solidificazione avvenuta, spezzettarlo.
Prima di servire, eliminare il collare alle cocottine, lasciarlo a temperatura ambiente per un po' e guarnire la superficie con il croccante di riso soffiato.

Trucchi per la buona riuscita dei soufflés

Soufflé glacé


Laccetti stringi tutto silikomart

Crocccante di riso soffiato


e tappetino tutto fare silikomart
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Un soufflé per il mio nipotino Simone il quale mi ha inviato, via mail, questa massima

Non ti arrendere mai
neanche quando la fatica si fa sentire
neanche quando il tuo piede inciampa
neanche quando i tuoi occhi bruciano
neanche quando i tuoi sforzi sono ignorati

che voglio condividere con voi e con i lettori di Ricette 2.0



22 giugno 2009

Fiori di risotto

Il bianco e il nero
Il bianco e il nero, il giorno e la notte, il maschile e il femminile: la contrapposizione di forze complementari è ben rappresentata dalla filosofia cinese con i concetti dello yin e yang che ne sintetizzano la polarità nel thaiji, l’equilibrio dinamico che regge l’universo ed i microcosmi dai quali è formato.
A volte dopo tanto faticare o semplicemnte all'improvviso, ciò che è antitetico si compone in un ordine naturale: che sapore hanno questi momenti?
La trasposizione gastronomica dello “sciogliersi” delle dualità, può essere rappresentata da questi fiori gioiosi che attingono due non-colori dalla natura: il bianco (yang) del riso carnaroli ed il nero (yin) del riso venere, screziati dal verde-zucchina e dall'arancio-fiori di zucca.
Dimenticavo: sembra che il riso venere, un riso integrale dal profumo intenso e dal gusto deciso, derivi da una varietà cinese …..

Fiori di risotto



Fiori di risotto alle zucchine e fiori di zucca
Ingredienti x 6
240 g riso carnaroli Gli Aironi
240 g riso venere nero Gli Aironi
2 zucchine (200 g circa)
100 g fiori di zucca
Scalogno
brodo vegetale
½ bicchiere vino bianco Cirò
6 cucchiai parmigiano grattugiato
50 g burro
sale
olio evo

Preparazione. Spuntare le zucchine, lavarle e tagliarle a dadini; tritare al coltello lo scalogno e, dopo aver lavati i fiori di zucca, eliminare il pistillo e tritarli grossolanamente.
Cuocere il riso venere per 35’ e scolarlo.
Lascare appassire i fiori di zucca con lo scalogno, in un po’ d’olio.
Rosolare lo scalogno con il burro e tostarvi il carnaroli, mescolando in continuazione. Bagnare con il vino bianco, lasciarlo evaporare, unire le zucchine, versarvi il brodo bollente gradualmente e proseguire con la cottura. Infine mantecare con il burro ed il parmigiano.
Unire al riso venere i fiori di zucca e mantecare con il parmigiano ed un’idea di burro.
Disporre in ogni piatto i due tagli biscotti e riempirli rispettivamente con il risotto bianco alle zucchine e con quello nero ai fiori di zucca e servire, anche tiepidi o freddi, guarnendo con fiori di zucca al vapore (i miei sono terminati in un men che non si dica).
[Facoltativo un breve passaggio in forno, dei fiori adagiati sulla carta forno, come previsto dalla ricetta originale, ma io l’ho omesso: liberamente tratta da Cucinare bene].

Fiore di zucca


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Un omaggio floreale per ringraziare la mia amica Cocò, giovane mamma in fiore, la prima blogger che ho cominciato a leggere con vivo interesse, nella quale scoprivo volta per volta delle affinità: stesso amore per i dolci, stessa regione di appartenenza, stessa formazione: è lei che mi ha incoraggiata quando le ho chiesto consiglio e che ha colto in me passione e ardore.
Grazie Cocò e Auguri per la nuova grande avventura della tua vita.

20 giugno 2009

Cheesecake di ricotta e melanzane

Il pane nelle sue infinite declinazioni è l’alimento imprescindibile e al vertice nella mia personale piramide del gusto, ciò che nel mio immaginario è simbolo del mangiare bene.
E' uno dei primi sapori conosciuti, uno di quelli che entra di diritto nel patrimonio dei sapori-ricordi che fanno parte di un essere e che ne condizionano palesemente o non, scelte ed abitudini alimentari.
Pane e …. tutta la mia dieta potrebbe costruirsi, intorno a questo binomio dalla versatilità stupefacente ed una delle tante interpretazioni è data da queste cheesecake, nelle quali il pane (v. sapore autentico delle schiacciate croccanti con olio extra vergine di oliva) incontra ricotta e melanzane, sapori mediterranei che raccontano l’estate e la bontà.

Cheesecake di ricotta e melanzane


Cheesecake di ricotta e melanzane

Ingredienti x 6
150 g schiacciate croccanti con olio e.v.o Oliva e Marino Pavesi (meglio Sfoglie croccanti al forno)
60 g burro
200 g ricotta di mucca (o formaggio spalmabile)
1 melanzana media (peso finale 100 g )
olio evo
sale

Preparazione
Base. Tritare nel mixer (da preferire le Sfoglie croccanti al forno semplici, per l’assenza dell’olio che potrebbe contrastare con il burro) insieme al burro morbido. Disporre due cucchiai del composto nel fondo di 6 anelli da pasticceria e riporre in frigo.
Crema di ricotta. Montare al ricotta con una frusta, per renderla cremosa, disporla sulla base di biscotti e lasciare in frigo.
Crema di melanzane. Privare la melanzana della buccia, tagliarla in senso longitudinale, ricavandone due parti e disporla sulla griglia (o in forno), rivestita di carta forno, facendola appassire a fiamma bassissima. Infine mixare con sale e olio evo, fino a raggiungere una consistenza cremosa, ma soda.
Con questa crema completare le cheesecake e decorare con bucce di melanzane tagliate a julienne e fritte per pochi minuti.

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Altre ricette con le melenzane
Altra cheesecake salata
Mini cheesecake di cipolline selvatiche

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Ringrazio solema – la cucina di nonna sole e imma –dolci a … gogò!!! per i premi assegnatimi

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News
Sul nuovo sito Pavesi, Oliva e Marino può essere interessante consultare una mappa d’Italia con gli Itinerari dello sfizio: percorsi in tappe di vario tipo, segnalati dai navigatori che possono diventare comode miniguide da portare con sé.
È possibile indicare il proprio Itinerario dello sfizio e inserirlo, partecipando al concorso “Alla scoperta dello sfizio autentico”!

18 giugno 2009

Degustando Il dolce licore

Come degustare al meglio il Vino, nelle sue molteplici e cangianti sembianze vermiglie e corpose o dorate e trasparenti?
Con un calice di Vino in mano, apprezzarne la storia parallela a quella dell’uomo: sin dalla notte dei tempi ha continuamente affiancato l’uomo, la sua vita, le gioie e i dolori … il vino nella storia o semplicemente nella vita ha cavalcato con l’uomo e contribuito a caratterizzare parecchi momenti della sua esistenza;
ammirarne il colore: “corteggiando” certi rossi si materializzano colori che ricordano vere e straordinarie opere d’arte. Sembra quasi incredibile “carpire” al vino questi aspetti così discreti, intimi e al tempo stesso affascinanti;
annusarne il bouquet emotivo: estasi, piacere squisito e delicato appagamento;
saggiarne la forza evocativa: ricordi, dubbi, pensieri, ossessioni e gioie che il vino aiuta a materializzarsi dal nulla, dagli oblii del tempo … a tratti rievocazione, in altri, stato di vera sublimazione … a ancora ricco e folto campionario di sensazioni mai assaporate.
Infine lasciare che il dolce licore lusinghi le papille gustative.


Centellinare ogni riga delle Riflessioni sul dolce licore, un viaggio a più latitudini nel conturbante Mondo del Vino, un viaggio di conoscenza a cura di S. Buso: un e-book consultabile su questa piattaforma innovativa [dove sarà possibile zoomare, ingrandire a proprio gusto] che introduce alla cultura del Vino.

16 giugno 2009

Gelato di rose

Dalle vetrine scintillanti, con la promessa di gelide emozioni, i gelati si offrono in varietà di colori e di gusti, toccando le corde più intime di grandi e piccini, in una tentazione arrendevole..
Ardua è l’impresa di scegliere un gusto piuttosto che un altro: optare per il nuovo o affidarsi al preferito?
È un dilemma che si ripete immancabile, comportando il peso di una decisione a volte sofferta, ma che si conclude con la determinazione di lasciare in sospeso quella curiosità da soddisfare la prossima volta ….
Qualcuno di recente, ritiene che dalla scelta del tipo di gelato si possa individuare il profilo psicologico, classificando come persona oculata e accorta chi sceglie un solo gusto e come fantasioso e sognatore chi ne sceglie più di uno.
Mi chiedevo con quale precisione probabilistica si possa applicare la stessa metodica alla scelta del gusto di gelato preferito, per desumere la personalità di pragmatico, creativo, infantile, prosaico, metodico, prepotente, altruista, ecc ….
Avvio la mia personale indagine psicologica, basata su dati empirici, partendo dall’equazione gelato di rose = inguaribile romantico.

Gelato di rose


Gelato di rose
Ingredienti x 2
30 ml acqua
50 ml panna
50 ml latte
30 g zucchero
10 g petali rose bio

Preparazione. Staccare i delicatamente i petali delle rose (raccolti nelle prime ore del mattino, perché più profumati), lavarli ed asciugarli. Portare ad ebollizione l’acqua con lo zucchero e versare lo sciroppo ancora caldo, sui petali, lasciando in infusione per qualche ora.
Filtrare lo sciroppo (o frullare i petali, come ho fatto io, con l’avvertenza che rimarranno dei piccoli pezzi non graditi ai più) ed incorporare al latte con il minipimer, aggiungendo infine la panna [e versare il composto nella gelatiera].
[Per il procedimento senza gelatiera] Riporre il gelato in freezer negli appositi stampi o in una vaschetta per il ghiaccio, per un’ora. Successivamente prelevare e frullare a bassa velocità, per rompere i cristalli di ghiaccio e per incorporare aria. Frullare nuovamente dopo due o tre ore e lasciare riposare per due ore ancora. Prima di usare lasciarlo un po’ a temperatura ambiente, perché si ammorbidisca.

14 giugno 2009

Nespolino

Delle preparazioni famose si conosce la genesi, seppur avvolta nel mito, stemperato dalla leggenda di una casualità creativa, ma di altre preparazioni di minor diffusione, qual è stato l’iter che le ha affinate e consegnate ai posteri in un’ineffabile bontà?
Di recente mi è stato offerto un liquore home made versato da una bottiglia tintinnante che celava sul fondo delle non identificate sfere marroncine, dal preponderante sentore mandorlato, dal colore dolcemente ambrato e dalla derivazione naturale, difficile da individuare ….

Dopo una serie di miseri tentativi, mi è stato svelato l’arcano: si trattava di un liquore derivato dai noccioli di nespole ….

Noccioli di nespole

È quest’esperienza che ha motivato la domanda iniziale.
Quale caso fortuito avrà indotto qualcuno a lasciare a macerare in alcol, per un periodo lungo di riposo al sole di inizio estate, i noccioli essiccati di nespole, lasciando che il sole ed il tempo ne potessero trarre aromi e colori gradevolmente impensabili ed indicibili?

Nespolino

Ingredienti

250 g noccioli essiccati di nespole
1 l alcol
2 l acqua
1 kg zucchero

Preparazione. Eliminare dai noccioli di nespole, ogni residuo di polpa, lavarli ed asciugarli. Esporli al sole fino a quando, sfregandoli, non sarà agevole asportare la cuticola che li riveste. Diluire nell’acqua lo zucchero ed infine unire all’alcol. Riversare il tutto in un capace recipiente di vetro e lasciare al sole per 40 g, scuotendo di tanto in tanto.
Dopo aver deposto sul fondo di ogni bottiglia, una manciata di noccioli, versarvi il liquore filtrato.

Nespolino - preparazione


Work in progress: a preparazione avvenuta, le foto del Nespolino.

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Altre ricette con le nespole

Involtini di vitello alle nespole

12 giugno 2009

Cassatine speziate di frutta sciroppata

Alquanto controverso è il mio rapporto con la cassata, dolce simbolo della pasticceria siciliana, dall’aspetto sontuoso e sfavillante e dalla ricchezza di ingredienti e calorie che ha attraversato secoli di storie e leggende.
Un dolce o forse un mito, intoccabile …
Di recente, tuttavia, sfogliando una vecchia rivista, la mia attenzione è stata attratta da alcune cassate in versione mignon, molto essenziali per fattura ed aspetto e soprattutto dal carattere speziato: un’eresia … ma tanto accattivante ….
Interpretandone lo spirito irriverente, l’idea di sostituire la frutta candita con quella fresca, sciroppandola e di aromatizzare con scorze di bergamotto candite (o di limoni bio), nel folle tentativo di conservarne un’identità perduta.
Dall’aspetto dimesso, per nulla procaci, ma dall’indole dolcemente discreta e speziata: chiamateli pure dessert alla ricotta, questi deliziosi scrigni alla frutta.

Cassatine speziate di frutta sciroppata


Cassatine speziate di frutta sciroppata

Ingredienti x 3
300 g ricotta di pecora
40 g zucchero a velo
1 cucchiaino cannella
4 semi di cardamomo
80 ml acqua + 2 cucchiai di zucchero
1 pesca piccola
1 kiwi piccolo
5 fragole
5 ciliegie
scorze candite bergamotto (o scorze candite di limoni bio)


Preparazione. Portare a ebollizione l’acqua con lo zucchero e versarla, ancora bollente sulla frutta (che deve essere soda e dolce) lavata, mondata e ridotta a dadini.
Montare la ricotta con una frusta [ho scoperto che è un metodo alternativo e veloce alla classica lavorazione a crema della ricotta nel setaccio], con lo zucchero e la cannella, unire i canditi a cubetti, la frutta precedentemente sciroppata ed il cardamomo precedentemente tostato in una padella antiaderente.
Rivestire con pellicola trasparente gli stampini, riversarvi il composto e riporre in frigo a rassodare per 5-6 ore. Prima di servire, sformare e spolverizzare con della cannella.

Consiglio raggelante: per gli amanti del brivido è consigliato un passaggio in freezer di 1-2 ore prima di servire.

10 giugno 2009

Zucchine e ricotta gratinate

Il cerchio è la figura geometrica per eccellenza, con le sue equidistanze dal centro, simbolo di equilibrio, perfezione e completamento.
Applicando la geometria in cucina il risultato può essere piacevolmente sorprendente, laddove cerchi verdi e semicroccanti proteggono un cerchio candido e cremoso.

Zucchine e ricotta gratinate


Zucchine e ricotta gratinate

Ingredienti x 6
2 zucchine
300 g ricotta di pecora [ric. orig. formaggio di capra di forma cilindrica]
parmigiano reggiano
pepe nero
sale alla vaniglia
olio evo
menta e fragola

Preparazione. Lavare le zucchine e asciugarle, quindi tagliarle in rondelle piuttosto spesse e cuocerle a vapore con un filo d’olio, sale alla vaniglia e pepe per 15’.
Preriscaldare il forno e disporre in una teglia rivestita di carta forno, le rondelle di zucchine, ricoprirle con una rondella di ricotta dello stesso diametro delle zucchine ed infine completare con un’altra rondella.
Spolverare con il parmigiano ed un pizzico di pepe ed infornare in forno preriscaldato con la funzione gril, per 5’.
Guarnire con fragole o menta e servire tiepide.

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Ricette correlate

Bauletti di zucchine al mascarpone e maggiorana
Bavarese di zucchine
Cestini di zucchine allo zafferano
Fiore di verdure al burro
Girandole di pollo e Insalata di carote e zucchine

Ricette dolci correlate

Mousse di steli di zucca
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Queste zucchine partecipano alla raccolta Tutto ruota intorno ad una zucchina di evelyne – pasticci e pasticcini

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Ringrazio solema - nonna sole per il premio Good morning blog!!!

7 giugno 2009

Crostata alla cannella con confettura di fichi all’anice stellato

Douglas chiuse gli occhi perché il naso potesse viaggiare meglio. Si avventurò nei vapori infernali, nei fiocchi di farina da cui veniva cotto il pane e che erano la neve di quella stanza miracolosa …
Preferì rimanere nel verde subacqueo della cucina profumata di spezie, dove l’odore appetitoso delle banane mature si spandeva sempre più invitante e gli faceva pulsare la testa. Zanzare sfrigolavano attorno a ampolline d’aceto, attorno alle sue orecchie… Douglas si concentrò sui nomi dei vasetti di spezie …. “Pepe di Caienna, cannella, maggiorana.”
Nomi di città perdute e favolose attraverso cui soffiava il vento delle spezie.
Douglas agitò i chiodi di garofano che avevano viaggiato da oscuri continenti, dove una volta si erano posti su gradini di marmo, simili a pezzi di un rompicapo per bambini dalle mani color liquirizia. [Tratto da L’estate incantata di R. Bradbury]

Due regali regali ed un’idea: non è un nuovo slogan pubblicitario, ma ciò che ha caratterizzato un episodio accadutomi qualche domenica fa. La mia cara cognata ed amica, mi ha regalato un vasetto di confettura di fichi home made ed una crostata farcita con la stessa confettura: una delizia indescrivibile, dalla doratura lievemente biscottata che per un inspiegabile meccanismo mi ha riportato all’atmosfera del racconto: l’estate, i fichi (anziché le banane) e le spezie.
Da qui al desiderio di replicare la stessa crostata, esaltandone i sapori con due spezie ambrate: cannella ed anice stellato: il risultato è da provare ….


Crostata alla cannella con confettura  di fichi all'anice stellato



Crostata alla cannella con confettura di fichi all’anice stellato

Ingredienti
400 g farina
200 g burro
200 g zucchero
3 uova codice O
1 bustina lievito
1 pizzico sale alla vaniglia
cannella
200 g circa confettura di fichi
anice stellato

Preparazione. Setacciare la farina con il lievito, unire il burro a temperatura ambiente (ed estratto dal frigo almeno mezz’ora prima), lo zucchero, il pizzico di sale alla vaniglia, la cannella (un mezzo cucchiaino o q. b. a colorare ed aromatizzare la pasta) e successivamente le uova. Quindi lavorare il più velocemente possibile tutti gli ingredienti, fino ad ottenere un impasto liscio. Formare con la pasta una palla, avvolgere in pellicola trasparente e mettere a riposare in frigo per almeno 30'.
Con anticipo rispetto alla preparazione del dolce, scaldare la confettura ed aromatizzarla con i semi pestati di anice stellato.
Stendere la pasta preparata in una sfoglia dello spessore di circa 2 mm ed usarla per rivestire il fondo e le pareti di uno stampo, precedentemente imburrato ed infarinato.
Farcire con la confettura di fichi all’anice stellato e chiudere con le striscioline di pasta tenute da parte, creando un motivo “a grata”. Cuocere la crostata per 30-40’ nel forno caldo a 180°.

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Dedico questa crostata a Luca & Sabrina di Sapori divini per ringraziarli del premio Good egg award ed a Mirtilla di Angolo cottura per ringraziarla del premio Good morning blog

5 giugno 2009

Bicchierini di amaranto, cipolla, cetriolo e ciliegie

Ormai giunta al termine del pacchetto di amaranto di recente acquistato, non potevo non metterne alla prova la tanto decantata versatilità, in questa veste colorata e allegra con la quale si prefigge di contrastare l’imperio del caldo.
Sintesi perfetta di freschezza e golosità che esalta ancora di più le doti di questo, a torto, poco conosciuto, non cereale (rientra in una bizzarra categoria di alimenti che va sotto il nome di pseudo-cereali per l’assenza di glutine).
Superfluo aggiungere che servito in porzioni più congrue, può costituire un ottimo e sano piatto unico, da arricchire con frutta o verdure a piacimento e secondo fantasia, attingendo liberamente alla tavolozza di colori messi a disposizione dall’estate.


Bicchierini di amaranto, cipolla, cetriolo e ciliegie




Insalata di amaranto, cipolla, cetriolo e ciliegie

Ingredienti x 3
½ bicchiere amaranto (commercio equo e solidale)
13 ciliegie (ric. orig. 1 melagrana)
cetriolo e cipolla (ric. orig. indivia)
1 cucchiaio olio evo
1 cucchiaino di miele di acacia (ric. orig. miele di corbezzolo)
sale alla vaniglia
pepe
erba cipollina

Preparazione. Bollire l’amaranto e fare raffreddare, girando di tanto in tanto per separare i chicchi. Snocciolare e frullare le ciliegie, quindi passare il liquido in un colino e preparare una vinaigrette con la polpa ottenuta, il miele, il sale alla vaniglia, un’ombra di olio evo ed il pepe e condirvi l’amaranto..
Tagliare il cetriolo e la cipolla alla mandolina.
Adagiare l’amaranto nei bicchierini, coprirlo con il cetriolo, la cipolla e le ciliegie. Prima di servire, finire con un giro d’olio evo e decorare con qualche stelo di erba cipollina. [Tratto da Bhoole Bisre Anaj. Forgotten Foods di Vandana Shiva, scienziata ed economista indiana che da anni si batte per promuovere le varietà agricole autoctone dell'India]

Altre ricette con l’amaranto

Gnocchi di amaranto alla salvia

Sformato di amaranto ai porri


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Questi bicchierini partecipano al contest Bicchierini golosi de Il gatto goloso
ed alla raccolta Insalate di pasta di nico-la mia agenda

4 giugno 2009

Gelato di ciliegie al maraschino

Rosso il colore della tentazione incontrollabile che rifugge dai lacci dell’autocontrollo, in una resa senza condizioni, mille i volti sferici e carnosi, dalle voluttuose forme tondeggianti, procace l’indole dolce e succosa: le ciliegie, una tentazione che si conosce da bimbi e non si abbandona mai più.
Per una tentazione da adulti, una nota vivace di maraschino in una gelida crema.

Gelato di ciliegie al maraschino


Gelato di ciliegie al maraschino
Ingredienti x 6 stampi per gelati silikomart
100 ml panna fresca
100 ml latte fresco
160 g zucchero
400 g ciliegie mature pesate con il nocciolo
1 cucchiaio di maraschino (omettere se il gelato è destinato a bimbi)

Preparazione. Lavare le ciliegie, asciugarle, snocciolarle e passarle al mixer, aggiungendo lo zucchero. Infine incorporare tutto il composto, al latte ed alla panna ed aromatizzare con il maraschino [e versare il composto nella gelatiera].
[Per il procedimento senza gelatiera] Riporre il gelato in freezer negli appositi stampi o in una vaschetta per il ghiaccio, per un’ora. Successivamente prelevare e frullare a bassa velocità, per rompere i cristalli di ghiaccio e per incorporare aria. Frullare nuovamente dopo due o tre ore e lasciare riposare per due ore ancora. Prima di usare lasciarlo un po’ a temperatura ambiente, perché si ammorbidisca.

Gelato di ciliegie



Versione prêt-à-porter da gustare in tranquilla solitudine davanti alla tv o al pc, in un romantico e serale tête-à-tête o per ritemprare bimbi golosi, reduci da turbolenti scorribande.
Consiglio di agghiacciante: Per la versione ghiaccioli, guardate qui.

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Altre ricette con le ciliegie

Ciliegie sciroppate

Mini bavaresi alle ciliegie

Corona soffice alle ciliegie sciroppate

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Queste ciliegie gelato sono un omaggio per giulia - rossa di sera

1 giugno 2009

Scaloppine alle verdure e Mazzetti di verdure colorate

Negli anni della ribellione, era mio costume, desiderare la solitudine, rifuggendo soprattutto dalla scomoda presenza di chi molto vietava e interferiva con l’agognata libertà da conquistare.
Un’esigenza dell'animo, quasi fisiologica che negli anni è andata stemperandosi, cedendo il passo, anche se non del tutto, alla gioia di stare con gli altri, in un confrontarsi ed arricchirsi continuo, fagocitando esperienze, idee e vitalità.
Una delle massime espressioni dello stare insieme e del condividere è la convivialità: bello radunarsi in famiglia o con gli amici, ma tanti i riti da ossequiare e tanti i gusti da assecondare.
In questi casi meglio ricorrere ad un infallibile passepartout: fiammiferi di verdure colorate e croccanti che ammaliano e seducono, ammantando carni o presentandosi vezzosamente agghindati, per accendere l'allegria ed il buonumore.

Scaloppine alle verdure e Mazzetti di verdure colorati



Scaloppine alle verdure e Mazzetti di verdure colorate
Ingredienti per 4
600 g fettine di vitello
farina bianca
80 g carote circa
120 g melanzane circa
60 g peperone rosso circa
60 g peperone verde circa [le dosi sono orientative, essendo sufficiente rispettare la proporzione tra i colori delle verdure]
olio evo
30 g provola silana (ric. orig. fontina)
olio
rosmarino
1 spicchio di aglio
pepe e sale
erba cipollina

Preparazione
Lavare e pelare le carote, lavare e mondare melanzane e peperoni e ridurre tutte le verdure a striscioline di circa 8 cm (ma più corti sono da preferire). In una larga padella versare un filo d’olio e unire l'aglio, lasciando insaporire per 1 minuto. Unire le verdure preparate, regolare di sale e pepe e lasciare appassire per circa 5', lasciandole croccanti.
Disporre le scaloppine tra due fogli di carta forno e batterle leggermente. Salare e pepare e passarle nella farina. Versare l'olio, in una padella che possa andare anche in forno, scaldarlo e unire le scaloppine ed il rosmarino, rosolandole rapidamente per 4'. Suddividere le verdure sulle scaloppine e coprire con la provola, dopo averla tagliata a fettine. Passare la preparazione sotto il grill per 2' fintanto che la provola (o fontina) scioglie e servire. [Liberamente tratto da Cucinare bene]
Mazzetti di verdure colorate. Con le verdure avanzate, realizzare dei mazzetti, legandoli con l’erba cipollina, precedentemente sbollentata e pareggiare le estremità (per una presentazione più curata).

28 maggio 2009

Praline alla spagnola (Turron)

Il ritmo di nacchere sensuali che scandiscono la danza di pettini finemente cesellati e balze di pizzo nero e rosso volteggianti; la corrida, metafora dell’uomo nell’arena della vita contro le avversità; le architetture animate di Gaudì, fantasia vivente e pulsante; le lunghe notti spagnole ed il suo popolo caliente …
Questi i miei scatti spagnoli di una gita alla quale nella mia breve parentesi di docente, ho rinunciato, in nome di un dovere da assolvere.
Fu una scelta obbligata della quale non mi sono mai pentita, ma il ricordo di quel viaggio mancato con i miei ragazzi, quello sì che è oggetto di rammarico …
Tuttavia sono convinta che nella vita c’è sempre una seconda occasione: potrebbe essere questa?

Praline alla spagola (Turron)


Praline alla spagnola (Turron)
Ingredienti
250 g zucchero raffinato
250 g mandorle
2 tuorli + 1 albume codice O
vaniglia o porto [aggiunta personale]

Preparazione. Mescolare a lungo in una terrina lo zucchero [alla vaniglia] con le mandorle macinate. [Pastorizzazione tuorlo: predisporre un pentolino con l’apposito contenitore a bagnomaria e mescolarvi il tuorlo con parte dello zucchero, fino a che il composto non vela il cucchiaio] Incorporare i tuorli, amalgamandoli bene; in un’altra terrina montare a neve ben soda l’albume [Pastorizzazione albume: cominciare a montare l’albume e successivamente proseguire a bagnomaria] e aggiungerlo delicatamente all’impasto di zucchero e mandorle [ho diviso il composto in due parti ed ho addizionato ad una parte un'ombra di Porto]. Rivestire con un foglio di carta forno un contenitore rettangolare e stendervi sopra il composto in uno strato dello spessore di 1 cm e mezzo. Livellare bene la superficie con una spatola, coprire con un altro foglio di carta forno, porvi sopra un peso e riporre in frigo. Lasciare così il composto per almeno 3 giorni e poi tagliarlo a dadi di circa 2 cm di lato. Se non dovesse essere ancora asciutto, lasciare fuori dal frigo e scoperto per mezz’ora almeno, prima di servire. [Ricetta tratta dalla Grande Enciclopedia della Cucina Curcio]

Nota: Oggi in Spagna è possibile acquistare quasi dappertutto questa specie di marzapane. In passato era una ricercata prelibatezza alla quale ogni padrona di casa spagnola, a Natale o a Pasqua dedicava molto tempo e molta cura e della quale ogni famiglia possedeva una ricetta segreta.

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Dedico queste praline a stefi – la bottega delle bontà che ringrazio per avermi insignito del premio Somos mulheres

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Con questa ricetta e con la Apple pie alla marmellata di bergamotto partecipo alla raccolta I dolci più buoni del mondo, indetta da imma- dolci a gogò