19 MARZO
Un papà fiabesco, emblema di tutti i papà amorevoli del mondo!
"Papà la domenica amava cucinare i krafen; aveva imparato dal nonno che era cresciuto in Germania. Preparava l’impasto e lo metteva a lievitare in un posto caldo, in una specie di soffitta che stava sopra la cucina.
Con Emma stavamo a osservare nascoste dietro al tavolo di marmo che torreggiava la centro della piccola cucina. Restavamo immobili per non disturbarlo mentre era intento a pesare e a impastare gli ingredienti.
Faceva una specie di montagna di farina con un buco al centro e ci versava uova, burro, zucchero e un pizzico di sale. Poi si tirava le maniche della camicia e con i polsi forti e le grandi mani iniziava a lavorare l’amalgama.
In un pentolino a parte preparava il lievito che lui diceva di essere “vivo”? Il lievito ha un’anima? Sua di lui? Sgattaiolavamo in cima alla scaletta di legno e ci appostavamo vicino alla finestra dove papà aveva messo la palla avvolta dentro a un panno, come se fosse un bebè. Noi gattine curiose andavamo a sorvegliare la palla profumata che ogni ora cresceva.
Emma era più golosa di me.
“Emma come li vuoi?” le domandava mio papà.
E lei non capiva più niente, correva a casa per ottenere il permesso di fermarsi a cena.
Dritte con le posate in mano, eravamo pronte per suonare un minuetto.
Papà preparava la crema di vaniglia e quella di cioccolato e ci faceva scegliere come riempirli…"
(tratto da
Dichiarazione d’amore a Venezia di Carmela Cipriani)
Da bambini il papà è un
cavaliere coraggioso senza macchia e senza paura che protegge coccola e sollecita;
un
compagno di giochi creativo e discontinuo
un
mondo intero, senza inizio e senza fine.
Crescendo le cose cambiano, finché nell’età adulta i ruoli tendono quasi ad invertirsi.
Tornando indietro con la mente ai ricordi di me bambina e di mio padre, lo rivedo mentre mi guida per la mano, lungo i sentieri della vita per una passeggiata che raggiunge il
clou con una ricompensa-gelato.
Quest’anno, invertendo il gioco delle parti, ho voluto offrire io il gelato al mio papà: un gelato speciale, preparato da me e al gusto da lui preferito (liquirizia e cioccolato bianco).
AUGURI PAPÀ
Coni da passeggio alla liquirizia e glassa di cioccolato bianco
Ingredienti
1 tuorlo
70 g zucchero
50 ml latte
2 cucchiai di amido
200 ml panna
30 g (o 20 g) liquirizia
Amarelli
6 cialde
100 g cioccolato bianco
20 ml latte circa
1 nocciola di burro
Preparazione
Semifreddo Portare a ebollizione in un pentolino il latte con lo zucchero e fare cuocere per 8 minuti, fino ad ottenere uno sciroppo abbastanza denso e trasparente. Lavorare in un tegame il tuorlo con una frusta finché sarà chiaro e ben montato. Porre il recipiente sul fuoco a bagnomaria, versarvi lo sciroppo a filo e poi l’amido; mescolare rapidamente e fare cuocere finché la crema sarà raddoppiata di volume. Allontanare la crema dal fuoco e lasciare intiepidire. Intanto pestare la liquirizia fino a ridurla in polvere ed amalgamarla al composto di uova, versandone volta per volta, piccole quantità, per evitare che si raggrumi. Montare la panna, incorporarla delicatamente al composto, versare il tutto in un recipiente resistente al freddo, e mettere in freezer per 3 ore.
Montaggio Prelevare il semifreddo dal freezer e con una spatola, riempire le cialde. Con un porzionatore da gelato, formare delle sfere e collocarle sulla sommità di ogni cialda. Disporre ogni cono a testa in giù negli stampi a semisfera e lasciar congelare per 1 ora.
Glassatura Spezzettare il cioccolato bianco in un pentolino e porlo sul fuoco a bagnomaria, con il latte ed il burro. Quando il cioccolato è ben sciolto, rimestare energicamente il composto con una frusta e procedere alla glassatura dei coni. Tenere in freeezer fino al momento di servire.