7 marzo 2010
Mini tramezzini mimosa con crema bianca
9 marzo 2009
Panna cotta allo zafferano su note agrumate e pistacchi
In un’intervita, Loretta Fanella ha dichiarato che nelle sue dolci creazioni non manca mai una parte morbida, una parte liquida e una parte croccante. Seguendo queste linee guida, ho ideato una gialla mimosa per festeggiare l’8 marzo, giorno istituzionalmente dedicato alle donne, un mondo con un passato di vessazioni e un presente calpestato ....
Lo propongo nonostante l’evidente anacronismo, con la valenza di promemoria per il prossimo anno o di mimosa al cucchiaio da servire come dolce primaverile o, dandogli altre forme, da gustare come dessert scevro di ogni metafora.
Panna cotta allo zafferano su note agrumate e pistacchiIngredienti x 3
200 ml panna
40 g zucchero a velo
1,5 fogli di gelatina (3 g)
1 pizzico zafferano in polvere
Salsa al bergamino
6 cucchiai bergamino
½ cucchiaino amido
pistacchi
Preparazione. Mettere la gelatina in una ciotola, coprirla di acqua fredda e lasciarla ammorbidire per una decina di minuti. Scaldare la panna con lo zucchero a velo su fuoco bassissimo in modo che non raggiunga mai il punto di ebollizione, quindi toglierla dal fuoco; a parte, scaldare circa 10 ml di latte (o quanto basta per sciogliervi la gelatina), sciogliervi lo zafferano, unire la gelatina ben strizzata e mescolare su fiamma bassissima fino a quando si sarà completamente sciolta. Filtrare il latte attraverso un colino a maglie fitte per eliminare eventuali filamenti di gelatina e incorporarlo alla panna. Lasciare raffreddare il composto mescolando di tanto in tanto. Foderare con pellicola alimentare uno stampo a forma di fiore (o altro stampo), versarvi la panna cotta e riporre in frigo per qualche ora a rassodare.
Salsa al bergamino. Far addensare sul fuoco il bergamino con l’amido, finché non vela il cucchiaio.
Sformare la panna cotta, completare con la salsa e guarnire con i pistacchi tritati.
7 marzo 2008
Cupola di riso all'arancia

Difficile decodificare il mondo delle donne, ma forse lo si può rappresentare simbolicamente con un piatto elegante (apparenza/esteriorità) e buono (sostanza/interiorità): come questa cupola di riso all’arancia.
Di forma semi-sferica (parte tondeggiante), con una base solida e piatta (parte spigolosa) che ne assicura una stabilità rassicurante (= SINTESI PERFETTA DI CONTRADDIZIONI).
Dal ricco cuore filante e sorprendente (= CONTENUTI IMPORTANTI).
Poi ancora, sull’imprevedibile fantasiosità delle donne ci sarebbe tanto da dire: un esempio?
La pubblicazione differita (di 15 giorni) di una ricetta (giustificata da problemi pratici), perché no?

Aggiornamento del 26/03/2008
Riso all'arancia
Ingredienti x 4
350 g riso
Succo di 2 arance
1 cipolla
2 spicchi d’aglio
2 gambi di sedano bianco
1 bicchierino di brandy
30 gr di parmigiano grattugiato
60 gr di burro
1 ciuffetto di prezzemolo
1 pizzico di peperoncino in polvere
¼ di litro di brodo
mozzarella (o fontina)
sale
Preparazione
Lavare e tritare finemente al cipolla, il sedano, l’aglio e il basilico e friggere il trito con 40 gr di burro. Unire il riso e fare tostare per alcuni minuti, mescolando con un cucchiaio di legno.
Bagnare con il brandy e fare evaporare. Incorporare il succo d’arancia e il peperoncino. Mescolare e continuare la cottura per 10’, bagnando di tanto in tanto con il brodo bollente.
Levare il riso dal fuoco e farlo mantecare con il restante burro e il parmigiano. Versarlo negli stampi a semisfera e collocare nel cuore dei cubetti di mozzarella (o fontina). Far cuocere nel forno già caldo a 200° per 5’ e sformare nel piatto. Decorare con le fettine d’arancia e servire.
AGGIORNAMENTO
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