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29 agosto 2014

Ghiaccioli di fichi d’India al profumo di gelsomino

L’ultima mania di questo mese che volge al termine, sono stati i ghiaccioli: mi sono divertita un mondo a gelarne con ogni tipo di frutta. Sembrerebbe una nota di poco conto, se non fosse che, pur avendo sempre amato ogni sorta di gelato, ho sempre detto di no ai ghiaccioli, finché quest’anno non ho scoperto questi

Ghiaccioli di fichi d’India al profumo di gelsomino

che non sono quelli comuni con sciroppo di zucchero e frutta frullata, ma con lo yogurt greco che conferisce loro una corposità del tutto simile a dei gelati cremosi (anche se presentano i cristalli di ghiaccio, perché il composto non è mantecato).
Risultano quindi piacevolissimi e scioglievoli al palato, rinfrescanti, dissetanti e appaganti.
Questi in particolare, evocano la Sicilia: sono con i fichi d’India, li ho aromatizzati con i fiori di gelsomino e li ho serviti con altri fiori appena raccolti. Il profumo è appena percettibile, ma di certo suggestivo.
Quanto ai semi, gli amanti di questi deliziosi frutti non tollerino che ne vengano privati e così quando ho preparato i primi ghiaccioli, li ho lasciati, ma confesso che per la seconda tranche, li ho filtrati.

Fate un po’ voi, vi dico solo che una volta provati, non si torna indietro.

6 maggio 2011

Crêpe tatin con gelato alla vaniglia

Sono stata e sono tutt’ora, una figlia coccolata da entrambi i genitori, talvolta contestando tanta “protezione”, molto spesso dandola per scontato e a volte avvertendola come un limite, ma nei momenti di lucidità capisco che è un grande patrimonio e dico “grazie” con il cuore e con un dolce

Crêpe tatin con gelato alla vaniglia

apparentemente semplice, ma in realtà composito, carico di dolcezza e con un cuore cremoso e profumato: una tatin di mele senza cottura in forno che sostituisce alla classica sfoglia una crêpe, ingolosita da una pallina di gelato alla vaniglia!
Auguri mamma :D

22 dicembre 2010

Tartellette con cipolle caramellate e gelato al parmigiano

A Natale la cucina della mamma non ammette confronti: è la festa, è il compendio del nostro vissuto, è famiglia e le interferenze sono ridotte al minimo.
Ma un occhio al nuovo, non può mancare

Tartellette con cipolle caramellate e gelato di parmigiano

e quest’anno preparerò delle tartellette con le cipolle caramellate, tanto gradite a casa mia: l’azzardo sarà la doppia crema al parmigiano, una calda e l’altra gelata.

31 luglio 2010

Gelato di riso speziato

Una delle mete più ambite, per me, è la gelateria e quando ne scopro una nuova, grande è la tentazione di ammirarne il campionario, lasciando correre la fantasia da un gusto all’altro, per poi restringere la scelta, non senza dubbi e incertezze lancinanti e inconciliabili, fino al momento di gustare il fatidico gelato, con la gioia impaziente dei bimbi davanti ad un premio conquistato.
Tempo fa in una di queste missioni esplorative, mi capitò di assaggiare il gelato di riso che mi conquistò oltremodo per la sua delicatezza.


Gelato di riso speziato

Ne ho conservato il ricordo a lungo, finché non mi è capitato di recente di leggerne una ricetta che lo proponeva in versione speziata e da lì l’idea di provarlo.
In sostituzione di un mix di spezie, ho scelto una spezia molto particolare di cui ho pochissime notizie (ne disconosco anche il nome): simile all’anice per l’aroma (immagino che appartenga alla stessa famiglia), si caratterizza per un sentore balsamico meno fresco e più “rotondo” e presenta semini più piccoli e tendenti al nero.
È una spezia che vegeta in alta montagna (Sila), molto usata dalle mie parti per aromatizzare biscotti o liquori (ma io la trovo perfetta nelle preparazioni con la frutta) e, da quanto mi si racconta, pare che negli anni ’60, quando la produzione di biscotti casalinghi era una regola, veniva venduta usando come unità di misura il ditale (per la difficile reperibilità, ma anche perché un'esigua quantità è già di per sè molto aromatica).
[Se qualcuno riesce ad identificarla, osservando la foto in basso, potremmo chiarire ogni dubbio!]
Indipendentemente dalle spezie che si possano scegliere, trovo che questa gelida crema sia alquanto versatile e possa essere usato come paradigma per altri gelati, lasciandosi andare alla libertà di sconfinare anche nel campo del gelato salato in abbinamento a carni o pesce!

4 gennaio 2010

Gelato di cachi con crema diplomatica alle nocciole

L’insolito gelato
Qualche anno fa, ebbi occasione di trascorrere il Natale a Reggio Calabria e grande fu il mio stupore quando mio cognato portò a casa un panettone farcito con gelato e finemente decorato con scene innevate e alberelli di pasta di zucchero. Fu una visione e quando arrivò il momento dell’assaggio, fu sorprendente scoprire quanto un dolce tipicamente invernale e rappresentativo del Natale, potesse coniugarsi con il dolce estivo per eccellenza.
Da allora, ogni anno propongo il gelato in inverno e soprattutto di recente, spinta dalla convinzione di dover superare i cliché che sconsigliano il cioccolato in estate, che relegano al periodo natalizio il torrone ed il panettone e che confinano nel limbo della stagione calda il gelato.

Gelato di cachi con salsa diplomatica alla nocciola

Quest’anno avevo un motivo in più per provare un gelato invernale: una ricetta di Guido Martinetti da testare e un panettone dai grandi aromi da abbinarvi.
Un gelato alla frutta, dal gusto intenso, dove è lo stesso cachi con le sue fibre a fare da "addensante" naturale e che si affoga con voluttà nella crema alle nocciole.

2 settembre 2009

Gelato di fichi all’anice stellato

Sotto l’influsso incontrollabile del diavoletto dedito all'home made e paga della gratificante esperienza dello yogurt senza yogurtiera, l’idea insistente di preparare il gelato senza gelatiera, divenne per me una sfida e seguendo un percorso cominciato qui, passando per il gelato salato, ho elaborato un metodo dai risultati soddisfacenti.
Infine quest’estate, fortemente delusa da un gelato industriale, intensa è stata la produzione di gelati alla frutta con l’ausilio del Bimby, esperienza che mi ha permesso di affinare la mia personale tecnica: utilizzo di una parte di panna che ne impedisce l’eccessiva cristallizzazione e ne garantisce una certa cremosità e lunga mantecatura finale nel robot (come sostituto della gelatiera), per eliminare i cristalli di ghiaccio ed incorporare aria, per dare sofficità al gelato.
Il risultato finale è un prodotto dal gusto intenso come quello artigianale che per consistenza si può collocare un (piccolo) gradino al di sotto di quello occupato dal gelato con la gelatiera.
Una dimostrazione?
Dopo la collaudata liaison fichi–anice stellato, era dovuto un gelato di frutta dall’immancabile nota speziata.

Gelato di fichi all'anice stellato
- il gelato in posa è stato mixato con il Bimby e mantecato con un comune robot -

Gelato di fichi all’anice stellato
Ingredienti x g 500 di gelato
400 g fichi verdi e neri
200 ml latte intero
100 ml panna fresca
90 g zucchero (in ragione della dolcezza dei frutti)
anice stellato

Preparazione.
1. [Metodo Bimby] Lavare i fichi, pelarli, asciugarli e inserirli nel boccale, unitamente al latte, allo zucchero ed ai semi di anice stellato, con lame in movimento a velocità 4 per 7 min. (a 70° se trattasi altri gelati che prevedono le uova, per pastorizzarle).
Versare in un contenitore per il ghiaccio con gli scomparti a cubetti e riporre in freezer per almeno 3 ore.
Prelevare dal freezer i cubetti di gelato ghiacciato e mantecare per 20 sec. a velocità 7 e 10 sec. a velocità 4 spatolando.
Trasferire in un contenitore e riporre in freezer fino al momento di consumarlo.

2. [Metodo con gelatiera] Lavare i fichi, pelarli, asciugarli e, dopo aver unito il latte e lo zucchero mixare il tutto con un frullatore ad immersione (se la ricetta prevede l’uso delle uova, per pastorizzarle, compiere questa operazione in un pentolino a fiamma bassa e spegnere molto prima che il latte raggiunga l’ebollizione: con il latte troppo caldo le uova si straccerebbero). Incorporare la panna (non prima, perché monterebbe!), aromatizzare con i semi di anice stellato, pestati e versare il composto nella gelatiera.

3. [Metodo senza gelatiera] Dopo aver proceduto come al punto (2), Riporre il gelato in freezer in una vaschetta per il ghiaccio (o in più porzioni se si prevede che non verrà consumato interamente).
Prima che il composto ghiacci completamente (o se è ghiacciato, semi-scongelarlo), prelevare e frullare (con il boccale del frullatore, completo di lame, freddato in freezer per 5’) a lungo per mantecarlo per almeno 5’ o fino ad ottenere una crema liscia.
Riporre ancora in freezer e, prima di servire, lasciarlo un po’ a temperatura ambiente (facoltativo frullarlo ancora), perché si ammorbidisca.
Guarnire con i fichi e servire.
Gelato di fichi all'anice stellato
N.B. : per conferire al gelato maggiore stabilità è consigliabile l’uso della farina di semi di carrube (1 cucchiaino o mezzo) sciolta in un po’ di latte caldo, da me non ancora sperimentata.

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Ricette dolci con i fichi
Semifreddo ai fichi fioroni
Crostata alla cannella con confettura di fichi all’anice stellato
Confettura di fichi fioroni all’anice stellato


Ricette salate con i fichi
Fichi fioroni con miele e ricotta
Tacchino farcito con composta di fichi fioroni
Insalata di riso integrale bicolore ai peperoni, fichi e pinoli
Fagottini di ricotta, fichi e olive

……………

Curiosità
La scienza conferma che il gelato rende felici
Uno studio condotto dai ricercatori dell’Istituto di Psichiatria di Londra dimostra che basta un cucchiaio di gelato per “accendere” i centri di piacere nel cervello umano, gli stessi che vengono attivati anche da una vincita di denaro o dall’ascolto della nostra musica preferita. [leggi l’articolo]
Basta poco per assaporare la felicità!
……………

Dopo aver dichiarato pubblicamente la mia incontenibile passione per il gelato ed aver rivelato la mia insana ossessione del voler produrre il gelato artigianale senza gelatiera (e tutto ciò getta una luce inquietante sul mio modo di essere), ringrazio dada-un dejeuner de soleil per il passaggio di testimone del gioco-confessione che giro a chiunque voglia svelarsi.

16 giugno 2009

Gelato di rose

Dalle vetrine scintillanti, con la promessa di gelide emozioni, i gelati si offrono in varietà di colori e di gusti, toccando le corde più intime di grandi e piccini, in una tentazione arrendevole..
Ardua è l’impresa di scegliere un gusto piuttosto che un altro: optare per il nuovo o affidarsi al preferito?
È un dilemma che si ripete immancabile, comportando il peso di una decisione a volte sofferta, ma che si conclude con la determinazione di lasciare in sospeso quella curiosità da soddisfare la prossima volta ….
Qualcuno di recente, ritiene che dalla scelta del tipo di gelato si possa individuare il profilo psicologico, classificando come persona oculata e accorta chi sceglie un solo gusto e come fantasioso e sognatore chi ne sceglie più di uno.
Mi chiedevo con quale precisione probabilistica si possa applicare la stessa metodica alla scelta del gusto di gelato preferito, per desumere la personalità di pragmatico, creativo, infantile, prosaico, metodico, prepotente, altruista, ecc ….
Avvio la mia personale indagine psicologica, basata su dati empirici, partendo dall’equazione gelato di rose = inguaribile romantico.

Gelato di rose

Gelato di rose
Ingredienti x 2

Sciroppo
[30 ml acqua
10 g petali rose bio
30 g zucchero]
+
50 ml panna
50 ml latte


Preparazione.
Sciroppo di rose. Staccare i delicatamente i petali delle rose (raccolti nelle prime ore del mattino, perché più profumati), lavarli ed asciugarli. Portare ad ebollizione l’acqua con lo zucchero e versare lo sciroppo ancora caldo, sui petali, lasciando in infusione per qualche ora e filtrare.

Filtrare lo sciroppo (non frullare i petali, come ho fatto io, in quanto nel gelato rimangono dei piccoli pezzi!) ed incorporare al latte con il minipimer, aggiungendo infine la panna [e versare il composto nella gelatiera].
[Per il procedimento senza gelatiera] Riporre il gelato in freezer negli appositi stampi o in una vaschetta per il ghiaccio, per un’ora. Successivamente prelevare e frullare a bassa velocità, per rompere i cristalli di ghiaccio e per incorporare aria. Frullare nuovamente dopo due o tre ore e lasciare riposare per due ore ancora.

Prima di gustare, lasciarlo un po’ a temperatura ambiente, perché si ammorbidisca e decorare con petali brinati (spennellati con albume, passati nello zucchero semolato e lasciati ad asciugare).
……………..

Curiosità
Dimmi che gelato mangi

Come capire al primo colpo la personalità di chi ci sta di fronte? L'associazione delle industrie dolciarie italiane (Aidi) propone il suo metodo, particolarmente indicato in vista dell'estate, riassumibile così: dimmi come mangi il gelato e ti dirò chi sei.
La prima opzione e': preferenza per il gelato artigianale o per il gelato confezionato?
Chi preferisce il gelato artigianale, si legge nell'indagine dell'Aidi, e' più vicino alla dimensione gratificatoria-istintuale, mentre chi preferisce il gelato confezionato mostra un quadro di personalità in cui contano maggiormente gli aspetti razionali.
Un'altra opzione di fondo su cui esprimere una preferenza e' quella tra il gelato a cono oppure quello a coppetta.
Il cono e' una figura geometrica partecipe del simbolismo sia del cerchio che del triangolo, ma di cui e' ancora incerto il preciso significato tradizionale. Chi predilige il cono manifesta una sorta di risonanza con lo spirito sublimato di Venere.
Più complicato e' il quadro simbolico della coppa, che si presenta sotto due aspetti essenziali: quello di vaso dell'abbondanza e quello del vaso contenente la bevanda dell'immortalità'.
In ogni caso, mangiare il gelato e' una questione di specifici comportamenti di consumo. Sotto questo profilo vi sono quattro modalità possibili di consumo: leccando, succhiando, a morsi, a morsetti.La modalità più frequente e' quella 'leccando'. Che significato ha? In linea di principio, chi mangia il gelato leccando e' una persona che ama la vita sociale, cioè che partecipa molto volentieri ai contesti sociali e ama conoscere gente nuova. E' la modalità degli ottimisti, e in qualche caso anche degli ambiziosi e di coloro ai quali piace provocare chi sta loro attorno.
Succhiare e' una forma più "infantile" di leccare. Chi mangia il gelato cosi probabilmente e' una persona molto orientata ai legami affettivi intensi, quasi simbiotici.
Chi invece consuma il gelato a morsetti tende ad essere una persona piuttosto attenta e cauta in ogni circostanza della vita. Una persona che non ama prendere decisioni affrettate, gentile e sensibile e prevalentemente riflessiva. Chi mangia il gelato leccando e' più un estroverso, chi lo consuma a morsetti e' più introverso.
Più rara e' la modalità di consumo a veri e propri morsi. Chi mangia il gelato in questo modo ha buone probabilità di essere una persona piuttosto testarda, che vuole decidere di testa propria, seguire a tutti i costi la propria via. Una persona che ama lavorare e tendenzialmente molto sincera.
Infine una curiosità: cosa vuol dire mangiare il gelato dalla parte inferiore del cono? Non c'e' accordo generale sul significato di questo comportamento, ma si pensa che potrebbe essere il segno delle personalità "vincenti".
[di Kruger Agostinelli]

4 giugno 2009

Gelato di ciliegie al maraschino

Rosso il colore della tentazione incontrollabile che rifugge dai lacci dell’autocontrollo, in una resa senza condizioni, mille i volti sferici e carnosi, dalle voluttuose forme tondeggianti, procace l’indole dolce e succosa: le ciliegie, una tentazione che si conosce da bimbi e non si abbandona mai più.
Per una tentazione da adulti, una nota vivace di maraschino in una gelida crema.

Gelato di ciliegie al maraschino


Gelato di ciliegie al maraschino
100 ml panna fresca
100 ml latte fresco
160 g zucchero
400 g ciliegie mature pesate con il nocciolo
1 cucchiaio di maraschino (omettere se il gelato è destinato a bimbi)

Preparazione. Lavare le ciliegie, asciugarle, snocciolarle e passarle al mixer, aggiungendo lo zucchero. Infine incorporare tutto il composto, al latte ed alla panna ed aromatizzare con il maraschino [e versare il composto nella gelatiera].
[Per il procedimento senza gelatiera] Riporre il gelato in freezer in una vaschetta per il ghiaccio, per un’ora. Successivamente prelevare e frullare a bassa velocità, per rompere i cristalli di ghiaccio e per incorporare aria. Frullare nuovamente dopo due o tre ore e lasciare riposare per due ore ancora (o versare negli stampini). Prima di usare lasciarlo un po’ a temperatura ambiente, perché si ammorbidisca.

Gelato di ciliegie al maraschino

Versione prêt-à-porter da gustare in tranquilla solitudine davanti alla tv o al pc, in un romantico e serale tête-à-tête o per ritemprare bimbi golosi, reduci da turbolenti scorribande.

- Per la versione ghiaccioli, guardate qui.

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Altre ricette con le ciliegie

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Queste ciliegie gelato sono un omaggio per giulia - rossa di sera

23 maggio 2009

Gelato al passito di Cirò

Gelato da meditazione
Un regalo inaspettato: una sperimentazione, una sapiente sintesi dell’abilità dell’uomo e della generosità della natura, un Passito di Cirò, figlio delle uve che millenni or sono i Greci impiantarono in Calabria.
Un lavoro sperimentale (di un mio amico), realizzato con la cura e la passione che solo un enologo, discendente da vinificatori da più generazioni, può. Un lavoro amorevole e un’attesa paziente e vigile, per ottenere una nobiltà dorata in trasparenza, dal bouquet fruttato e non stucchevole.
Dopo averlo degustato, l’idea insistente di tradurlo in delizia dall’anima di-vina ed infine l’isolita afa di fine maggio a suggerire un fresco impiego da meditazione.

Gelato al Passito di Cirò

Gelato al Passito di Cirò
Ingredienti50 g Passito Cirò
100 g panna fresca
100 g latte fresco
75 g zucchero
1 tuorlo

Preparazione. Predisporre un pentolino con l’apposito contenitore a bagnomaria e mescolarvi il tuorlo con parte dello zucchero, fino a che il composto non vela il cucchiaio (e soffiando su esso si formano delle onde concentriche a formare una specie di rosa: cottura alla rosa). Incorporare il tutto al latte ed alla panna, aggiungere il restante zucchero* e aromatizzare con il passito.
Riporre il gelato in freezer in una vaschetta per il ghiaccio, per un’ora [o versare il composto nella gelatiera].
[Per il procedimento senza gelatiera] Successivamente prelevare e frullare a bassa velocità, per rompere i cristalli di ghiaccio e per incorporare aria e lasciare riposare prima di servire e degustare, meditando.
* Per la presenza liquida del passito, il gelato presenta una natura altamente scioglievole, quindi per “stabilizzarlo” sarebbe opportuno addensarlo con una punta di cucchiaino di farina di semi di carrube sbiancata.

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News - Arriva il gelato al gusto vino
Fra i tanti modi di degustare vino c'è n’è uno insolito ma perfetto per l’arrivo dell'estate e per sperimentare qualcosa di curioso: il gelato.
Per questo Enoteca Italiana presenta nel primo week end della 43esima edizione de “Le Settimane dei vini” le creazioni di due maestri gelatieri dedicate al gelato e al mondo enologico italiano.
(leggi l’articolo di C. S.)

4 maggio 2009

Gelato alle fragole e cardamomo

A non mancare mai nella mia casa, è la dolce freddezza dal sapore di premio del gelato, bramando quello home made, acclamando quello artigianale e non disdegnando quello industriale.
Sempre presente in molti momenti della mia vita, a suggello di quelli gioiosi, come “consolazione” di quelli tristi e anche come “ricostituente” nei periodi di preoccupante inappetenza.
Il gelato per me è il dessert dello spirito, la quintessenza della golosità, l’irrinunciabile delizia gelida e cremosa da gustare nell’intimità del sé o in un convivio di amici sinceri, ma anche da regalare per condividerne la gioia derivata, com’è il caso di questo gelato alla fragola, aromatizzato al cardamomo!

Gelato fragole e cardamomo


Gelato alle fragole e cardamomo
Ingredienti300 g fragole
250 g panna fresca
250 g latte
100 g zucchero
½ limone
5 bacche di cardamomo (commercio equo e solidale)

Preparazione. Lavare le fragole, asciugarle e passarle al mixer con il succo di mezzo limone. Incorporare il tutto al latte ed alla panna, aggiungere lo zucchero e aromatizzare il composto con il cardamomo pestato finemente.
Riporre il gelato in freezer in una vaschetta per il ghiaccio, per un’ora [o versare il composto nella gelatiera].
[Per il procedimento senza gelatiera] Successivamente prelevare e frullare a bassa velocità, per rompere i cristalli di ghiaccio e per incorporare aria. Frullare nuovamente dopo due o tre ore e lasciare riposare per due ore ancora. Prima di usare lasciarlo un po’ a temperatura ambiente, perché si ammorbidisca.


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Con questo gelato partecipo alla raccolta Al gelato non rinuncio mai di stefi –buoni e veloci




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Un profumato gelato, dedicato a tutti i lettori che mi hanno votato, consentendomi una piccola comparsa sul podio di Blog Cafè di Squisito 2009: un apostrofo rosa tra le parole “grazie mille!” (chiedo venia per la parafrasi).



16 febbraio 2009

Gelato all’arancia in cialda fondente

Quando è l’amore a governare e legare la vita di due esseri, limando le loro asperità e facendo combaciare i loro angoli, si rasenta la perfezione.
È quanto accade a Cioccolato e Arancia, un binomio felice che non lascia adito a dubbi … soprattutto se il cioccolato è un fondente nero extra e l’arancia appena raccolta, nel suo fior fiore di beltà, proviene da colture biologiche.
Il misterioso nero che avvolge e protegge la gelida crema aranciata, in un brivido di passione ...

Gelato all'arancia in cialda di cicoccolato


Gelato all’arancia in cialda fondente
Ingredienti x 4
100 ml latte
100 ml panna
50 g zucchero
1 tuorlo
arancia biologica
1 cucchiaino raso di amido (da preferire farina di semi di carrube)

Cialda al cioccolato fondente
80 g cioccolato fondente nero extra al 70 %

Preparazione. 
Gelato. Lavare l’arancia e dopo averne prelevato la scorza con un pelapatate (evitando accuratamente la parte bianca perché amara) lasciarla in infusione nel latte caldo per almeno una mezz'ora.
Porre un recipiente sul fuoco a bagnomaria e lavoravi il tuorlo con lo zucchero e l'amido (che ha funzione addensante), con una frusta finché sarà chiaro e non velerà il cucchiaio. Lasciare freddare ed incorporare il latte filtrato, la panna ed il succo d’arancia. Riporre il gelato in freezer in una vaschetta per il ghiaccio, per un’ora [o versare il composto nella gelatiera].

[Per il procedimento senza gelatiera] Successivamente prelevare e frullare a bassa velocità, per rompere i cristalli di ghiaccio e per incorporare aria. Frullare nuovamente dopo due o tre ore e lasciare riposare per due ore ancora. Prima di usare lasciarlo un po’ a temperatura ambiente, perché si ammorbidisca.

Cialde. Sciogliere a bagnomaria il cioccolato tritato finemente. [Ho provato a temperare il cioccolato empiricamente, perché sprovvista di termometro] Quando il cioccolato fuso ha raggiunto la temperatura di 40-45°, prelevarne 2/3 e versarlo su un piano di marmo (o in mancanza d’acciaio) e stenderlo con una spatola d’acciaio, eseguendo movimenti dall'esterno verso l’interno, per abbassarne la temperatura a 26-27° (deve essere fresco) infine porlo nuovamente nel recipiente a bagnomaria per riportarne la temperatura a 32°.
Predisporre dei fogli di carta forno e disegnare dei cerchi, capovolgere la carta (in modo che il segno sia visibile, ma non a contatto con il cioccolato) e versarvi delle piccole quantità di cioccolato, roteando la carta per permettere una stesura precisa. Capovolgere il disco di cioccolato su una ciotola anch’essa capovolte, procedere con le altre cialde ed attenderne la solidificazione. [Si possono preparare anche con qualche giorno di anticipo]

Al momento di servire, staccare delicatamente la carta forno dalle cialde e colmarle con il gelato, guarnendo con scorzette d’arancia.

6 gennaio 2009

Un anno e più alla finestra

Un anno alla finestra, ma anche un anno d’amore (♫ ), quello scritto, vissuto e documentato da queste pagine virtuali traboccanti di ricette, immagini, parole …

Più di un anno per essere precisi (2 ottobre), ma affaccendata in vicende private (alquanto intricate) che mi tennero lontana dal web, mio malgrado, i festeggiamenti furono rimandati a data da destinarsi.
Qualcosa però, restò in sospeso ...

… qualcosa che, dietro suggerimento della Befana, ho deciso di pubblicare:


 un  Pdf di Dolci golosi e inediti che avevo preparato come dono per voi e che spero vogliate gradire.

Tortina fiore al pistacchio


E per non far passare in sordina un avvenimento da ricordare:

Tortina - fiore al pistacchio
La tortina è una fetta di cake, tranciata con uno stampino a fiore e ricoperta di gelato al pistacchio.


* * *

Forse "... Ho capito che nella vita non c'è altro che valga, se non mettere al mondo: un oggetto ben fatto o un essere vivente o anche se stessi in modo nuovo, non fa differenza." [Tratto da Favola dei due che divennero uno di Dario Buzzolan]


Perdonatemi la citazione (forse opinabile) e GRAZIE per l’affetto con il quale mi dedicate la vostra attenzione!!!

……….

Una dolcezza per la nostra cara e vecchia Befana, qui
</ a=""></ a=""></></ a=""></></></>Dolci golosi

18 dicembre 2008

Stella fredda di ricotta al torrone e Gelato al torrone

Torrone destrutturato
Parola d’ordine: destrutturare.
È il turno del torrone, emblema di golosità soprattutto infantili che può vestirsi da freddo dessert dalle forme natalizie, come questa candida Stella fredda al torrone e croccante alle nocciole o da cremoso Gelato al torrone ornato di caramello alle clementine per un dolce brivido .
Per le feste tutto è concesso.
Stella fredda al torrone e croccante di nocciole

Stella fredda di ricotta al torrone e croccante alle nocciole

Ingredienti x 3
100 g ricotta
100 ml panna
50 g zucchero
2 albumi
1 cucchiaio di brandy
100 g torrone bianco

Guarnizione
Canditi

Croccante alle nocciole
1 bicchiere zucchero
1 bicchiere nocciole tostate
1 cucchiaio acqua
½ clementina succo

Preparazione semifreddo. Passare il torrone nel mixer con un po’ di panna, tritandolo grossolanamente.
Portare quasi a bollore 1 l di acqua in una casseruola; montare a neve ferma gli albumi e lo zucchero in una ciotola per 5' e infine adagiare la ciotola sulla casseruola, lavorando ancora gli albumi per 5' (meringa).
Passare la ricotta ad un setaccio a maglie fini ed incorporarla alla panna montata, il brandy, la meringa preparata in precedenza ed il torrone triturato. Amalgamare il tutto delicatamente, trasferire negli stampini e riporre nel freezer per almeno tre ore.

Croccante di nocciole
Croccante alle nocciole. Far andare lo zucchero con l’acqua ed il succo di clementine, in un pentolino con il fondo spesso ed attendere che raggiunga un colorito dorato. Quindi allontanarlo dal fuoco ed incorporarvi le nocciole. Stendere il composto su un foglio di carta forno, spennellato preventivamente con dell’olio e compattare, cercando di dare una forma quadrata. Attendere che si cristallizzi e pestare.
Al momento di servire, sformare le stelle, guarnire con il croccante sbriciolato ed i canditi [o servire con una salsa al cioccolato].

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Gelato al torrone e caramello alle clementine


Gelato al torrone ornato di caramello alle clementine
Ingredienti
200 ml latte
200 ml panna
100 g zucchero
1 tuorlo
120 g torrone bianco

Caramello alle clementine
zucchero
acqua
succo di clementine

Preparazione. Passare il torrone nel mixer con un po’ di panna, tritandolo grossolanamente.
Porre un recipiente sul fuoco a bagnomaria e lavoravi il tuorlo e lo zucchero, con una frusta finché sarà chiaro e non velerà il cucchiaio. Lasciare freddare ed incorporare al latte, alla panna ed al torrone tritato.
Riporre il gelato in freezer in una vaschetta per il ghiaccio, per un’ora [o versare il composto nella gelatiera].
[Per il procedimento senza gelatiera] Successivamente prelevare e frullare a bassa velocità, per rompere i cristalli di ghiaccio e per incorporare aria. Frullare nuovamente dopo due o tre ore e lasciare riposare per due ore ancora. Prima di usare lasciarlo un po’ a temperatura ambiente, perché si ammorbidisca.
Preparare il caramello alle clementine e stenderne dei fili su un foglio di carta forno spennellato d'olio, creando dei decori. Attendere che si solidifichino ed ornarvi il gelato prima di servirlo.
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Questa ricetta partecipa alla raccolta Soave Natale organizzata da la botte piccola
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Buon Natale

26 agosto 2008

Gelato alle more e cannella

Paradossi vacanzieriCosa si fa solitamente in vacanza alle 14.00?
Dopo un pranzo preferibilmente frugale, ci si riposa, per fare il pieno di energie, necessario a vivere la notte!
More

Se però il pensiero corre a quel cespuglio di more, avvistato al mattino …. allora, ogni esigenza fisiologica o regola sfuma e, uscendo da casa di soppiatto, mentre tutti sonnecchiano, cestino alla mano e nipotino Simone di 9 anni al seguito, si va a fare razzie di more
Il cespuglio colorato e spinoso vegeta beffardo ad un'altezza poco accessibile, ma Simone, da bravo lupetto (o sarebbe meglio dire, scoiattolo) si arrampica abilmente per raccogliere i frutti più dolci e maturi, mentre chi resta con i piedi per terra (la sottoscritta), saltando, cerca di appropriarsi di quelli miracolosamente protesi verso il basso: una scena sicuramente ridicola, sottolineata dalle risate argentine rimbalzanti nel silenzio assolato, dalle macchie nerastre e dai raggi di sole incandescenti, per un divertimento unico ed un dignitoso bottino!
Dopo tanta fatica un utilizzo goloso, ma poco impegnativo: un gelato alle more e cannella ( e con i rimanenti frutti, una torta fredda allo yogurt di more).

Gelato alle more e cannella

Gelato alle more e cannella

Ingredienti x 4100 g more
25 g zucchero
150 ml (0 200 ml) latte
200 ml panna
50 g zucchero
Cannella q.b.

Preparazione. Lavare le more, asciugarle e passarle al mixer con 25 g di zucchero (in ragione delle dolcezza dei frutti). Incorporare il tutto al latte ed alla panna, aggiungere 50 g di zucchero e aromatizzare il composto con la cannella (ne ho usato mezzo cucchiaino da caffè) [o versare il composto nella gelatiera].
[Per il procedimento senza gelatiera] Riporre il gelato in freezer in una vaschetta per il ghiaccio, per un’ora.
Successivamente prelevare e frullare a bassa velocità, per rompere i cristalli di ghiaccio e per incorporare aria. Frullare nuovamente dopo due o tre ore e lasciare riposare per due ore ancora. Prima di usare lasciarlo un po’ a temperatura ambiente, perché si ammorbidisca.
Guarnire con le more e servire.

Nota. Dei gelati da me sperimentati, questo è senza dubbio il migliore, in quanto la presenza della panna gli conferisce la giusta cremosità (non avendo usato la gelatiera) e l’assenza delle uova, esalta al massimo il gusto della frutta utilizzata.

6 luglio 2008

Cavatelli freddi di vite

Il piatto estivo per eccellenza è senza ombra di dubbio l’insalata di pasta, dal potere evocativo di immagini di mare, sole, libertà dalle regole e pietanze fredde da gustare nei vacanzieri ritmi disordinati.
Così con licenza di Giallo zafferano di liberare la fantasia, provo a dipanare il filo dei miei pensieri …


Il mare per eccellenza, nel mio immaginario, è il Mar Mediterraneo, culla della civiltà e fra le antiche civiltà, quella ellenica che ha influenzato segnatamente il nostro sapere, nel passato e di rimando nel nostro presente.
Pensando alla gastronomia greca, il pensiero corre ai dolmades, i tipici involtini in foglie di vite e riflettendo sulla leggendaria origine greca dei vigneti calabresi … ho pensato ad una pasta fredda dove tradizioni greche e calabresi si intrecciano inscindibilmente:

Cavatelli freddi di vite al gelato aromatico

Cavatelli freddi di vite con gelato allo yogurt aromatico, in versione haute couture (una preparazione chic, di indubbia freschezza)


Cavatelli freddi di vite in barattolo



e Cavatelli freddi di vite in barattolo, prèt-a-porter (da asporto, ipotizzando una probabile cena sulla spiaggia).

Cavatelli freddi di vite

Ingredienti x 2
Cavatelli
150 g semola grano duro
70 ml acqua circa
3-4 foglie di vite biologica, piccole e tenere

Foglie di vite biologica

Condimento
Prezzemolo, aneto, menta
125 ml yogurt bianco
Sale

Gelato allo yogurt aromatico
100 ml yogurt bianco
100 ml panna
1 cucchiaio zucchero
2 g erbe (prezzemolo, menta, aneto)

Preparazione
Cavatelli. Scottare le foglie di vite nell’acqua bollente*, per pochissimi minuti e trasferirli in una ciotola con dell’acqua ghiacciata, per fissarne il colore.
Disporre la farina a fontana, crearvi una conca nella quale collocare le foglie di vite (triturate grossolanamente con la mezzaluna), ed una parte dell’acqua, aggiungendo la rimanente fino a quando la massa non diviene elastica e compatta.
Ricavare dalla pasta dei cordoncini, pizzicarli per ottenerne dei piccoli pezzetti di circa 1 cm e incavarli con l’indice, dando la tipica forma di gnocchetto, proseguendo fino ad esaurimento della massa.
Cavatelli di vite

Gelato. Lavare le erbe, asciugarle e pestarle in un mortaio. Incorporare il tutto allo yogurt ed alla panna e (passare in gelatiera o) riporre in freezer in una vaschetta per il ghiaccio, per un’ora. Successivamente prelevare e frullare a bassa velocità, per rompere i cristalli di ghiaccio e per incorporare aria. Frullare nuovamente per due o tre ore e lasciare riposare per due ore ancora. Prima di usare lasciarlo un po’ a temperatura ambiente, perché si ammorbidisca.
Cottura. Cuocere la pasta per qualche minuto in acqua salata, con l'aggiunta di un filo d'olio ed aromatizzata con le erbe (prezzemolo, aneto e menta). Dopo pochi minuti, scolarla al dente, passarla sotto il getto d’acqua corrente e trasferirla in una ciotola precedentemente collocata nel freezer.
Cavatelli freddi di vite con gelato allo yogurt aromatizzato
Disporre sul piatto di portata, le foglie di vite, collocarvi al centro la pasta e, prima di servire, decorare con una pallina di gelato che darà sapore. Completare con chicchi di uva bianca e nera, guarnire con germogli di vite o a piacimento e servire.
[Liberamente ispirata al "Risotto con gelato al nero di seppia" dello chef L. Landi e del gelatiere M. Petrini, presentato al 28° Sigep-salone internazionale gelateria pasticceria e panificazione di Rimini]

Cavatelli freddi di vite in barattolo
Collocare nel barattolo di vetro due foglie di vite, trasferirvi la pasta, precedentemente amalgamata allo yogurt, completando con chicchi di uva bianca e nera, chiudere con il tappo e riporre in frigo fino al momento di gustarla.


Importante1. Per "arricchire" di sapori e colori la preparazione, guarnire con chicchi di uva bianca e nera, da me non usata in quanto non ancora giunta a maturazione.
2. *Per ottenere delle foglie di vite dal colore più brillante, lasciarle per almeno 4-5 ore immerse in 1 litro d'acqua nella quale è stato spremuto 1 limone e sbollentarle per pochi minuti nello stesso liquido. Subito dopo, prelevarle e tuffarle in acqua ghiacciata.

25 maggio 2008

Ciocco-crostatine di gelato al caramello

Storia di un’idea che, prendendo forma, si trasforma in divertimento.




L’idea di partenza era quella di realizzare un dolce anti convenzionale che sovvertisse le regole classiche.
Così partendo da un dolce-tipo: la crostata, in versione mignon, eccone snaturate le caratteristiche, sostituendo il guscio di frolla con un guscio di cioccolato, la farcia di marmellata o crema con uno strato di pds e di cremoso gelato e concludendo con granella di nocciole e cioccolato, anziché il canonico zucchero a velo.

Il risultato? Divertente!

Infatti, dopo aver imboccata la strada dell’irriverenza si passa al gioco delle consistenze: un guscio cioccolatoso – o cioccante - che custodisce uno strato soffice, gelido e cremoso culminante in una copertura croccante.


Poi il pensiero di cosa questo dolce avrebbe suscitato all’assaggio-test, immaginando un tizio bendato e le sensazioni visualizzate nella nuvoletta-pensiero da fumetto con i relativi suoni onomatopeici: sulle prime ciock! (guscio di cioccolato), poi sssss(soffice pds), dopo brrrrrrrrrr (gelato) e mmmmh! (cremoso e dolce) ed infine crock! (granella di nocciole e confettini di cioccolato).


Anche un degustatore serioso ed esigente apprezzerebbe!




La ricetta su francescaV, rubrica

29 aprile 2008

Gelato al limone

Ah, quelle giornate nere, in cui il mondo come per magia perde i suoi colori!
Ah, quelle giornate nere in cui tutto va storto, rispondendo ad una logica irrazionale!
Ah, quelle giornate nere in cui una brutta discussione avvelena la gioia di vivere!
Cosa fare in quei casi, se non cercare consolazione in qualcuno o in qualcosa?
Tralasciando la prima opzione e soffermandoci sulla seconda, cosa può essere quel qualcosa?
Ieri il mio umore era sceso a livelli allarmanti ed appena tornata a casa, ho impugnato il cucchiaino ed aperto la porticina del freezer, cercando un amico che non tradisce, sempre presente e pronto ad offrire una spalla: una cucchiaiata ed un sollievo ….
….. il gelo per anestetizzare le storture ed il dolce per alleviare le pene
……. e pace con il mondo è fatta ….

Si dà il caso che in questi giorni si faccia un gran parlare di “piatto della consolazione” (lalla, anice stellato, cocò …) e così ho voluto illustrare la mia consolazione quando sono sopraffatta dalla disperazione più nera e neanche la preparazione di una nuova ricetta, riesce ad impegnarmi la mente, quando ho bisogno di un conforto immediato ed efficace e lui c’è (il gelato).


Gelato artigianale al limone
Ingredienti
500 ml latte
130 g zucchero
150 ml succo di limone (due limoni grandezza media)
scorza di 2 limoni biologici
1 albume


Preparazione
I. Necessaria. Lasciate la scorza di 2 limoni (solo se non trattati) in infusione nel latte per due ore. Spremere i limoni, setacciare il succo, aggiungervi lo zucchero ed incorporare al latte. Porre il tutto nella gelatiera a mantecare. [Per chi è in possesso di una gelatiera il procedimento di preparazione del gelato termina qui]
II. Eventuale. [Per chi non è in possesso di una gelatiera seguire questa seconda fase]
Porre il composto nel freezer a gelare. Nel frattempo portare quasi a bollore 1 l di acqua in una casseruola; montare a neve ferma l'albume in una ciotola per 5' e infine adagiare la ciotola sulla casseruola, lavorando ancora l'albume per 5'. Quando il primo composto è semi-solidificato, incorporare la meringa, rimestando delicatamente con una frusta. Mettere la ciotola nel freezer per almeno 3 ore, mescolando 1' ogni ora con una frusta. Poco prima di servire, prelevare il gelato dal freezer, lasciare ammorbidire e versare tutto nel frullatore, in modo da rompere i cristalli di ghiaccio ed ottenere un gelato perfettamente cremoso. Servire subito o rimettere in frigo per qualche minuto ancora, prima di servire, guarnendo a piacere.

Considerazioni: il gelato con la meringa ha una cremosità sorbettosa che attutisce un po’ il gusto intenso del limone, mentre quello senza meringa ha una cremosità gelatosa ed un gusto di limone più intenso (ma senza gelatiera non si ha un buon risultato, perché si formano troppi cristalli di ghiaccio).

Ad ognuno la sua di consolazione … e la vostra qual è?
Vi va di partecipare a questo meme?




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Provato da lei

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Ricetta correlata
Freddo dessert al limone

Limone farcito di granita (pdf Dolci fantasie p. 32)

15 marzo 2008

Coni da passeggio alla liquirizia e glassa di cioccolato bianco

19 MARZO

Un papà fiabesco, emblema di tutti i papà amorevoli del mondo!

"Papà la domenica amava cucinare i krafen; aveva imparato dal nonno che era cresciuto in Germania. Preparava l’impasto e lo metteva a lievitare in un posto caldo, in una specie di soffitta che stava sopra la cucina.
Con Emma stavamo a osservare nascoste dietro al tavolo di marmo che torreggiava la centro della piccola cucina. Restavamo immobili per non disturbarlo mentre era intento a pesare e a impastare gli ingredienti.
Faceva una specie di montagna di farina con un buco al centro e ci versava uova, burro, zucchero e un pizzico di sale. Poi si tirava le maniche della camicia e con i polsi forti e le grandi mani iniziava a lavorare l’amalgama.
In un pentolino a parte preparava il lievito che lui diceva di essere “vivo”? Il lievito ha un’anima? Sua di lui? Sgattaiolavamo in cima alla scaletta di legno e ci appostavamo vicino alla finestra dove papà aveva messo la palla avvolta dentro a un panno, come se fosse un bebè. Noi gattine curiose andavamo a sorvegliare la palla profumata che ogni ora cresceva.
Emma era più golosa di me.
“Emma come li vuoi?” le domandava mio papà.
E lei non capiva più niente, correva a casa per ottenere il permesso di fermarsi a cena.
Dritte con le posate in mano, eravamo pronte per suonare un minuetto.
Papà preparava la crema di vaniglia e quella di cioccolato e ci faceva scegliere come riempirli…"

(tratto da Dichiarazione d’amore a Venezia di Carmela Cipriani)

Da bambini il papà è un cavaliere coraggioso senza macchia e senza paura che protegge coccola e sollecita;
un compagno di giochi creativo e discontinuo
un mondo intero, senza inizio e senza fine.

Crescendo le cose cambiano, finché nell’età adulta i ruoli tendono quasi ad invertirsi.
Tornando indietro con la mente ai ricordi di me bambina e di mio padre, lo rivedo mentre mi guida per la mano, lungo i sentieri della vita per una passeggiata che raggiunge il clou con una ricompensa-gelato.
Quest’anno, invertendo il gioco delle parti, ho voluto offrire io il gelato al mio papà: un gelato speciale, preparato da me e al gusto da lui preferito (liquirizia e cioccolato bianco).
AUGURI PAPÀ


Coni da passeggio alla liquirizia e glassa di cioccolato bianco

Ingredienti
1 tuorlo
70 g zucchero
50 ml latte
2 cucchiai di amido
200 ml panna
30 g (o 20 g)  liquirizia Amarelli
6 cialde
100 g cioccolato bianco
20 ml latte circa
1 nocciola di burro

Preparazione
Semifreddo Portare a ebollizione in un pentolino il latte con lo zucchero e fare cuocere per 8 minuti, fino ad ottenere uno sciroppo abbastanza denso e trasparente. Lavorare in un tegame il tuorlo con una frusta finché sarà chiaro e ben montato. Porre il recipiente sul fuoco a bagnomaria, versarvi lo sciroppo a filo e poi l’amido; mescolare rapidamente e fare cuocere finché la crema sarà raddoppiata di volume. Allontanare la crema dal fuoco e lasciare intiepidire. Intanto pestare la liquirizia fino a ridurla in polvere ed amalgamarla al composto di uova, versandone volta per volta, piccole quantità, per evitare che si raggrumi. Montare la panna, incorporarla delicatamente al composto, versare il tutto in un recipiente resistente al freddo, e mettere in freezer per 3 ore.
Montaggio Prelevare il semifreddo dal freezer e con una spatola, riempire le cialde. Con un porzionatore da gelato, formare delle sfere e collocarle sulla sommità di ogni cialda. Disporre ogni cono a testa in giù negli stampi a semisfera e lasciar congelare per 1 ora.
Glassatura Spezzettare il cioccolato bianco in un pentolino e porlo sul fuoco a bagnomaria, con il latte ed il burro. Quando il cioccolato è ben sciolto, rimestare energicamente il composto con una frusta e procedere alla glassatura dei coni. Tenere in freeezer fino al momento di servire.

25 ottobre 2007

Gelato alla pesca, cacao e liquirizia

Dopo l'esperienza dello yogurt senza yogurtiera, mi frullò l'idea di sperimentare il gelato senza gelatiera. Provai, ma il risultato fu disastroso e da archiviare nelle missioni impossibili. Accadde però che da CoCo vidi una deliziosa coppa di gelato preparato senza gelatiera. Così volli provare ... e gelato alla pesca fu, seguendo passo passo le regole svelate da Aiuolik.


Successivamente vidi da Tulip un cremoso gelato con
la meringa svizzera ... e gelato al cacao fu.




Poi appresi dal gelatiere G. Martinetti dell'utilizzo dell'addensante nei gelati (farina di semi di carruba) ... e gelato alla liquirizia fu.



Che dire? La risultante Gelato è indubbiamente eccezionale: la consistenza non è perfettamente cremosa, ma in compenso il gusto è intenso, lontano un miglio da quello omologato dei gelati industriali.

Gelato artigianale senza gelatiera
Ingredienti
Gelato alla pesca

250 ml latte
2 tuorli
80 g zucchero
200 g pesche
bacca vaniglia
Decorazione
granella di zucchero

Gelato al cacao
250 ml latte
80 g zucchero
2 tuorli
20 g cacao amaro
Meringa
1/2 albume
1 cucchiaio di zucchero
Decorazione
Gocce di cioccolato

Gelato alla liquirizia
250 m l latte
2 tuorli
125 g zucchero
1 cuchiaino di amido
10 g liquirizia in polvere Amarelli

Preparazione
Composto base
Lavorare le uova con lo zucchero e versarvi a filo il latte precedentemente riscaldato con un baccello di vaniglia. Quindi trasferire il composto sul fuoco a fiamma dolce e rimestare, fino a quando non acquista una leggera consistenza, tale da velare il cucchiaio. A questo punto allontanare il preparato dal fuoco e procedere secondo lo schema seguente:
Gelato alla pesca Frullare le pesche ed unirle al composto.
Gelato al cacao Unire al composto il cacao e la meringa svizzera (ottenuta montando l'albume a bagnomaria con un cucchiaio di zucchero fino a raggiungere circa 60° . Successivamente togliere la bacinella dal fuoco e montare lentamente con le fruste elettriche).
Gelato alla liquirizia Unire al composto la liquirizia in polvere, a poco a poco per evitare che si raggrumi.
Trasferire le preparazioni in contenitori idonei al congelamento e dopo 3 ore circa, rimestare energicamente con una frusta per rompere i cristalli di ghiaccio. Riporre nel freezer e dopo le successive 3 ore versare il gelato nel frullatore per renderlo cremoso (queste due fasi possono anche essere invertite). Tenere nel freezer per un pò, dopo di ché il gelato è pronto. Unica raccomandazione: farlo scongelare per qualche minuto e rimestarlo bene, prima di servirlo decorato a piacere.

Edit: dalle esperienze successive, ho imparato che per un buon gelato cremoso senza gelatiera è importante:
1. usare un eguale quantitativo di panna e latte
2. far "maturare" il gelato in frigo qualche ora, prima di passarlo in freezer
4. prima di servirlo, farlo ammorbidire un po’ e “mantecarlo in un robot”

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Glossario
GELATO
La tradizione narra che il gelato, già conosciuto nell'antichità, sia stato inventato da un tal Ruggeri in occasione delle nozze di Caterina de' Medici con il futuro re di Francia Enrico d'Orleans officiate il 28 ottobre 1533. All'architetto fiorentino B. Buontalenti andrebbe attribuita l'invenzione del gusto crema, attraverso l'aggiunta del tuorlo d'uovo all'originaria miscela di zucchero e latte. Il gelato possiede una particolarità unica: il suo sapore rimanda costantemente a un prodotto del tutto diverso, in una sequenza infinita di possibili caratterizzazioni (difatti assaggiando un gelato dal gusto particolare, per esempio alla rosa o alla viola, si è in grado di riconoscerne il sapore, pur senza avere mai mangiato i petali di questi fiori, perchè mentre il gusto può fornire solo quattro elementari sensazioni saporifere - dolce, salato, acido e amaro - l'olfatto possiede una sensibilità infinitamente superiore. La definizione dei sapori è, infatti dovuta, soprattutto, alla sensazione olfattiva retronasale). (Tratto da Panorama n. 28/2007 di D. Oltolini, assaggiatore).