Ogni volta che fa il suo ingresso in casa, grazie all’addetto alla spesa, mi diverto a scoprire che forma ha, perché ogni zucca lunga (o "cucuzza longa" o "cucuzza ‘e acqua" come il dialetto calabrese la identifica) è diversa dall’altra: ci sono quelle perfettamente dritte o quelle che si incurvano su se stesse da un’estremità (tanto da dare l’idea del capo di un flessuoso cigno o di un lungo bastone) o da entrambe ed in quel caso la somiglianza con un serpente è innegabile (tanto da farle valere in Sicilia il nome di “zucca serpente”).
Lunghe e a volte anche curve si possono ammirare esposte nei mercati, appese a delle cordicelle ed una volta scelta quella giusta, nessuna carta o busta (un po’ come le baguette francesi) velerà quella fierezza sfrontata.