30 dicembre 2008

Buon 2009

Dopo aver condiviso un intero 2008 di ricette, chiacchiere e amicizie affettuose, voglio condividere con voi questo goloso panettone con decori e farcia al bergamotto che ho ricevuto in regalo

Panettone al bergamotto


e con il quale vi auguro un 2009 foriero di sogni da realizzare, felicità da vivere giorno per giorno, salute dirompente, gratificazioni importanti, successi di vita, buoni propositi da realizzare al meglio e, soprattutto ogni bene

Panettone

Buon 2009 a tutti!!!

29 dicembre 2008

Bicchierini di mousse al formaggio, broccoli e vongole

Se è vero che “chi ben comincia è a metà dell’opera”, che dire di questa sinfonia dalle tre cremosità da gustare a strati o simultaneamente, in un carezzevole piacere da assaporare con voluttà: una cremosità al formaggio, una cremosità vegetale ed una “cremosità” marina che non sfigurerebbero tra gli antipasti di fine anno.

Mousse al formaggio, broccoli e vongole


Bicchierini di mousse al formaggio, broccoli e vongole
Ingredienti x 6
250 g formaggio cremoso (o yogurt greco) circa
1 ciuffo di broccoli circa
30 g vongole sgusciate
olio evo, sale e pepe qb
prezzemolo
2 limoni non trattati scorza

Preparazione. Mondare, lavare, selezionare le infiorescenze di broccoli, lessarli, passarli nell’acqua fredda per fissarne il colore e condirli con un filo d’olio evo.
Far andare le vongole, in una padella con un filo d’olio ed uno spicchio d’aglio. Regolare di sale e pepe, mescolare di tanto in tanto e a cottura ultimata, unire un trito di prezzemolo.
Lavorare il formaggio cremoso ed incorporarvi la scorza di limone grattugiato e del prezzemolo tritato.
Versare nei bicchierini la mousse, i broccoli, poi ancora un poco di mousse, terminare con le vongole e una fogliolina di prezzemolo. [Liberamente tratto da Più cucina]

Mousse al formaggio


Questa mousse, di sicura riuscita anche seguendo un dosaggio empirico, partecipa alla raccolta Ecchecavolo!!! indetta da pane al pane … vino al vino


28 dicembre 2008

Semifreddo agli amaretti

Due occhi trasparenti sul mondo: è la mia cartolina del Natale 2008, gli occhi di Gaia, la mia nipotina di 4 mesi vispa e vigile, impaziente di imprimere le sue orme nel mondo.
Per il suo battesimo ho eretto una cattedrale (a modo mio), dolce dalle guglie sormontate da ciliegine candite, con l’augurio che nella vita, l’amaro che potrebbe trovare lungo il suo percorso di giovane donna, non sia mai disgiunto dal dolce (che le negatività siano sempre bilanciate dalle positività).


Semifreddo agli amaretti


Semifreddo agli amaretti
Ingredienti (stampo cattedrale Silikomart 2 l)
3 tuorli
90 g zucchero
50 ml acqua
350 ml panna
100 g amaretti
2 cucchiai di liquore all’amaretto

Ciliegie candite

Preparazione. Portare ad ebollizione in un pentolino l’acqua con lo zucchero e fare cuocere per 8 minuti, fino ad ottenere uno sciroppo denso e trasparente. Lavorare in un tegame i tuorli con una frusta finché saranno chiari e ben montati. Porre il recipiente sul fuoco a bagnomaria, versarvi lo sciroppo a filo, mescolare rapidamente e fare cuocere finché la crema sarà raddoppiata di volume. Allontanare la crema dal fuoco e lasciare intiepidire.
Intanto pestare gli amaretti grossolanamente e montare la panna. Quindi incorporare delicatamente la crema di uova alla panna, unire gli amaretti sbriciolati, il liquore e mescolare delicatamente dal basso verso l’alto.
Versare il composto in uno stampo [preferibilmente di silicone]* e riporre nel freezer per almeno tre ore. Prima di servire, sformare e decorare con le ciliegie candite.


Semifreddo amaretti


*Nota. Per la realizzazione del semifreddo, ho usato uno stampo in silicone della silikomart (dotato di un pratico anello di supporto Safe Ring che ne migliora la stabilità) di qualità eccellente che ho trovato particolarmente adatto a questo tipo di preparazione (ma di grande versatilità anche per la cottura in forno), in quanto grazie alla sua elasticità, consente di sformare il dolce senza difficoltà.


23 dicembre 2008

Croquembouche ai tre formaggi e caramello al vino cotto

Buon Natale!
I due elementi geometrici del crochembouche, le sfere di bignè e la struttura a piramide che sfida le leggi di gravità, in una tenace aspirazione verso l’alto, mi hanno sempre affascinata.
Quest’anno pronta a riprodurla, mi sono lasciata irretire dal contrasto dolce-salato e ne ho immaginato una versione salata con farcia ai tre formaggi (ricotta di pecora al peperoncino, mascarpone allo zafferano e gorgonzola) e caramello al vino cotto.
Un’entrée d’eccezione che, superata la perplessità iniziale (dolce o antipasto?), delizierà per i suoi gradevoli contrasti: cremosità e croccantezza, dolce e salato, colori e sapori variegati della farcia, in una delizia che irrradia buonumore.

Croquembouche ai tre formaggi e glassa al vino cotto


Croquembouche ai tre formaggi e caramello al vino cotto
Ingredienti x 4
Bignè (circa 40)
500 ml acqua
150 g burro
300 g farina
1 pizzico sale
3 uova

Farcia ai tre formaggi
100 g ricotta di pecora
100 g mascarpone
100 g gorgonzola
1 pizzico zafferano
1 pizzico peperoncino

Caramello al vino cotto
200 g zucchero
1 cucchiaio acqua
3 cucchiai vino cotto di uve Cirò

Preparazione Bignè. In una pentola con il fondo spesso, mettere l’acqua e il burro e farlo sciogliere senza far bollire l’acqua. Quindi allontanare la pentola dal fuoco e versarci la farina, precedentemente setacciata, in una volta sola, mescolando energicamente con un mestolo di legno. Rimettere il tegame sul fuoco dolce e continuate a mescolare fino a che il composto formerà una palla che si staccherà dal fondo della pentola.
Lasciare intiepidire l’impasto e incorporare le uova ad una ad una (quando la pasta lo richiede) assicurandosi che siano bene amalgamate all’impasto. Quando questo è lucido e sodo, foderare la leccarda con carta forno e formare i bignè, con l’aiuto di due cucchiai. Infornarli a 220° per circa 30 minuti stando attenti al grado di doratura. A cottura ultimata, spegnere il forno e porre tutti i bignè al suo interno in modo da farli seccare bene.
Farcia. Lavorare la ricotta a crema, passandola ad un setaccio ed incorporandovi il peperoncino. Sciogliere lo zafferano in un po’ di latte ed unirlo al mascarpone. Ammorbidire il gorgonzola con un po’ di latte, fino a quando non raggiunge la giusta cremosità e lasciarlo in purezza. Praticare un foro alla base dei bignè e con una saca-poche, farcirli con le creme ottenute.
Caramello al vino cotto. Versare in una pentola dal fondo spesso lo zuccchero con l’acqua e porlo sul fuoco a fiamma moderata, facendolo sciogliere finché non raggiunga un bel colore ambrato, quindi aggiungere il vino cotto.
Montaggio. Collocare al centro del piatto di portata, uno stampino a forma di cono e foderarlo con la carta forno. Intingere un lato di ogni bignè nel caramello e farli aderire intorno alla piramide di carta, fino a ricoprirla. Su un altro foglio di carta forno, lasciare cadere gocce di caramello, formando dei decori per la sommità ed attendere che solidifichino.
Intingere due forchette nel caramello e lasciarne cadere i fili sul croquembouche, infine fissare con altro caramello, il decoro in cima. Prima di servire, sfilare delicatamente il cono di carta e relativo supporto. relativo supporto.
Nota: i fili di caramello non sono sottili a rete, per come dovrebbe essere, perchè il vinocotto ha "appesantito" il caramello!

Croquembouche ai tre formaggi

Un’idea visionaria che partecipa alla raccolta Vino per la neve di The cHef Is on The table



Ricette dolci con il vinocotto
Panna cotta con vinocotto

Ricette salate con il vino cotto
Fiori di zucca e glassa di vino cotto

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Aggiornamento
La raccolta completa in pdf qui

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Felice Natale!





Ghirlanda natalizia

Questo croquenbouche (perfettibile) è dedicato a Elga per il suo dolce pensiero e a tutti voi che leggete queste pagine con affetto, curiosità o simpatia …

18 dicembre 2008

Stella fredda di ricotta al torrone e Gelato al torrone

Torrone destrutturato
Parola d’ordine: destrutturare.
È il turno del torrone, emblema di golosità soprattutto infantili che può vestirsi da freddo dessert dalle forme natalizie, come questa candida Stella fredda al torrone e croccante alle nocciole o da cremoso Gelato al torrone ornato di caramello alle clementine per un dolce brivido .
Per le feste tutto è concesso.
Stella fredda al torrone e croccante di nocciole

Stella fredda di ricotta al torrone e croccante alle nocciole

Ingredienti x 3
100 g ricotta
100 ml panna
50 g zucchero
2 albumi
1 cucchiaio di brandy
100 g torrone bianco

Guarnizione
Canditi

Croccante alle nocciole
1 bicchiere zucchero
1 bicchiere nocciole tostate
1 cucchiaio acqua
½ clementina succo

Preparazione semifreddo. Passare il torrone nel mixer con un po’ di panna, tritandolo grossolanamente.
Portare quasi a bollore 1 l di acqua in una casseruola; montare a neve ferma gli albumi e lo zucchero in una ciotola per 5' e infine adagiare la ciotola sulla casseruola, lavorando ancora gli albumi per 5' (meringa).
Passare la ricotta ad un setaccio a maglie fini ed incorporarla alla panna montata, il brandy, la meringa preparata in precedenza ed il torrone triturato. Amalgamare il tutto delicatamente, trasferire negli stampini e riporre nel freezer per almeno tre ore.

Croccante di nocciole
Croccante alle nocciole. Far andare lo zucchero con l’acqua ed il succo di clementine, in un pentolino con il fondo spesso ed attendere che raggiunga un colorito dorato. Quindi allontanarlo dal fuoco ed incorporarvi le nocciole. Stendere il composto su un foglio di carta forno, spennellato preventivamente con dell’olio e compattare, cercando di dare una forma quadrata. Attendere che si cristallizzi e pestare.
Al momento di servire, sformare le stelle, guarnire con il croccante sbriciolato ed i canditi [o servire con una salsa al cioccolato].

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Gelato al torrone e caramello alle clementine


Gelato al torrone ornato di caramello alle clementine
Ingredienti
200 ml latte
200 ml panna
100 g zucchero
1 tuorlo
120 g torrone bianco

Caramello alle clementine
zucchero
acqua
succo di clementine

Preparazione. Passare il torrone nel mixer con un po’ di panna, tritandolo grossolanamente.
Porre un recipiente sul fuoco a bagnomaria e lavoravi il tuorlo e lo zucchero, con una frusta finché sarà chiaro e non velerà il cucchiaio. Lasciare freddare ed incorporare al latte, alla panna ed al torrone tritato.
Riporre il gelato in freezer in una vaschetta per il ghiaccio, per un’ora [o versare il composto nella gelatiera].
[Per il procedimento senza gelatiera] Successivamente prelevare e frullare a bassa velocità, per rompere i cristalli di ghiaccio e per incorporare aria. Frullare nuovamente dopo due o tre ore e lasciare riposare per due ore ancora. Prima di usare lasciarlo un po’ a temperatura ambiente, perché si ammorbidisca.
Preparare il caramello alle clementine e stenderne dei fili su un foglio di carta forno spennellato d'olio, creando dei decori. Attendere che si solidifichino ed ornarvi il gelato prima di servirlo.
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Questa ricetta partecipa alla raccolta Soave Natale organizzata da la botte piccola
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Buon Natale

17 dicembre 2008

Dessert natalizi

Deja vu
Ossequiare le tradizioni o sovvertirle?
Non è solo un dilemma generazionale, ma può essere anche un dubbio su come servire i dolci classici del Natale, in abbinamento a spumanti italiani o champagne francesi.
Ecco tre proposte per i temerari del gusto, tre idee “fuori le righe” con un unico filo conduttore: destrutturare.
Un esperimento che l’anno scorso, ha riscosso un ottimo gradimento!!!

Pandoro destrutturato: Stelline di Pandoro farcite di Crema chantilly allo Spumante

Stelline di pandoro


Panettone destrutturato: Zuccottini di Panetttone farciti con Crema Chantilly al Limoncello

Zuccottini di panettone

Panettone e pandoro destrutturato: Mousse di strati natalizi, Panettone (o Pandoro) e Crema chantilly allo Champagne

Mousse di strati natalizi

16 dicembre 2008

Cake all’annona

Cake festivo
Quando un cake si agghinda a festa e ostenta eleganza, vantando un ingrediente dalle nobili origini esotiche ed un’attuale residenza esclusiva sulle coste calabresi di Reggio Calabria e su quellle della Sicilia orientale: l’annona
Un frutto dalla scorza finemente cesellata e dalla polpa morbida e delicata, da prelevare con il cucchiaino: da lì l’idea di tuffarlo in un morbido cake d’autore, dalla consistenza estremamente soffice e leggera, in una festa di sapori tenui.

Cake all'annona


Cake all’annona
Ingredienti
5 uova
400 g farina
350 g zucchero
7 g lievito
150 ml panna
150 g purea di annona
50 ml olio evo (ric. orig. 150 g burro)
vaniglia

miele (o gelatina di albicocche)
pistacchi non salati

Preparazione
Privare l’annona della scorza, eliminare i semi e frullarlo con un pò di latte. In una ciotola, sgusciare le uova e montarle con lo zucchero; quindi unire a pioggia la farina setacciata con il lievito, la panna, l’olio evo ed infine la purea di annona. Versare la massa nello stampo ed infornare a 180° per 50’.
A cottura avvenuta, sfornare e lasciare raffreddare.
Sciogliere sul fuoco a bagnomaria, un cucchiaio di miele dal sapore delicato (o gelatina di albicocche) e con questo, spennellare la superficie del cake, facendovi infine aderire i pistacchi e infiocchettare. [Ricetta originale "Cake alle banane" di S. De Riso]

Cake e annona acerbe e mature

Sfiocchettare prima di gustarlo.
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Curiosità
Per un approfondimento fotografico sull'Annona cerimoya, curato da Mari guardate qui

Scheda tecnica - Annona cherimola
L'Annona cherimola è una pianta originaria degli altipiani andini, mentre In Italia, è coltivato nella zona di Reggio Calabria e della Sicilia orientale e si può trovare da ottobre a dicembre.
È un frutto della grandezza di una mela, dalle sembianze simili ad una pigna o una grossa fragola con la buccia verde vellutata. All'interno la polpa è biancastra, cerulea, cremosa, fondente con semi molto duri di colore nero, simili a quelli dell'anguria (non commestibili, anzi pare che contengano sostanze tossiche).
Il frutto è dolce con un sapore che si può associare ad un misto di banana, con un sottile accenno all’ananas: quando maturo e morbido la buccia può essere macchiata e scura.
Per consumarlo, va tagliato a metà e mangiato con cucchiaino [Tratto da wikipedia].
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14 dicembre 2008

Corona di riso al bergamotto, petali di prosciutto croccante e piselli

Menu per le feste
Voci festose, bimbi vestiti di nuovo e in trepida aspettativa, risate argentine, abbracci e sorrisi in un caldo ed avvolgente ritrovarsi nel tepore familiare, in un chiacchiericcio allegro, dai baluginii rossastri di fiamme e luminarie: l’atmosfera della festa più importante dell’anno.
Momenti intensi e felici, fatti di sintonie, di relazioni consolidate o da rinnovare, da siglare in ricchi convivi … ed il difficile compito di strutturare il menu adatto: pietanze classiche o originali?
Due le mie proposte.

1. Primo no conventional, per gli audaci del gusto
Corona di riso al (l'olio essenziale di) bergamotto dalle note aromatiche e profumate, un sapore amabile che si impone delicatamente, in una carezza inebriante ….

Corona di riso al bergamotto, petali di prosciutto croccante e piselli




Corona di riso al bergamotto, petali di prosciutto croccante e piselli (perfetta anche con carciofi e gamberetti)
Ingredienti x 4 persone
200 g di riso
50 g di burro
1 scalogno
parmigiano grattugiato
brodo vegetale
1 cucchiaino raso di olio essenziale di bergamotto

50 g piselli circa (o carciofi)
scalogno
Olio evo
Sale
2 fette prosciutto crudo (o gamberetti)

Preparazione Risotto. Scaldare il burro, tritare finemente un po’ di scalogno aggiungere il riso, farlo tostare a fiamma vivace e portare a cottura bagnando con il brodo caldo [non ho sfumato con il vino, per lasciare il riso neutro, libero da interferenze con l’essenza di bergamotto]. Mantecare il risotto con il burro ed il parmigiano grattugiato, aggiungere l’essenza di bergamotto [non eccedere in quanto il gusto potrebbe risultare troppo forte e quindi sgradevole] e distribuire il tutto in 4 stampini a corona.
Guarnizione. Far andare in padella, con un filo d’olio evo ed un po’ di scalogno, i piselli e portarli a cottura.
In una padellina, marcare da un lato e dall’altro delle striscioline di prosciutto crudo, fino a quando risulteranno croccanti.
Sformare il risotto dagli stampini, guarnire con i piselli, i petali di prosciutto e servire.


2. Menu classico, con pietanze adatte ai gusti più vari:
un primo vegetariano, Involtini di sedani e radicchio, dal gusto delicato e gentile
un’Insalata d’arance tipica delle tavole natalizie (ma non solo), per le potenzialità sgrassanti e digestive
un corposo Arista in crosta di pane alle noci, bardato di mele e accompagnato da Grissini rustici
e per concludere in dolcezza, un Albero di cioccolato, composto da tartufi.

Menu feste


Idee sparse per la raccolta di Ricette di Natale indetta da Carmen di The Swan Cake

Aggiornamento
La raccolta del Menu delle feste, in pdf qui

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Altre ricette con i piselli

Pacchetti di riso
Polpettone multicolor
Fiore di verdure al burro

13 dicembre 2008

Crostatine d’insalata alle pere, zucca e formaggio

In medio stat virtus: è l’insegnamento dei latini che esortavano a scegliere tra i due eccessi, una mite via di mezzo, un equilibrio rassicurante e morigerato.
Se così è, tra il caldo ed il freddo la scelta impone il tiepido, come è il caso di questa insalata che coniuga la zucca con la frutta ed il formaggio e che se ne sta languidamente adagiata su un guscio di frolla, per far bella mostra di sé su una tavola elegante o un ricco buffet.

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Crostatine d’insalata alle pere, zucca e formaggio

Ingredienti

Crostatine x 6
Pasta Brisè
175 g farina
90 g burro
3 cucchiai di acqua fredda

Insalata
50 g zucca circa
2 cucchiaini olio di oliva extravergine
20 g asiago circa [ric. orig. pecorino fresco]
1 pera
rosmarino
sale e pepe qb
1 scalogno
nocciole
pistacchi

* (se le crostatine sono destinate ad un buffet, la pera si può sostiuire con il kiwi crudo che non si ossida)



Preparazione
Pasta Brisè. Disporre la farina a fontana, unirvi il burro a dadini e lavorare gli ingredienti velocemente, ottenendo un mucchietto di briciolame. Versare l’acqua e lavorare usando un coltello finché la massa si compatta. Appallottolare la pasta, avvolgerla in pellicola trasparente e lasciarla riposare in frigo per 30’.
Prelevare la pasta dal frigo, stenderla con matterello fino ad ottenere un disco, foderarvi gli stampi, lasciando debordare la pasta ed eliminare quella in eccesso facendovi pressione con il matterello. Punzecchiare le basi di pasta con i rebbi di una forchetta, coprirle con un foglio di carta da forno, riempirli con fagioli secchi e cuocere in forno già caldo a 180° per 10 minuti. Eliminare la carta ed i fagioli e infornare nuovamente per altri 5-6’. (cottura in bianco).
Insalata. Sgusciare le nocciole, tostarle in una padella antiaderente, eliminare la pellicina e tritarle grossolanamente. Tagliare a cubetti il formaggio fresco. Tagliare a cubetti la zucca e cuocerla a vapore per circa 5 minuti insieme con un po' di scalogno. Scaldare l’olio extravergine d'oliva in una padella, con un rametto di rosmarino, unire la zucca e lo scalogno tagliato a fettine sottili e lasciare insaporire il tutto per qualche minuto, senza farla intenerire troppo.
Lavare le pere, asciugarle, tagliarle a fettine sottili e farle saltare in una padellina con un filo d'olio. Trasferire zucca e pere nelle crostatine, salare, pepare, finire con il formaggio, le nocciole, i pistacchi e servire. [Ricetta insalata liberamente tratta da un vecchio numero di Cucina Moderna]

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Curiosità.
'IL FORMAGGIO CON LE PERE' DI MASSIMO MONTANARI. Massimo Montanari nel suo nuovo libro esamina il significato del proverbio: “Al contadino non far sapere / quanto è buono il formaggio con le pere”. Per un lungo periodo il formaggio è stato emblema degli umili, per i quali rappresentava la fonte primaria di nutrizione, ed ha svolto una funzione di puro abbellimento nelle mense dei ricchi. Dagli antichi romani al Medioevo è il cibo che serve a sfamare i contadini e che vede tra le classi superiori molti pregiudizi, ancor più confermati dalle perplessità della scienza medica che ne consiglia un uso moderato. Ma proprio dal Medioevo inizia la riabilitazione del formaggio. Esso diventa il cibo dei monasteri, dove per ragioni di penitenza ci si astiene dalla carne, e viene consumato dai cristiani nei periodi "di magro" prescritti dal calendario liturgico. La pera, invece, è per il nostro Autore il simbolo dell’effimero, di gusti e piaceri non necessari. Coltivare alberi da frutto è una realtà economica di pregio e le pere sono doni preziosi che solo i nobili si scambiano. Siccome si conservano poco a causa della loro delicatezza, meglio non coltivarne troppe e destinarle appunto solo alle tavole dei signori. Nel Seicento si ha una vera e propria infatuazione per le pere, che vengono paragonate addirittura al corpo di una gentildonna. E a questo punto si può meglio intuire come nasce l'abbinamento audace tra i due cibi. Il contadino formaggio, una volta accolto nella mensa dei signori, poteva essere nobilitato solo unendosi in matrimonio con una gentildonna. E la scelta cade appunto sulla pera… La cultura medievale elabora la nozione di buongusto, come capacità di scegliere il cibo. Da allora non è più vero che “è buono ciò che piace” ma che “piace ciò che è buono”, ciò che convenzionalmente è giudicato tale dalla cerchia degli intenditori. Il gusto in tal modo si configura come “dispositivo di differenziazione sociale”. Diventa necessario allora negare il sapere a chi non ne è socialmente degno. Imponendo un sistema d’ignoranza nelle campagne, i proprietari terrieri pensano di conservare il proprio potere …
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Questa crostatina partecipa alla Raccolta buffet de la cucina di anice stellato


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Aggiornamento
Le raccolte complete qui e qui

12 dicembre 2008

Apple pie alla marmellata di bergamotto

Tra i miti americani che hanno fortemente influenzato le vite degli italiani, come dimenticare quello della apple pie che ha segnato l’infanzia di tanti bimbi disneyani ed in particolare la mia: la mitica torta di mele

 
Apple pie alla marmellata di bergamotto


che nonna papera preparava quotidianamente e che appena sfornata, poneva puntualmente a freddare sul davanzale della finestra della cucina, esponendola pericolosamente ad occhi vogliosi, molto spesso autori di oscure sottrazioni (forse perdonabili).
Sull’onda delle fantasie infantili ho voluto cimentarmi con questa icona fumettistica, ma il mio animo mediteranno, in un sussulto ha suggerito l’aggiunta di una nota agrumata di bergamotto (regalatami da una persona cara).
Forse nonna papera avrebbe da ridire, ma c’è chi ha apprezzato molto.

 
Apple pie al bergamotto



Apple pie alla marmellata di bergamotto

Ingredienti x 6
Frolla senza uova

350 g farina
175 g burro
150 g zucchero
6 cucchiai di acqua fredda

Ripieno
1 kg mele
1 limone succo
85 g zucchero semolato
1 cucchiaio fecola
2 cucchiai marmellata di bergamotto

Glassa
1 cucchiaio latte
1 cucchiaio zucchero semolato

Preparazione
Frolla senza uova. Disporre la farina a fontana, unirvi il burro a dadini, lo zucchero e lavorare gli ingredienti velocemente, ottenendo un mucchietto di briciolame. Versare l’acqua e lavorare usando un coltello finché la massa si compatta. Appallottolare la pasta, avvolgerla in pellicola trasparente e lasciarla riposare in frigo per 30’.
Prelevare la pasta dal frigo, dividerla a metà e stendere la prima parte con il matterello fino ad ottenere un disco. Infarinare leggermente il disco di pasta, piegarlo a metà e poi ancora a metà, adagiarlo con il vertice al centro della teglia ed aprirlo senza tirare, lasciando debordare la pasta in eccesso.
Farcia. Mondare le mele, affettarle, spruzzarle di succo di limone e passarle nel mix di zucchero e fecola [che ha lo scopo di assorbire i liquidi in eccesso].
Stendere sulla base della torta un velo di marmellata al bergamotto [senza eccedere, in quanto le note agrumate potrebbero sopraffare il gusto delle mele], trasferirvi le mele e spennellare i bordi della teglia con il latte.
Stendere l’altra metà della pasta, ottenendo un disco pressappoco uguale al precedente, ricoprirvi la torta, sigillare i bordi e ricavare al centro un camino (un piccolo foro che servirà a far fuoriscire il vapore interno). Spennellare la superficie del dolce con latte e spolverizzare con lo zucchero semolato. Infornare a 180°per 40-45’ e, dopo averla sfornata, sploverizzare con abbondante zucchero a velo. Servire con panna, crema inglese o gelato. [Tratto da uno Speciale di Cucinare Bene]


Apple pie






CURIOSITÀ. Si dice che in origine l’Apple Pie fosse un dolce tipico inglese, ma la ricetta, arrivata in America, divenne famosissima nella zona del New England, dove veniva consumata a fine pasto e i suoi avanzi (difficili da conservare a lungo poiché non esistevano frigoriferi) accompagnavano la prima colazione del mattino successivo. Il successo dell’Apple Pie sconfinò in tutto il continente, tanto che oggi è diventata l’emblema americano.


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Ricette correlate
Crostatine alla crema di bergamotto
Torta con le margherite
Fior di mela
Altre ricette salate con le mele
Arista in crosta di mele e pane alle noci
Millefoglie piccante e salsa di mele, gorgonzola e noci

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La sottoporrò al giudizio di essenza di vaniglia per la sua raccolta di Torte di mele.



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Aggiornamento del 05/05/2009

Questa ricetta partecipa al contest I dolci più buoni del mondo, indetto da imma- Dolci a gogò


11 dicembre 2008

Muffin alla melagrana e neve alla vaniglia

Dessert autunnal-natalizio
Se un muffin (!?!) sorprendente, decide di diventare dessert e si monta la testa, si profuma di rum e si adorna di gemme cremisi, meglio assecondarlo.
Tronfio solo in apparenza nell’incedere, gelido e altero nell’aspetto, ma dal cuore scarlatto e palpitante, rivela un’indole di ineffabile e soffice dolcezza (che lo rende più simile ad un cupcake piuttosto che ad muffin!).

Muffin alla melagrana e neve alla vaniglia

Muffin (ma è più giusto cupcake) alla melagrana e neve alla vaniglia

Per le differenze tra muffin e cupcake, leggi qui!

Ingredienti x 12
250 g farina
200 g zucchero a velo
2 uova
160 g burro
180 ml latte
½ busta di lievito
vaniglia
1 melagrana

Decorazione
Gelato alla vaniglia [o 100 ml panna montata]
Rum
chicchi di melagrana

Preparazione. In una terrina lavorare a crema il burro, aggiungendo gradatamente lo zucchero e le uova. Incorporare a cucchiaiate la farina setacciata, alternando l’aggiunta del latte e per ultimo il lievito. Amalgamare al tutto i chicchi di melagrana precedentemente sgranata, leggeremnte infarinati [per evitare che precipitino sul fondo, non amalgamarli al composto, ma inserirli nel cuore di ogni muffin], versare il composto nei pirottini (i miei erano di silicone ed è per questo che i fianchi del cupcake non sono perfettamnte dorati) e infornare a 180° per 18-20’.
Imbibire ciascun muffin con del rum (o succo di limone zuccherato) e, prima di servire decorare con gelato alla vaniglia (o panna montata aromatizzata alla vaniglia), guarnendo con i chicchi di melagrana. . [Liberamente tratto dal ricettario Pane Angeli]

Curiosità. Antiche sono le testimonianze dell’impiego del melograno che viene descritta in un papiro datato 1550 a. C. (papiro di Ebers) Ippocrate decanta le proprietà medicamentose di questo frutto come antielmintico, antinfiammatorio, per combattere la diarrea e contro le infezioni parassitarie. Ai tempi dei Greci e dei Romani il melograno era denominato “albero della vita”; era sacro a Giunone (moglie di Giove) e a Venere, dea dell’amore, tanto che le spose di Roma antica intrecciavano rametti di melograno tra i capelli in segno di buon augurio.
Nella tradizione asiatica il frutto aperto rappresenta abbondanza ed auspicio. Il notevole numero dei suoi grani ha ispirato numerose leggende: in Vietnam è simbolo di fertilità; lo spose turche lo lanciano a terra perché si dice che avranno tanti figli quanti sono i chicchi usciti dal frutto spaccato. In Dalmazia invece la tradizione vuole che lo sposo ne trasferisca una pianta dal giardino del padre della sposa al suo.
In Europa, all’inizio del XIX secolo, la scorza della radice del melograno, riprendendo l’impiego fatto 4.000 anni prima dagli Egizi, era molto usta nella lotta contro la la tenia.
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Il voluttuoso muffin dalle vermiglie gioie, partecipa all'evento I LOVE cupcakes organizato da Ely

9 dicembre 2008

Frollini all’olio con parmigiano e peperoncino e aromi

Un’ouverture che si rispetti deve saper solleticare l’incontro, esprimere la fragranza dell’attesa, avvolgere di aromi l’atmosfera, pepare le relazioni che si intrecciano, avere un che di rustico che attrae …
Alle stesse regole non sfugge il preludio-aperitivo da popolare con questi frollini all’olio, aromatizzati con la maggiorana, il rosmarino, l'origano, il e parmigiano ed il peperoncino e vivacizzati con il riso soffiato che stuzzicano con brio la convivialità.

Frollini all'olio con parmigiano e peperoncino e aromi
Piccoli gustosi piaceri da scoprire e assaporare, in leggerezza d'animo e calorie ...


Frollini all’olio con parmigiano e peperoncino e aromi

Ingredienti
250 g farina
160 ml olio evo: edit: 60 ml olio evo + acqua
sale

parmigiano + peperoncino
maggiorana
origano
rosmarino
riso soffiato

Preparazione
Disporre sulla spianatoia, la farina a fontana, aggiungere l’olio ed il sale, quindi impastare aggiungendo acqua fredda e lavorare fino ad ottenere una pasta liscia.
Dividere l’impasto in cinque parti, aromatizzarne ognuna con gli aromi prescelti (maggiorana, rosmarino, origano, riso soffiato e peperoncino + parmigiano o altre spezie a scelta quali curry, pepe nero, ecc. ), quindi stendere i vari impasti con il matterello (per quello con il riso soffiato procedere così: cospargere un foglio di carta forno con il riso soffiato, stendere una parte dell'impasto e sovrapporlo sul riso, facendo una leggera pressione con il matterello, quindi capovolgere) e ritagliare i frollini, con l'aiuto di uno stampino.
Disporli su una teglia foderata con della carta da forno, spennellare la superficie dei frollini con dell’acqua e spolverarne ognuno con le diverse spezie.
Infornare a 180° per 10 minuti e, a cottura avvenuta, sfornare i frollini e lasciarli raffreddare su una griglia.

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Questi Frollini salati partecipano alla raccolta Sfizi in tavola indetta da daniela

Aggiornamento
La raccolta completa in pdf qui

7 dicembre 2008

Biscotti speziati

Ricetta cadeau
Il gustare all’improvviso sapori graditi che invadono il palato spudoratamente, evocando ricordi, suggestioni, atmosfere in un trasporto fluttuante nel tempo e nello spazio, è un’esperienza non comune.
È quanto è accaduto a me al momento di gustare dei biscottini speziati di una nota pasticceria, biscotti che non ho esitato a definire biscotti d’atmosfera.
Sull’onda del ricordo, ho cercato una ricetta che potesse riprodurli e, ad esperimento riuscito, soddisfatta del risultato, mi sento di proporli come regali di Natale

Sarà un pò difficile separarsene ...

Biscotti speziati


Biscotti speziati


Ingredienti x 45 pezzi
125 g burro
185 g zucchero
215 g farina
1 uovo
5 cucchiai noci e nocciole sbriciolate
1 cucchiaio cannella in polvere
1 cucchiaio chiodi di garofano in polvere
noce moscata


Preparazione
In una terrina, mettere farina, zucchero, uovo e burro fuso e mescolare con la frusta elettrica. Aggiungere a questa mistura, le noci e le nocciole sbriciolate, cannella e i chiodi di garofano in polvere, mescolando con una spatola e aggiungendo altro burro fuso, qualora il composto risultasse troppo asciutto.
Ricavare da questo impasto delle palline di una noce e appiattirle un po’. Disporle sulla leccarda, ricoperta di carta forno, distanza indole l’una dall’altra ed infornare a 160° per 12’ circa.
Dopo averli sfornati e lasciati intiepidire, spolverizzare con un mix di cannella, chiodi di garofano in polvere e noce moscata.

Che ne pensi yelly, poterebbero andar bene per la tua raccolta?


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Ciambelline d'altri tempi

4 dicembre 2008

Pizzette di patate alla zucca, cannella, salvia e olive nere

L’impareggiabile capacità trasformista di Fregoli nell’assumere diverse personalità, con le diverse caratterizzazioni, sembianze e tic, mi fa pensare a doti innate di grande rarità che in cucina possiede il tubero più utilizzato: la Patata, trasformista per eccellenza di mille ricette.

Pizzette di patate alla zucca, cannella, salvia e olive nere


Così quando ho visto che abilmente può interpretare la preparazione classica della base per pizze con farina e lievito, conferendovi sofficità e delicatezza e facendosi amare soprattutto a caldo, ho voluto constatarlo di persona.



Pizzette di patate alla zucca, cannella, salvia e olive nere

Ingredienti x 4
400 g patate silane
200 g farina bianca
1 uovo

1 fetta di zucca
Cipolla
Cannella
Salvia
Olive nere
Sale
Olio evo

Preparazione.
1. In una ciotola impastare le patate, lessare e schiacciare con l’uovo ed un pizzico di sale. Versarvi la farina e mescolare energicamente per ottenere un impasto omogeneo.
2. Mondare la zucca, ridurla a striscioline e disporla in una pentola con la salvia, un fondo di cipolla e olio evo, regolare di sale e lasciare andare per 5’, quindi aromatizzare con la cannella.
3. Stendere la pasta sulla spianatoia infarinata, modellandola con le mani unte d’olio e ritagliare 4 dischi di dimensioni uguali, quindi farcire con la zucca, irrorare con un filo d’olio e infornare per 20-30’ a 200° [Io le ho cotte sul fuoco, nell’apposita padellina con ottimi risultati].
Prima di servire decorare con le olive e le foglioline di salvia. [Liberamente tratto da Gli speciali di Arte in Cucina Chef d'oro]

Pizzetta di patate alla zucca

Altre ricette con la zucca

Vola u vent con purè di zucca
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Sotto il segno della patata.
Leggevo che la patata è ormai il simbolo, amato od odiato della globalizzazione. Un bel cambiamento da quando arrivò in Europa, nel Sedicesimo secolo, accolta da scetticismo e paura, accusata di essere velenosa, un frutto della terra demoniaco, buono solo per gli animali e di causare la lebbra. La riabilitazione si può dire più che completa con la dichiarazione del 2008 “anno internazionale della patata” da parte delle Nazioni Unite. L’obiettivo è far conoscere i meriti ed il ruolo del tubero nell’alleviare i disagi della povertà, migliorare l’alimentazione e promuovere lo sviluppo economico. Idea venuta al Perù, dove se ne producono decine di varietà e adottata dalla FAO, l’agenzia dell’ONU per il cibo e l’agricoltura …
Fritta, lessa, al forno, al cartoccio, come dice il sito dell’anno internazionale “ha un passato straordinariamente ricco e un brillante futuro”.
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Queste Pizzette di patate partecipano alla raccolta indetta da viviana di cosa ti preparo per cena?

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Aggiornamento

La raccolta completa in pdf qui