27 febbraio 2009

Budino al caffè

Compagno fidato e prezioso alleato dei momenti topici della nostra vita: il caffè, appuntamento quotidiano irrinunciabile, dall’aroma forte e inebriante.
Simbolo dell’italianità nel mondo, dagli effluvi avvolgenti e dalla carica emozionale, per un apporto di energia pronta.
Per un dolce fine pasto o per la pausa caffè pomeridiana, può essere divertente sostituire la classica tazzina con una coppa di vetro ed il fumante liquido nero con una fredda texture vellutata, per una degustazione al cucchiaio, anziché a sorsi.
Budino al caffè

Budino al caffè
Ingredienti x 6
500 ml latte
4 tuorli
60 g zucchero
30 g amido
1 cucchiaio caffè solubile
1 cucchiaino cacao
1 cucchiaino liquore al caffè (o caffè ristretto)

Guarnizione
20 ml panna circa
chicchi di caffè

Preparazione. Portare ad ebollizione il latte in un pentolino e sciogliervi il caffè solubile. Lavorare i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere un composto omogeneo ed incorporarvi l'amido ed il cacao.
Unire al composto il latte al caffè, versare il composto in una casseruola, portare ad ebollizione continuando a mescolare e fare cuocere per 10’ a fuoco medio.
Togliere il budino dal fuoco, farlo intiepidire, versarlo nelle coppe o negli stampini (inumiditi con il liquore se non sono di silicone) e riporlo in frigo.
Al momento di servire, sformarlo e guarnirlo con panna semimontata e chicchi di caffè. [Ricetta tratta da L’Enciclopedia della cucina italiana de La biblioteca di Repubblica]
Budino di caffè
Budino dal look canonico per testarne la “tenuta”


Provato da lei

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Ricetta correlata
Torta al caffè

Ricette salate correlate

Fusilli al caffè
Crema di riso al caffè

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Curiosità
Kopi Luwac, un caffè proibitivo
Esiste una varietà piuttosto inusuale chiamata caffè raro che prevede un insolito tipo di raccolta affidata ai Musang di Giava, animaletti selvatici di media pezzatura che amano nutrirsi con i frutti di una pianta locale, la Luwak.
Dopo la digestione avviene l’espulsione dei frutti in parte digeriti che gli indigeni provvedono a recuperare tra le deiezioni per estrarne i semi, liberarli dall’involucro e sottoporli a opportuna essicazione. Si ottiene così il Koffee Luwak di Giava, preziosissimo per la quantità ridota, ma anche per l’eccellenza del prodotto finale che sottoposto ad accurata tostatura e miscelato sapientemente con altre varietà pregiate offre a detta degli esperti, la bevanda migliore del mondo.
Il prezzo è adeguato alla qualità, ma chi fosse disposto a sborsare una cifra da sceicchi - 62 euro per una tazza - fino a poco tempo fa doveva recarsi a Chelsea, nel Regno Unito, mentre oggi basta raggiungere Gambalò a 4 km da Pavia.

Galleria fotografica

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Questo budino partecipa alla Raccolta di caffè di alessia

25 febbraio 2009

Millefoglie di cioccolato alla crema d’arancia

Lamine scure su cremosità giallo-arancio, foglie croccanti su morbidezze vellutate, cioccolato e arancia in alternanze capricciose: un dolce da meditazione, per godere appieno delle sensazioni che un buon cioccolato sa regalare.
Il dolce giusto per degustare* il cioccolato Domori, anche se, per la verità, andrebbe gustato nature.

Millefoglie di cioccolato alla crema d'arancia

Millefoglie di Domori alla crema d’arancia

Ingredienti x 2

28 g x 2 cioccolato fondente Domori

Crema d’arancia
100 ml latte
1 tuorlo
20 g zucchero
10 g amido
1 arancia biologica

Preparazione millefoglie. Grattugiare il cioccolato [ho aggiunto un’idea di burro, perché il Domori al calore, forma una massa cremosa, senza liquefarsi perfettamente], porlo in un tegame a bagnomaria sul fuoco. Predisporre della carta forno su un piano e trasferirvi il cioccolato fuso, in uno strato sottile. Quando la solidificazione è avviata, imprimere gli anelli d’acciaio, estrarli delicatamente [la ricetta orig. consiglia ti tagliarli a rettangoli] e riporre il tutto in un luogo fresco.
Crema d’arancia. Versare il latte in un pentolino, aggiungervi la scorza d’arancia (1 metà) e portare a bollore; togliere la pentola dal fuoco e lasciare in infusione per almeno 10 minuti, quindi filtrare. Lavorare il tuorlo con lo zucchero, nel quale è stata grattugiata l’altra metà della scorza d’arancia, unire l’amido ed infine il succo d’arancia, amalgamando con cura. Intiepidire il latte e versarlo a filo sul composto. Portare a cottura la crema senza smettere di mescolare, fino a quando non raggiungerà la giusta consistenza. Allontanare dal fuoco, trasferire in una boule e farla freddare.
Assemblaggio. Staccare delicatamente una cialda dalla carta forno e disporla sul piatto, con l’aiuto di una sac à poche, ricoprire con uno strato di crema e procedere con altri due strati, alteranndo cialde e crema, guarnendo infine con scorze da’arancia. [Ricetta liberamente tratta da L’Enciclopedia della cucina italiana de La biblioteca di Repubblica]

* Codice di degustazione Domori
La sinfonia dei cinque sensi
Osservatene le tonalità rossastre, mogano e cannella proprie del cacao aromatico. Specchiatevi in esso. Sentite il suono limpido generato dalla rottura del cioccolato.
Coglietene gli aromi con l'olfatto. Masticatelo coinvolgendo tutte le papille.
Un'energia ancestrale comincerà a far vibrare i vostri sensi...l'energia di Domori e del cacao che Domori ha mantenuto integro e ha valorizzato!
Gli aromi del cacao aromatico sono innumerevoli: fiori, erbe aromatiche, funghi, spezie, vaniglia, legno, caffè, tabacco, frutta matura, frutti rossi, agrumi, , frutta essiccata, frutta secca, confettura, miele, caramello, pane tostato, crema di latte.
- Nell’ambito di CioccolaTò, la rassegna torinese dedicata al cibo degli dèi dal 6 al 15 marzo, il cioccolatiere Guido Gobino, guiderà una degustazione al buio per quanti vorranno mettere alla prova il loro senso del gusto e dell’olfatto in un’esperienza unica.
“Lasciare all’ingresso ogni oggetto luminoso, dagli orologi con lancette fosforescenti ai cellulari” è la condizione posta per scoprire tutto il piacere, gli aromi, le sfumature di gusto, il ventaglio di consistenze che il cioccolato può regalare. Si tratta di un blind test nel senso letterale del termine, è la degustazione assoluta. Perché la bocca e il naso sono gli unici protagonisti. Gli occhi non parteciperanno a questo viaggio nero come il cacao.


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Variazioni dolci sull’arancia

23 febbraio 2009

Cestini di lenticchie con purè di topinambur allo zenzero

Piccole monete dal tintinnio argentino e dal colore discreto, capaci di sorprendere, quando serrandosi l’un l’altro assumono le sembianze di cestini, per recare aromatici purè (o cotechino e mostarda nel periodo più augurale dell’anno, come prevede la ricetta originale).
Una ricchezza vegetale quella delle lenticchie, in declinazione finger food da farcire a piacimento.

Cestini di lenticchie con purè di topinambour

Cestini di lenticchie con purè di topinambur allo zenzero

Ingredienti x 6
Cestini [ric. orig. Tartellette]150 g lenticchie [ric. orig. 150 lenticchie rosse + 150 lenticchie di Castelluccio]
cipolla [ric. orig. 1 cipolla]
½ carota [ric. orig. 1 carota]
20 g mollica secca [ric. orig. 40 g mollica]
50 g grana grattugiato [ric. orig. 25 g grana]
1 uovo
alloro
sale

Purè
300 g topinambur
latte
1 cucchiaio grana grattugiato
sale
zenzero (o noce moscata)

Preparazione.
Cestini.
Edit del 13.18.2012: su richiesta di una lettrice, ho rifatto i cestini ed ho fotografato la preparazione, omettendo la fase dell'ammollo.
1. Mettere a bagno le lenticchie per almeno 12 ore; trascorso tale tempo, scolarle e farle cuocere in abbondante acqua salata profumata con alloro per 20’ circa (scegliere una cottura al dente).
2. Affettare finemente la cipolla, farla appassire e unirvi la carota tagliata a julienne, un pizzico di sale e far cuocere ancora un poco.
3. Scolare le lenticchie, versarle in una terrina e unirvi l’uovo, il grana, la mollica e il misto di cipolla e carote stufato.
4. Mescolare accuratamente e distribuire il composto negli stampini per tartellette (il quantitativo era abbondante e ho usato degli stampini per budini). Passare in forno a 180° per circa 20’.
5. Attendere che si freddino, prima di sformarli.

Cestini di lenticchie

Purè di topinambur. Lessare i topinambur, scolarli, pelarli e schiacciarli. Trasferire il composto in una pentola, aggiungere il latte, il burro, il grana, lo zenzero grattugiato (o se lo zenzero non piace, la noce moscata), il sale e rimestare a fuoco dolce.
A cottura ultimata, trasferire il purè in una sac à poche e, dopo aver sformato i cestini, farcirli. [Ricetta Cestini (Tartellette) tratta da Cucina ci penso io, a cura di Gambero rosso]

Cestini di lenticchie e purè di topinambour allo zenzero

Questi Cestini partecipano alla raccolta Lenticchie & CO. di lety



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Ricetta correlata

Insalata tuberosa

21 febbraio 2009

Mini rotoli alla marmellata di bergamotto

Mock-up.
Il fascino delle miniature tocca le corde più intime e irrazionali, scatenando manie compulsive di collezionismo.
Soggiogata dallo stesso impulso, ho ridimensionato un classico della pasticceria, il rotolo, ricavandone tre mignon, con il vantaggio di esaltarne la versatilità (avere più rotoli a disposizione, consente di diversificarne i gusti) o modificarne l’aspetto (non più rotolo, ma girelle, se tagliato a fette e disposto nei pirottini).

Mini rotoli con marmellata di bergamotto

Mini rotoli alla marmellata di bergamotto
Ingredienti

Biscuit
3 uova
100 g zucchero
100 g farina
scorza grattugiata di limone biologico
1 cucchiaino raso di lievito

Farcia
300 g (circa) di marmellata di bergamotto

Guarnizione
Scorze candite di bergamotto

Preparazione. Separare i tuorli dagli albumi, ponendoli in due ciotole diverse. Mescolare i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere una crema. Montare a parte gli albumi a neve e ad operazione completata, unire i due composti. Amalgamare al tutto la farina, la scorza grattugiata di limone ed il lievito. Infine trasferire il composto nella leccarda ricoperta di carta da forno e spennellata con il burro fuso.
[Edit: per facilitare il tutto, è preferibile versare il composto in tre (o due teglie) rettangolari della medesima dimensione]
Infornare a 220° per 10' (indicazioni che possono variare in relazione al tipo di forno, ma è importante che il biscuit diventi diventi appena dorato, perché in caso contrario potrebbe rompersi).
A cottura ultimata, disporre il biscuit su un canovaccio umido cosparso di zucchero a velo e ricavarne tre rettangoli di 33x11 cm [se si opta per la soluzione delle teglie separate, questa operazione va omessa]. Trasferire i tre mini biscuit ricavati, su altri due canovacci inumiditi (cosparsi anch'essi di zucchero a velo), arrotolare su se stesso ogni mini biscuit ed attendere che si freddino. Quindi srotolarli, spalmarvi la marmellata al bergamotto ed arrotolare nuovamente.
Ad operazione ultimata si otterranno tre mini rotoli lunghi 33 cm, da tagliare ancora in due (per una lunghezza di 16,5 cm) o da tagliare a fette e disporre nei pirottini.
Eliminare le estremità e guarnire con le scorze candite di bergamotto.



Tris rotoli con marmellata di bergamotto

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Questa ricetta partecipa alla Raccolta Frutta Fresca del Mese: agrumi eccetto limoni e arance
creato da Marta (An Italian in the US) e ospitato da simona

19 febbraio 2009

Marmellata e Scorze candite di bergamotto

Un regalo è un raggio di gioia amplificata.
Ma se si tratta di rarità della Natura:
Bergamotti

bergamotti - ori di Calabria (solo nella zona jonica costiera, nella provincia di Reggio Calabria, hanno il loro habitat e pur essendo coltivati anche in Costa d'Avorio, Argentina, Brasile, la qualità dell’essenza non è comparabile con quella dei bergamotti calabri), aprendone la scatola di legno, a mo’ di forziere, un aroma inebriante si spande per tutta la casa, come un tempo accadeva quando esploratori o commercianti, di ritorno dall’Oriente o dalle Americhe, dopo lunghi e rocamboleschi viaggi, portavano con sé spezie o frutti sconosciuti di cui facevano dono ai loro filantropi …

Quale uso migliore fare, di questi tesori?
Polpa e scorza da custodire sotto vetro, come preziosi dall’ineffabile valore, per godere a lungo della loro essenza e fragranza.
Marmellata  di bergamotto

Marmellata di bergamotto
Ingredienti
2 kg bergamotti (pesati senza scorze)
1,600 kg zucchero

Preparazione. Lavare e pelare a vivo i bergamotti [accorgimento che io non ho osservato, con il risultato di trovarmi in cottura le “pellicine” che rivestono gli spicchi, indurite e amare. Ho dovuto separarle, passando il tutto al passaverdure] e tagliarli a tocchetti.
Travasare il tutto in una pentola capace, unirvi lo zucchero e fare andare sul fuoco, rimestando di tanto in tanto, fino ad aumentarne la frequenza quando si avvicina il momento dell’ebollizione. Cuocere per 1 ora circa e procedere con la prova piattino (prelevare un po’ di confettura con un cucchiaino e lasciare cadere una goccia su un piatto che, freddandosi deve restare compatta. Se la goccia scivola via, proseguire la cottura per il tempo necessario mescolando ripetutamente).
Spegnere e invasare la marmellata ancora calda nei vasetti sterilizzati (posti a freddo in una pentola capace piena d’acqua e portati ad ebollizione), chiudendo con la relativa capsula ed infine capovolgerli. (L’operazione di capovolgere i vasetti, dopo averli riempiti e chiusi ermeticamente, permette l’eliminazione dell’ossigeno che a contatto con l’alimento ne accelererebbe, attraverso l’ossidazione, il processo di degradazione).

Tempo di conservazione: 5-6 mesi!
Scorze di bergamotto candite

Scorze candite di bergamotto
Ingredienti
200 g scorze
zucchero
acqua

Preparazione. Lavare accuratamente i bergamotti e privarli della scorza, lasciando anche un po' di parte bianca. Tagliarle in listarelle di 1 cm circa di larghezza, metterle in una pentola, coprire con acqua fredda, portare a bollore e scolare. Ripetere l'operazione una seconda ed una terza volta.
Scolare le scorze e pesarle: il peso delle scorze sarà l’unità di misura, perché tale dovrà essere il peso dello zucchero e dell’acqua, con il quale dovranno proseguire la cottura. Far sciogliere lo zucchero, aggiungere le scorze e cuocere a fuoco basso finché diventeranno traslucide e lo sciroppo si sarà quasi consumato del tutto.
Aiutandosi con una forchetta prelevare le scorze, disporle su una gratella e scolare bene, lasciandole poi asciugare per qualche ora. Passarle nello zucchero e aspettare ancora qualche ora che asciughino bene per poi conservarle in un contenitore ermetico.

17 febbraio 2009

Anelli di ricotta su crema di carciofi

Il cerchio è simbolo di perfezione, nella sua equidistanza dal centro e nel suo chiudersi su se stesso senza soluzione di continuità.
Forse perfetti sono anche questi anelli che avvolgono un cremoso e niveo ripieno di ricotta, seguendo un andamento circolare. Insolitamente charmant alla vista e scioglievole al palato, questo primo dalle grazie accattivanti e dal sapore dolce-amaro, dove la neutralità della ricotta sposa l’amaro gradevole ed inconfondibile dei carciofi.

Anelli di ricotta su crema di carciofi
Anelli di ricotta su crema di carciofi

Ingredient x 4
Anelli di ricotta
200 g semola grano duro
2 uova
400 g ricotta
acqua q. b. x impastare

Crema di carciofi300 g gambi carciofi
4 cucchiai olio evo
aglio
sale
mandorle

Preparazione
Anelli di ricottaAnelli. Versare la farina a fontana su una spianatoia, riversare al centro le uova e un pizzico di sale. Lavorare bene gli ingredienti fino ad avere un impasto sodo e lucido. Infarinare la spianatoia e con l'aiuto di un matterello tirare la pasta in una sfoglia non troppo sottile.
Ammorbidire la ricotta con un po’ di latte, per renderla cremosa, trasferirla in una sac à poche e “tracciare” sulla sfoglia delle righe, spennellare gli intervalli con dell’acqua (o dell'uovo), coprire con una parte di sfoglia e appiattire con le dita, seguendo la sagoma delle “righe”, per eliminare le bolle d’aria che in cottura potrebbero far rompere la pasta.
Tagliare i cilindretti e sezionarli in bastoncini di circa 5 cm, eliminare dalle estremità un po’ di ricotta e, pizzicandoli nuovamente per assicurarsi che il taglio sia ben sigillato, fissare le estremità tra loro, chiudendole ad anello.
Proseguire fino ad esaurimento della sfoglia e adagiare gli anelli su un piano infarinato ad asciugare.

Crema di carciofi. Eliminare dai gambi dei carciofi la parte esterna e farli andare in padella con l’olio, l’aglio ed il sale. A cottura ultimata, eliminare l’aglio e frullare.
Fare cuocere gli anelli in abbondante acqua salata e quando vengono a galla, scolarli delicatamente con un mestolo forato. Disporre sui singoli piatti, la crema di carciofi a specchio ed adagiarvi gli anelli, completando con le mandorle.
[Esecuzione Anelli di ricotta presentata da P. Zoppolatti a La prova del cuoco]

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L’arte della pasta
I miei ospiti chiedono di Trott. Lo sto cercando anch’io, non l’ho trovato né in rimessa – dove si chiude spesso a trafficare con non so quali arnesi -, né in magazzino e tanto meno in cantina. Finché per caso, giusto perché decido di andare a discutere del menu di stasera, lo trovo in cucina. Sta tutto ammirato, a guardare il lavoro di Novella, silenzioso e partecipe.
Novella ha certe piccole dita industriose, come le chele di un granchio di mare,sottili e veloci,con cui srotola un nastro di pasta e lo taglia in quadrati di pochi centimetri. Al centro sistema un impasto di erbette di campo, bieta selvatica e ricotta, grosso quanto una noce e con un colpetto di dita e di nocche sigilla ogni tortello, l’infarina e lo spinge da parte. Trott è incantato, osserva con stupore e senza fretta, come fanno i bambini davanti ai trucchi dei prestigiatori. Novella ha le mani per fare la pasta, come dice Mario, mani tiepide, dalla temperatura costante e la pasta così si alliscia, si fa elastica , di seta. Trott che ormai si è fatto benvolere, la canzona, le chiede di vederla, questa mano fatata: e lei felice, sporge un palmo morbido, rosato, sporco qua e là di farina. Il mio amico s’inchina e le fa un compito baciamano, da teatro d’opera; lei non se ne adombra. Anzi ride, con una voce squillante e si ritrae, minacciandolo con l’indice teso.
“Se non sta buono, le faccio il brodo di gatto, badi, che glielo faccio davvero.”
Anche Trott ride e non la finiscono più, perché la faccia di lei fa ridere lui e viceversa.

16 febbraio 2009

Gelato all’arancia in cialda fondente

Quando è l’amore a governare e legare la vita di due esseri, limando le loro asperità e facendo combaciare i loro angoli, si rasenta la perfezione.
È quanto accade a Cioccolato e Arancia, un binomio felice che non lascia adito a dubbi … soprattutto se il cioccolato è un fondente nero extra e l’arancia appena raccolta, nel suo fior fiore di beltà, proviene da colture biologiche.
Il misterioso nero che avvolge e protegge la gelida crema aranciata, in un brivido di passione ...

Gelato all'arancia in cialda di cicoccolato


Gelato all’arancia in cialda fondente
Ingredienti x 4
100 ml latte
100 ml panna
50 g zucchero
1 tuorlo
arancia biologica
1 cucchiaino raso di amido (da preferire farina di semi di carrube)

Cialda al cioccolato fondente
80 g cioccolato fondente nero extra al 70 %

Preparazione. 
Gelato. Lavare l’arancia e dopo averne prelevato la scorza con un pelapatate (evitando accuratamente la parte bianca perché amara) lasciarla in infusione nel latte caldo per almeno una mezz'ora.
Porre un recipiente sul fuoco a bagnomaria e lavoravi il tuorlo con lo zucchero e l'amido (che ha funzione addensante), con una frusta finché sarà chiaro e non velerà il cucchiaio. Lasciare freddare ed incorporare il latte filtrato, la panna ed il succo d’arancia. Riporre il gelato in freezer in una vaschetta per il ghiaccio, per un’ora [o versare il composto nella gelatiera].

[Per il procedimento senza gelatiera] Successivamente prelevare e frullare a bassa velocità, per rompere i cristalli di ghiaccio e per incorporare aria. Frullare nuovamente dopo due o tre ore e lasciare riposare per due ore ancora. Prima di usare lasciarlo un po’ a temperatura ambiente, perché si ammorbidisca.

Cialde. Sciogliere a bagnomaria il cioccolato tritato finemente. [Ho provato a temperare il cioccolato empiricamente, perché sprovvista di termometro] Quando il cioccolato fuso ha raggiunto la temperatura di 40-45°, prelevarne 2/3 e versarlo su un piano di marmo (o in mancanza d’acciaio) e stenderlo con una spatola d’acciaio, eseguendo movimenti dall'esterno verso l’interno, per abbassarne la temperatura a 26-27° (deve essere fresco) infine porlo nuovamente nel recipiente a bagnomaria per riportarne la temperatura a 32°.
Predisporre dei fogli di carta forno e disegnare dei cerchi, capovolgere la carta (in modo che il segno sia visibile, ma non a contatto con il cioccolato) e versarvi delle piccole quantità di cioccolato, roteando la carta per permettere una stesura precisa. Capovolgere il disco di cioccolato su una ciotola anch’essa capovolte, procedere con le altre cialde ed attenderne la solidificazione. [Si possono preparare anche con qualche giorno di anticipo]

Al momento di servire, staccare delicatamente la carta forno dalle cialde e colmarle con il gelato, guarnendo con scorzette d’arancia.

15 febbraio 2009

Tortini di ricotta, kiwi e riso soffiato

Il fattore T, il Tempo scandisce le nostre vite, è la dimensione e lo spazio del nostro intessere quotidiano, infarcito e tracimante di impegni.
Fermarsi ogni tanto con consapevolezza e concedersi riflessione e calma può essere un esercizio introspettivo di grande utilità. In quest’ottica niente di meglio che preparare un tortino-fast, dove la decisa freschezza del kiwi e la rotondità della ricotta si incontrano piacevolmente e regalano al palato un ricordo ineffabile.
Idoneo anche a festeggiare S. Faustino.

Tortino di ricotta, kiwi e riso soffiato


Tortino di ricotta, riso soffiato e kiwi

Ingredienti x 4
250 g ricotta (o 125 ricotta + 125 g panna)
3 cucchiai riso soffiato al cioccolato
2 cucchiai zucchero
300 g kiwi maturi
scorza di limone
menta

Preparazione. Lavorare la ricotta in una terrina, unendo lo zucchero e 4-5 foglioline di menta finemente tritate. Unire la scorza di limone ed il riso soffiato.
Sbucciare i kiwi e tagliarli a fettine sottili.
Disporre la centro di 4 piatti da dessert 4 anelli d’acciaio (10 cm di diametro) e formare una base con il composto di ricotta e riso soffiato al cioccolato (per mia disattenzione ho usato riso soffiato semplice che a contatto con la crema ha perso croccantezza) ed infine sovrapporre le fettine di kiwi accavallandole leggermente.
Pressare i tortini delicatamente, togliere i cerchi d’acciaio e servire. [fedelmente tratti da l’Enciclopedia della Cucina Italiana de La Biblioteca di Repubblica]

14 febbraio 2009

Insalata tuberosa

Nascosti alla vista e nel buio ovattato, coltivano le loro ricchezze, radicando talenti; infrattati nelle profondità, bitorzoluti e terrosi, conducono una vita silente, finché non vengono portati alla luce, svelando le loro forme sbavate e sfuggenti o compatte e rugose.
I tuberi dalle mille virtù, tesori delle terra e scrigni di sapori: oggi, patate (sotto forma di riccioli), topinambur e cipolline selvatiche (o lampascioni), in raduno per un’insalata light e armoniosa, delicatamente gustosa.

Insalata tuberosa

Insalata tuberosa
Ingredienti x 2
400 g patate silane (200 g riccioli di patate)
100 g cipolline selvatiche (meglio conosciute come lampascioni)
50 g topinambur
pinoli
sale
olio evo

Preparazione. Pelare le cipolline selvatiche (utilizzando dei guanti), praticare alla base un taglio a croce e lavarle, per poi tenerle a bagno, per circa 3 ore, cambiando l’acqua rosastra, ripetutamente, perchè perdano il forte sapore amaro.
Ricciolo di patata
Pelare le patate e, con l’apposito attrezzo, incidendole in senso verticale e procedendo con movimenti ad avvitamento, ricavare dei riccioli, da immergere nell’acqua per impedire che anneriscano.
Lavare i topinambour e preparare 3 pentole per lessare i tre tuberi o …
… predisporre l’occorrente per la cottura a castello, collocando i tuberi per tempi di cottura: adagiare nella pentola a contatto con il fornello i topinambur (cottura 20’), nella bacinella del bagnomaria le cipolline selvatiche (cottura 10’) e nella griglia a vapore i riccioli di patate (cottura 7/8’), aggiustando di sale.
Intanto tostare una manciata di pinoli, in una padella antiaderente.
Quando i tuberi sono cotti, scolarli, pelare, affettare i topinambur, aggiungere i pinoli tostati, aggiustare di sale e irrorare con un filo d’olio e.v. o.

L’insalata tuberosa, partecipa alla Raccolta Salads di susina la strega del tè

La raccolta completa qui

12 febbraio 2009

Fior di patate ai carciofi e ricotta

Forme classiche che, quasi fluidificandosi, mutano d’aspetto per assumere nuove sembianze: è il gioco delle parti di questi sformatini, dove il carciofo perde le foglie, per divenire una massa cremosa, mente la patata perde la sua compattezza per trasformarsi in petali di una gialla corolla gustosa.


Fior di sformatini di patate ai carciofi e ricotta




Fior di patate ai carciofi e ricotta
Ingredienti x 6
600 g patate silane
100 g ricotta
250 g gambi (o cuori) carciofi
1 uovo
aglio
2 cucchiai di olio evo
sale

Preparazione. Lavare e mondare i gambi (o i cuori) di carciofi e farli andare in un tegame con l’aglio, il sale e un filo d’olio evo. A cottura ultimata, frullare ottenendo una crema ed amalgamarla alla ricotta e all’uovo (lasciandone un poco da parte), regolando di sale.
Pelare le patate, affettarle sottili, usando la mandolina e scottarle per 2’ in acqua bollente salata.
Scolarle, asciugarle e foderare fondo e pareti degli stampini imburrati (non necessario se si utilizzano stampini di silicone). Spennellare accuratamente con il riamanente uovo, la parte inferiore dei petali di patate (quella che verrà colmata con la crema) e riempire con il composto di crema e ricotta.
Infornare a 200° per 30’ e sformare dopo averli lasciati riposare x almeno 2’. Facoltativo spennellare i petali con dell’olio evo, prima di servirli. [Tratta da un ritaglio di una vecchia rivista]


Fior di patate ai carciofi e ricotta



Questi Fiori leggiadri vanno ad allietare al Raccolta di ricette “Patate … che passione!” di Giallo Zafferano

11 febbraio 2009

Sigari di crêpes al cioccolato

No smoking
Sono ormai accertati gli effetti venefici del fumo attivo e passivo sulla nostra salute e allora si impone una scelta decisiva: desistere!
L’alternativa può essere il cioccolato* che con i suoi effetti benefici, avvolge tutti i nostri sensi e stimola il palato e la mente, offrendo sempre come risultato il buonumore.
Fumiamo allora, ma solo Sigari di crêpe al cioccolato, a Carnevale e tutto l’anno.

Sigari di crêpes al cioccolato




Sigari di crêpes al cioccolato

Ingredienti x 5 sigari
100 g di farina
250 ml di latte
1 uovo
1 cucchiaio di zucchero
burro
50 g circa di crema al cioccolato alle nocciole
30 g di cioccolato fondente Venchi
sale

Preparazione. Sbattere le uova con la farina, lo zucchero, il sale, il latte e lasciare riposare il composto per mezz’ora.
Scaldare un padellino antiaderente del diametro di circa 16 cm. Ungerlo con un pò di burro e versarci un mestolino di pastella. Cuocere un minuto, girarla e farla dorare anche dall'altro lato. Togliere la crêpe dalla padella e metterla su un piatto. Ungere di nuovo il padellino e cuocere un altro mestolo di pastella. Proseguire così fino a finire gli ingredienti.
Spalmare le crêpes. con un velo di crema di nocciole, poi arrotolarle strette, in modo da formare dei sigari compatti.
Grattugiare il cioccolato e farlo fondere a bagnomaria. Aggiungere una noce di burro e mescolare con un cucchiaio di legno fino a ottenere una salsa omogenea. Intingerci i sigari fino a metà lunghezza e lasciare rassodare. [Tratti da Cucina Moderna]


Curiosità - "VIVA LA CIOCCOLATA". PAROLA DI FIDEL CASTRO
"Il tabacco può uccidere, la cioccolata no". Il presidente cubano Fidel Castro, arrivato a Ginevra per il cinquantesimo anniversario dell'Organizzazione mondiale della sanità, ha dichiarato il suo pentimento come (ex) fumatore di sigari: "Fanno male alla salute, molto meglio un pezzo di cioccolato".


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*Aspetti dietetici del cioccolato
Il cioccolato è un alimento in cui la componente lipidica è notevolmente rappresentata, tuttavia si tratta di un prodotto facilmente digeribile: la durata di permanenza di 200 gr di cacao nello stomaco è tra le più basse, da una a due ore al massimo (lo stesso tempo richiesto per acqua, tè e caffè).
Una caratteristica molto importante della composizione lipidica del cioccolato è la presenza di acidi grassi (un 32% di acidi grassi monoinsaturi e un 58% di acidi saturi, di cui il 33% è rappresentato dall’acido stereatico che aiuta a prevenire la formazione di coaguli di sangue) che hanno un’azione salutistica positiva specialmente nei riguardi delle patologie cardiovascolari, confortato anche dal basso tenore di colesterolo presente che quindi non influisce sui tassi di colesterolemia.
Il cioccolato è anche ricco di polifenoli, presenti nei semi del cacao che rimangono integri durante la lavorazione, con un forte potere antiossidante ed con funzioni di prevenzione dell’arteriosclerosi.
La presenza rilevante di ferro, magnesio, fosforo, potassio, calcio e la bassa presenza di sodio ne fanno un alimento particolarmente indicato nei soggetti che svolgono attività sportiva o che sono sottoposti a stress emotivi ripetuti.



9 febbraio 2009

Crostatine fredde di ricotta con cavolfiori e mandorle

Ogni gesto del nostro vivere, dal più banale al più importante, non ha una sua ragion d’essere se non per l’energia: un bene da trattare con riguardo e da risparmiare con impegno, adottando un quotidiano stile di vita attento all’ambiente.

A tale proposito, leggo da lei e da lei che come ogni anno, Cirri e Solibello, i conduttori di Caterpillar, hanno lanciato l’iniziativa M'ILLUMINO DI MENO per la sensibilizzazione alla riduzione dei consumi, con l'invito ad attuare delle buone pratiche (vedi decalogo) ma anche con un'azione simbolica da fare il 13 febbraio dalle 18 in poi, questo perché "loro" (o chi per loro) misureranno il calo di consumo energetico in quella frazione di tempo (!).


Ognuno di noi può aderire a suo modo con suggerimenti e/o azioni concrete.


Il mio suggerimento è quello di “adottare” lampade fluorescenti per illuminare le nostre case ed il nostro vissuto.
Difatti per una illuminazione domestica che non dissipi energia, cara e preziosa, la Commissione europea ha avviato una campagna di sensibilizzazione attraverso il progetto “Energia intelligente per l’Europa”, con lo scopo di promuovere l’utilizzo delle Lampade Fluorescenti Compatte nel settore residenziale.
Il Centro Comune di Ricerca della Commissione Europea ha valutato che se tutte le famiglie italiane sostituissero le lampade incandescenti con le nuove Fluorescenti Compatte, si risparmierebbero 5,6 miliardi di kW/h, il che equivale alla chiusura di una grande centrale a carbone che ogni anno emette nell’atmosfera 3 milioni di tonnellate di CO2.


La mia azione concreta passa per una ricetta in linea con il risparmio energetico, in quanto una parte della preparazione, il guscio di ricotta, è senza cottura (consumo energetico=0); mentre il resto, il cavolfiore è stato preparato a vapore, con la cottura a castello, collocando sulla pentola a fondo termico, a contatto con il fuoco delle patate da lessare, sulla bacinella sovrastante del bagnomaria della carne ed infine, ancora più su, la griglia per la cottura a vapore del cavolfiore, rigorosamente coperto per non disperdere calore (consumo energetico=1/3).
Può essere utile sottolineare che l’acqua di cottura delle patate, dopo un opportuno raffreddamento è servita per abbeverare le piante e che i prodotti utilizzati sono stati acquistati da produttori locali, quindi rigorosamente a KM 0 e cioè con emissione di CO2 di modesta entità.

Crostatina fredda di ricotta al cavolfiore e mandorle


Crostatine fredde di ricotta con cavolfiori e mandorle
Ingredienti x 4
Crostatine

400 g ricotta vaccina
½ bicchiere latte di soia
3 fogli gelatina

200 g cavolfiore circa
1 peperoncino
1 cucchiaino zenzero grattugiato
aglio
olio evo
1 cucchiaio mandorle tritate

Preparazione. Passare la ricotta ad un setaccio a maglie fini, mescolando finché il composto risulta cremoso. Scaldare il latte, scioglierci la gelatina precedentemente idratata e versarlo sul composto, mescolando bene, stendere negli stampi per crostatine, foderati di pellicola alimentare (da preferire gli stampi in silicone) e riporre in frigo per almeno 3 ore.
Cuocere a vapore il cavolfiore e lasciarlo intiepidire. A parte preparare il condimento, versando in una padella, l’olio, l’aglio e il peperoncino, finemente triturati e un po’ di sale. Quando tutto è dorato, aggiungere lo zenzero grattugiato.
Sformare i tortini e disporvi le cimette di cavolfiore, spennellando con il condimento preparato e guarnendo con le mandorle.

[Idea derivante dall’assemblaggio di due ricette: Tortino freddo allo yogurt, robiola e pere e Cavolfiore al vapore con zenzero e pinoli, tratte da Ricette a colori per proteggere la nostra salute di P. Loaldi]


Con questa Crostatina partecipo alla raccolta di Ricette a basso consumo di energia organizzata da pasticci e pasticcini.

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Il ricettario qui

7 febbraio 2009

Carote al miele e uvetta

Seguire l’ispirazione cromatica in cucina, giocando con i colori dell'arcobaleno di frutta e verdure, non è solo un vezzo, ma un obbligo per la salute, imposto dalla medicina.
Sono ben noti a tutti gli effetti benefici sulla salute derivanti dal consumo di frutta. Studi ed evidenze scientifiche hanno dimostrato come la sua azione protettiva, prevalentemente di tipo antiossidante, sia svolta non solo dalla presenza di vitamine e sali minerali, ma anche da altri componenti, i cosiddetti fitochimici.
Il risultato è la riduzione dello stress ossidativo e la conseguente formazione dei radicali liberi e dell’insorgenza di patologie ad essi collegate (come le malattie cardiovascolari, oncologiche, degenerative del sistema nervoso, dell’invecchiamento precoce).
Sono proprio queste sostanze che conferiscono a frutta e verdure colori diversi e vivaci e che hanno consentito di raggrupparla sotto i “cinque colori del benessere”
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Il nuovo dictat è “cucinare attingendo alla tavolozza dei colori della Natura” e così partendo dal colore arancio della carota, mi è piaciuta l'idea di enfatizzarlo, glassandolo con il miele d’acacia per un contorno dolce-salato che può accompagnare in modo particolare carni bianche arrostite oppure il lesso misto (in questo caso come valida alternativa alla mostarda di Cremona).

Carote al miele e uvetta


Carote al miele e uvetta

Ingredienti x 8
800 g carote
70 g pancetta (o prosciutto crudo)
4 cucchiai miele d’acacia
1 pizzico cannella
2 cucchiai uvetta sultanina
sale

Preparazione. Pelare le carote, tagliarle a tocchetti [la ric. orig. consiglia le dimensioni di un’oliva] e tornire le estremità arrotondandole, stemperare il miele in mezzo bicchiere di acqua calda e versarlo in un tegame dal fondo largo. Unire le carote e l’uvetta precedentemente ammollata in acqua tiepida. Insaporire con la cannella e il sale e mescolare.
Cuocere a pentola coperta per 25’. Aggiungere il prosciutto a listarelle [nella ric. orig. pancetta da unire ad inizio cottura] e allontanare dal fuoco.
[Tratte da Gli speciali Arte in cucina].

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Altre ricette con le carote
Fiore di verdure al burro
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* I cinque colori del benessere
Per dare all’organismo la giusta quantità di agenti fitochimici è consigliato il consumo di 5 porzioni di frutta e verdura, appartenenti ai diversi colori, al giorno.
Ogni colore ha un ruolo importante per la sua ricaduta salutistica;

Giallo/Arancio: per i flavonoidi, carotenoidi e la vitamina C, contribuisce a rafforzare le difese immunitarie dell’organismo;
Bianco: per i polifenoli, l’allicina (un antiossidante nella cipolla e nell’aglio) ed il selenio nei funghi è coinvolto nei meccanismi di difesa della formazione dei radicali liberi. Queste sostanze regolano il livello di colesterolo, proteggendo l’organismo da patologie cardiovascolari. Sono anche collegate ad una minore incidenza di alcune forme di tumore;
Blu/Viola: per gli antiociani ed i polifenoli riduce il rischio delle patologie cardiovascolari e di alcune forme di tumore in qaunto ha un’azione antiossidante;
Rosso: per il licopene e le antocianine protegge le cellule dai danni connessi alla formazione dei radicali liberi ed in particolare la prostata da forme tumorali;
Verde: per la clorofilla ed i carotenoidi, in particolare la luteina e i polifenoli, è fondamentale per rinforzare i vasi sanguigni, le ossa e i denti.

5 febbraio 2009

Bicchierini di ricotta al bergamotto, nutella e pistacchi

World Nutella day 2009
Uno di quei cibi-sapori che si impara a conoscere nell’infanzia, metabolizzandolo e che radica un’appartenenza duratura negli anni a seguire, è senza dubbio la Nutella: un gusto amato da tutti, senza distinzione di età.
Esprimono tale amore trasversale, questi Bicchierini colorati che simboleggiano con il bianco-latte della ricotta al bergamotto il candore vivace dell’infanzia, con il verde dei pistacchi l’età giovanile e il desiderio di ever green delle diverse età adulte, mentre il color-cioccolato, rappresenta la liasion di queste varie fasi.
Senza limiti di età.
Bicchierini di ricotta al bergamotto, nutella e pistacchi

Bicchierini di ricotta al bergamotto, nutella e pistacchi

Ingredienti x 6
50 g ricotta
50 g panna
½ foglio gelatina
20 g zucchero
3 cucchiai latte
4 gocce olio essenziale di bergamotto
150 g Nutella circa
2 cucchiai pistacchi

Preparazione. Passare la ricotta ad un colino a maglie fitte, incorporarla alla panna montata, allo zucchero, alla gelatina precedentemente idratata e sciolta nel latte tiepido: infine aromatizzare con l’olio essenziale di bergamotto.
Con questa crema creare un primo strato nei bicchierini, proseguire con la Nutella, concludere con abbondanti pistacchi triturati (in modo da formare un vero e proprio terzo strato verde) e infine guarnire con un pistacchio intero.

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Provati da lei

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Aderisco anch'io al World Nutella day


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World Nutella Day 2009 Round-ups:
World Nutella Day Round-up on Bleeding Espresso (Part 1)
World Nutella Day Round-up on Ms. Adventures in Italy (Part 2)

4 febbraio 2009

Quadrifogli di cioccolato bianco al bergamotto

La fortuna aiuta gli audaci
Come sarebbe la nostra vita senza quel pizzico di fortuna arbitrariamente e imponderabilmente sparso qua e là?
E volendo abbandonare lo status di fatalisti, per assumere quello di interventisti, come propiziare il sorriso della Dea Bendata?
Forse tributandole un delicato bouquet di quadrifogli, se non fossero di difficile reperibilità nella stagione invernale!
Aguzzando un po’ l’ingegno, si può ricorrere alla clonazione e, con un’infarinatura di genetica (e gli stampi per cioccolatini di silicone Silikomart) ecco riprodotti dei quadrifogli che per qualche ignota mutazione sono albini (al cioccolato bianco) e con la sola anima verde (ganache al bergamotto).
Saranno efficaci?
Qual è il sottile confine tra lecito ed illecito? Tra audacia e inganno?

Quadrifogli bianchi al bergamotto

- Foto sottratta all'impazienza dei degustatori -


Quadrifogli di cioccolato bianco al bergamotto

Ingredienti x 15 cioccolatini [stampo Easy Choc Silikomart]
150 g cioccolato bianco
2 cucchiai di crema al bergamotto
1 cucchiaio panna liquida

Preparazione. Tritare il cioccolato e porlo sul fuoco in un recipiente a bagnomaria, avendo cura di evitare il contatto con qualsiasi tipo di umidità (che potrebbe danneggiare il cioccolato). Quando è sciolto, riversarne una parte negli stampi e capovolgerli su una gratella (o un foglio di carta forno), per far colare la parte in eccesso. Attendere che si solidifichi, capovolgere e ripetere l’operazione.
Ganache al bergamotto. Scaldare la panna e versarla sulla crema al bergamotto, attendere che si rapprenda un po’ e con la ganache ottenuta, riempire i gusci di cioccolato, fermandosi al disotto del bordo e attenderne la solidificazione.
Infine riversare il restante cioccolato bianco sugli stampi per “chiudere” i cioccolatini e raschiare il cioccolato in eccesso. Riporre in luogo fresco e successivamente sformare [operazione di sicura riuscita e senza danni per i cioccolatini, se si usa uno stampo in silicone].


Citzione - Il fumettista americano John G. Tullius ha detto: “Nove persone su dieci dicono di amare il cioccolato. La decima mente”.

Quadrifogli bianchi al(la crema di)  bergamotto



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Ricette dolci con il bergamotto:

Crostatine alla crema di bergamotto
Torta con le margherite
Apple pie alla marmellata di bergamotto
Anelli di cioccolato e mousse al bergamotto

Ricette salate con il bergamotto:

Corona di riso al bergamotto, petali di prosciutto croccante e piselli

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Offro questi Cioccolatini ad astro fiammante per avermi insignita del premio abbraccio


2 febbraio 2009

Cofanetti nocciolati al radicchio e ricotta

Una promessa è un impegno di un alcunché, carico di aspettative per il destinatario.
… e se a farla sono degli gnocchi, quale potrebbe essere l’impegno?
Forse quello di un sorprendente e dorato Cofanetto a custodia di un cremoso e prezioso cuore di ricotta e radicchio e, a suggellare il tutto, ambrati grani di nocciole tostate?
Per trovare una risposta, provate questi preziosi Cofanetti di patate (non chiamateli “gnocchi ripieni”!!!) e le aspettative non verranno disattese.

Cofanetti nocciolati al radicchio e ricotta



Cofanetti (gnocchi di patate) nocciolati, al radicchio e ricotta

Ingredienti x 4
700 g patate silane
150 g semola grano duro
1 uovo
Sale

Ripieno
200 g ricotta vaccina
50 g radicchio di Chioggia

Salsa
3 cucchiai di nocciole tostate
olio e.v.o.

Preparazione Farcia. Lavare il radicchio, tagliarlo a striscioline, farlo andare in una pentola con un filo d’olio evo e regolare di sale. A cottura ultimata, eliminare il liquido di cottura e frullare.
In una ciotola amalgamare la ricotta assieme al radicchio frullato.
Cofanetti. Lavare le patate, pelarle e cuocerle a vapore [con questo metodo di cottura assorbono meno acqua ed il sapore è più intenso]. Schiacciarle nello schiacciapatate ancora calde ed una volta fredde, incorporarvi l’uovo, un poco di sale e la farina un poco alla volta finchè non si avrà un impasto omogeneo. Tirare l’impasto con l’aiuto di un matterello fino ad ottenere una sfoglia di circa mezzo centimetro di spessore.
Distribuire il composto ottenuto a mucchietti sulla sfoglia, a circa 3 cm di distanza. Ricoprire con l’altra metà della sfoglia sigillare bene attorno al ripieno e ritagliare gli gnocchi in rettangoli con un coltello.
Salsa. Pestare grossolanamente le nocciole ed amalgamare il composto con olio e.v.o.
Fare cuocere gli gnocchi in abbondante acqua salata e quando vengono a galla, scolarli delicatamente con un mestolo forato e saltarli con la salsa di nocciole. [Ricetta Cofanetti tratta da Gli speciali Arte in cucina]




Cofanetti di patate farciti al radicchio e ricotta

Altre ricette con il radicchio
Involtini di sedani e radicchio
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Questi Cofanetti di patate, partecipano alla Raccolta di gnocchi e quenelle di tatiana e claudia



La raccolta completa qui
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I Cofanetti nocciolati sono stati premiati come

In compagnia – Parte II

Immantinente
bussa alla porta con le sue marmellate senza conservanti, il miele non sottoposto a trattamenti termici, le conserve sott'olio come quelle casalinghe, il cioccolato Il Blend fondente al 70%, la pasta di Gragnano trafilata al bronzo, la liquirizia alcolica sigillata con la ceralacca ...
Non resta che procedere all’assaggio ….
… e voi che aspettate? Rompete gli indugi!!!