Restai interdetta, quando lei mi chiese di parlare dei cjalsons, i tipici ravioli o agnolotti friulani (della Carnia per la precisione): io che ho difficoltà ad approcciarmi con i piatti della mia tradizione gastronomica, mi sentivo più che mai inadeguata ad accostarmi ad un piatto regionale a me sconosciuto!
Esitai a lungo, ma andando ad approfondire, ebbi modo di apprendere che si tratta del piatto per eccellenza delle solennità paesane o delle ricorrenze familiari ed ogni ricetta è diversa dall’altra sia per la pasta che per il ripieno, in quanto veniva preparato con quello che c’era in casa: una preparazione povera dalle tante declinazioni possibili, di cui alcune codificate.
Gianni Cosetti, chef friulano cresciuto tra il Friuli e Roma, cultore delle tradizioni locali, scrisse:
"... una ricetta non esiste perche ogni vallata della Carnia ha la sua ... e è proprio questa varietà di preparazione che ha sempre suscitato la mia curiosità e mi ha spinto ad indire un concorso per tutte le donne carniche, tema “I Cjalsòns”, risultato: 40 concorrenti con 40 ricette diverse ….”
Tra le tante, ho scelto una ricetta con il ripieno dolce: i cjalsons di Rualp che presentano una pasta sottile senza uova, ad avviluppare un ripieno fatto con patate, fichi secchi e uva sultanina, aromatizzato al cacao e cannella e mi sono sorpresa di come sapori apparentemente moderni, possano vantare in realtà, una grande tradizione.
Tra le tante, ho scelto una ricetta con il ripieno dolce: i cjalsons di Rualp che presentano una pasta sottile senza uova, ad avviluppare un ripieno fatto con patate, fichi secchi e uva sultanina, aromatizzato al cacao e cannella e mi sono sorpresa di come sapori apparentemente moderni, possano vantare in realtà, una grande tradizione.













