29 ottobre 2010

Cjalsòns di Rualp

Restai interdetta, quando lei mi chiese di parlare dei cjalsons, i tipici ravioli o agnolotti friulani (della Carnia per la precisione): io che ho difficoltà ad approcciarmi con i piatti della mia tradizione gastronomica, mi sentivo più che mai inadeguata ad accostarmi ad un piatto regionale a me sconosciuto!
Esitai a lungo, ma andando ad approfondire, ebbi modo di apprendere che si tratta del piatto per eccellenza delle solennità paesane o delle ricorrenze familiari ed ogni ricetta è diversa dall’altra sia per la pasta che per il ripieno, in quanto veniva preparato con quello che c’era in casa: una preparazione povera dalle tante declinazioni possibili, di cui alcune codificate.
  
Cjalsòn di Rualp


Gianni Cosetti, chef friulano cresciuto tra il Friuli e Roma, cultore delle tradizioni locali, scrisse:
"... una ricetta non esiste perche ogni vallata della Carnia ha la sua ... e è proprio questa varietà di preparazione che ha sempre suscitato la mia curiosità e mi ha spinto ad indire un concorso per tutte le donne carniche, tema “I Cjalsòns”, risultato: 40 concorrenti con 40 ricette diverse ….”

Tra le tante, ho scelto una ricetta con il ripieno dolce: i cjalsons di Rualp che presentano una pasta sottile senza uova, ad avviluppare un ripieno fatto con patate, fichi secchi e uva sultanina, aromatizzato al cacao e cannella e mi sono sorpresa di come sapori apparentemente moderni, possano vantare in realtà, una grande tradizione.

27 ottobre 2010

Apple pie and blueberry

Tutto ebbe inizio quando l’anno scorso cominciai a leggere una biografia di Hemingway che ripercorreva le sue preferenze gastronomiche, passando in rassegna cronologicamente, le pietanze citate nelle sue opere letterarie e annotandone le presumibili ricette.
Tra queste mi colpì la Huclleberry pie, (gli huclleberryes somigliano molto ai mirtilli, ma rispetto a questi hanno troppi semi e non è facile trovarli in commercio) che in Dieci indiani, il padre di Nick taglia al figlio per addolcire le cattive notizie che sta per dargli: ed io, in mancanza sia di huclleberryes che di mirtilli, lasciai perdere ….
Poi arrivarono delle mele piccine, no global e il pensiero sempre più insistente andò all’Apple pie di disneyana memoria, la tradizionale torta americana che tra due strati semi-croccanti, racchiude uno spesso strato di mele.

Apple pie and blueberry
- La foto non rende perché è stata scattata il giorno seguente e la calotta ha perso tono, adagiandosi sul ripieno -
Poiché è notorio quanto io sia indecisa e stenti a scegliere tra due o più opzioni, si può ben capire come, per non scegliere, abbia finito per riunire in una le due ricette, non senza prima sostituire lo strutto previsto dalla Huclleberry pie, con il burro e gli huclleberryes con una confettura home made di mirtilli.
Quanto alla ricetta, la pasta brisée è perfettamente malleabile ed in cottura gonfia leggermente, assumendo un aspetto leggermente sfogliato, mentre lo sposalizio mele e mirtilli sembra riuscito, in quanto i secondi non prevalgono sulle prime, per come si potrebbe immaginare: infine degno di nota è il goloso succo che il taglio libera.

25 ottobre 2010

‘Nduja vegetale

Qui lo dico e qui lo nego: non sono un’estimatrice della ‘nduja e forse sono l’unica calabrese a pensarla così: sarà perché nella località in cui abito si gusta un’altra “crema spalmabile piccante” (la sardella), sarà perché ho qualche difficoltà con la carne ….

‘Nduja vegetale

Fatto sta che ho pensato di prepararmi una variante vegetale della famosa ‘nduja, con pomodori secchi e tanto peperoncino: ecco la mia personale cremosità rossa da spalmare.

22 ottobre 2010

Crostata alla crema cotta e annona sciroppato

Sono particolarmente legata a questi frutti poco conosciuti: l’annona cherimola che due anni fa, in un periodo critico della mia vita, mi sono stato regalati da mio cognato ed accostarmi a loro con stupore (tanto per cominciare, non credevo fossero autoctoni!), ammirarne le fattezze scultoree e poi pensare a come poterli utilizzare in un dolce, ha rappresentato per me il primo passo per recuperare un entusiasmo sopito …
L’annona ha un gusto dolce e soave con delle note che ricordano la crema pasticcera e tale caratteristica mi ha suggerito l’idea di usarlo per preparare la Crostata alla crema cotta di L. Montersino, assaggiata qualche sera fa a casa di amici di amici.
Una volta a casa, sprovvista di ricetta e decisa a riprodurla con l’aiuto della memoria, sono tuttavia riuscita a recuperarla qui e, adattandone le dosi, l’ho preparata sostituendo l’ananas sciroppato con l’annona (sciroppato)!


Crostata alla crema cotta e annona sciroppato

È uno dei dolci più buoni che abbia mai gustato, nonostante l’aspetto poco avvenente: una piacevolissima frolla, accoglie una base di frutta sciroppata, morbidamente ricoperta da uno strato dorato di crema cotta in forno, lo definirei una sorta di goloso budino su un guscio burroso e ricco di frutta!
A coronamento, la ric. originale prevede i lamponi, ma ho preferito i fiori di gelsomino che mi sono sembrati più adatti a rafforzare l’indole mediterranea di questo dessert: si tratta di fiori modesti ed apparentemente fragili, ma in realtà alquanto tenaci e dal profumo intenso, proprio come questo dolce.

20 ottobre 2010

Mini Tatin di carciofini alla brace

Con il loro avvicendarsi, le stagioni scandiscono la nostra vita e assecondano o contrastano i nostri desideri, siano essi gastronomici o non.
Cullavo l’idea di una torta con i carciofi, dall’anno scorso, ma per una serie di impegni, non sono riuscita a realizzarla prima che questi scomparissero dai banchi e al loro riaffacciarsi, mi sono adoperata senza indugio …

Mini Tatin di carciofini alla brace

… anche se un trucco c’è: i carciofini alla brace sono sott’olio, ma in mancanza la stessa ricetta si può preparare con i carciofini freschi.
Come base ho usato la pasta brisée di M. Roux che più di altre, a mio parere, si mostra leggera e "quasi sfogliata", perfetta per sostituire la pasta sfoglia che tradizione vuole, debba fare da base alla tatin, la classica torta francese “rovesciata”, qui in versione salata per un elegante antipasto!

18 ottobre 2010

Mele farcite di mousse al formaggio

Vorrei che le bimbe di oggi e donne di domani, non debbano mai conoscere il peso di una diagnosi nefasta per sé o i loro cari …
Vorrei che per loro non ci fosse più bisogno di quei salvavita che goccia dopo goccia, instillano speranza …
Vorrei che loro non debbano mai vivere il duro calvario che oltre all’ammalato, coinvolge l’intera famiglia ….
Sono certa però che questo tempo non è lontano e, nel frattempo noi donne di oggi, più fortunate delle nostre nonne, possiamo giocare d'anticipo contro il cancro: con la prevenzione!
Mettiamo da parte le paure: ottobre è il mese della prevenzione e per rammentarlo, le food blogger italiane oggi tingeranno di rosa i lori spazi.

Mele in rosa

Per la mia ricetta in rosa, ho scelto una mela (una di quelle specie mignon e gustose, una specie dimenticata) frutto-simbolo della salute e l’ho farcita con una mousse di formaggio colorandola in rosa, con uno dei più potenti coloranti naturali, il succo di barbabietola.
Un mix di sapori dolci e salati rende interessante questo scrigno vegetale che può essere servito indifferentemente, come antipasto o pre dessert.

16 ottobre 2010

Panini venere in cocotte

Come si può resistere al fascino del nero, ancestrale e misterioso e se poi è legato in qualche modo a Venere la dea greca della bellezza, allora non si può che capitolare: parlo del riso venere, dall’inconfondibile colore nero.
È accaduto a me quando vidi lei che, dopo averlo polverizzato in farina, lo usò per un cake: da allora l’idea di provare, finché non sono riuscita ad avere anch’io il mio bel sacchetto di “farina di riso venere”.
A questo punto non restava che cercare la ricetta giusta per utilizzarla e, se inizialmente ho cominciato ad immaginare biscotti scuri, l’approssimarsi della giornata mondiale del pane (16 ottobre) è stato decisivo per capire che ne avrei fatto un pane.

Panini venere in cocotte

Cuocerlo nelle cocotte (anzi nelle mini cocotte) è un’idea di J. Maréchal che mi ha conquistata perché consente una presentazione scenografica, ma non è fondamentale per la buona riuscita della ricetta.

13 ottobre 2010

Cobbler di uva

Nella località in cui vivo, ovunque ci si volga, lo sguardo abbraccia filari di vite che perfettamente allineati sui tronchi legnosi e snelli, stendono il fogliame in lunghe linee verdi e parallele, digradando dolcemente dalle colline verso il mare.
Il duro lavoro di chi coltiva quelle viti con sforzo e dedizione è finalizzato alla raccolta di quei chicchi tondi e turgidi, dolci e capricciosi ed io volevo celebrarli in purezza in un dessert non troppo elaborato.

Cobbler all'uva

Il primo pensiero è andato ad una zuppa (come questa), da abbinare a dei biscotti (sulla falsariga di questi), finché non mi sono ricordata che un dolce con tali caratteristiche esiste: è il cobbler, costituito da uno strato di frutta cotta in bella vista (o quasi), ricoperto da un composto soffice, ma compatto.
Ciò che definirei un fratello del crumble e del clafoutis e che ho ubriacato con il passito e incipriato con lo zucchero a velo: dall’aspetto dimesso e poco avvenente, è un dolce goloso dove la frutta è la vera protagonista ….

11 ottobre 2010

Sformatini di baccalà

Mi sono ripetuta a lungo quanto potesse essere contraddittorio presentare con glamour quello che per secoli ha rappresentato un cibo povero: il baccalà.

Sformatino di baccalà

A volte però anche l’insensato ha una sua forza, sulla quale la ragione non può: così è stato per me.
E restando in tema di contraddizioni, è altamente raccomandato gustare questi sformatini con la salsa di pomodoro al basilico che con la sua dolcezza aromatica, contrasta magnificamente con il carattere del baccalà.

08 ottobre 2010

Cupcake al bergamotto

Eleganti e belli, hanno sempre suscitato in me un certo timore, come se un aspetto poco attraente potesse comprometterne la bontà, così dopo un primo timido tentativo li ho sempre tenuti a debita distanza: parlo dei cupcake, quelle graziose tortine americane che si fanno notare per l’estro con cui vengono decorati, abitualmente sormontati da crema di burro, glassa, ecc..
Ma come tutte le cose della vita che si allontanano con un “poi”, arriva il momento in cui si devono affrontare e così è stato anche per me.

Cupcake

Armata di coraggio e buoni propositi, ho cominciato il lavoro, non prima di prepararmi alla disfatta, premurandomi di aromatizzarli con l’essenza di bergamotto, di modo che se anche l’aspetto non fosse stato perfetto e avessi violato l’equazione bellezza = bontà, quanto meno il gusto li avrebbe salvati dal destino di "brutto anatroccolo".
Ho infine scelto una decorazione sobria e semplice che nei fatti ha dimostrato l'infondatezza delle mie paure: in conclusione so già questo esperimento aprirà un filone, del quale immagino già gli sviluppi ….

06 ottobre 2010

Polpettone di fagioli

Era ineluttabile: dopo la tartare di fagioli e le polpettine (di fagioli), non poteva non arrivare il polpettone (di fagioli) ….

Polpettone di fagioli

In realtà si tratta di un’idea che cullo da un po’ di tempo e che ha al suo attivo la sperimentazione di una ricetta di hamburger di lenticchie che non mi ha soddisfatto. Da quella però ho estrapolato due ingredienti che trasferiti in questo polpettone, conferiscono carattere e grinta: i pomodori secchi ed i capperi!

03 ottobre 2010

Spaghetti(ni) con polpette (di fagioli)

Nella mia famiglia, non c’era pranzo della domenica dove non trionfasse la pasta con il sugo e le polpettine, una bontà che tutti apprezzavano, tranne me: mentre fratelli e cugini facevano a gara per averne tante e ambivano ad un piatto colmo di polpettine, anche senza pasta, io le rifiutavo in toto
Quelle piccole perle, tornite con amore e pazienza, venivano tuffate nel sugo senza alcuna preventiva frittura e sobbollivano dolcemente, crogiolandosi nel pomodoro liquido e conservando una morbidezza ineguagliabile, per poi andare a sormontare regalmente ogni tipo di pasta (molto spesso pasta fresca) e, in particolare a casa mia si preferivano gli spaghettini, perché l’esiguo spessore non ne offuscasse il primato.

Spaghetti(ni) con polpette (di fagioli)

Io mi sottraevo a ricatti e rimbrotti vari, confidando nell’età dell’indipendenza, quando sarei diventata vegetariana … così non è stato, ma una piccola rivincita ho voluto prendermela e così ho sostituito la carne con i fagioli, anche detti “la carne dei poveri” per il loro elevato contenuto proteico, utilizzando dei borlotti freschi a km 0: finalmente anch'io ho gustato con entusismo le polpette!


02 ottobre 2010

Tre di me

2 ottobre: “Non c’è due senza tre”, è il primo pensiero che questa data mi suggerisce, ma non è mia abitudine parlare per luoghi comuni e difatti non era poi così inevitabile che dopo due anni alla finestra, ci sarebbe stato il terzo ….
Non è affatto scontato, anzi è un dono (può sembrare una parola forte, ma in questi tre anni è compresa anche una ricorrenza che per me rappresenta una rinascita)!

Tre

E ringrazio le amiche blogger che giorno dopo giorno sono diventate presenze reali nella mia vita, tanto da non esitare a definirle "amiche/i", con cui interagisco anche in privato e in altri ambiti quali fb, i fedelissimi che spero di non annoiare o deludere, i lettori occasionali che si trovano a passare a colpi di clic forse anche svogliati e tutti quelli che leggono i miei scarabocchi.
Grazie perché questa finestra è diventata per me un luogo di incontro, una grande ricchezza :D

01 ottobre 2010

Torta di mandorle

Le amiche vivono insieme i momenti migliori della vita, condividono le esperienze individuali vissute e, quando la vita le divide, mantengono i contatti, parlando e parlando, lungo un filo che le tiene unite, ovunque si trovino …. scambiandosi consigli e ricette!
Nessuno sfugge a questa regola e così una mia cara amica mi ha raccontato di aver ricevuto in regalo quando era in vacanza quest’estate, delle mandorle con annessa ricetta di una deliziosa torta, sorprendentemente semplice, tanto da potersi preparare con pochi ingredienti di uso comune e soprattutto facendo a meno della tecnologia.

Torta di mandorle

Lei ha disatteso il suggerimento, usando i preziosi fruttini per il latte di mandorle  home made e la curiosità di sperimentare la tanto decantata torta è rimasta come sospesa …..
Urgeva una verifica e così, un tantino incredula, sono passata all’azione diligentemente e, fatta eccezione per una piccola digressione (ho ceduto alla tentazione di usare le fruste elettriche per montare gli albumi), ho seguito le indicazioni alla lettera…
Già in fase di preparazione, mi sono meravigliata per la consistenza dell’impasto, fluido eppure compatto, tanto da reggere in cottura le mandorle intere che vanno adagiate in superficie, ma poi al momento dell’assaggio, grande è stata la rivelazione dell’ineffabile aroma (di mandorle) che il liquore regala al dolce, liberandosi della componente alcolica e personalizzandolo, rafforzandone l’indole.