2 giugno 2010

Clafoutis di more di gelso

Della serie “ricette veloci per convivi improvvisati”, un dessert francese di agevole preparazione: il clafoutis, dal verbo“clafir” che significa “riempire”, un piccolo scrigno vellutato che cela gemme preziose, imapreggiabili dolcezze naturali.

Clafoutis di more di gelso

Ispirata e incuriosita da questo e questo, ho voluto provarlo con i fruttini violacei a mia disposizione: un dessert che divide gli animi in detrattori e fautori (si tratta in fondo di una crêpe cotta al forno) e che richiede per la buona riuscita, frutta dolce e succosa e un impasto deliziosamente aromatizzato e profumato.

Unica avvertenza: non affrettarsi, per evitare di riversare il composto sul pavimento, al momento di trasferire gli stampi in forno, come è capitato a me!!!! 

Clafoutis di more di gelso

Ingredienti x 4 stampi (diam. cm 12)

150 g more di gelso
50 g zucchero
100 ml latte *
1 uovo codice 0
50 g farina 00
vaniglia
zucchero a velo vanigliato

Preparazione. Scaldare il forno a 150°. Lavare le more, eliminare il peduncolo (usando i guanti per evitare di macchiarsi), asciugarle, adagiarle negli stampi imburrati di ceramica e cospargerle di zucchero. Sbattere l’uovo con lo zucchero fino a quando il composto diventi chiaro e aggiungere i semi della bacca di vaniglia, la farina e il latte, mescolando bene.
Versare il composto sulle more e far cuocere finché non gonfia, per 20’ circa. Servire tiepido o freddo, spolverandolo con zucchero a velo vanigliato (zucchero a velo chiuso ermeticamente in un barattolo con un baccello di vaniglia privo di semi).

Nota: * la prossima volta proverò con  100 ml di latte e 100 g di ricotta, per ottenere una texture più compatta.
……………..

Scheda tecnica - More di gelsi
Il gelso (Morus) è un genere di piante originario dell'Asia. Le specie più note sono:
Il gelso bianco (Morus alba), attualmente e' pochissimo usato come pianta da frutto dato il sapore poco gradito (dolciastro con una punta di acidulo). I frutti venivano considerati lassativi. Per l'elevato contenuto di zuccheri (22%) diverse popolazioni asiatiche li utilizzavano come edulcoranti, sia freschi sia secchi, ridotti in farina. Per fermentazione e' possibile ricavare una bevanda alcolica. L'uso del gelso bianco era legato all'allevamento del baco da seta.
Il gelso nero (Morus nigra) produce dolci frutti nero-violacei. Aromatizzante e colorante per gelati, conferisce un colore blu-violetto.
L'infuso di foglie ha proprietà antibiotiche. La polpa viene usata in cosmesi per maschere lenitive di pelli secche, il succo trova uso in in lozioni idratanti.
Proprietà medicinali di frutti, foglie, radici e corteccia: espettorante, depurativo, lassativo, rinfrescante e tonico; un tempo non molto lontano venivano indicate per lenire afta, angina, astenia, stipsi e stomatite.

……………..

Altri dolci con le more
Doppiette e Cestini di cioccolato con mousse (a)moro(sa)
Tarlettelle al lemon curd e more
Curd di limette
Gelato alle more (di rovo) e cannella
Torta allo yogurt e more di rovo (pdf pag. 19)

Altri dolci veloci
Crumble di annona e noci brasiliane
Zuppetta di ciliegie e fragole allo yogurt
Mousse di cioccolato al caramello salato
Mousse bianca all’arancia e cardamomo

……………..

44 commenti:

  1. e ben bene che cosa son le more di gelso ce lo dici? che qui intorno di gelsi dovrebbero anche essercene parecchi..a riconoscetli!

    RispondiElimina
  2. milenaaaaaaaaaaaaaaaaaaa... non si fa così :-) questo è un concentrato di tutte le cose che prefersico, more di gelso in primis... ma qui, non ci sono ancora, purtroppo: dovrò sognare su questa ricetta ancora per qualche settimana, mi sa!
    ciao
    ale

    RispondiElimina
  3. @Genny G.: ho inserito un approfondimento tratto da wiki e dei link dove visualizzare l’albero di gelso, anticamente coltivato con diffusione, per l’allevamento dei bachi da seta.
    Qui trovi invece il particolare delle foglie.Prima di raccogliere le more, devi tuttavia accertarti che si trovino in un luogo non troppo trafficato.
    Diverse sono le more di rovo ch esi possono raccolgiere in estate da cespugli selvatici e spinosi: qui una mia foto.

    @alessandra (raravis): è il mio primo clafoutis e una parte l'ho rovesciato sul pavimento, lasciando un po' scoperte le more ....

    RispondiElimina
  4. Ricettina divina, mi piace anche fatta in porzioni individuali:)
    Bellissima foto!
    Un abbraccio, a presto:)
    Patricia

    RispondiElimina
  5. mi ricordo quando piccola andavo a rubare questi frutti dall'albero della zia ed ovviamente ci impiasticciavamo come dei puffetti :) Ottima idea il clafoutis, è perfetto per questa stagione secondo me e si presta ad un sacco di varianti... Sono anni che guardo la ricetta nel mio libro preferito e non l'ho mai preparato, l'ho sempre pappato a tradimento ;) Brava Milena :*

    RispondiElimina
  6. Le more di gelso...quanti ricordi!! Ma non avevo mai pensato di raccoglierle per un dolce, le mangio sempre prendendole solo dall'albero, ma ora che ho letto la tua bella clafoutis rimedierò!

    RispondiElimina
  7. Magari qui non trovero' proprio le more di gelso, ma grazie della spiegazione.
    Uno di quei dolci che danno sempre soddisfazione :-)

    RispondiElimina
  8. Mi sovvengono dei lontani ricordi, quando da bambina, riempivo la pancia di more. Ora , non ci sono tanti gelsi, perchè non ci sono più bachi da seta, ma quand'ero ragazza c'erano filari.
    Non ho mai fatto il clafoutis, questa è l'occasione buona.

    RispondiElimina
  9. Le more di gelso sono un dolce ricordo delle mia vacanze da piccola, mi piacerebbe riassaporarle, poi fatte in questo modo tanto semplice quanto buono...

    RispondiElimina
  10. Je découvre ton blog.
    De bonnes recettes et de belles photos.
    Je reviendrai.
    A bientôt.

    RispondiElimina
  11. la stagione per le more di gesto è questa? perchè se si, allora quelli che ho visto non sono gelsi! :D io non so riconoscere tanto le piante...però i clafoutis buoni, quelli sì!delizioso!

    RispondiElimina
  12. Meravigliosi, sia nella presentazione che nel gusto che posso immaginare con la bavetta alla bocca!!! complimenti!

    RispondiElimina
  13. che delizia i gelsi.. in clafoutis devono essere deliziosi ancora di più!!! Baci

    RispondiElimina
  14. mi hai fatto venire una voglia di assaggiare queste meraviglie! che bontà!

    RispondiElimina
  15. Ecco è arrivata l'ora di provare il clafouts, non mi sono mai buttata in questa preparazione ma guardando la tua credo sia giunta l'ora.
    Complimenti ancora per il tuo blog!!

    RispondiElimina
  16. tesò sarò l'unica che nn ha ancora provato ne questo dolce ne il crumle:(...devo rimediare ed inizio con il tuo magari usando le fragole visto che ho il frigo pieno....mi ispira tantissimo e poi le tue foto cosi eleganti fanno il resto!!bacioni imma
    p.s.milena il forno meglio statico o ventilato??kiss

    RispondiElimina
  17. che spettacolo!!!non ho altro da aggiungere...uno spettascolo in tutti i sensi...tatto, perchè sa di morbido e tiepido, vista e gusto...che parlano da sè, così come l'olfatto...e l'udito!?Bè del mio pancino che reclama questa delizia, no!?

    RispondiElimina
  18. Milena lo adoro! questo dolce lo adoro! Ho diversi alberi di gelso con frutti succosi e maturi che cadono in terra lastricando tutto di chiazze azzurro-viola scurissime! Ne ho fatto la marmellata e persino caramelle ma credo sarebbe delizioso il tuo clafoutis con questi frutti. Grazie, sei grandiosa anche nella semplicità!

    RispondiElimina
  19. Questo clafoutis ci sa di dolcinpo perfetto per questa stagione: fresco, alla frutta e non impegnato! E poi con le more di gelso è tutta un'altra cosa eh?!
    baci baci

    RispondiElimina
  20. Io ho avuto modo di assaggiarle le more bianche e a me sono piaciute molto, quella nota leggermente acidula non mi disturba affatto, anzi, anche perchè non è sfacciata, ma ben armonizzata! Ottimo il tuo clafoutis, perfetto per noi che quando troviamo la semplicità sposata al peccato di gola irresistibile, cadiamo subito in trappola!
    Buona serata da Sabrina&Luca

    RispondiElimina
  21. Cara Milena,
    grazie per la citazione e per la correttezza: ho molto apprezzato... Quanto al clafoutis, ne faccio tanti ma con le more di gelso non ho mai provato. E sì che ne avrei pure un albero in campagna... ma è ad appena 450 km da qui! Mi accontenterò di ammirare il tuo...
    Tu definisci questo dessert come una crepe cotta al forno: a me sembra invece una crema un po' soda, con tanta frutta dentro...
    Ciao!

    Sabrine

    RispondiElimina
  22. Che tristezza, quest'anno le mie more di gelso giacciono incolte sull'albero

    RispondiElimina
  23. Quanto sono belli i cla *_* con quella spolverata di velo e il colore delle more poi *_*

    RispondiElimina
  24. Complimenti Milena!!!!!Dev'essere fantatsica con le more di gelso!!!Sei sempre più brava!!!!Un abbraccio

    RispondiElimina
  25. Buonoo, Complimenti!! Ciao anna

    RispondiElimina
  26. veramente buono e invitante il tuo dolce

    RispondiElimina
  27. Ciao Milena queste clafoutis sono meravigliose. Io ho mangiato una sola volta questo tipo di more e le ricordo morbide e succulente, complimenti.
    Grazie per la tua visita :)

    RispondiElimina
  28. Ma dove diavolo le vado a trovare io le more di gelso??? Solo tu potevi creare un clafoutis così unico, bravissima!

    RispondiElimina
  29. Wowwwwww ma che bontà!!!!!!!! mi piace molto questo clafoutis.. le more di gelso non le conosco.. ma sanno di buono!!!! baci e buona giornata :-)

    RispondiElimina
  30. Un dessert veramente delizioso, bravissima! Buona giornata

    RispondiElimina
  31. Ne ho preparato uno ieri, però di ciliegie... come dico sempre "al clafoutis non si pensa mai", non ci si ricorda mai di quanto è buono, semplice e veloce, di quanto è utile per smaltire le uova e del meraviglioso profumo che si spande per casa mentre cuoce!

    RispondiElimina
  32. Beata te cara che hai trovato le more di gelso!!! Frutti deliziosi!

    RispondiElimina
  33. Devo farlo nella versione dolce, l'ho fatto solo in quella salata il clafoutis, mi da l'idea di essere un dolce molto rassicurante!

    RispondiElimina
  34. Ho provato il clafoutis per la prima volta l'estate scorsa, così per la curiosità di capire come fosse, ma la frutta che avevo a disposizione in quel momento erano le pesche e il risultato non mi ha entusiasmato del tutto. Però credo che con altra frutta tipo le ciliege, le fragole e queste meravigliose more di gelso il sapore sia nettamente migliore. Quand'ero piccolo andavo a rubare le more dall'albero di un vicino, mamma non voleva che lo facessi e così per non farmi scoprire stavo bene attento a non sporcarmi le mani. Ma quando tornavo a casa ero fregato ogni volta dalle mie labbra tutte viola.
    Ho assaggiato anche quelle di rovo, ma non hanno nemmeno la metà della dolcezza di quelle di gelso. Secondo te con i lamponi può essere una buona alternativa?

    RispondiElimina
  35. heeey..
    "Unica avvertenza: non affrettarsi, per evitare di riversare il composto sul pavimento, al momento di trasferire gli stampi in forno, come è capitato a me!!!!" pensavi che scrivendolo in piiiiiccolo non l'avrei visto???
    aahahahaha
    rido perché proprio qualche giorno fa è capitato anche a me con una crostata.. (una sorta di clafoutis in crosta e con amarene).. l'ho riempita un po' troppo, diciamo fino ai bordi :D e così non avendo voglia (si sarebbe trattato solo di qualche misero secondo in più!! Tu almeno parli di pigrizia per la sfoglia ed è comprensibile, ma invece io.. guarda un po' te!).. non avendo voglia di estrarre completamente la placca (che avevo lasciato dentro mentre preriscaldavo il forno), l'ho tirata fuori a 3/4,ho appoggiato lo stampo.. e ti lascio immaginare per rimetterlo dentro il movimento brusco che ho fatto -_- va beh. non ho fatto grandi danni però che nervoso! hihi

    Sono una meraviglia questi clafoutis dolci, hanno un colore particolare, forse dato dal contrasto non troppo marcato di colori che quasi sembrano sfumature.. le more nere, il clafoutis chiaro, los fondo della fotografia roseo .. i bordi del primo stampino a fuoco e il cucchiaino leggermente cosparsi di zucchero a velo.. non so, sembra un dolce fiabesco.

    RispondiElimina
  36. Con queste more di gelso mi tenti davvero!!!!Un dessert che adoro!!Bacio

    RispondiElimina
  37. @tuti: è superfluo sottolineare che nonostante questo dessert nella forma classica sia preparato con le ciliegie (con il nocciolo), in realtà ben si presta a ricevere qualsiasi frutta

    @Tibia: tipico andare a rubare more: chi di noi non lo ha fatto?

    @Solema: anch’io non lo avevo mai fatto ed ero molto curiosa

    @Nadji: grazie e benvenuta

    @BreadandBreakfast: è la loro stagione: le prime sono state raccolte qualche settimana fa …..

    @sabrine d'aubergine: se non mi avessi anticipata tu, ti avrei avvisata ….

    @Asa_Ashel: penso che i lamponi siano una validissima alternativa e a dirla tutta penso che sia fattibile con una vasta tipologia di frutta: è fondamentale che sia ottima!

    @fiOrdivanilla: quando mi capita di combinare simili pasticci, mi do dell’idiota e rimprovero a me stessa al mancanza di accortezza o l’agire senza riflettere! È una cosa che mi fa andare in bestia.
    Non avrei mai creduto potesse capitare anche a te: ti vedo una persona molto pignola e precisa!
    Le sensazioni che evoca la foto mi stupiscono: ne ero così insoddisfatta che volevo evitare di pubblicare la ricetta, ma poi sapendo che non avrei avuto possibilità di rifare i clafoutis con altre more, mi sono decisa …..

    RispondiElimina
  38. sì, effettivamente pensi bene, sono pignola e anche fin troppo :\ però qualche volte quando ho fretta e sono stanca capita anche a me di fare queste cose :D
    Meno male che ti sei decisa per il meglio allora, cioè a postarla!! Avresti fatto un graaaaaaaaaaande errore a non farlo!

    Sai ieri sono andata a vedere i link che hai messo alle more di gelso, poi ho cercato in rete alcune foto che rendessero meglio l'idea.. infine mi è venuto in mente, guardandoli, una pianta che ho trovato per caso (poi ti spiego meglio la scena -_-) in un posto qui ad Arese ... e giuro che mi sembrano proprio loro. Se è così.. vado di notte a tirarli giù tutti! ahahah no comunque dubito fossero quelli ;) in ogni caso, ho chiesto a mia nonna perché pensavo li conoscesse.. e infatti: ai tempi, mi diceva (70 e passa anni fa:) si andavano a rubare quelle more, mi scrive "si li mangiavamo sempre andavamo a rubarle" :) e poi mi ha detto che ora non si vendono più molto i gelsi e che da noi, nel dialetto aresino, si chiamavano i murru :)

    RispondiElimina
  39. @fior: in fondo è vero che la bontà di una ricetta in un blog, si debba esprimere attraverso l’immagine, ma se quest’ultima non è perfetta per riuscita o aspetto e la ricetta è meritevole, perché non farlo?
    È quanto mi sono detta e ho tirato dritto ….
    Ho tuttavia altre ricette “non riuscite” per imperfezioni nell’esecuzione o qualità della foto e mi guardo bene dal pubblicare per pudore: non sono brava a fotografare, ma cerco di migliorarmi ….
    Sono certa che qualche albero si trova anche da voi, sebbene la coltivazione sia stata abbandonata: una volta servivano per allevare i bachi da seta ...

    RispondiElimina
  40. Pensavi (speravi!) eh che non rispondessi?? :P invece no, mi sono solo presa del tempo perché sono stata mlto indaffarata. Ma io mi iscrivo per questo ai commenti, quando mi interessano, così non appena mi arriva la notifica di risposta, anche se non sempre accade, rispondo quasi subito oppure chiudo il messaggio e segno come NON LETTO finché non avrò tempo di scrivere : )

    Tempo fa si è discusso su face di una tizia (non ricordo chi ma anche se lo ricordassi non la citerei:P) che sparlava e snobbava sui foodblogger che tengono tanto all'immagine di una ricetta, alla fotografia, quando invece una foto dice "mangiami!" il più delle volte quando è scattata in tutta la sua naturalezza e natura, senza bisogno di metterla in posa ecc. ecc. Una blogger aveva segnalato quel post e io l'ho letto (tra l'altro è possibilissimo l'abbia visto pure tu eh:)....
    Tutte balle! Cioè. Scusami tanto eh, ma poi io ho iniziato a fare dei confronti linkando alle blogger con le quali stavo parlando di questa cosa, immagini da una parte raffinate, fini, belle e che inducevano senza ombra di dubbio ad assaporare, mordere o sorseggiare una vivanda o bevanda. Oppure la fotografia bellissima di un gamberone, unico, solo, incontestabile gamberone su sfondo nero, ma con quella gocciolina lì di ghiaccio da cui è stato prelevato, ormai sciolto e sgocciolante lungo il guscio, che sembra la rugiada sui petali dei fiori dopo notti calme e quiete... Ed emana quella freschezza tale da dirti "prendimi e mangiami così come sono!" come nessun'altra foto di gambero 'al naturale' (come direbbe quella là) farebbe!

    Ora, non voglio dilungami come al mio solito :) però capito no .. sono proprio d'accordo con te. E ti dirò di più: io sono molto sincera: le foto delle ricette nei giornalini della televisione, oppure su riviste antiquate, potrebbero anche essere le migliori del mondo, ma se non mi ispirano c'è poco da fare: le scarto - purtroppo - quasi a priori. Io sono sincera, non nascondo queste cose.

    Anch'io come te ho evitato di pubblicare parecchie ricette, ahimè. Una volta perché non mi sento ispirata, una volta perché mi vengono malissimo le foto e non ci penso minimamente a pubblicarle, ecc. Mi risparmio :) anzi, VI risparmio aahahah

    tuttavia.. io credo che tu qando parli di foto non riuscite, sei cmq lontana da una foto fatta male, mi spiace hihi :)

    Dicevi che una volta servivano ad allevare i bacchi da seta?? ec ioè?? come? non l'ho letto questo..

    RispondiElimina
  41. @fiOrdivanilla: ho riflettuto a lungo anch’io su questo punto: viviamo nella società dell’apparire e se gran parte dei nostri pensieri sono condizionati dall’immagine!
    Quanto ciò sia giusto, è difficile stabilirlo ed ancor di più nel mondo virtuale, dove nello specifico, la presentazione di una ricetta non passa attraverso gli stessi “canali” del mondo reale: se nel quotidiano la bontà di una ricetta si preannuncia con il profumo e poi si svela con l’assaggio, nel web è “raccontata” dall’aspetto ….
    L’immagine attrae l’attenzione e ne coinvolge irrimediabilmente il giudizio: è ovvio che leggendo la ricetta la si analizza approfonditamente, ma il primo impatto ha già lasciato un’impronta condizionante ….
    Quindi sì, la foto è importante!
    Grazie per l'apprezzamento: detto da te è un gran complimento, anche se riconosco i miei limiti!

    RispondiElimina
  42. ahhhhhhh!! spero che mi risponderai presto...voglio fare questa prelibatezza dato che mio nonno ha appunto una pianta di more di gelso... ma invece che farlo in piccole cocotte vorrei farlo in uno stampo normale... mi sapresti dire a che misura di stampo corrisponde questa dose??? grazie mille!!!

    eva

    RispondiElimina
  43. Non saprei!
    Tuttavia ho provato a riempire d'acqua 4 stampi da 12 cm di diametro e li ho travasati in uno stampo da 23 cm alto 2,5 cm: prova e se dovesse avanzare composto, usa degli stampini monoporzione!
    Mi farai sapere?

    RispondiElimina

RETROSCENA DI GUSTO