29 gennaio 2010

Panna cotta all’Earl grey

Il piacere del Tè in una tazza fumante, è legato ad un vecchio rituale che incornicia, frammenti di vita: momenti di gioia o tristezza, stanchezza o tranquillità, studio o relax, solitudine o compagnia ecc.
Per me è quasi sempre un intermezzo dolce, scandito dalla golosità tentatrice di biscottini o cake e ciò mi ha indotto a chiedermi come sarebbe stato, degustare un tè che fosse anche dessert, in un tutt’uno inscindibile!

Panna cotta al tè earl grey

Confortata in questo delirio da una ricetta letta su un vecchio ritaglio, gelosamente custodito, ho dato corpo all’idea e, sempre seguendo l’istinto, ho rifinito con semi di papavero, una piccola nota croccante a punteggiare la cremosità leggermente ambrata e profumata della panna cotta.
Il piacere del Tè al cucchiaio, invece che in tazza!

28 gennaio 2010

Involtini di pollo e Finocchi grigliati

Misera e triste è la sorte di chi cade nell’oblio, confinato nell’oscurità di un limbo, soprattutto se ingiustificatamente.
Non so per quale oscura ragione, dimenticai la gradevolezza - da me sperimentata con successo nel periodo natalizio - che la frutta secca conferisce alla carne, fino a quando qualche giorno fa una mia amica, in qualità di medico, mi redarguì circa la necessità di consumare tanta frutta fresca (ricorrendo anche al trucco di abbinarla al salato), senza trascurare quella secca, a torto demonizzata per l’elevato apporto calorico.

Involtini di pollo (con ripieno di mele e frutta secca) e Finocchi grigliati

Urgeva correre ai ripari ….
E per aggiungere una nota di freschezza, ho accompagnato con dei finocchi grigliati previa marinatura con olio e semi di finocchio selvatico che li rende aromatici, teneri e “succosi”: un secondo goloso!

25 gennaio 2010

Fettucce con sgombro e sugo di pomodori secchi

Chi mi conosce sa quanto io sia perennemente indecisa nelle scelte e anche in quelle più leggere, quanto il tentennare sia per me un abito difficile da dismettere, quanto possano essere penose le mie disquisizioni su questo e quello che mi attrae dell’una e dell’altra cosa che non posso avere insieme ….
Mi sono ritrovata in preda al dilemma, anche quando qualche giorno fa, volendo replicare un ragù di pesce che in corso d’opera ha cambiato identità, sono andata a sfogliare pagine e pagine dedicate alla pasta, fino a quando la mia attenzione è stata attratta da un sugo di pomodori secchi.
Il dubbio si è insinuato in me: perseverare nella prima idea o optare per la seconda?
Scegliere è indice di maturità certo, ma è così bello avere ciò che desta il nostro interesse, senza troppe rinunce! Non sempre è possibile, ma qualche volta lo è ….

Fettucce con sgombro e sugo di pomodori secchi

Senza neanche troppo pensarci, mi sono ritrovata ad immaginare una gioiosa amicizia tra pesce e pomodori secchi, il tutto pervaso dalla spensieratezza aromatica del limone (essiccato e polverizzato)!

23 gennaio 2010

Zuppetta di frutta d’estate

Si può desiderare l’estate, in una fredda giornata d’inverno? E si può magicamente realizzare un desiderio inespresso?

Zuppetta (invernale) di frutta d’estate

Basta la dolcezza semplice di un po’ di frutta essiccata al sole di agosto*, arancia e noci per traghettare l’inverno, spezie per un profumo avvolgente e uno sbuffo di panna, una pseudo - neve golosa.
Un dessert che fa ricordare il rovente sole d’estate, il frinire delle cicale che rompe il riverbero accecante, la canicola che obnubila i sensi, un dessert che stabilisce un contatto con la Natura!

*dalla mamma di una mia cara amica, seguendo una metodica d’antan per conservare il surplus di frutta raccolta!

20 gennaio 2010

Riso al limone, con cime di rape e peperoncino

Ha gradito così tanto lo stile di vita e il suolo mediterraneo la vasta famiglia degli agrumi, regalandoci sapori vitaminici indispensabili per il nostro palato e le nostre diete, da farci dimenticare le loro antiche origini orientali.
Così ho trovato interessante il connubio tra est e ovest di uno dei risi orientali per eccellenza quale è il basmati ed il limone un agrume che si può considerare ormai "italico"

Riso al limone, con cime di rape e peperoncino


due caratteri forti che ben si equilibrano, senza scontrarsi, ai quali era abbinata l’erba aromatica italiota più rappresentativa, il basilico che, per la difficile reperibilità in questo periodo, ho sostituito con una verdura altrettanto rappresentativa (solo di una parte dell’Italia, per dovere di precisione!): le cime di rapa e per finire il piatto, polvere di peperoncino, per una nota di colore e calore!
Un primo adatto ai palati “avventurosi” dove la forza del basmati incontra l’acidulo del limone, esaltando l’amarognolo delle cime di rape e accendendo l’interesse con un pizzico di rossa vitalità.
Se infine si aggiunge del pesce o dei bocconcini di carne, può costituire un equilibrato piatto unico, con diritto di cittadinanza in un regime alimentare controllato!

16 gennaio 2010

Sciroppo di arance

Mi stupisco sempre con candore infantile nel constatare come gesti che dovrebbero essere di spontaneità e immediatezza genuina, in un contesto quale è quello della società moderna, si colorano di un significato insolito e pregno: ammirare le arance sugli alberi, allungare la mano per stringere quei piccoli soli invernali e staccarli in un turbinio di foglie verdi e svolazzanti, calpestare la terra soffice e infangarsi gli stivali, abituati a calpestare ben altri suoli e cumulare quei preziosi frutti coltivati per hobby, lasciando fare alla Natura, è di certo un’esperienza fuori dal comune (pur non partecipando fattivamente!).

Sciroppo di arance

Discutevo di ciò su facebook e raccogliendo prima i suggerimenti di Sara e seguendo poi il consiglio di Eliana (grazie!), mi sono innamorata dell’idea di poter contare su uno sciroppo del dorato succo di arance, nei periodi dell’anno più improbabili (per golosi ghiaccioli in estate, per es.): così seguendo la sua ricetta (simile ad una metodica che in passato mia madre seguiva per conservare il succo di limone, prima di approdare a quest’altra) e con qualche modifica (ho ridotto le dosi dello zucchero e lasciato in infusione le preziose scorze per trattenerne gli olii essenziali) ho ottenuto un mirabile nettare agrumato da bere diluito (in proporzione 1:1).

12 gennaio 2010

Marmellata di arance ai pistacchi

Come la stragrande maggioranza dei bimbi, anch’io in tenera età, ma per essere più precisi fino a qualche anno fa, non amavo la marmellata, preferendo per le mie merende golose la famosa crema di nocciole spalmabile (!).
A questa regola generale, si frapponeva un’eccezione: la marmellata di arance home made che un’estate ci regalò un’amica di famiglia a me non troppo simpatica, sino ad allora: quel sapore agrumato e forte lasciò nei miei gusti infastili, un ricordo indelebile che restò tale fino a qualche giorno fa.
Una visita improvvisata ad un amabile zio, in una tepida sera di inizio anno (!), culminò con una passeggiata nel suo aranceto, in un’oscurità appena rischiarata dalle luci, offuscate dalle fronde degli alberi piegati sotto il peso di frutti turgidi e lucidi, a tratti luminescenti che al nostro passaggio, spesso ci costringevano a chinare il capo. L’incontro si concluse con saluti, abracci e il gradito regalo di un ingente quantitativo di arance biologiche, con la raccomandazione di trasformarle in vasetti di golosa marmellata.

Marmellata di arancia ai pistacchi

Esitando a lungo su quale ricetta seguire, ne ho poi scelto una con una discreta percentuale di scorzette che ne spezzano la cremosità, rappresentando punte dal gusto più intenso e, inseguendo le immagini di vasetti di ambrato miele (visti di recente in una fiera) che avvolgeva la frutta secca come in una translucida teca, ho aggiunto i pistacchi per avere una nota croccante.
Dico solo che l’ho gustata a cucchiaiate ….

10 gennaio 2010

Crema al rosmarino con kiwi e olio extravergine d’oliva

È quasi una professione di fede per me, l’uso dell’olio di oliva e.v. in cucina, protagonista assoluto di ogni pietanza e molto spesso re incontrastato di cene improvvisate e non solo, ad insaporire e dorare calde e croccanti bruschette: onnipresente nella nostra cultura, nei nostri paesaggi con ulivi secolari dai tronchi nodosi e contorti e sulle nostre tavole, secondo una”pratica” tramandata da generazioni ed in questi ultimi anni certificata come “sana abitudine alimentare” dalla medicina.
Un credo che mi ha spinta di recente a testarne l’applicazione in ambiti un po’ inconsueti: l’anno scorso, per la necessità di seguire un regime alimentare controllato, ho provato una frolla salata con l’olio evo, in un crescendo che mi ha portata ad esplorare un territorio, fino ad allora “off limits” (per me), quello dei dolci.
Sorpresa dei risultati, eccomi oggi ad annotare una nuova conquista: l’olio evo in un dolce al cucchiaio, seguendo una ricetta che attendeva da un anno.

Crema al rosmarino con kiwi e olio extravergine d’oliva

Un olio delicato e gentile, (di un produttore locale) di cui sono entrata in possesso e l’esigenza quanto mai sentita in questo periodo dell’anno. di un dessert poco calorico, hanno decretato il momento di passare all’assaggio e la prova è stata superata a pieni voti.
L’aroma leggermente pungente del rosmarino e l’olio dai piacevoli sentori fruttati caratterizzano questa crema pasticcera, dorata e vellutata, esaltata dai verdi frutti aciduli.

07 gennaio 2010

Crumble di seppie, barbette di finocchi e panettone

Una cena tra amici e la necessità, figlia delle ultime feste, di stare poco tempo in cucina, ma soprattutto di preparare pietanze light, ha dato il “la” a questo crumble che crea una doppia crosticina protettiva e aromatica a gustosi dadini di seppie: a ricoprirle premurosamente, un primo strato di verdi barbette di finocchi (meglio se finocchietto selvatico!) ed un secondo e superficiale (strato) di dorate e agrumate briciole di buon panettone!

Crumble di seppie, barbette di finocchi e panettone

L’aroma che si sprigiona in cottura è la migliore accoglienza che si possa riservare a dei cari amici in partenza!

05 gennaio 2010

Torta ricca al cioccolato e frutta secca

Ultimi scampoli di feste, l’Epifania, forse un po’ nostalgica per gli adulti, ma gioiosa e ricca per i bimbi che attendono l’arrivo della cara e brutta vecchina ed il suo carico di regali, dolci e goloso carbone.
Ultimi sprazzi di fasti e abbondanza e niente di meglio per celebrarla che una torta ricca, un trionfo di frutta secca (che sostituisce la farina) e cioccolato, con una candida sagoma (che in altri periodi dell’anno può essere omessa).

Torta ricca al cioccolato e frutta secca


Non so descriverla, poiché il taglio è rinviato a domani, ma il composto prima di essere infornato aveva aspetto e gusto di una mousse al cioccolato!!!!

04 gennaio 2010

Gelato di cachi con crema diplomatica alle nocciole

L’insolito gelato
Qualche anno fa, ebbi occasione di trascorrere il Natale a Reggio Calabria e grande fu il mio stupore quando mio cognato portò a casa un panettone farcito con gelato e finemente decorato con scene innevate e alberelli di pasta di zucchero. Fu una visione e quando arrivò il momento dell’assaggio, fu sorprendente scoprire quanto un dolce tipicamente invernale e rappresentativo del Natale, potesse coniugarsi con il dolce estivo per eccellenza.
Da allora, ogni anno propongo il gelato in inverno e soprattutto di recente, spinta dalla convinzione di dover superare i cliché che sconsigliano il cioccolato in estate, che relegano al periodo natalizio il torrone ed il panettone e che confinano nel limbo della stagione calda il gelato.

Gelato di cachi con salsa diplomatica alla nocciola

Quest’anno avevo un motivo in più per provare un gelato invernale: una ricetta di Guido Martinetti da testare e un panettone dai grandi aromi da abbinarvi.
Un gelato alla frutta, dal gusto intenso, dove è lo stesso cachi con le sue fibre a fare da "addensante" naturale e che si affoga con voluttà nella crema alle nocciole.

02 gennaio 2010

Stella di riso e cozze su crema di zucca

Inutile negarlo! Se per 364 giorni all’anno è la razionalità a guidare i nostri passi, nel salutare il vecchio anno ed accogliere il nuovo, sono tanti i piccoli riti scaramantici che compiamo, più o meno inconsapevolmente.
La fortuna è “quell’aiuto” a cui non possiamo rinunciare, che bramiamo e esigiamo e ci auguriamo che il 2010 non sia parco nel dispensare i suoi doni e guidare il nostro cammino.
Nel mio piccolo mi sono adoperata perché il giovane anno nascesse sotto l’egida di una buona stella

Stella di riso e cozze su crema di zucca
(è quello che ho preparato per il veglione e fotografato l'indomani)