31 ottobre 2007

Tortine Paradiso

1-2 novembre

Ciò che si vede realmente dalla finestra della mia casa: un'abitazione dei primi del '900, disabitata da più di 15 anni, dietro gli scuri della quale, serrati dal tempo si può immaginare la vita di persone che hanno lottato, amato e lavorato duramente.
Di loro restano le tracce che hanno lasciato in questo mondo.
Per la memoria di coloro che pur avendo vissuto sulla Terra, ora non ci sono più (in particolare di un piccolo angelo), un dolce paradisiaco a forma circolare per simboleggiarne le aureole ...



La ricetta delle tortine è tratta da Gennarino "il Magnifico" (pdf "Minirinfresco per bambini" di Sereme, pag 11-12) come lo definisco io ...

... e chi lo conosce sa il perché!!!

Tortine Paradiso (Aureole)
Ingredienti
Torta
150 g burro [ric. orig. 250 g ]
6 uova [ric. orig. 6 tuorli + 2 intere]
250 g zucchero a velo
150 g farina 00
150 g frumina
1-2 limone non trattato (scorza grattugiata)
10 g lievito

Farcia
200 g panna
2 cucchiaini colmi di miele

Preparazione Torta. Aggiungere al burro morbido, lo zucchero, montando con le fruste. Unirvi le uova, la scorza di limone grattugiato e la farina setacciata. Imburrare e infarinare una teglia rettangolare, versarvi il composto e infornare a 175-180° per 20-30’.
Farcia. Montare la panna e ad operazione ultimata, unirvi il miele, mescolando fino a quando non è completamente inglobato.
Assemblaggio. Dividere la torta in due strati e ricavarne dei dischi con un tagliapasta. Ricoprire la metà dei dischi ottenuti con la panna e sovrapporvi i dischi rimanenti. Spolverizzare con abbondante zucchero a velo.

30 ottobre 2007

Ragnetti golosi

Tremate tremate le streghe son tornate, accompagnate dal loro macabro seguito: ragni, ragnatele e simili ...







Da me, però ci sono dei ragnetti golosi che non hanno ancora avuto il tempo di tessere le loro dolci ragnatele: la ricetta la trovate sulla rubrica di francescav.



I ragnetti impenitenti partecipano alla cena delle streghe!!! Non perdeteveli!!!

Buon Halloween!!!

29 ottobre 2007

"Carne e pipi" (Spezzatino con peperoni)

Spezzatino con peperoni: che c'è di nuovo? C'è che non si tratta di semplici peperoni, bensì di peperoni piccanti
che danno a questa pietanza della tradizione, una personalità a dir poco decisa: provatela e non ve ne pentirete, sarà un viaggio ultra sensoriale da provare almeno una volta nella vita e chissà che non decidiate di ripeterlo!




"Carne e pipi" (Spezzatino con peperoni)
Ingredienti x 4
200 g spezzatino vitello
100 g peperoni rossi e verdi
sale olio

Preparazione
Tagliare la carne a cubetti, aggiustarla di sale, adagiarla nella pentola, ricoprendola d'acqua e farla cuocere. Intanto lavare i peperoni, tagliarli in due, regolarli di sale e friggerli. A cottura ultimata della carne (l'acqua dovrebbe essersi ristretta), aggiungervi i peperoni fritti e far andare il tutto sul fuoco per qualche minuto, perché i due ingredienti si sposino alla perfezione. Infine impiattare e servire.

26 ottobre 2007

Onde di vitello & Insalata di spinaci

Questa ricetta era in un volumetto di cucina dell'estate 2006 abbinato a Il Corriere della Sera che ora non ho più. Il desiderio di provarla mi ha spinto a riprodurla sull'onda del ricordo, tanto che solo a preparazione avvenuta, mi sono avveduta che le onde della carne, dovevano essere più sinuose, in modo da formare delle vere e proprie serpentine.
Considerazioni estetiche a parte, posso dire che è un secondo che può riscuotere il gradimento di grandi e piccini, in quanto il gusto che deriva dal connubio carne-prosciutto conferisce a questi spiedini una nota di succulenza inaspettata.




Onde di vitello ed insalata di spinaci
Ingredienti x6
Spiedini

6 Fettine di vitello
6 fette di prosciutto
1 spicchio d'aglio
rosmarino
vino bianco
sale pepe olio

Insalata
100 g spinaci
1 cucchiaio pinoli
1 cucchiaio uvetta
scaglie di parmigiano
sale aceto balsamico olio

Preparazione Spiedini
Disporre su ciascuna fetta di carne una fetta di prosciutto, rifilando quello in eccesso. Appiattire la carne così preparata con il batticarne, tra due fogli di carta forno, in modo che prosciutto e carne aderiscano bene e successivamente tagliarla longitudinalmente in tre strisce che verranno infilzate negli stecchi, avendo cura di creare delle onde. Trasferire gli spiedini in una pentola (io ho usato una pentola con il fondo termico, ma può andare bene anche la cottura in forno) con un fondo d'olio, aglio e rosmarino e far andare sul fuoco per pochi minuti. Prima di spegnere, sfumare con il vino bianco e servire ben caldi.

Preparazione Insalata Mondare gli spinaci, lavarli bene, scolarli e tagliarli. Preparare il condimento, sciogliendo il sale nell'aceto ed emulsionando con l'olio. Versare il condimento sugli spinaci, rimestare delicatamente e infine aggiungere scaglie di parmigiano, pinoli e uvetta fatta rinvenire nell'acqua. Servire in accompagnamento agli spiedini.

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Altre ricette con gli spinaci

Spinacine di pollo

25 ottobre 2007

Gelato alla pesca, cacao e liquirizia

Dopo l'esperienza dello yogurt senza yogurtiera, mi frullò l'idea di sperimentare il gelato senza gelatiera. Provai, ma il risultato fu disastroso e da archiviare nelle missioni impossibili. Accadde però che da CoCo vidi una deliziosa coppa di gelato preparato senza gelatiera. Così volli provare ... e gelato alla pesca fu, seguendo passo passo le regole svelate da Aiuolik.


Successivamente vidi da Tulip un cremoso gelato con
la meringa svizzera ... e gelato al cacao fu.




Poi appresi dal gelatiere G. Martinetti dell'utilizzo dell'addensante nei gelati (farina di semi di carruba) ... e gelato alla liquirizia fu.



Che dire? La risultante Gelato è indubbiamente eccezionale: la consistenza non è perfettamente cremosa, ma in compenso il gusto è intenso, lontano un miglio da quello omologato dei gelati industriali.

Gelato artigianale senza gelatiera
Ingredienti
Gelato alla pesca

250 ml latte
2 tuorli
80 g zucchero
200 g pesche
bacca vaniglia
Decorazione
granella di zucchero

Gelato al cacao
250 ml latte
80 g zucchero
2 tuorli
20 g cacao amaro
Meringa
1/2 albume
1 cucchiaio di zucchero
Decorazione
Gocce di cioccolato

Gelato alla liquirizia
250 m l latte
2 tuorli
125 g zucchero
1 cuchiaino di amido
10 g liquirizia in polvere Amarelli

Preparazione
Composto base
Lavorare le uova con lo zucchero e versarvi a filo il latte precedentemente riscaldato con un baccello di vaniglia. Quindi trasferire il composto sul fuoco a fiamma dolce e rimestare, fino a quando non acquista una leggera consistenza, tale da velare il cucchiaio. A questo punto allontanare il preparato dal fuoco e procedere secondo lo schema seguente:
Gelato alla pesca Frullare le pesche ed unirle al composto.
Gelato al cacao Unire al composto il cacao e la meringa svizzera (ottenuta montando l'albume a bagnomaria con un cucchiaio di zucchero fino a raggiungere circa 60° . Successivamente togliere la bacinella dal fuoco e montare lentamente con le fruste elettriche).
Gelato alla liquirizia Unire al composto la liquirizia in polvere, a poco a poco per evitare che si raggrumi.
Trasferire le preparazioni in contenitori idonei al congelamento e dopo 3 ore circa, rimestare energicamente con una frusta per rompere i cristalli di ghiaccio. Riporre nel freezer e dopo le successive 3 ore versare il gelato nel frullatore per renderlo cremoso (queste due fasi possono anche essere invertite). Tenere nel freezer per un pò, dopo di ché il gelato è pronto. Unica raccomandazione: farlo scongelare per qualche minuto e rimestarlo bene, prima di servirlo decorato a piacere.

Edit: dalle esperienze successive, ho imparato che per un buon gelato cremoso senza gelatiera è importante:
1. usare un eguale quantitativo di panna e latte
2. far "maturare" il gelato in frigo qualche ora, prima di passarlo in freezer
4. prima di servirlo, farlo ammorbidire un po’ e “mantecarlo in un robot”

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Glossario
GELATO
La tradizione narra che il gelato, già conosciuto nell'antichità, sia stato inventato da un tal Ruggeri in occasione delle nozze di Caterina de' Medici con il futuro re di Francia Enrico d'Orleans officiate il 28 ottobre 1533. All'architetto fiorentino B. Buontalenti andrebbe attribuita l'invenzione del gusto crema, attraverso l'aggiunta del tuorlo d'uovo all'originaria miscela di zucchero e latte. Il gelato possiede una particolarità unica: il suo sapore rimanda costantemente a un prodotto del tutto diverso, in una sequenza infinita di possibili caratterizzazioni (difatti assaggiando un gelato dal gusto particolare, per esempio alla rosa o alla viola, si è in grado di riconoscerne il sapore, pur senza avere mai mangiato i petali di questi fiori, perchè mentre il gusto può fornire solo quattro elementari sensazioni saporifere - dolce, salato, acido e amaro - l'olfatto possiede una sensibilità infinitamente superiore. La definizione dei sapori è, infatti dovuta, soprattutto, alla sensazione olfattiva retronasale). (Tratto da Panorama n. 28/2007 di D. Oltolini, assaggiatore).

22 ottobre 2007

Sformato di cannelloni

La domenica è il giorno della settimana in cui si recupera una dimensione di calma, la famiglia si riunisce e si racconta allegramente: se queste sono le premesse, allora perché non preparare un primo importante, elegante e buono?
Da un vecchio numero di Cucinare Bene ho tratto questo sformato che nella versione originale prevedeva una farcia di verdure varie e un involucro di zucchine. L'interpretazione che ho dato io, si caratterizza per l'utilizzo delle melanzane a gogò.


Sformato di cannelloni
Ingredienti x 4
12 cannelloni secchi
800 g melanzane
250 g ricotta
1 albume
12 fette di emmental
60 g grana grattugiato
300 g ricotta
3 cucchiai di salsa di pomodoro
sale - olio
Decorazione Buccia di pomodoro, 2 foglioline di basilico

Occorrente Stampo a cassetta capacità 1 litro

Preparazione
Lavare le melanzane, privarle del picciolo, tagliarne 600 g a fette sottili e 200 g a cubetti. Scaldare l'olio e farvi appassire le melanzane per pochissimi minuti. Prelevare le melanzane dall'olio e adagiarle su carta da cucina, per favorire l'eliminazione dell'olio in eccesso.
Amalgamare alla ricotta le melanzane a cubetti, 1 cucchiaio di salsa di pomodoro, 1'albume e riempire i cannelloni.
Rivestire lo stampo con le fette di melanzane, avendo cura di accavallarle leggermente l'una all'altra, lasciandole sdebordare.
Arrotolare ciascun cannellone in una fetta sottile di emmental (io ho usato della provola locale) e, dopo aver cosparso le melanzane sul fondo dello stampo, con un cucchiaio di grana, adagiarvi 6 cannelloni. Cospargere nuovamente con del grana e ricoprire con un velo di sugo di pomodoro, quindi completare con i restanti cannelloni e il grana e ripiegare all'interno le fette di melanzane sbordanti.
Scaldare il forno a 180° e infornare per 30'. Sfornare, lasciare riposare per 5' e sformare su un piatto di portata. Velare la superficie della preparazione con la salsa di pomodoro restante e decorare con una rosellina di pomodoro.
Decorazione Rosellina di pomodoro. Sbucciare il pomodoro, con un andamento circolare del coltello, ricavando una lunga fetta sottile. Avvolgerla su se stessa, e completare lateralmente, con due foglioline di basilico.

Nota: per una versione light, si possono utilizzare melanzane grigliate!
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Ricette correlate
Melanzane a funghetti

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20 ottobre 2007

Gelatina di succo d’uva

Uva e non solo ... per questo dessert alla frutta light, copiato da Cucina Moderna, ideale per un fine pasto o per un gradevole intermezzo pomeridiano, da soli o in compagnia.


Gelatina di succo d'uva
Ingredienti x 4
5 dl succo d'uva
15 g gelatina
50 g zucchero
Decorazione
Panna semi montata
Cannella
Uva

Preparazione
Ammorbidire la gelatina in acqua fredda. Scaldare un dl di succo d'uva e, fuori dal fuoco, sciogliervi la gelatina mescolando. Miscelare il succo di uva rimasto e lo zucchero, incorporare il composto di gelatina e sbattere con una frusta. Versare il tutto in 4 stampini e mettere in frigo per 8 ore. Servire con panna montata a specchio sul piatto, spolverizzata con della cannella e guarnire con piccoli grappoli d’uva.

Torta al succo d'uva

Uva e ancora uva ... per questa torta che si "trovava in frigo", in attesa di essere "servita" sulla rubrica I dolci di Lenny su francescaV , ma che mi sono decisa a postare in questa sede, in quanto la vendemmia è ormai agli sgoccioli.

L'apparenza inganna! E' un luogo comune d'accordo, ma descrive esattamente questo dolce che non è quel che sembra: una torta che è una panna cotta, decorata con un grappolo d'uva che è un sorbetto. Nell'esecuzione della ricetta mi sono attenuta scrupolosamente alla fonte (sebbene io aggiungerei una base di pds e completerei la sommità con della gelatina di succo d'uva), ma ho ideato la decorazione, proponendone due versioni ed un'eventuale terza.




Torta al succo d'uva
Ingredienti x 4 persone

Torta
500 ml panna
300 ml succo d'uva
100 g zucchero a velo
25 g fogli gelatina
1 grappolo d'uva bianca

Decorazione

Sorbetto al succo d'uva
250 ml succo d'uva
175 ml acqua minerale
50 g zucchero
1 albume (per la decorazione ne ho usato circa metà dose)


Occorrente tortiera con cerniera diametro 22 cm

Preparazione
Torta
Fare ammorbidire i fogli di gelatina in acqua fredda. Portare a ebollizione la panna con lo zucchero, quindi aggiungere la gelatina scolata e strizzata. Togliere il tegame dal fuoco e mescolare, finché la gelatina sarà completamente sciolta. Lasciare intiepidire e unire l'uva passata. Versare la metà del composto nella tortiera (rivestita con pellicola per alimenti senza PVC), metterlo nel frigo e farlo rassodare per 15'. Nel frattempo lavare e asciugare gli acini di uva bianca. Dividerne una parte a metà e privarli dei semi, quindi incidere gli acini rimasti, eliminare i semi, operando con delicatezza e richiuderli. Riprendere il dolce dal frigo, far aderire gli acini di uva divisi a metà contro le pareti della tortiera e distribuire quelli interi, in uno strato uniforme sulla superficie del composto rassodato. Versarvi sopra delicatamente il composto, quindi riporre nel frigo e farlo riposare per almeno 3 ore.
Sorbetto Versare in un tegamino l'acqua minerale con lo zucchero e portare a bollore, sciogliere lo zucchero per 10'. Togliere dal fuoco e lasciare completamente raffreddare. Aggiungere il succo d'uva e mescolare. Mettere la preparazione nel frigo. Portare quasi a bollore 1 l di acqua. Montare a neve ferma l'albume in una ciotola con lo zucchero a velo per 5'. Adagiare la ciotola in una casseruola e lavorare l'albume ancora per 5'. Prelevare la ciotola con la preparazione di succo d'uva dal freezer e unire l'albume poco alla volta con una forchetta. Mescolare per ottenere un composto omogeneo. Mettere la ciotola nel freezer per 8 ore, mescolando 1' ogni ora con la frusta. A congelamento avvenuto, mescolare il sorbetto e distribuirlo in una vaschetta per il ghiaccio a forma di piccole sfere.

1. Decorazione Grappolo di sorbetto Togliere la torta dal frigo e staccare il cerchio. Prelevare il sorbetto e separando ogni singola sfera dalla vaschetta, deporla, aiutandosi con un cucchiaino, sulla torta, in modo da comporre un grappolo. Infine guarnire l'uva con due foglie di vite.



NOTA: Di questa torta ne ho preparato anche una in versione monoporzione che ho decorato con un grappolo d'uva bianco brinato.



2. Decorazione Grappolo brinato. Lavare un grappolo d'uva ed asciugarlo delicatamente. Spennellarlo con dell'albume e ricoprirlo di zucchero, scuotendolo subito dopo, per eliminare quello in eccesso. Riporre su un foglio di carta forno, in un luogo fresco e asciutto ad asciugare e guarnire la torta con questo e due foglie di vite.


Una terza decorazione possibile e forse da preferire
3. Decorazione Grappolo di gelatina. Preparare una gelatina di succo d'uva e farla solidificare in una vaschetta per il ghiaccio a forma di piccole sfere. Successivamente con le perle di gelatina ottenute, comporre un grappolo d'uva sulla torta.

19 ottobre 2007

Melanzane a funghetti

Come tutti sanno, il peperoncino è un simbolo della cucina calabrese: il piccante viene prima di tutto!
Quello che forse non tutti sanno è che anche i suoi derivati, quale il pepe rosso (peperoncini infilati a mo' di collana, essiccati al sole e poi macinati) hanno un ruolo primario.
Pochi sono infatti i piatti calabresi che non si insaporiscono con questa polvere di fuoco che si utilizza senza parsimonia alcuna.


Il dosaggio è infatti rimesso ad un criterio empirico di facile applicazione: se ne aggiunge tanto, fino a che la pietanza non assume il classico colore rosso-cotto intenso, con buona pace delle papille gustative ....

NOTA: La denominazione del piatto "Melanzane a funghetti" sta ad indicare che questa preparazione, è realizzata sulla falsa riga della versione originale che prevede come ingrediente-principe i funghi, possibilmente di bosco.

Melanzane a funghettiIngredienti x 6
800 g melanzane
uno spicchio d'aglio
foglie d'alloro
pepe rosso 1 cucchiaio circa
sale
olio per friggere

PreparazioneLavare le melanzane, asciugarle con carta da cucina, privarle del picciolo, tagliarle a cubetti e regolarle di sale.
Scaldare l'olio ed immergervi le melanzane, unitamente all'aglio ed all'alloro. Proseguire con la cottura e, pochi minuti prima di spegnere il fuoco, cospargerle di pepe rosso e rimestare bene. Eliminare l'aglio e servire.
Si possono gustare ben calde, ma sono buone anche fredde, soprattutto in estate.

Melanzane a funghetti

18 ottobre 2007

Tagliatelle verdi innevate

In queste uggiose giornate autunnali desideravo un piatto corroborante e colorato, così mi sono messa all'opera e sono venute fuori le tagliatelle verdi


che ho colorato con un po' di rosso (pomodoro) e poiché desideravo aggiungere ancora altri colori, ma non sapevo decidere quale, ho poi optato per il bianco (ricotta) che è la somma di tutti i colori! Ecco la risultante di miei vaneggiamenti cromatici!



Chiedo scusa per la qualità della foto, ma al cospetto di questo piatto, la fotocamera si è prima "raggelata" e poi scaricata!

Tagliatelle verdi innevateIngredienti x 6
500 g semola grano duro
2 uova
200 g spinaci lessati, strizzati e frullati,
sale
Condimento
Sugo di pomodoro fresco
200 g circa ricotta

Preparazione
Tagliatelle verdi
Versare la farina a fontana su una spianatoia, versare al centro le uova, gli spinaci frullati e un pizzico di sale. Lavorare bene gli ingredienti fino ad avere un impasto sodo e lucido. Infarinare la spianatoia e con l'aiuto di un matterello tirare la pasta in una sfoglia sottile. Arrotolare la sfoglia su se stessa per poi tagliarla con un coltello, in strisce della stessa larghezza. Disporre le tagliatelle così ottenute, su di un canovaccio infarinato e lasciare asciugare.
Portare l'acqua salata ad ebollizione e tuffarvi le tagliatelle. Non appena queste salgono a galla, scolarle, condirle con un po’ di sugo di pomodoro e disporle nei piatti. Infine guarnire con abbondante ricotta in purezza.

16 ottobre 2007

Meme "Il mio cavallo di battaglia"

VOTA ANTONIO!
Ricordate la mitica scena di Totò che, dall'alto della sua finestra, con il megafono, urlava ai 4 venti: VOTA ANTONIO! VOTA ANTONIO! VOTA ANTONIO!
Anche io, oggi, dalla mia finestra e con un megafono virtuale, ripeto lo slogan: VOTA L'UVA! VOTA L'UVA! VOTA L'UVA!
Scherzi a parte, per arricchire i vostri orizzonti culinari, vi consiglio di visitare il blog Pasta, amore, fantasia e...,

tra l'altro teatro di un interessante Meme "Il mio cavallo di battaglia", al quale partecipo anche io con la ricetta "Grappolo d'uva".
Da giorno 11 fino al 25 ottobre fabietto vi consente di far sentire la vostra voce, votando.
Se vi va, lasciate un voto (cliccando sul punto elenco che contrassegna la ricetta prescelta), per chi volete, si intende!!!

Mousse di yogurt, ricotta e uva

Una Mousse allo yogurt ispirata ad una preparazione dello Chef C. Bertol in una delle ultime puntate de La prova del cuoco.
E' superfluo sottolineare che lo yogurt è autoprodotto senza yogurtiera e in osservanza delle regole igieniche enunciate da ovosodo.
Un dessert di elegante evidenza, dal basso contenuto calorico e dagli effetti vitaminici: una coppa di benessere!!!


Mousse di yogurt
Ingredienti x 6
250 g Yogurt naturale
150 g Ricotta vaccina
Guarnizione Uva nera (circa 18 acini) e Uva bianca (circa 18 acini)
Foglioline di menta

Preparazione
Setacciare la ricotta ed amalgamarvi delicatamente lo yogurt zuccherato. Versare il composto nelle coppe e, ricoprendole con pellicola per alimenti, riporre in frigo a raffreddare. Al momento di servire, prelevare le coppe, collocarvi i chicchi d'uva, alternando i colori e guarnire i contorni con foglioline di menta.

GLOSSARIO


Ricotta La ricotta, pur essendo un prodotto caseario, non si può definire formaggio ma va classificato semplicemente come latticino: non viene ottenuta infatti attraverso la coagulazione della caseina del latte, ma attraverso quella delle proteine del siero di latte, cioè della parte liquida del latte che si separa dalla cagliata durante la caseificazione. Esistono ricotte da latte sia vaccino, che ovino, caprino o di bufala, così come ce ne sono di miste.Da un punto di vista strettamente nutrizionale viene annoverata tra i prodotti magri (130-240 kcal/100 g, eccetto che non venga additivata con latte o panna).

Uva L'uva è il frutto autunnale per eccellenza, che purifica e dà vigore all'organismo: è diuretica, essendo ricca di potassio e povera di sodio (ha un'azione drenante) e lassativa grazie alla presenza di fibre (0,3 g/100 g) nella buccia e nei vinaccioli. E' energetica (è uno dei frutti più ricchi di zucchero con 17 g/100 g) e la vitamina B, favorisce l'assimilazione degli zuccheri e il buon funzionamento del sistema nervoso e muscolare (eccellente per i bambini e gli sportivi). L'uva fa bene al cuore: i polifenoli presenti nell'uva nera rinforzano la microcircolazione ed evitano la formazione di grumi nel sangue, quindi proteggono il cuore.

15 ottobre 2007

Tempi moderni


Ieri, oggi e ...
1. Una volta buttare una bottiglia in mare era il gesto estremo di un naufrago o di un innamorato, oggi buttare una bottiglia di plastica (o una busta) in mare vuol dire arrecare un danno irreversibile a quest'organismo vivente (danno all'ambiente).
2. Una volta uccidere un lupo era una forma di difesa da un'aggressione personale o al bestiame, oggi uccidere un lupo vuol dire sopprimere un esemplare in via di estinzione (crimine contro l'ecosistema).
3. Una volta i segnali di fumo erano un mezzo di comunicazione salvavita tra popoli, oggi sono fonte di CO2 che aumenta il riscaldamento del pianeta (attentato al pianeta)

… e domani
E nel futuro, che valenza avranno questi ed ogni altro gesto? Ma quale sarà il futuro? E' il momento di agire perché il nostro pianeta abbia un futuro!

E allora ADOTTIAMO UN NUOVO STILE DI VITA ATTENTO ALL'AMBIENTE, piccoli gesti quotidiani per un personale risparmio monetario ed un generale beneficio ambientale!!!

6 Regole d'oro per una cucina eco-compatibile

1. RACCOLTA DIFFERENZIATA DEI RIFIUTI Parola d'ordine: differenziare.
2. RISPARMIO IDRICO Guerra ai rubinetti gocciolanti, soprattutto di acqua calda;
Guerra ai rubinetti che scorrono anche quando non servono.
3. RISPARMIO ENERGETICO Sostituzione delle lampadine incandescenti con quelle a basso consumo;
Acquisto di elettrodomestici classe A;
Uso elettrodomestici a pieno carico;
Caccia agli apparecchi elettrici in stand by.
4. ACQUISTO DI PRODOTTI LOCALI Prodotti a Km 0 che non devono percorrere grandi distanze con mezzi di trasporti inquinanti per l'atmosfera.
5. LIMITARE IL CONSUMO DETERSIVI E PLASTICA (es. piatti, biccheri ...), elementi altamente inquinanti
6. CUCINARE DI PIU' per portare a tavola alimenti ecologicamente corretti.

Ciliegina ecologica
Sapevate che con Un clic per la foresta possiamo aiutare il rimboschimento?

12 ottobre 2007

"Mustarda" (Marmellata d'uva)

Della serie "a volte ritornano" ....

ancora conserve con l'uva



Marmellata e crostatina


Questa deliziosa marmellata molto zuccherina, è indicata per la preparazione di dolci (es. crostatine), ma ben si sposa con i formaggi (nella foto fa da guarnizione a dei cubetti di ricotta vaccina locale).
Marmellata e ricotta


Mustarda (Marmellata d'uva)


Ingredienti
Uva nera Cirò di vendemmia


PreparazioneLavare bene l'uva e sgranare gli acini, quindi collocarli in una pentola (per questa qualità di uva non è necessario, aggiungere zucchero) e farli andare sul fuoco per circa un'ora. Successivamente passare l'uva al passaverdura, in modo da separare i vinaccioli e la pelle, dalla polpa. La massa così ottenuta, deve proseguire la cottura per almeno 2 ore. A completo raffreddamento, trasferirla nei vasetti accuratamente lavati e sterilizzati e conservare in luogo fresco.
Marmellata
Durata. Circa un anno se conservata in luogo fresco e scarsamente illuminato.

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Provata da lei
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Vinocotto di uve Cirò

Nel periodo della vendemmia, la vita del mio paese conosceva un fermento inusuale: tutti si attivavano per la raccolta dell'uva, in un andirivieni concitato di uomini e mezzi.
Fino a qualche anno fa, anche chi non possedeva vigne, veniva coinvolto in questa girandola, perchè riceveva in regalo, in segno di amicizia e stima, cassette e cassette di uva appena raccolta.


Uva



Arrivava così l'appuntamento autunnale con le conserve dell'uva: un rito che si rinnovava ogni anno. Allora le vie si riempivano dell'odore prepotente e intenso del mosto che in alcuni vicoli si sovrapponeva a quello dolciastro della cottura di marmellate e vinocotto...
E' per non smarrire il filo di questi ricordi che la mia mamma, ogni anno, puntualmente fa rivivere quei profumi nella nostra casa.
A me capita di aiutarla in queste incombenze per sgravarle un pò di lavoro, ma quest'anno il mio contributo è stato più "partecipato".

Vinocotto di uve Cirò
Un dolcissimo preparato sciropposo che secondo la tradizione, veniva usato per arricchire i dolci natalizi e per dolcificare la neve raccolta in superficie per le golose granite invernali.


Vinocotto



Ingredienti
3 l Mosto di Uva nera di vendemmia

Preparazione. Filtrare il mosto con un colino a maglie fitte e versarlo in una pentola. Portarlo ad ebollizione ed, al formarsi della prima schiuma, rimuoverla con una schiumarola, ripetendo l’operazione per tre volte. Quindi proseguire con la cottura, per circa 3 ore, fino a che il liquido non vela il cucchiaio e non si è ridotto di 1/3 (cioè da 3 l di mosto, si dovrà ricavare 1l di vinocotto). Farlo freddare e trasferirlo in una bottiglia che deve essere coperta con una pezzuola ben pulita, per consentire al vinocotto di "respirare". Lo sciroppo è pronto, ma sedimenterà per circa 2 mesi, al termine dei quali, va travasato in un'altra bottiglia.


GLOSSARIO
Vinocotto. Questo particolare tipo di vino, che può ricordare nel sapore il più famoso vino passito, si ottiene da una tecnica tradizionale che alcuni fanno derivare fin dagli antichi tempi dei Greci (IV secolo a.C.), una tecnica poi tramandata attraverso i millenni fino ai giorni nostri.I patrizi romani, gli imperatori e i papi degustavano questa bevanda al termine dei loro fastosi banchetti e fino a due secoli fa era molto commercializzato anche con altri paesi europei.
Recentemente la Facoltà di Agraria dell'Università di Teramo ha pubblicato su un noto ed autorevole giornale nordamericano i risultati dello studio condotto dal professore Dino Mastrocola riguardo al alto potere antiossidante di questo vino dovuto alla caramellizzazione degli zuccheri durante la pastorizzazione del
mosto.

11 ottobre 2007

La dieta dell'allegria

Ridere 15' al giorno può aiutare a perdere due chili in un anno.
La notizia arriva da uno studio pubblicato dall'International Journal of Obesity dell'Università del Tennessee.
Una bella risata, infatti, aumenta il battito cardiaco e impegna molto i muscoli consentendo così, di bruciare calorie.
(ANSA).


La vita va vissuta con allegria e se poi, può aiutarci a controllare anche il peso, ancora meglio!
Allora cucinare con gioia e mangiare sano, con gioia e consapevolezza, affranca dal calcolo matematico delle calorie e ci restituisce un rapporto libero e amico con il cibo e la nostra forma psico-fisica.
Meglio riderci su!!!

10 ottobre 2007

Spinacine di pollo

Non ho nulla contro i cibi semipronti ed il loro consumo.
Tuttavia sono convinta che quando il tempo e l'ispirazione culinaria permettono, cucinare una pietanza nella propria cucina, percorrendo gradatamente tutte le fasi di elaborazione, dà un risultato diverso: un piatto che sa di autentico,
di affetto, di casa.



Spinacine di pollo
Ingredienti x 6 Spinacine
Petto di Pollo (o Tacchino) 300 g
1 Uovo
5 cucchiai Pangrattato
1 cucchiaio Formaggio grattugiato
100 g Spinaci
sale

Panatura2 uova
pangrattato
farina
olio

Preparazione
Mondare gli spinaci, lessarli e tagliuzzarli grossolanamente.
Tritare la carne ed amalgamare l'uovo, il pangrattato, il formaggio e gli spinaci, regolando di sale.
Dare la tipica forma a disco, aiutandosi con l'apposito stampo per hamburger e passare prima nella farina, poi nell'uovo ed infine nel pangrattato.
Ad operazione ultimata, tuffarli nell'olio bollente e friggere. Servire ben caldi.

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Provate da lei
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9 ottobre 2007

Obesity Day

C'è un'occasione da prendere al volo: l'Obesity Day.
Il 10 ottobre chi, vuole finalmente dichiarare guerra ai chili di troppo potrà rivolgersi gratuitamente in alcune strutture pubbliche." L'iniziativa è dell'Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica (ADI). L'inizio di un percorso di una nuova vita all'insegna dello slogan "Controlla il tuo peso, risparmia in salute, cerca il tuo servizio di Dietetica" ha l'obiettivo di richiamare l'attenzione sui costi inestimabili, sia in termini socio sanitari che in termini di Bene-Essere individuale.
Nella giornata dell'obesità informazioni utili per meglio orientare abitudini e stili di vita dei soggetti affetti da questa patologia che, ancora oggi, è a torto spesso considerata e gestita come problema puramente estetico. Dal 2001 a oggi l'Obesity Day - spiega F. Leonardi, segretario generale dell'ADI e Primario di Dietologia all'Azienda Ospedaliera "Cannizzaro" di Catania - rappresenta uno dei più importanti interventi nazionali di prevenzione primaria, incentrata sulla "comunicazione mediatica e sull'informazione diretta" al cittadino.
L'identikit di chi ha chili di troppo, secondo G. Fatati, Presidente dell'ADI e Coordinatore del progetto Obesity Day in occasione della conferenza stampa di presentazione della giornata del 10 ottobre ed inoltre, Responsabile dell'Unità di Diabetologia, Dietologia e Nutrizione clinica dell'Azienda Ospedaliera "Santa Maria di Terni: "E' sedotto e traditore - dice - Sedotto perchè ogni giorno è bombardato dai messaggi della pubblicità che inducono al consumo. Quando si reca al supermercato è circondato da prodotti alimentari invoglianti, soprattutto a basso costo. La gente è convinta che un alimento che costa poco, contenga anche poche calorie.
Traditore perchè tradisce i suoi stessi buoni propositi. "Da lunedì a dieta" è il proposito più gettonato e più tradito. E' anche il proposito che fa più ingrassare, perchè in vista del fatidico lunedì si trascorre un fine settimana senza freni a tavola.
Quando arriva il lunedì si inizia effettivamente la dieta che, generalmente consiste in un'alimentazione "da fame" perchè è un "regime fai da te" molto poco equilibrato e difficile da sostenere. Così quando arriva venerdì sera la fame finisce sui buoni propositi e si tradisce se stessi. Pronti a dire "lunedì dieta" . E intanto la bilancia sale: è un circolo vizioso (Sindrome di Penelope)". AGI
Perchè perdere altro tempo? Meglio correre ai ripari, subito e seguendo le direttive di medici specializzati!!! La nostra salute è un bene da preservare!

8 ottobre 2007

Grappolo d'uva

E' tempo di vendemmia e non potevo certo esimermi dal dare il mio modesto contributo!
Con questo Grappolo partecipo al meme Il mio cavallo di battaglia indetto da fabietto, perché è un dolce che preparo spesso per le occasioni importanti e per tre motivi: è di semplice realizzazione, è bello a vedersi ed inoltre, per la simbologia legata all'uva, esprime un messaggio augurale che ben si adatta ad una svariata tipologia di ricorrenze.
Dimenticavo la cosa più importante: questi acini di cioccolato sono deliziosi!
Cominciate a piluccarne e poi proseguite con quelli che trovate dalla mia amica CoCo ...



Grappolo d'uva

Ingredienti
100 gr cioccolato fondente
200 gr cioccolato al latte
50 gr burro
1,25 dl panna
25 gr zucchero
2 cucchiai di brandy

Per guarnire
cacao amaro

Preparazione
Tartufi
Tritate il cioccolato fondente e quello al latte. Portate ad ebollizione in un tegamino 1 dl di panna con il burro, lo zucchero e la panna rimasta.
Togliete il recipiente dal fuoco, unite i due tipi di cioccolato, fate riposare il composto per qualche minuto, poi fate sciogliere completamente il cioccolato, mescolando. Versatelo in una terrina, lasciatelo raffreddare e aggiungete il brandy.
Quando il composto inizierà a rapprendere, lavoratelo un poco, quindi fatelo rassodare.
Distribuitelo a mucchietti su un foglio di carta da forno e metteteli in frigorifero per un’ora.
Togliete i tartufi dal frigorifero, arrotolateli rapidamente con le mani e rotolarli nel cacao.
Foglie
Adagiate una foglia di vite su un foglio di carta forno, ricopritela con il cioccolato fuso e, quando questo comincia a solidificare, tracciate con l'aiuto di uno stuzzicadenti, le nervature della foglia. A solidificazione avvenuta, cospargetela con un po' di cacao. Dopo aver realizzato i tartufi, componete il dolce adagiando sul piatto le foglie di cioccolato e disegnando accanto dei piccoli filamenti di cioccolato per rappresentare i viticci.


GLOSSARIO
Cacao Si ricava dai semi di una pianta tropicale che è perennemente fiorita. Il frutto è una bacca grossa come un melone che può essere rossa o gialla. Nella polpa bianca dei frutti son contenuti dai 25 ai 50 semi simili a mandorle. Questi liberati dall'involucro, vengono fatti fermentare, seccare e quindi macinati. Il cacao contiene per il 52-58% una sostanza grassa detta burro di cacao, usata prevalentemente per la produzione di cioccolato (Tratto da Grande Enciclopedia della cucina Curcio)
Cioccolato Il cioccolato viene fabbricato con la polvere di cacao non completamente raffinata, quando cioè contiene ancora una sostanza grassa presente al 50%, detta burro di cacao con aggiunta di polvere di semi di cacao, zucchero e altri ingredienti facoltativi, quali il latte, le mandorle, le nocciole o altri aromi.Il cioccolato viene prodotto nelle forme più svariate; la più comune è la tavoletta, ma, sia industrialmente che artigianalmente, il cioccolato viene modellato in forme diverse, specie in occasione di ricorrenze o festività.

5 ottobre 2007

La salute vien mangiando (sano)

L'Astra Ricerche ha svolto un'indagine commissionata da Barilla "Gli italiani tra sana alimentazione e trasgressione edonistica", svolta a giugno e raccontata in anteprima da Panorama.
Il quadro generale della ricerca è la divisione degli italiani in 4 categorie: i moderati il 31% che mangiano con equilibrio un pò di tutto, ma quando c'è da festeggiare con gli amici, straviziano senza sensi di colpa;

gli incontinenti il 42% che si rimpinzano sempre e con tanti grassi, sono sovrappeso e mai a dieta;

gli indifferenti che mangiano per sopravvivere e i monacali, salutisti, rigidi, pari al 27%.

"Rispetto al 2000 i moderati sono in aumento, i mangioni in netta diminuzione, gli altri stabili. Stiamo imparando a stare a tavola, senza farci del male," riassume Enrico Finzi sociologo e presidente dell'Astra.

Emerge il ritratto di un paese che ha tuttora amore per il cibo, ma che, almeno in una sua crescente fetta modernizzata, sta imparando a gestirlo. Che è attaccata alle proprie tradizioni regionali, ma sempre più incuriosito da quelle altrui. Un paese che conosce i rudimenti di cultura dell'alimentazione, anche se fatica a metterla in pratica.

"Ci sono luci ed ombre nel nuovo modo di alimentarsi" aggiunge Aida Turrini, esperta in statistica all'Inran, Istituto nazionale ricerca per gli alimenti e la nutrizione, la massima istituzione italiana nel campo. "Un esempio? Sta aumentando il consumo di pesce, sia fresco, sia surgelato, ma cresce anche il consumo di piatti semipronti. Ai fornelli si sta ormai circa 40 minuti al giorno in tutto.
Eccolo il nuovo buongustaio: è il moderato delineato dall'Astra. "Ha poco tempo, ha il cibo nel dna, ma sa che la salute vien mangiando. E' l'italiano evoluto" conclude Finzi "che vuole godere e anche vivere più alungo. Come dargli torto?"
di Monica Bogliardisu Panorama

E voi: vi riconoscete in questa fotografia?
A quale tipologia appartenete?
Quanto tempo dedicate ai fornelli?
Che rapporto avete con i piatti semipronti?

Zuccotto dal cuore di marzapane e spagnola

Con il secondo disco di pds, ispirata dalla mia insana passione per gli enigmi, ho realizzato un dolce con un segreto da svelare: una misteriosa semisfera di pan di spagna dal cuore gelido ma dolce (il marzapane è il non plus ultra della dolcezza: chiedetelo ad Hansel e Gretel)!




Zuccotto dal cuore di marzapane e spagnola

Ingredienti x 4 persone
1 disco Pan di Spagna
Semifreddo al marzapane
1 tuorlo
50 ml latte
50 g zucchero
90 g pasta di marzapane
200 ml panna
2 cucchiai di gelato spagnola
zucchero a velo

Preparazione
Semifreddo

Portare a ebollizione in un pentolino 50 ml di latte con lo zucchero e fare cuocere per 8 minuti, fino ad ottenere uno sciroppo abbastanza denso e trasparente. Lavorare in un tegame il tuorlo con una frusta finché sarà chiaro e ben montato. Porre il recipiente sul fuoco a bagnomaria, versarvi lo sciroppo a filo e mescolando rapidamente, fare cuocere finché la crema sarà raddoppiata di volume. Allontanare la crema dal fuoco e frullarla con il marzapane sminuzzato, quindi travasare il tutto in una terrina larga e bassa a raffreddare. Montare la panna ed incorporarla delicatamente.
Montaggio
Rivestire uno stampo della capacità di 1 litro a forma semisferica con pellicola per alimenti senza PVC. Ricavare dal disco di pds dei triangoli e foderarvi lo stampo, spennellarlo con latte di mandorla (che consentirà alle fette di ammorbidirsi e seguire la forma dello stampo)*, farcire con il semifreddo e colmare il cuore con il gelato. Coprire con un disco di pds che farà da coperchio, rifilare con un coltello tagliente la parte in eccesso e spennellarlo con il latte di mandorla. Ricoprire le preparazioni con altra pellicola e mettere lo stampo in freezer per almeno 3 ore. Successivamente prelevarlo, capovolgerlo sul piatto di portata, spolverizzarlo con zucchero a velo e decorare con un fiore.
*Nota Per la fretta ho omesso questo passaggio fondamentale e le conseguenze sono quelle visibili crepe che la foto mostra impietosamente.


Glossario

ZUCCOTTO Lo Zuccotto è un tipico dolce della tradizione culinaria fiorentina, le cui origini risalgono ad una invenzione di Caterina de' Medici, la quale non soddisfatta della cucina della corte di Francia fece venire a Parigi cuochi dalla Toscana e fondò così la “famosa” cucina francese MARZAPANE Furono probabilmente gli Arabi gli inventori di questa leccornia fatta di mandorle pestate e zucchero e furono sempre loro che la portarono in Italia attraverso la Spagna. Dall'Italia arrivò in Germania dove si diffuse subito e, dato che la sua preparazione era riservata ai farmacisti, gli fu dato un nome dotto e latino Marci panis, ossia Pane di San Marco. (Tratto da La Grande Enciclopedia della Cucina Curcio)

4 ottobre 2007

Torta gelata alla stracciatella e praline all'uvetta


Come prima ricetta ho pensato di proporre una torta con tanto di targhetta Auguri, non per auto celebrazione (è un dolce che ho preparato in agosto, per il compleanno del mio papà) ma perché l'ho ritenuta adatta a questo inizio, per il dolce messaggio augurale.
L'idea di partenza era di una Torta gelato ricca nell'aspetto, per essere adatta ad un festeggiamento importante.
Però volevo anche poter scegliere tra due opzioni a seconda del tempo a disposizione:
1. Preparazione veloce con acquisto di pds (in alcune città quali Messina, nei forni o in pasticceria, se ne possono acquistare di ottimi) e gelato in pasticceria, con successivo assemblaggio casalingo e personalizzato
2. Preparazione differita, anche con anticipo di giorni rispetto alla data x, di pds e semifreddo (o gelato) e seguente montaggio.
Alla fine ho scelto la seconda opzione, perché fare tutto da soli, senza scorciatoie è una sfida a cui non si può rinunciare.


Torta gelata alla stracciatella


Ingredienti
Pan di spagna
6 uova
195 g amido
190 g zucchero
1 bustina lievito
buccia limone grattugiata*
*Con queste dosi ho ottenuto un pds che ho sezionato, ricavandone due dischi

Semifreddo stracciatella
150 ml latte
210 g zucchero
1 tuorlo
30 g amido
1 cucchiaio vermouth
80 g scaglie di cioccolato
500 ml panna

Decorazione
100 ml panna

Praline all'uvetta
50g cioccolato fondente
50 g cioccolato al latte
0,5 dl panna
20 g burro

rum
100 g uvetta
30 g scaglie cioccolato
1 cucchiaio crema di nocciole
zucchero a velo

Preparazione
Pan di Spagna
Separare i tuorli dagli albumi in due ciotole distinte e sbattere i primi con lo zucchero. Successivamente montare a neve ferma gli albumi e unirli ai tuorli. Aggiungere a pioggia l'amido, il lievito, la scorza di limone grattugiato e rimestare delicatamente con la frusta, dal basso verso l'alto, fino ad ottenere un composto omogeneo. Versare il composto in una teglia imburrata (diametro 28 cm), spolverizzata con farina bianca e passare in forno per 30'. Quindi sfornare e lasciare raffreddare.

Semifreddo stracciatella
Portare a ebollizione in un pentolino il latte con lo zucchero e fare cuocere per 8 minuti, fino ad ottenere uno sciroppo abbastanza denso e trasparente. Lavorare in un tegame il tuorlo con una frusta finché sarà chiaro e ben montato. Porre il recipiente sul fuoco a bagnomaria, versarvi lo sciroppo a filo e poi l’amido; mescolare rapidamente e fare cuocere finché la crema sarà raddoppiata di volume. Allontanare la crema dal fuoco ed aggiungere il liquore. Lasciare intiepidire e travasare il tutto in una terrina larga e bassa a raffreddare. Montare la panna ed incorporarla delicatamente, unendo le scaglie di cioccolato.

Decorazione
Praline. Portare 0, 5 dl panna ad ebollizione e versarla in un pentolino con i due cioccolati spezzettati, unire il burro e ar sciogliere a bagnomaria. Mescolare vigorosamente con una frusta e versare il composto su di un foglio di carta forno, livellandolo. Intanto far rinvenire l'uvetta in acqua tiepida, sciacquare, tritare grossolanamente con la mezzaluna e far macerare per 20' nel rum. Successivamente sgocciolarla ed amalgamarla al crema di nocciole. Quando il composto di cioccolato è semi solidificato, ritagliarne dei piccoli dischi, con un taglia biscotti. Prelevare un disco di cioccolato, tenendolo nel palmo della mano, collocarvi al centro un dell'amalgama di uvetta e richiudere, formando una sfera grossa quanto una noce. Ad esaurimento del cioccolato, rotolare alcune praline nello zucchero a velo ed altre nelle scaglie di cioccolato.

Montaggio
Ricavare dal pds due dischi e tenerne da parte uno. Rivestire la teglia con pellicola per alimenti senza PVC, adagiarvi il disco di pds, ricoprirlo con il semifreddo e mettere in freezer per almeno 3 ore.
Al momento di servire, liberare la torta dalla pellicola, disporvi le praline, alternandole a delle roselline di panna montata e scrivere* al centro con un conetto di carta e del cioccolato fuso Auguri (io ho ricoperto di cioccolato una targhetta già pronta).

Mea culpa: Avendo terminato il cioccolato fondente (utilizzato interamente per le praline di decorazione) ed, avendo a disposizione il solo cioccolato al latte, non sono riuscita a scrivere Auguri con il cioccolato fuso. Dovendo rimediare alla meno peggio, ho pensato bene di ricoprire con il cioccolato a disposizione una vecchia targhetta, sperando, a solidificazione avvenuta, di riuscire a separare il cioccolato dal supporto. Purtroppo, ciò non è stato possibile e così ho utilizzato il tutto, compromettendo disastrosamente l'aspetto finale del dolce!

Glossario
PAN DI SPAGNA Si ritiene che la preparazione derivi da un'invenzione del cuoco genovese Giobatta Cabona. Questi, nella metà del 1700, venne inviato in Spagna al seguito del marchese Domenico Pallavicino, ambasciatore genovese in quella nazione. In occasione di un banchetto Cabona presentò una torta basata su una pasta di incredibile leggerezza, che venne in suo onore definita Pâte Génoise, pasta genovese. Da questa, derivò una versione leggermente semplificata che prese il nome di Pan di Spagna per onorare la corte spagnola che aveva decretato la fortuna della preparazione Oltre che per le torte, si presta bene ad essere tagliato nelle forme più diverse per preparare sagome che vengono rifinite con glasse colorate e decorazioni di zucchero ed è usato come base di moltissimi dolci, come la Zuppa inglese.
PRALINE Le Praline sono piccoli bonbons ricoperti di cioccolato, con un ripieno solido o liquido: nel primo caso si tratterà di marzapane, nougat, frutta candita, torroncino, gelatina di frutta, fondant, ecc. mentre il ripieno liquido è in genere un liquore. (Tratto da La Grande Enciclopedia della Cucina Curcio)

2 ottobre 2007

Baby blog



Fiocco rosa nella blogosfera: è nato un baby blog

UNA FINESTRA DI FRONTE




Da oggi ci sono anche io: ?

Mi chiamo Milena e sono una salutista impegnata, un’ambientalista convinta e una pacifista ad oltranza: un'idealista senza remore cha ama vedere il mondo a colori, ma è come Lenny (la mia anima virtuale, aspirante pasticcera e pasticciona di fatto) che sto muovendo i primi timidi passi nella rete.

Mi interesso di cucina da circa due anni e sono dunque a tutti gli effetti un’esordiente, spinta però da una “voracità irrefrenabile” di conoscenza e di sperimentazione culinaria.

La scintilla scoccò casualmente sollecitata dalla collaborazione che mia madre richiedeva, quando le capitava di cimentarsi in qualche nuova ricetta.
Sulla scia dei primi timidi successi, iniziai a sfogliare i ricettari e a subire il fascino delle foto che ne raffiguravano le realizzazioni, per osare con le prime “sperimentazioni senza rete”, privilegiando le preparazioni d’effetto.

La passione divampò e così cominciai ad esercitarmi in ambito familiare, avendo a disposizione dei familiari ben disposti a vestire i panni di Assaggiatori della domenica (Giuria di qualità).


Da gennaio la mia sete di conoscenza mi ha condotta ad esplorare il rutilante mondo della blogosfera, per me una rivelazione!
Poi la possibilità di interagire con persone che condividono la passione per la cucina, mi ha spinto ad iscrivermi al forum di Gennarino, a realizzare un album virtuale ed a collaborare con francescav curando una rubrica di dolci.


Ma poiché, spesso succede che quella che si credeva essere la vetta, è solo un gradino (Seneca), eccomi qua, al mio debutto con Una finestra di fronte, un blog che sarà una sorta di ricettario virtuale (con un occhio ai piatti della tradizione, anche rivisitati), una raccolta di esperienze ed esperimenti da condividere, uno spazio in divenire, un work in progress aperto a chiunque voglia dare un’occhiata e lasciare un commento o un saluto.


La foto accanto al profilo, rappresenta alcuni dei miei interessi (la lettura e la cucina) e le mie origini (la rosa - realizzata modellando la scorza essiccata di bergamotto - è un simbolo di artigianto calabrese), ma anche ciò che vorrei comunicare: spunti di riflessione, profumo di bontà e tanta passione.



CONSIDERAZIONI

L'ennesimo blog di cucina! - starete pensando - Ultimamente, spuntano come i funghi!





Già, ma i funghi, soprattutto quelli di boschi, sono una forza della Natura, spontanei e dalla fragranza irresistibile, intensa e inebriante.
Sta a voi esaminare e catalogare questa nuova varietà, inserendola, se il caso, tra i vostri Preferiti.