Quando qualche anno fa mi scoprii appassionata di cucina, mi affascinò il mondo dei dolci al cucchiaio ed in quel periodo ogni domenica fu un fiorire di semifreddi, bavaresi, panne cotte ….
Successivamente scoprii che si poteva auto produrre lo yogurt e misi a punto un mio personale metodo (qui) per rinnovare la magia: il passo successivo fu quello di unire le due passioni e così provai la torta allo yogurt (già pubblicata qui)
o meglio un prototipo poiché non è mai uguale a se stessa: in quella di oggi la base è fatta con biscotti ai cereali (anche se sarebbero indicati i digestive, ma io ho provato anche con il riso soffiato e talvolta ho sostituito una parte di burro con il cioccolato bianco, sebbene preferisca un soffice e sottile disco di pan di Spagna), la crema è addensata quel tanto che le consente di “stare in piedi”, tanto da sformarla con il batticuore ed è divertente di volta in volta cambiare le proporzioni o il gusto (qui il rapporto yogurt e panna è di 1:1 o quasi, ma ho già sperimentato il 2:1 ed è ancora più golosa se vi si aggiunge della frutta frullata) ed infine il topping è una composta di fragole (divina anche con le pesche e speciale con le more) dallo spirito libero, difficile da controllare e quando un rivolo ribelle travalica il bordo per precipitare sul piatto, allora è il momento di procedere all’assaggio (anche se la mia nipotina Alessia sostiene che non è bella una “torta che cola”) ….
Successivamente scoprii che si poteva auto produrre lo yogurt e misi a punto un mio personale metodo (qui) per rinnovare la magia: il passo successivo fu quello di unire le due passioni e così provai la torta allo yogurt (già pubblicata qui)












