29 maggio 2008

Involtini di vitello alle nespole

C’era una volta un tempo non molto lontano (o quasi) in cui decisi di ampliare il numero delle gioie vegetali di mia madre e, capeggiata da mio fratello (il vero pollice verde di famiglia), cominciai ad approntare un piccolo vivaio, forte degli esperimenti scolastici di scienze.
Feci germogliare nel buio dell’ovatta i legumi, per poi piantarli e cominciai a interrare i noccioli dei vari tipi di frutta che comparivano a tavola. L’impazienza infantile fu messa a dura prova dalle ferree regole e dai canonici tempi della natura, ma quando i primi timidi virgulti affiorarono dalla terra, la gioia fu grande.


È da annoverare tra questi esperimenti anche la semina di un nespolo che ben presto si dimostrò di buon carattere, di bell’aspetto e dalla crescita promettente, tanto che qualche anno dopo, le sue dimensioni divennero incompatibili con lo spazio a disposizione e fummo costretti a separarcene, nostro malgrado. Lo demmo in adozione a dei carissimi amici che lo piantarono in Sicilia dove attualmente vive e regala ombra e frutti succosi e dolci.
Memore dei miei verdi trascorsi, quest’anno ho voluto riassaporare il gusto delle nespole, “seminandole” nella ricotta, per poi vederle “spuntare” dalla carne!

Nota: questa stessa “idea” avrà un gusto davvero indimenticabile ed unico se realizzata con le nespole comuni, frutto dimenticato negli ultimi anni, come si può leggere da liquirizia (v. Meme I frutti dimenticati).



Involtini di vitello alle nespole
Ingredienti x 4
4 fettine di vitello
200 g ricotta circa
200 g nespole circa
rosmarino / aglio
vino bianco
olio evo e sale qb

Preparazione
Involtini. Sbucciare le nespole, denocciolarle, ridurle a cubetti ed amalgamarle alla ricotta, leggermente aggiustata di sale. Pestare le fettine tra due fogli di carta forno, pareggiarle, salarle, disporvi la farcia di ricotta ed avvolgere.
Scaldare una pentola e farvi andare per pochi minuti gli involtini, rigirandoli con delicatezza, attendendo che al calore si sigillino. Quindi aggiungere l’olio, l’aglio, il rosmarino e proseguire la cottura per circa 7-8’. Sfumare con il vino bianco, lasciare evaporare e spegnere.
[Per dare una personalità più originale e decisa al piatto, consiglio di cospargere con della cannella]




Fiore di nespole caramellate. Sbucciare le nespole, denocciolarle e ricavarne dei petali ovali. Intanto caramellare circa 4 cucchiai di zucchero e, prima che diventi bruno, allontanare dal fuoco ed immergervi i petali. Rigirarveli, prelevarli con una forchetta e adagiarli su un foglio di carta forno, in attesa di comporre il piatto.
Disporre sul piatto gli involtini, napparli con il fondo di cottura e comporvi accanto il fiore di nespole, completando con un seme.



Comunicazione di servizio

Aggiornamento premi (R) Evolution qui

25 maggio 2008

Ciocco-crostatine di gelato al caramello

Storia di un’idea che, prendendo forma, si trasforma in divertimento.




L’idea di partenza era quella di realizzare un dolce anti convenzionale che sovvertisse le regole classiche.
Così partendo da un dolce-tipo: la crostata, in versione mignon, eccone snaturate le caratteristiche, sostituendo il guscio di frolla con un guscio di cioccolato, la farcia di marmellata o crema con uno strato di pds e di cremoso gelato e concludendo con granella di nocciole e cioccolato, anziché il canonico zucchero a velo.

Il risultato? Divertente!

Infatti, dopo aver imboccata la strada dell’irriverenza si passa al gioco delle consistenze: un guscio cioccolatoso – o cioccante - che custodisce uno strato soffice, gelido e cremoso culminante in una copertura croccante.


Poi il pensiero di cosa questo dolce avrebbe suscitato all’assaggio-test, immaginando un tizio bendato e le sensazioni visualizzate nella nuvoletta-pensiero da fumetto con i relativi suoni onomatopeici: sulle prime ciock! (guscio di cioccolato), poi sssss(soffice pds), dopo brrrrrrrrrr (gelato) e mmmmh! (cremoso e dolce) ed infine crock! (granella di nocciole e confettini di cioccolato).


Anche un degustatore serioso ed esigente apprezzerebbe!




La ricetta su francescaV, rubrica

Premio (R)Evolution

Siamo alle battute finali: dopo l’arrivo e la sfilata di stelle, dopo i flash dei fotografi e dopo la rassegna cinematografica e a seguire i commenti, tra non molto sapremo chi si aggiudica la Palma d’oro del Festival di Cannes edizione 2008.
Il nostro bel cinema ce la farà?

Nel frattempo una piccola nota:
Laura di Diario di una cuoca pasticciona, mi ha conferito il premio (R)Evolution con la seguente motivazione: Una finestra di fronte perché come si fa a non averla fra i preferiti?? Prepara sempre dei manicaretti...


Ringraziandola affettuosamente, assegno lo stesso premio (le regole sono le solite) ad alcuni dei miei preferiti (la lista per intero, è lunghissima!!!):

sere di Cucina y love you, iper attiva in cucina e nella vita e prossima al grande passo!

cookie di Cookie corner, per le sue ricette precise ed interessanti

tatiana di Peccati di gola, perché con le sue realizzazioni non si può che peccare anche solo con il pensiero

anna de Il ricettario di Anna, simpatica e creativa, dai gustosi piatti per celiaci (e non solo)

ely de Nella cucina di Ely, con le sue preparazioni formato-famiglia = bontà

cuoca precaria, perché il suo è un blog da leggere e gustare per la sua ironia simpatica e graffiante

Aggiornamento del 26.05.2008

La dolcissima sally di Burro, latte e ... mi ha premiata, con la seguente motivazione: andate a vedere il suo ultimo dolce e ... (= cioccocrotatine)!!!!

Grazie cara

La bravissima francesca di Dolci e non solo mi ha sorpreso con un premio e questa motivazione: - perché sono entrata nel suo blog e sono rimasta estasiata dalla sua ultima ricetta!

Grazie davvero!!!!!

Aggiornamento del 29.05.2008
Camomilla di fior di frolla (scrivendo - a dimostrazione della mia immensa stima) e

mariluna di via delle rose (dicendo - i suoi profumi sono i miei, non posso mancare all'appuntamento con i suoi post, i suoi piatti devo assaporarli anche virtualmente...io li sento e mi avvicino alla mia terra...grazie lenny)

mi hanno sorpreso, non con una nuova ricetta, ma con un premio.

Grazie a tutti per questo premio che simboleggia l’affetto di chi lo conferisce e le tante rivoluzioni-evolutive della vita gastronomica e non, di chi lo riceve.


22 maggio 2008

Meme musicale

La musica dentro e fuori di noi è un bisogno dell’animo, una forma di espressione, il ritmo della vita stessa, come armonizzarlo con il numero 5?
? 5 ?
Sto parlando del Meme musicale con il limite del 5, al quale sono stata invitata dall’effervescente Claudia e dalla briosa Ciboulette: lo scopo è quello di scrivere le cinque canzoni migliori di tutti i tempi (secondo noi), e di passarlo ad altre cinque persone, fornendo il link di chi lo ha passato.

Una sintesi di cinque: come fare?
Non si può di certo seguire un criterio analitico ... forse meglio farsi condurre dall'empatia: chiudere gli occhi ed elencare 5 colonne sonore delle nostre suggestioni ….

Una musica di emozioni che segue il ritmo delle stagioni (melodie di colori e profumi)

&
Una musica di suoni che scandisce il ritmo delle emozioni (melodie di note e suoni)
1 . Mina (la quintessenza della musica italiana), ma per seguire le regole Parole, parole, parole … (solo per indicarne una a titolo esemplificativo)
2. Il cielo in una stanza di G. Paoli
3. Azzurro di P. Conte
4. Ancora di E. De Crescenzo
5. Sei nell’anima di G. Nannini

Cedo la nota, pardon, la parola a
Chi mi piacerebbe conoscere meglio
Simona
Liquirizia
Lalla

Chi mi piacerebbe conoscere
Uvetta
Michelangelo

20 maggio 2008

Spiedini di pollo al limone

Nella mia vita prenatale il limone è sempre stato un protagonista di suggestioni e ciò mi induce a ritenere che l’amore per questo agrume non è solo nel mio DNA, ma è anche un sapore nato con me, un’esperienza sensoriale imprescindibile dal sé.
Poi i miei anni vissuti nella patria del limone, la Sicilia, hanno fatto il resto: i siciliani non possono farne a meno e lo utilizzano nei modi più disparati. Ricordo ancora il primo incontro con il calore e con i sapori siculi e la sete da soddisfare: le labbra posate sull’orlo del bicchiere ed un gusto forte, aspro, amaro e prepotente, foriero di freschezza e messaggero di benessere ….
In seguito mi fu svelato l’arcano: l’orlo del bicchiere tamponato con il limone per un refrigerio aromatico, un’abitudine sulla quale a lungo ho discusso, fino poi a cedere.
Ho visto a Milazzo magnifici alberi di limoni piantati in filari paralleli, unire le fronde per creare delle suggestive, verdi gallerie naturali, trapuntate da frutti gialli, piccoli soli splendenti, all’ombra dei quali fare un piacevole intermezzo con limonate al sale o insalate di limoni con il sale!
Dopo tutto ciò, capite bene che quando vidi su Più cucina questi colorati spiedini e, avendo a disposizione dei limoni non trattati, non potetti esimermi dallo sperimentarli!

Spiedini di pollo al limone


Spiedini di pollo al limone
Ingredienti per 4 persone
2 grossi petti di pollo
il succo di1 limone
1 cucchiaio di scorza di limone bio grattugiata
fette grosse di limone bio
olio extravergine d’oliva
1 spicchio d’aglio tritato
origano q. b.
1 cucchiaio di vino bianco
foglie di alloro
sale e pepe q.b.
(2 cucchiai di buccia di limone tritata
2 cucchiai di prezzemolo tritato)


Preparazione Tagliare a bocconcini non troppo piccoli i petti di pollo e porli in una ciotola con il succo e la buccia di limone, un filo d’olio, l’origano, il sale, il pepe e l’aglio pestato, lasciando marinare per mezz’ora.
Scolare la carne dalla marinata, asciugarla e infilare su ogni spiedino i bocconcini di carne alternandoli alle foglie di alloro e alle fette di limone. Terminare con limone e alloro.
[Causa il mio conflittuale rapporto con il forno, ho provato questo tipo di cottura] Quindi trasferirli in una pentola a fondo termico ben calda e scottarli rigirandoli. Terminata quest'operazione, cuocere con un filo d'olio, aromatizzando con l'aglio e sfumando con vino bianco o pochissimo succo di limone (senza eccedere per evitare che gli spiedini diventino troppo "aspri"). Girare gli spiedini e dopo circa 10’ terminare la cottura.
[Cottura originaria] Porre gli spiedini sulla griglia del forno preriscaldato a 200° (per 20/25 minuti, girandoli dopo 10 minuti), con sotto una placca per raccoglierne il liquido, spennellandoli ogni tanto col fondo di cottura.
Preparare una salsa, versando il sugo di cottura in una casseruola e unendo la marinata scolata dagli aromi facendola bollire per 4/5 minuti. Infine versarla sugli spiedini e cospargerli con la scorzetta e il prezzemolo.

18 maggio 2008

Maccheroncini colorati

Il rito della buona domenica
La domenica, parentesi della frenesia settimanale è epilogo di una settimana vissuta e nello stesso tempo preludio di una settimana da vivere, è un giorno di diletto, un giorno di famiglia, un giorno di festa …

Le gustose domeniche della mia infanzia erano scandite dal lavoro-piacere di preparazione della pasta.
Mia nonna, al ritorno dalla Messa, indossava il suo candido grembiule e, imbiancandosi le mani di farina trasformava gli ingredienti con tocchi leggeri ed amorevoli, in un tutto plasmabile-fantasia.
Per diventare grande, a me e mia sorella bastava aspettare con trepidazione quel momento, per rimboccarci le maniche ed ottenere un pezzo di quella morbida malleabilità, da modellare ogni domenica secondo un tema diverso da interpretare: i cavatelli, le tagliatelle, gli gnocchi, i maccheroni …
Le nostre sghembe realizzazioni non erano per noi che non gustavamo “la pasta di farina”, ma per i nostri genitori che apprezzavano notevolmente, dispensando ampi sorrisi di gratificazione.

Quando ho nostalgia del tempo che fu, mi rimbocco le maniche per ripetere il vecchio rituale della domenica seguendo l’ispirazione del momento: quest’ultima domenica, con la voglia di prendermi in giro ho pensato di tornire dei maccheron(cin)i, una pasta della tradizione, dalla forma tubolare e dall’animo libero.
Un tipo di pasta che anticamente veniva realizzato avvalendosi di un ferro da calza (o in alcune località con lo stelo semi-legnoso di un’erba spontanea, ma in mancanza si può utilizzare uno stecco per spiedini) e che per vezzo ho voluto colorare gustosamente.




Maccheroncini (colorati)
Ingredienti per 6 persone
Pasta
500 g semola grano duro
1 uovo
200 ml acqua circa
[+ 60 g di polvere di peperoncino o paprika PER LA VERSIONE PEPATA]

Preparazione
Disporre la farina [unitamente alla polvere di peperoncino, se si opta per la versione pepata] a fontana, crearvi una conca nella quale collocare l’uovo ed una parte dell’acqua, aggiungendo la rimanente fino a quando la massa non diviene elastica e compatta.
Ricavare dalla pasta dei cordoncini, da tagliare alla lunghezza di 5-6 cm ed arrotolarne a serpentina ciascuno intorno allo spiedino, appoggiare sul piano ed eseguire dei movimenti rotatori. Quando la pasta ha assunto la sua tipica forma di maccheroncino, sfilarlo e proseguire fino ad esaurimento della massa.



Maccheroncini in salsa di pomodoro (quasi convenzionali)



La tradizione vuole che siano più lunghi e conditi con ragù o salsa di pomodoro con la polpettine.



Maccheroncini allo zafferano (poco convenzionali)


Ingredienti per 4 persone
3-4 cucchiai di olio evo
1 cipolla piccola
1 cucchiaio di cognac
1 bustina di zafferano
Sale

Preparazione
Fare imbiondire la cipolla nell’olio, versarvi il cognac e lasciare che evapori. Quindi unire lo zafferano, regolando di sale ed allontanare dal fuoco.
Cuocere i maccheroncini e saltarli nel condimento giallo. Insaporire con il parmigiano.


Maccheroncini pepati con zucchine e nocciole alla crema di pecorino (apparentemente convenzionali)





Ingredienti per 4 persone
1 zucchina media (150 g circa)
50 g nocciole circa
300 ml latte
60 g pecorino
1 cucchiaio di farina
1 noce di burro
Sale

Preparazione
Mondare la zucchina, tagliarla a tocchetti e cuocerla in acqua salata, insieme alla pasta, avendo cura di terminare la cottura quando i maccheroni affiorano in superficie.
Sciogliere il burro a bagnomaria ed amalgamarvi la farina, quindi unirvi il latte tiepido ed il pecorino, regolando di sale.
Rimestare per pochissimi minuti, allontanare dal fuoco ed unire le nocciole.
Scolare i maccheroncini con le zucchine ed amalgamarvi la crema, guarnendo a piacere con un fiore di zucchina.
Fiore di zucchina: ricavare dalla zucchina un tronchetto di circa 6 cm ed a a circa 3 cm , praticare con un coltellino un taglio a mo' di zig zag (cercando di realizzare un zig zag arrotondato, cosa che non mi è riuscita) e arrivando al cuore del vegetale. I tagli si intersecheranno, permettendo con una leggera torsione o con l’aiuto della punta del coltello, di separare la parte superiore da quella inferiore. La parte inferiore sarà il fiore nel quale collocare una nocciola.


 

15 maggio 2008

Fiore di verdure al burro

Insegnamenti di vita: “Se ti viene offerto qualcosa, non scegliere mai il fior fiore, lascia che siano gli altri a goderne; se sei in famiglia cedi il fior fiore agli altri o condividilo!” mi dicevano i miei.
“Scegli sempre il fior fiore per te: devi avere cura di te stessa!” mi diceva mio nonno.
Ancora oggi non ho le idee chiare su quale sia la cosa giusta da fare: se anteporre gli interessi e/o piaceri degli altri a quelli propri o …
So con certezza una cosa: è un piacere offrire e/o ricevere fiori di qualunque tipo essi siano!

Fiore di verdure al burro

Ingredienti
2 zucchine medie
2 carote medie
sale
30 g burro circa

Preparazione
Intaglio.
Lavare le zucchine, tagliarle in due o tre cilindri e suddividerli ancora nel senso della lunghezza, in quattro bastoncini senza sbucciarli. Su ogni singolo pezzo asportarne dal lato una parte in modo da delineare la forma di un arco (con la cavità verso l’interno della verdura) e poi ripetere la stessa operazione sulla parte superiore in modo da asportare solo la buccia (si otterrà così un gradevole effetto cromatico di chiaroscuro). Girare la verdura dall'altro lato e su questo ripetere le medesime operazioni. Infine eliminare la parte sottostante spigolosa, che farà da base per il petalo.
Lavare le carote, pelarle e successivamente scolpirle solo lateralmente e nella parte sul retro (queste richiedono una lavorazione semplificata).
Cottura. Trasferire le carote in una pentola con il burro, regolare di sale e far cuocere aggiungendo un po’ d’acqua; a metà cottura delle stesse, unire le zucchine ed i piselli. Terminare la cottura lasciando le verdure “al dente”.
Montaggio. Disporre i “petali” di verdure (carote e zucchine) a raggiera, alternando i colori, in modo da riprodurre la forma di un fiore e completare con i pisellini.

Nota: per una preparazione light si può sostituire il burro con olio evo (ottenendo forse una “laccatura meno perfetta” ma a tutto vantaggio della salute).


Ricetta di repertorio
copiata al grande H. Beck che in una vecchia puntata de La prova del cuoco presentò in accompagnamento al pesce.

Certo l'intaglio è una tecnica che richiede manualità, esercizio e pazienza ...
... e questo era il mio primo esperimento ...!!!


………………

Altre ricette con i piselli
Pacchetti di riso
Polpettone multicolor

Altre ricette con le zucchine
Girandole di pollo e Insalata di carote e zucchine

14 maggio 2008

Meme 6 piaceri

Da gran ritardataria, qual è mio costume, eccomi qua a rispondere all’invito (in rigoroso ordine cronologico) di fabietto, campo di fragole, sally e carla per partecipare al Meme 6 piaceri.

PARTE NOIOSA (Regolamento del Meme):

Regolamento:
1. Indicare il blog che vi ha nominato con annesso link.
2. Descrivere le regole di svolgimento.
3. Scrivere 6 cose che si preferisce fare.
4. Nominare altri 6 blog tramite i quali dovrebbe proseguire il meme.
5. Lasciare un commento su tutti e 6 i blog appena citati.


PARTE PIACEVOLE: dopo la difficoltà di individuare nel ginepraio dei tanti piaceri agognati o perseguiti, ecco l’elenco dei miei 6 piaceri primari:


1. leggere in ogni dove (sui mezzi di trasporto, in biblioteca, in completo relax tra le confortevoli mura domestiche) per conoscere (per immergere la mente in ambienti, situazioni, sentimenti) & scrivere in ogni dove e su ogni frammento “scrivibile” prendo appunti (per impedire alle idee di volatilizzarsi), per conoscermi e farmi conoscere (per avere un’immagine di me nello specchio di pensieri e parole);
2. camminare a lungo per riflettere, per stabilire un contatto con il mondo, per sentirmi parte di un tutto & poltrire e/o stare seduta alla scrivania, lasciando oziare il fisico;
3. stare da sola con me stessa (è un’impresa districarmi nel guazzabuglio caotico del mio essere) & stare in compagnia delle persone con le quali sono in sintonia;
4. osservare la natura (nella sua incantevole perfezione e respirarne le immagini magnifiche) & osservare la gente (nella convulsione della vita quotidiana);
5. programmare ciò che devo fare (per essere sicura di avere sempre il controllo della mia vita, per agire con ponderazione, per essere preparata) & scombinare i programmi, per vivere disordinatamente, anche improvvisando;
6. affrontare il nuovo stimolante ed incognito & vivere con leggerezza l’abitudinarietà rassicurante

….. tutto questo e molto altro ancora di contraddittorio mi piace.

PARTE SIMPATICA:

l’imbarazzo di scegliere tra i propri piaceri va a

mikeenzavivianaelgavirginia - giovanna


PARTE IMBARAZZANTE:

ho ricevuto un premio


da una carissima amica, Claudia una scorza di bontà e un amore di persona.
Un premio che aggiungo agli altri come emblema delle preziose amicizie che ho trovato nel corso di questo mio cucinare- scarabocchiando.
Grazie Claudia.

12 maggio 2008

Soufflé glacé alla ricotta

Il rito del buon mattino
In bilico tra l’ideale ed il reale, affrontiamo le nostre giornate in una dicotomia forse insanabile tra ciò che vorremmo essere e/o vorremmo fare e ciò che siamo e/o facciamo, in una tensione continua che ci spinge a migliorarci e percorrere nuove strade.
Così iniziare un nuovo giorno con la giusta carica è fondamentale e richiede un vero e proprio pasto da gourmet che ognuno di noi personalizza alla stregua delle proprie esigenze di gusto o di tempo.
La mia I colazione, anch’essa sospesa tra l’ideale ed il reale, per rispondere all’invito di sandra (prima e seconda puntata), è sempre e rigorosamente dolce, per compensare il mattiniero trauma-risveglio da impenitente nottambula.


Colazione ideale
Una colazione raffinata che delizia gli occhi e lo spirito goloso, per cominciare in bellezza una nuova giornata.

Colazione reale
Una colazione salutare con yogurt bianco auto prodotto, una fetta di crostata al lemon curd (o in alternativa biscotti vari) e l’immancabile/insostituibile/irrinunciabile caffè.


Soufflé glacé alla ricotta con salsa al cioccolato
Ingredienti per 4 persone
250 g di ricotta
250 g di panna montata
2 cucchiai di Grand Marnier
20 g di gocce di cioccolato
150 g di zucchero
3 albumi
30 g di granella di nocciole (r.o. pistacchio)
cannella in polvere

Salsa al cioccolato100 g cioccolato fondente
100 g panna liquida

Preparazione
Soufflé. Portare quasi a bollore 1 l di acqua in una casseruola; montare a neve ferma gli albumi e lo zucchero in una ciotola per 5' e infine adagiare la ciotola sulla casseruola, lavorando ancora l'albume per 5' (meringa svizzera).
Passare la ricotta ad un setaccio a maglie fini ed amalgamarla alla panna montata, il Grand Marnier e la meringa preparata in precedenza. Aggiungere la cannella, 20 g di granella di nocciole (o pistacchio), le gocce di cioccolato e amalgamare il tutto.
Tagliare delle strisce di carta forno della lunghezza del diametro delle tazze da caffè e legarvele intorno con del filo.



Versare il composto nelle tazze e metterle nel congelatore per 4 ore circa.
Salsa al cioccolato. Scogliere a bagnomaria il cioccolato fondente e la panna liquida fino a ottenere un composto liscio e liquido e con l’aiuto di un conetto di carta forno, decorare il piatto. Prelevare le tazze dal congelatore, liberarle della carta, guarnire con la granella e, dopo averle fatte ammorbidire, servire accompagnando con la rimanente salsa al cioccolato.
[Ricetta di Luigi Castagna, chef dell’hotel Regina Isabella di Ischia]



Crostata al lemon curd (dolce regalo della mia amica-cognata): anche la realtà non è poi così male!!!!
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Un gusto nella mente di Dio: caffè e latte (o yogurt)

9 maggio 2008

Fritta-stella di sambuco

Non c’è nulla di più poetico dei manufatti che i bambini preparano all’asilo per festeggiare le loro mamme. Li trovo così poetici che, spinta da un'inguaribile romanticismo o dalla sindrome di Peter Pan, continuo ancora a preparare qualcosa per la mia mamma il giorno della sua festa.
Quest’anno mi sarebbe piaciuto regalarle un dipinto mio: una madre e un figlio, un’unica entità indistinta, in un abbraccio liquido senza tempo, l’immagine della vita.
Non avendo ahimè, alcun briciolo di talento per le arti figurative e dovendo accontentarmi della sola arte (dell’arrangiarsi) immaginativa, ho pensato di regalarle tanti minuscoli fiori stellati



racchiusi in una stella dorata per ringraziarla di tutte le volte che ho chiesto la luna e lei l’ha condotta a me!!!

Auguri mamma!



Frita-stella di sambuco
Ingredienti
1 uovo
Sale
2 cucchiai di fiori di sambuco
Olio per friggere

Preparazione
Sgusciare le uova in un piatto e sbatterle con una forchetta, quindi unire i fiori di sambuco e regolare di sale. Ungere d’olio una padella, collocarvi al centro l’apposito stampino e cuocere la frittata. Al termine disporla su un foglio di carta da cucina, per asciugare l’unto in eccesso e guarnire con fiori di sambuco prima di servire.

Il colore “stella cadente” dei fiori di guarnizione vuol augurare a tutte le mamme la realizzazione dei loro desideri!

Auguri mamme!

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Altre ricette con il sambuco
Fiori di sambuco

Fiori di sambuco sott’olio

Se il vino è il nettare degli dei, qual è il cibo degli dei?
Ve lo siete mai chiesto?
Forse è una domanda fine a se stessa, ma io mi sono data una risposta: i fiori ovvero quanto di più bello, voluttuoso e godibile possa esistere in natura; i fiori che si offrono con bontà e leggiadria in varie fogge e profumi inebrianti.
Successivamente anche gli uomini hanno cominciato ad apprezzare: “dall’antichità al medioevo ogni civiltà ha utilizzato fiori in cucina: egizi, romani, giapponesi, usavano i fiori nelle loro gastronomie. I fiori fanno da sempre parte della nostra alimentazione: chiodi di garofano, zafferano, broccoli, carciofi, acqua di rosa “ fiori di zucca, fiori di sambuco


In questo periodo i sambuchi sono in fiore ed inondano le strade di un profumo intenso, dolciastro e ammaliante, lasciando cadere ad ogni refolo di vento, un’impalpabile polvere dorata e stellata …
Conservarla si può: in oro liquido (olio evo), seguendo una ricetta l’origine della quale si perde nella notte dei tempi.






Fiori di sambuco sott’olio

Ingredienti
Fiori di sambuco
Olio evo

Preparazione
Raccogliere le infiorescenze del sambuco, lavarle ed attendere che si asciughino perfettamente. Poi avvolgerle in un canovaccio di cotone e conservare per 2-3 giorni al buio sotto una coperta (una volta recisi dalla pianta si scuriscono, perché molto sensibili alla luce). Successivamente sgranare pazientemente i minuscoli fiori, invasarli in un vaso di vetro sterilizzato e ricoprire di olio evo.




Nota: E' consigliabile utilizzare i fiori entro 1 mese dalla conservazione, oltre il quale il loro aroma forte ed inconfondibile, comincia a scemare, mentre l'olio dimostra una longevità più spiccata.

7 maggio 2008

Doppiette & Cestini di cioccolato con mousse (a)moro(sa)

Meme I frutti dimenticati Mi è capitato di leggere quest’estate un articolo dedicato ad una nuova figura professionale creata da giovani agronomi: quella degli agronomi-archeologi che cercano di recuperare specie di alberi da frutto in via di estinzione, sopravvissuti all’onda devastante delle coltivazioni omologate che hanno portato alla diffusione dei frutti più commercializzabili.
Setacciando ogni angolo della penisola, cercano di rintracciare queste biodiversità e avviarne la coltivazione per poi destinarli alla strutturazione di giardini singolari odorosi d'antico o semplicemente per scongiurarne l’estinzione …

Poi di recente l’appello di liquirizia dolce radice che chiedeva di raccogliere ricette della tradizione che avessero come ingrediente taluno dei frutti dimenticati (es.: prugnuolo, azzeruolo, corbezzolo, corniola, giuggiola, melagrana, sorbe, nespola, mela cotogna, more di gelso nero, more di gelso bianco … ).
Così ho deciso di “adottarne” uno: il gelso nero i frutti del quale si definiscono anche more e vengono consumati per lo più freschi (soprattutto per esaltare il gusto e il colore delle macedonie) e utilizzati per preparare sciroppi, gelatine, marmellate, sorbetti, dolci di vario genere e anche una grappa molto alcolica.

Partendo dalla tradizionale marmellata ho realizzato una composta, Preludio di marmellata di more che ho usato come preparazione-base per realizzare due dolci al cioccolato con due diverse mousse (dai dosaggi un po’ empirici e dalla riuscita sicura): per un percorso di gusto che vuole essere anche un viaggio tra passato e presente e un auspicio per il futuro.


Da bambina, sognavo un futuro di archeologa!


Preludio di marmellata di gelso nero (composta)
Ingredienti
50 g more di gelso nero circa
60 g zucchero circa
Poche gocce di limone

Preparazione
Lavare e privare del picciolo i frutti, avendo cura di aprirli ed asportare anche la parte interna del picciolo. Trasferire il tutto in una pentolina, coprire con lo zucchero ed unire il succo di limone. Far andare a fuoco lento, fino a che i frutti non si spappolano, mantenendo un aspetto grumoso, quindi spegnere e allontanare dal fuoco.

Nota: la denominazione da me coniata e le dosi un po’ approssimative vogliono indicare che non si tratta di una vera e propria marmellata (che richiede più cottura, perché possa essere conservata a lungo), ma della fase iniziale della stessa finalizzata ad un utilizzo non prolungato nel tempo, ma idonea ad essere utilizzata a scopo dolciario (buona anche per arricchire lo yogurt).


Doppiette di cioccolato bianco con mousse (a)moro(sa) alla ricotta
Ingredienti x 4

300 g cioccolato bianco
3 cucchiai di zucchero
vaniglia
4 cucchiai di Preludio di Marmellata di more
100 g panna
100 g ricotta

Guarnizione
foglie di menta
more di gelso

Preparazione
Dischi di cioccolato
. Fondere il cioccolato a bagnomaria e riversarlo su un foglio di carta da forno. Ricoprirlo con un altro foglio e stenderlo con il matterello fino a raggiungere lo spessore di 5 mm circa. Attendere che inizi a solidificare e rimuovere il foglio superiore, quindi ritagliare dei cerchi, pressando i cerchi d’acciaio ed attendere ancora. Solo successivamente, quando cioè il cioccolato è completamente solido, rimuovere delicatamente (passaggio critico) i cerchi.
Mousse. Montare la panna ed unirvi la ricotta, lavorata a crema con lo zucchero aromatizzato alla vaniglia e la “marmellata”.
Montaggio. Adagiare sul piatto di portata il primo disco di cioccolato, collocarvi il cerchio (foderato con carta da forno, per favorirne la successiva rimozione) e farcirlo con la mousse (se si desidera un dessert semi-gelato, fermarsi e riporre il dolce incompleto, nel freezer per 15’ e successivamente continuare).
(In caso contrario …) completare con il secondo disco di cioccolato e guarnire con delle more e una fogliolina di menta.

Nota: il cioccolato bianco per la sua componente burrosa non è consigliabile per la realizzazione delle doppiette (dalla consistenza molto fragile, tende facilmente a rompersi), mentre sarebbe da preferire il cioccolato fondente o dei dischi di pds.


Cestini di cioccolato con mousse (a)moro(sa)
Ingredienti x 4
50 g di cioccolato al latte + 50 g cioccolato fondente
40 g di burro
100 g di amaretti sbriciolati,
3 cucchiai di zucchero a velo
150 ml di panna
4 cucchiai di Preludio di Marmellata di more
Guarnizione
More di gelso
Foglioline di menta.


Preparazione
Allineare i pirottini in una placca da muffins. Sciogliere cioccolato e burro mescolandoli. Aggiungete gli amaretti sbriciolati e spalmare la mistura sul fondo e sulle pareti dei pirottini.
Montare la panna con lo zucchero e unire la “marmellata”, amalgamando il tutto delicatamente, con movimenti rotatori, per evitare che la panna si smonti. Riempire con la crema i pirottini e fare raffreddare per un'ora in frigorifero. Prima di servire, nappare i singoli cestini con un cucchiaio di salsa (il liquido rilasciato dalla marmellata) e guarnire con delle more ed una fogliolina di menta.

Nota: questa ricetta è una rivisitazione dei “Mini cheesecake con salsa di lamponi” trovata su La stampa-cucina, della quale ho modificato sostanzialmente la farcia originaria (formaggio fresco + panna montata).

5 maggio 2008

Ravioli di branzino in salsa allo zafferano

Vivo in collina, a 5 km dal mare, sempre presente nei miei orizzonti in un lungo bacio con il cielo e sempre presente sulla mia tavola quando gli altri preparano per me.
Al contrario, io ho una certa ritrosia, una certa avversione illogica nel portare il mare a tavola: lo considero un oltraggio.
Giorni fa, però, ho ritrovato tra i miei ricordi una conchiglia che mi ha fatto pensare al mare ed al suo umore-rumore–odore, all’incessante movimento delle sue onde che montano e si infrangono sulla battigia, alle sue misteriose e recondite profondità …
Ho pensato a quanto sarebbe bello perché impossibile, poter chiudere tutto ciò in una scatola preziosa ed ho tradotto il tutto in questo piatto che custodisce l’essenza del mare, condita da una nota terrestre dal colore solare.




Ravioli di branzino in salsa allo zafferano
Ingredienti x 6
Pasta

400 g semola grano duro
4 uova
sale

Ripieno
300g di filetti di branzino
1 patata di media grandezza già lessa
Latte
1 tuorlo
1 noce di burro
2 foglioline di salvia
Sale e pepe

Salsa allo zafferano
100 ml panna da cucina
1 scalogno
2 bustine di zafferano
Olio di oliva
Sale e pepe qb

Preparazione Ripieno. Scaldare il burro e profumarlo con la salvia. Quando il burro comincia a spumeggiare, eliminare la salvia ed unire i filetti di pesce, fare cuocere per qualche minuto, quindi unire la patata schiacciata e diluita con un poco di latte. Levare dal fuoco ed unire il tuorlo; amalgamare bene e aggiustare di sale e pepe.
Ravioli Versare la farina a fontana su una spianatoia, riversare al centro le uova e un pizzico di sale. Lavorare bene gli ingredienti fino ad avere un impasto sodo e lucido. Infarinare la spianatoia e con l'aiuto di un matterello tirare la pasta in una sfoglia non troppo sottile.
Allineare sulla sfoglia piccoli mucchietti di ripieno equidistanti l’uno dall’altro; ricoprire con altra sfoglia, con uno stampino tondo ricavare i ravioli e sigillare i bordi, esercitando una leggera pressione con i rebbi di una forchetta. Lasciarli riposare un poco, quindi metterli in cottura.
Salsa allo zafferano. Tritare finemente lo scalogno e farlo andare nell’olio per qualche minuto; successivamente aggiungere la panna e regolare di sale e di pepe. Dopo 3’ minuti circa, finire la cottura e aggiungere lo zafferano.
Fare cuocere i ravioli, scolarli e saltarli a fuoco vivo nella salsa.

4 maggio 2008

Per non perdere la rotta

Il web è un mare, anzi un oceano sconfinato nel quale perdersi, ma anche trovarsi o ritrovarsi; un luogo dove condividere emozioni, coltivare hobby, stringere relazioni con persone vicine o lontane accomunate da un interesse.
È seguendo la scia di quell’interesse comune che le navigazioni quotidiane hanno corso: per non sbagliare rotta, cosa c’è di meglio di un aggregatore on line di blog (nello specifico di siti di cucina):


che di recente ha aumentato l’equipaggio: salgo anche io a bordo!

1 maggio 2008

Millefoglie piccante e salsa di mele, gorgonzola e noci

Avete mai visto i formaggi-pavone fare la ruota nel mostrare le loro varie forme, consistenze, sapori e profumi in uno spettacolo di gusto?
In questi giorni è possibile partecipando a Dite cheese (formaggi in mostra) a Perugia dal 1 al 4 maggio: le imperdibili giornate del cheese-pride!
Per restare in tema, niente di più adatto di questa Millefoglie piccante con salsa al gorgonzola con la quale forse Shahrazàd avrebbe deliziato il suo re Shahriyàr prima di incantarlo con una delle sue mille mitiche storie speziate di jinn.



Per restare in tema, ho rielaborato un classico della cucina calabrese: la frittata con sardella, sposarndola al formaggio ....
Millefoglie piccante e salsa di mele, gorgonzola e noci
Ingredienti x 2 persone4 uova
Sardella (quantitativo facoltativo)
1 mela
1 noce di burro
20 g gorgonzola
6 gherigli di noci

Preparazione
Frittata. Sgusciare le uova in un piatto e sbatterle con una forchetta, quindi unire la sardella ed amalgamare. Ungere d’olio una padella e cuocere la frittata. Al termine disporla su un foglio di carta da cucina, per asciugare l’unto in eccesso.
Salsa. Sbucciare la mela, ridurla a cubetti e farla andare in una padellina, con una nocciola di burro. Intanto sciogliere a bagnomaria il gorgonzola ed unirlo alle mele, completando con le noci sminuzzate grossolanamente (lasciandone qualche gheriglio da parte per la decorazione). Lasciare che il composto si amalgami e ritirare dal fuoco.
Montaggio. Ritagliare la frittata con un cerchio d’acciaio circolare ricavandone tanti dischi. A questo punto procedere disponendo sul piatto un disco di frittata, farcirlo con la salsa, sovrapporre un secondo disco e relativa salsa e completate con un ultimo disco. Guarnire con un po' di salsa ed un gheriglio di noce, quindi servire. [Reinterpretazione della tradizionale Frittata con sardella]

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Gemelli con sardella e liquirizia
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Fior di mela

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Arista in crosta di mele e pane alle noci
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Un gusto nella mente di Dio: noci e formaggio