28 febbraio 2010

Budino di cioccolato bianco allo zafferano e caramello salato

Conserviamo tutti in un cassetto recondito, il ricordo tenero dei primi amori, di quell’ “io e lui” racchiuso in un cuore trafitto da un dardo e disegnato sulle pagine rosa di un diario segreto.
Le prime pene causate da quei battiti, oggi ci fanno sorridere …..
Uno dei mie primi amori, lo confesso, è stato il cioccolato bianco, un amore contrastato (i più non lo considerano “vero cioccolato”), poi sostituito da altri, ma il ricordo è ancora vivo.
Così folgorata da un’inarrivabile idea di L. Montersino relativa ad uno snack composito (sablè al cacao, cioccolato bianco, salsa mou, pralinato di arachidi salati e glassa di cioccolato al latte), ho voluto provare il connubio cioccolato b. e caramello salato, applicandolo ad una preparazione semplice, il classico budino di cioccolato (qui la versione al cacao).

Budino di cioccolato bianco allo zafferano e caramello salato

Qualche aggiustamento qua e là e un accenno di zafferano, memore della bontà del cioccolato speziato, immaginando che potesse dare carattere ad un budino che per molti potrebbe risultare stucchevole.
Una texture perfetta, compatta e fondente allo stesso tempo, dove la dolcezza del cioccolato bianco si stempera nella nota speziata, recuperando con il caramello mou, a sua volta equilibrato dalla punte salate, finché nel retrogusto non riemerge con un protagonismo discreto, lui il re delle spezie, lo zafferano.

26 febbraio 2010

Rameqin al caffè

Dispotico, prepotente e burbero, arriva borbottando prima sommessamente, poi sempre più incalzando, finché l’attenzione non è tutta per lui.
Fumoso e pieno di sé, avanza con movimenti fluidi: la chioma nera e spumeggiante, il sorriso caldo e lo sguardo magnetico in cui specchiarsi e perdersi.
Forte, passionale e dalla fragranza virile, esige e ottiene, senza remora alcuna.
Al suo cospetto ogni mia velleità di indipendenza capitola irrimediabilmente: apre la mente e fa sorridere il cuore, siamo inseparabili, ma so di dovermi rassegnare ad un’amara realtà, il suo non essere fedele!


Ramequin al caffè
- purtroppo non ho una foto dell’interno, perché i ramequins hanno posato prima di essere serviti agli ospiti –
Un dessert dedicato agli irriducibili del caffè che ameranno affondare il cucchiaino nella cremosità aromatica, trascinando quelle minuscole particelle di polvere di caffè, avvinte nel candore pannoso, verso il soffice fondo ad incontrare il cioccolato amaro per un appuntamento memorabile con le grate papille: uno sbuffo di panna al caffè (puro in polvere) a sdrammatizzare un budino (al caffè) su un morbido letto, cosparso di cioccolato fondente!

24 febbraio 2010

Fondi di carciofo con insalata di amaranto e carote

Sono figlia di un’educazione rigida che i mie genitori hanno applicato sconfinando anche in materia alimentare, seguendo un dogma indiscutibile: la genuinità.
Ovvio che nell’epoca delle ribellioni, le mie preferenze si delineassero in netta antitesi con tutto quanto incamerato e si focalizzassero su una serie di cibi che non sto ad elencare, ma che a titolo esemplificativo, si potrebbero raggruppare sotto l’etichetta “poco sani”.
L’avvento dell’età della consapevolezza (!) ha registrato poi un’inversione di tendenza ed un riavvicinamento a quel dogma ..
Tra quei cibi “poco ortodossi” primeggia sicuramente la maionese e le tante declinazioni possibili, quali l’insalata russa: così quando ho cominciato a cimentarmi con le prime preparazioni home made, mi sono presa le prime rivincite, preparando personalmente l’insalata russa e presentandola poi, a seconda delle stagioni, con le amate verdure (come farcia per i pomodori, i peperoni di taglia piccola, i cestini di zucchine o i fondi di carciofi).

Fondi di carciofo con insalata di amaranto e carote

Di recente l’onda salutista, ha offuscato il desiderio di preparare tali delizie, ma il vederle comparire* con l’insalata di riso, invece dell’insalata russa ha suscitato in me un moto di emulazione e così con le varianti del caso (amaranto in luogo del riso) eccole ritornare.

22 febbraio 2010

Pasta e cicerchie al peperoncino

È inutile: se taluni ingredienti non si cucinano secondo le ricette tradizionali, si ha l’impressione di non gustarli al meglio!
Mio nonno (gran gourmet che fece del "mangiar bene" una regola di vita) mi parlava spesso delle cicerchie, un legume molto diffuso negli anni ante guerra e poi quasi scomparso e dopo averle ricevute in regalo, pur avendo già qualche idea su come cucinarle e pur immaginandole in una zuppa con legumi misti e porro, non ho potuto fare a meno di seguire una ricetta di famiglia.

Pasta e cicerchie al peperoncino

Quella canonica per cucinare tutti i tipi di legumi, un paradigma che prevede due variabili imprescindibili: pasta mista (o spaghetti sminuzzati o tagliatelle di semola) e peperoncino in quantità generose.
È stato più forte di me, una di quelle azioni impulsive sulle quali la ragione nulla può: mi è parso che solo così potessi conoscere appieno il gusto autentico delle cicerchie.
Per dare corpo alle altre idee, c’è sempre tempo!

20 febbraio 2010

Flan di carote con salsa ai porri

Da adolescente trascorrevo ore e ore a costruire puzzle, impegnadomi ad individuare le tessere giuste che incastrandosi perfettamente dessero vita ad una parte di quell’immagine che solo dopo settimane si sarebbe composta con armonia e completezza, pronta ad essere incorniciata.
Con il tempo si cambia, si sa e forma mentis e hobby si evolvono ….

Flan di carote con salsa ai porri

Tutto cominciò con questo post che proponeva due metodi di cottura alternativa (in pentola e al forno) per preparare i flans, poi fu la volta di questo che illustrava il metodo di cottura passiva (una cottura che sfruttando il calore accumulato dal fondo termico delle pentole, prosegue anche a fuoco spento), infine la vista di un ridente mazzo di carote dall’indomito ciuffo verde che mi strizzò l’occhio al passaggio e l’idea* di abbinarli ad una salsa vegetale, piuttosto che alla classica ai formaggi ……
Inevitabile un epilogo stile puzzle!

17 febbraio 2010

Ziti gratinati con crema di carciofi, ricotta e liquirizia

Archiviate le maschere di carnevale, si ritorna ai travestimenti quotidiani, quelli non dichiarati e anche la cucina non poteva sottrarsi a questa legge, presentando un piatto ricco sotto le mentite spoglie di un piatto povero.
Un primo che giocando su tre ingredienti semplici – ricotta, carciofi e liquirizia – si propone in una veste sontuosa, da piatto della domenica.

Ziti gratinati con crema di carciofi, ricotta e liquirizia

Unica raccomandazione per la buona riuscita è l’uso di prodotti di ottima qualità, primo tra tutti una pasta di carattere, capace di tenere testa alla forza della cottura, non cedevole e che sappia esaltare la rotondità della ricotta, l’amarognolo dei carciofi e la nota poco decisa della liquirizia, l’elemento che dà al piatto quel certo non so che.

15 febbraio 2010

Chiacchiere alla liquirizia

Nell’allegria dei colori carnevaleschi, il bianco (la somma dei colori) e il nero (l’assenza del colore) hanno una rilevanza marginale, offuscati dal cromatismo del turbinio festoso: una discriminazione senza dubbio ingiusta.
Per riabilitarli, ho pensato che sarebbe stato divertente proporre delle chiacchiere in bianco e nero (prendendo spunto da lei che l’anno scorso le colorò di verde-matcha) .
Con grande timore mi sono messa all’opera, sulla scorta delle fallimentari esperienze degli anni passati, ma confidando in un maggiore zelo che mi avrebbe dovuto aiutare ad ottenere un risultato quantomeno accettabile.
Così preparai due impasti, uno in bianco (quello classico) e l’altro in nero aromatizzato alla liquirizia e cominciai a formare e friggere le chiacchiere “bianche” …..
Buonissime (sono durate giusto il tempo di servirle!), ma ahimè poco somiglianti per aspetto alle vere chiacchiere!
Dopo aver riposto in frigo per una notte (avevo bisogno di metabolizzare la frustrazione!) il secondo panetto (quello “nero”), ho chiesto lumi a mia cognata che esaminando ricetta e procedimento ha dedotto che l’errore stava nello spessore “troppo consistente” che al contrario deve essere sottile, come un velo!!!!

Chiacchiere alla liquirizia


Riecco il secondo tentativo, perfettibile (steso e lasciato riposare ancora in frigo per un po’ di ore*, per motivi organizzativi, prima di friggerlo), ma delizioso per quella nota delicata e lieve di liquirizia che gratifica il palato.


Edit 2013: le ho rifatte eliminando dall’impasto il liquore alla liquirizia che forse le rendeva poco friabili, sostituendolo con la grappa ed ho poi spolverizzato le chiacchiere con zucchero a velo e polvere di liquirizia, ottenendo così un aroma più intenso!
A mio parere tale versione è migliore!

12 febbraio 2010

Mousse bianca all’arancia e cardamomo

Certo che dovendo porre attenzione alle famigerate calorie, l’argomento “dessert” si fa alquanto spinoso e, cercando con ostinazione un’alternativa ad una triste realtà di rinuncia, il rischio di andare incontro a clamorosi insuccessi – e parlo per esperienza personale – è terribilmente alto.
A volte, però ciò che sembra impossibile, lascia aperta una qualche possibilità: un esempio è questa candida mousse che mostrandosi orgogliosamente versatile e light, sceglie la frutta come compagna di viaggio.

Mousse bianca all’arancia e cardamomo

Versatile perché si può aromatizzare a piacimento e declinare volta per volta con ogni tipo di frutta e light, in quanto pur essendo strutturata nella versione originale con formaggio cremoso e albumi che la rendono compatta e aerea al tempo stesso, ben si presta a "cambi d'abito" in favore della golosità della panna* o della leggerezza della ricotta (dolcificata con il miele) o ancora della naturalezza dello yogurt, risultando così gradevole anche ai bimbi e offuscando per una volta il presenzialismo dell’amato cioccolato.
Quando vitamine e leggerezza vanno a braccetto con la golosità ……….

10 febbraio 2010

Torta di rose con orange curd

La fierezza delle rose invernali che aprono i petali carnosi, sfidando il freddo e alleandosi con quello per conservare più a lungo la loro bellezza, mi ha fatto pensare alla bontà di rose che profumassero di arancia e a desiderarle ….
L’idea di un orange curd aleggiava da quando le arance biologiche hanno fatto il loro ingresso trionfale nella mia cucina, poi l’idea di “alleggerirlo” (ecco spodestare il burro, in favore dell’olio e ridurre il numero di uova) e italianizzarlo (questo è il primo imput) e di recente arriva l’idea di usarlo per colorare e profumare un soffice bouquet di rose.

Torta di rose con orange curd

Da qui una (non la*) torta di rose tenacemente voluta e imperfetta (nonostante sia giunta alla seconda edizione), ma povera di grassi e dall’intenso aroma di arancia (grazie alla pasta di arancia nell’impasto) che si preannuncia in cottura e che all’assaggio solletica e avvince il palato.

7 febbraio 2010

Bocconcini di vitello e verdure in cartoccio croccante

Uno dei miei peggiori incubi gastronomici è il pericolo degli avanzi che si trasforma in triste realtà, soprattutto quando la domenica mia madre ai fornelli, si abbandona ad improbabili calcoli matematici per soddisfare i desideri e i gusti di tutti, compresi quelli inespressi ……..
Con l’inevitabile strascico di un lunedì che vede sfilare in tavola uno stanco deja vu!
Qualche giorno fa, però ho scoperto, grazie ad una mia amica, un piatto che nasce come “ricetta di riciclo - salva gusto”, ma che ho sperimentato con successo come piatto da confezionare ex novo, adottandolo immediatamente come jolly per le prossime cene informali, quando la penuria di tempo condizionerà la mia libertà di azione.

Bocconcini di vitello e verdure in cartoccio croccante
Di grande versatilità, in quanto consente di essere eseguito in qualsiasi stagione, miscelando gli ingredienti e i sapori del momento, presenta l’indubbio vantaggio di una preparazione anticipata, salvo poi il successivo "assemblaggio" poco prima di essere servito.
Un gustosissimo piatto unico che a seconda delle esigenze, si può presentare anche in versione vegetariana!

3 febbraio 2010

Risotto al vino, con ceci di Cicerale e noci

È dura far finta di essere a dieta e considerare ciò che si deve portare a tavola, non più seguendo il sentimento, ma soppesandone con razionalità”caratteristiche nutrizionali” e “peso calorico”….
È un limite, giudicare selettivamente, scegliendo tra alimenti concessi o vietati e lasciando ridotti margini decisionali al gusto ….

Risotto al vino, con ceci di Cicerale e noci

A volte però, per una buona causa, si può scendere a compromessi, come con questa ricetta che si fa notare per i chicchi di riso ebbri, rallegrati dall’inconsueta presenza di nobili ceci dal sapore deciso*, povera di grassi o quasi, intrigante per l’ineffabile aroma della salvia e la presenza golosa e robusta delle noci: il tutto trasformato in piatto unico che appaga!