29 marzo 2008

Crostatine alla crema di bergamotto

Come deliziare Ilaria, la mia nipotina di quasi tre anni?
Due manine paffute con tanta voglia di fare e di scoprire che gioca a fare la mamma e che non vuole stare con le mani in mano; un'aspirante Piccola Donna e al tempo stesso una piccola Alice nel paese delle caramelle.
Per lei avevo l'imbarazzo della scelta, ma ho optato senza esitare per le crostatine che ama preparare insieme a me, farcite con un gusto della sua terra


la crema di bergamotto: questa si ottiene dal bergamotto, un agrume che può essere definito senza enfasi, una rarità preziosa e aromatica della natura.


Il bergamotto (il nome sembra derivare dalla località spagnola Berga, forse paese d’origine) già nel 1500 e 1600 era noto come pianta rara e curiosa da giardino, oggi invece è coltivata a scopo industriale lungo la costa meridionale della Calabria (nella fascia costiera compresa tra Villa S. Giovanni e Gioiosa Ionica) e in qualche zona della Sicilia, mentre in altri paesi europei ed extraeuropei non attecchisce.
Le ipotesi circa la provenienza di questo agrume sono le più diverse, ma verosimilmente si tratta di una mutazione spontanea avvenuta nel corso del XVI secolo.
I frutti di norma non si mangiano, ma quando sono ben maturi se ne utilizza la scorza per estrarre l’essenza oleosa, usata dalle industrie profumiere di tutto il mondo, tanto che dal 1999 l’olio essenziale di bergamotto è protetto dalla DOP.
Con le bucce e i frutti interi si preparano anche canditi e mostarde; con la buccia ben essiccata dei frutti tagliati a metà si possono confezionare belle scatolette (tabacchiere) o altri soggetti, leggeri e profumati.

Nel Reggino si conosce un uso gastronomico di questo agrume: liquori e dolci che regalano al palato una gradevole e duratura carezza, dal piacere davvero unico!
Parola di scout!



Crostatine alla crema di bergamotto

Ingredienti
Pasta frolla
250 g farina 00
125 g burro
3 tuorli
90 g zucchero
scorza grattugiata 1 limone biologico
150 g crema di bergamotto
1 fiore non trattato

Preparazione
Pasta frolla
Setacciare la farina a fontana, mettere al centro il burro a pezzetti e impastare velocemente gli ingredienti con la punta delle dita fino ad ottenere un composto dalla consistenza simile a quella del pangrattato. Unire poi al composto le uova, lo zucchero e la scorza di limone grattugiata e lavorare delicatamente il tutto con le mani, per il tempo strettamente necessario a ottenere un impasto bene amalgamato. Formare quindi con la pasta una palla, avvolgere in pellicola trasparente e mettere a riposare in frigo per almeno 30'.
Stendere la pasta preparata in una sfoglia dello spessore di circa 2 mm, usarla per rivestire il fondo e le pareti degli stampini, unti e infarinati, rifilare i bordi, coprire le basi di pasta con della carta da forno, riempirle con fagioli secchi e cuocere le basi in forno già caldo a 180° per 15 minuti. Eliminare carta e fagioli e proseguire la cottura per altri 5-6 minuti, fino a quando la frolla risulta dorata sui bordi. Toglierle dal forno e, dopo qualche minuto sfornarle e adagiarle su un piano.
Farcia Fondere a bagnomaria la crema di bergamotto e versarla nella cavità delle crostatine. A solidificazione avvenuta decorare con un fiore non trattato.

27 marzo 2008

Uova, cipolle e pomodori

Meme del ricordo - Cibi della memoria
Chiudendo gli occhi e seguendo il filo dei ricordi, in un processo inverso a quello suggerito da Grazia (cibo che evoca il ricordo), mi sono ritrovata in piena estate: canicola, sole, mare, bimbi vocianti dalla pelle biscottata e a casa, un piatto freddo per ristorarsi e concedersi una tregua, prima di rituffarsi in un mare infinito di giochi e spensieratezza …
Questa pietanza ricorda le estati felici della miei anni verdi, ma rappresenta anche la "memoria storica" della mia famiglia: la cucinava spesso mia nonna, la ha ereditato mia madre e queste due donne la hanno tramandato a me.
È anche un piatto che fa parte della tradizione culinaria calabrese, caduto ultimamente nell’oblio, sconosciuto infatti a molte giovani famiglie, fino a divenire una "pietanza in via di estinzione" e quindi, una "biodiversità da salvaguardare" che si può tuttavia ancora gustare nelle osterie del luogo (inserite nel circuito sloow food).

A proposito di ricette della memoria (di carattere oggettivo), ho letto: In Italia ogni 500 metri c’è una ricetta originale diversa, in ogni angolo di regione prodotti differenti, su ogni collina vitigni unici ….
Tutte cose buonissime e insieme insegne commestibili che esprimono la gente, i mestieri, la cultura del posto.
Come raccontano i
Musei del gusto, mappa della memoria enogastronomica italiana, 10 sezioni online per andare alle fonti della civiltà della tavola.




Uova, cipolle e pomodori (‘Ovi, cipuddi e pummadori)
Eccone un trittico:
1. come leccornia finger food nei pirottini (con frammento di "crostino")
2. versione tradizionale (al centro)
3. come stuzzichino, morbida farcia per crostini (ho usato un pezzo di pane biscottato, fresa )



L’idea in più: D'estate può essere servito nei "cestini di pomodori" (pomodori tondi, svuotati a mò di contenitore).

‘Ovi, cipuddi e pummadori
Ingredienti x 4
2 uova
1 cipolla di Tropea (dimensioni medie)
2 pomodori
olio d'oliva
sale

Preparazione
Mondare, lavare, tagliuzzare la cipolla a pezzi grossolani e farla imbiondire nell'olio. Aggiungere i pomodori ridotti a cubetti anch'essi grossolani e regolati di sale, lasciandoli andare per 5' circa (fino a quando il pomodoro non si ammorbidisce).
Sgusciare le uova in una ciotola, sbatterle con una forchetta, aggiustate di sale e versarle sulla cipolla e sui pomodori, mescolando ripetutamente, finché il composto di uova non avrà assunto una morbida consistenza.
Togliere dal fuoco e servire caldi o freddi, in qualsiasi stagione dell'anno.



20 marzo 2008

Buona pasqua

I rami secchi martoriati dalle intemperie invernali, protendono con orgoglio, verso l’alto le sfavillanti gemme verdi.
Le piante tutte adornate di splendidi e boccioli colorati e l’erba soffice, trapuntata da esili corolle variopinte, sfoggiano una bellezza nascente.
Il sole con le sue tiepide carezze, irradia profumi e rallegra gli animi e il mondo annunciando il mistero svelato della Morte che si fa Vita.
È la festa della Vita che rinasce:


Una dolce fioritura, esempio dell’arte-pasticcera di Reggio Calabria


per augurare a tutti BUONA PASQUA:

19 marzo 2008

Antologia “Un Piatto di Potere”

PREFAZIONE
Quando l’imponderabile si insinua nel mondo della razionalità, può talvolta scegliere un piatto per determinare un evento della nostra vita (PIATTI DI SEDUZIONE o DI INIZIAZIONE) o un mutamento nel corso degli eventi (PIATTI D’EVENTO) o per enfatizzare un momento importante (PIATTI DI CONVIVIALITÀ).

Un piatto fumante dai poteri mirabolanti!!!

Creatività o magia in cucina?

La risposta nella rassegna raggruppata per temi, delle nostre esperienze personali.



RICETTE DI VITA

PARTE I – PIATTI DI SEDUZIONE

CAP. 1 – la favorita di silvia (POTERE AMMALIANTE)



PARTE II – PIATTI DI INIZIAZIONE

CAP. 1 – i biscotti integrali di francesca (POTERI ACQUISITI)



CAP. 2 – la colomba di spilucchina (POTERE DELLA LIEVITAZIONE)



CAP. 3 – il minestrone alla genovese di aiuolik (POTERI D’EVOLUZIONE)



CAP. 4 – il nero di seppia di fiordisale (POTERI ACQUISITI)



CAP. 5 – tagliolini al nero di seppia con ragù di triglie di moscerino (POTERI ACQUISITI)



CAP. 6 – sugo tradizionale di piccione e beccaccia di salsadisapa (POTERI ACQUISITI)



PARTE III– PIATTI D'EVENTO

CAP. 1 – ravioli di zucca (POTERE PROPIZIATORIO)


CAP. 2 - pollo al limone di monique (POTERE D'EMBLEMA)



CAP. 3 - tagliatelle al pesto di mariluna (POTERE D'EMBLEMA)



CAP. 4 - la torta caprese di anicestellato (POTERE PACIFICATORIO)



CAP. 5 - la pasta piena di fiordisale (POTERE ENERGIZZANTE)



CAP. 6 - la torta di nocciole di Tobia di elisabetta (POTERE D’EMBLEMA )



CAP. 7 - la pizza di cuocapercaso (POTERE INNOVATIVO)



PARTE IV – PIATTI DI CONVIVIALITÀ

CAP. 1 – la pizza di cookie (POTERI POSSIBILI)



CAP. 2 – il tiramisù di cocò (POTERI POSSIBILI)



CAP. 3 – pasta al burro e parmigiano di simona (POTERI POSSIBILI)



CAP. 4 - risotto con strigoli di tatiana (POTERE DELLA CONDIVISIONE)



UN RINGRAZIAMENTO SPECIALE A TUTTI COLORO I QUALI HANNO VOLUTO DARE UN CONTRIBUTO PERSONALE A QUESTA “RICERCA”

15 marzo 2008

Coni da passeggio alla liquirizia e glassa di cioccolato bianco

19 MARZO

Un papà fiabesco, emblema di tutti i papà amorevoli del mondo!

"Papà la domenica amava cucinare i krafen; aveva imparato dal nonno che era cresciuto in Germania. Preparava l’impasto e lo metteva a lievitare in un posto caldo, in una specie di soffitta che stava sopra la cucina.
Con Emma stavamo a osservare nascoste dietro al tavolo di marmo che torreggiava la centro della piccola cucina. Restavamo immobili per non disturbarlo mentre era intento a pesare e a impastare gli ingredienti.
Faceva una specie di montagna di farina con un buco al centro e ci versava uova, burro, zucchero e un pizzico di sale. Poi si tirava le maniche della camicia e con i polsi forti e le grandi mani iniziava a lavorare l’amalgama.
In un pentolino a parte preparava il lievito che lui diceva di essere “vivo”? Il lievito ha un’anima? Sua di lui? Sgattaiolavamo in cima alla scaletta di legno e ci appostavamo vicino alla finestra dove papà aveva messo la palla avvolta dentro a un panno, come se fosse un bebè. Noi gattine curiose andavamo a sorvegliare la palla profumata che ogni ora cresceva.
Emma era più golosa di me.
“Emma come li vuoi?” le domandava mio papà.
E lei non capiva più niente, correva a casa per ottenere il permesso di fermarsi a cena.
Dritte con le posate in mano, eravamo pronte per suonare un minuetto.
Papà preparava la crema di vaniglia e quella di cioccolato e ci faceva scegliere come riempirli…"

(tratto da Dichiarazione d’amore a Venezia di Carmela Cipriani)

Da bambini il papà è un cavaliere coraggioso senza macchia e senza paura che protegge coccola e sollecita;
un compagno di giochi creativo e discontinuo
un mondo intero, senza inizio e senza fine.

Crescendo le cose cambiano, finché nell’età adulta i ruoli tendono quasi ad invertirsi.
Tornando indietro con la mente ai ricordi di me bambina e di mio padre, lo rivedo mentre mi guida per la mano, lungo i sentieri della vita per una passeggiata che raggiunge il clou con una ricompensa-gelato.
Quest’anno, invertendo il gioco delle parti, ho voluto offrire io il gelato al mio papà: un gelato speciale, preparato da me e al gusto da lui preferito (liquirizia e cioccolato bianco).
AUGURI PAPÀ


Coni da passeggio alla liquirizia e glassa di cioccolato bianco

Ingredienti
1 tuorlo
70 g zucchero
50 ml latte
2 cucchiai di amido
200 ml panna
30 g (o 20 g)  liquirizia Amarelli
6 cialde
100 g cioccolato bianco
20 ml latte circa
1 nocciola di burro

Preparazione
Semifreddo Portare a ebollizione in un pentolino il latte con lo zucchero e fare cuocere per 8 minuti, fino ad ottenere uno sciroppo abbastanza denso e trasparente. Lavorare in un tegame il tuorlo con una frusta finché sarà chiaro e ben montato. Porre il recipiente sul fuoco a bagnomaria, versarvi lo sciroppo a filo e poi l’amido; mescolare rapidamente e fare cuocere finché la crema sarà raddoppiata di volume. Allontanare la crema dal fuoco e lasciare intiepidire. Intanto pestare la liquirizia fino a ridurla in polvere ed amalgamarla al composto di uova, versandone volta per volta, piccole quantità, per evitare che si raggrumi. Montare la panna, incorporarla delicatamente al composto, versare il tutto in un recipiente resistente al freddo, e mettere in freezer per 3 ore.
Montaggio Prelevare il semifreddo dal freezer e con una spatola, riempire le cialde. Con un porzionatore da gelato, formare delle sfere e collocarle sulla sommità di ogni cialda. Disporre ogni cono a testa in giù negli stampi a semisfera e lasciar congelare per 1 ora.
Glassatura Spezzettare il cioccolato bianco in un pentolino e porlo sul fuoco a bagnomaria, con il latte ed il burro. Quando il cioccolato è ben sciolto, rimestare energicamente il composto con una frusta e procedere alla glassatura dei coni. Tenere in freeezer fino al momento di servire.

7 marzo 2008

Cupola di riso all'arancia

8 MARZO: FESTA DELLA DONNA
Per il meme in giallo di fior di sale



Difficile decodificare il mondo delle donne, ma forse lo si può rappresentare simbolicamente con un piatto elegante (apparenza/esteriorità) e buono (sostanza/interiorità): come questa cupola di riso all’arancia.
Di forma semi-sferica (parte tondeggiante), con una base solida e piatta (parte spigolosa) che ne assicura una stabilità rassicurante (= SINTESI PERFETTA DI CONTRADDIZIONI).
Dal ricco cuore filante e sorprendente (= CONTENUTI IMPORTANTI).

Dal colore solare che irradia armonia, forza, calore e un che di piccante (= VIVACITÀ INUSITATE).

Poi ancora, sull’imprevedibile fantasiosità delle donne ci sarebbe tanto da dire: un esempio?

La pubblicazione differita (di 15 giorni) di una ricetta (giustificata da problemi pratici), perché no?



Aggiornamento del 26/03/2008
Riso all'arancia
Ingredienti x 4
350 g riso
Succo di 2 arance
1 cipolla
2 spicchi d’aglio
2 gambi di sedano bianco
1 bicchierino di brandy
30 gr di parmigiano grattugiato
60 gr di burro
1 ciuffetto di prezzemolo
1 pizzico di peperoncino in polvere
¼ di litro di brodo
mozzarella (o fontina)
sale

Preparazione
Lavare e tritare finemente al cipolla, il sedano, l’aglio e il basilico e friggere il trito con 40 gr di burro. Unire il riso e fare tostare per alcuni minuti, mescolando con un cucchiaio di legno.
Bagnare con il brandy e fare evaporare. Incorporare il succo d’arancia e il peperoncino. Mescolare e continuare la cottura per 10’, bagnando di tanto in tanto con il brodo bollente.
Levare il riso dal fuoco e farlo mantecare con il restante burro e il parmigiano. Versarlo negli stampi a semisfera e collocare nel cuore dei cubetti di mozzarella (o fontina). Far cuocere nel forno già caldo a 200° per 5’ e sformare nel piatto. Decorare con le fettine d’arancia e servire.

AGGIORNAMENTO
Tutte le ricette della raccolta qui.

Polpettone multicolor

Picnic virtuale
Primavera e picnic sono un binomio inscindibile che evoca alla mente immagini amene di sole-amico che colora la pelle di rosso e risveglia la natura in un’esplosione di colori e profumi, di coperte stese sull’erba verde e lussureggiante, di formiche in fila indiana a raccattare briciole, di giochi all’aperto e canzoni urlate al suono della chitarra, di altalene e amici, incontri o scontri e libertà di essere …

Il picnic è una forma di convivialità a contatto con la natura che genera divertimento puro e io non potevo certo mancare al picnic virtual organizzato da Cannelle , anche se forse sarò l’ultima ad arrivare, ma spero che il mio polpettone dall’aspetto primaverile sia di gradimento dei presenti!!!





Polpettone multicolor
Ingredienti
Petto di tacchino 300 g
1 Uovo
3 cucchiai Pangrattato
1 cucchiaio Formaggio grattugiato
1 Carota
2 cucchiai Pisellini
1 Peperone rosso e 1verde
2 cucchiai Farina
Sale
Olio d'oliva

Preparazione Tritare la carne (io ho usato il mixer) ed amalgamare l'uovo, il pangrattato ed il formaggio. Mondare e lavare le verdure, ricavarne una brumoise, regolare di sale e cuocerle per pochi minuti con un filo d'olio (meglio dal punto di vista dietetico se la cottura avviene nel wok).
A cottura ultimata, farle freddare ed amalgamarle al composto di carne, modellare il polpettone, infarinarlo e rosolarlo nell'olio rigirandolo, in modo che all'esterno si formi una leggera crosta dorata (Passaggio da evitare se la preparazione è riservata a dei bambini). Quindi trasferirlo in una pentola e continuare la cottura con un filo d'olio (non necessario se si utilizzano le pentole con il fondo termico) aromatizzato con l'aglio ed il rosmarino, sfumare con il vino bianco e sul finire aggiungere i piselli che faranno da contorno.
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Agggiornamento
Le pietanze partecipanti qui

5 marzo 2008

Meme "7 segreti"

Ho accettato di buon grado l’invito di stella di sale di partecipare al Meme 7 segreti in quanto ogni segreto ha un seguito di bugie, così il pretesto di svelare qualche segreto, porta con sé anche la possibilità di sgravarsi di qualche scomoda bugia, in un’operazione di “pulizia introspettiva”.


Le regole sono:

1 - le regole del gioco copierai

2 - 7 dei tuoi segreti svelerai

3 - 7 felici vincenti individuerai

4 - un messaggio per avvisarli invierai

5 - a consultare il tuo blog li inviterai


1. Il segreto n. 1, quello che mi è stato confidato molti anni fa e che ho custodito gelosamente, struggendomi per il desiderio di parlarne con qualcuno, senza poterlo fare. Questo riferimento è liberatorio, perché lo cito, senza tuttavia svelarlo

2. La mia attività di blogger è un segreto per quelli che non mi conoscono bene, perché non capirebbero cosa rappresenta per me, anche se impormi il silenzio mi costa un grande esercizio di autocontrollo

3. La miriade di cose che non so di me e che scopro ogni volta che affronto una nuova situazione o supero i miei limiti

4. La caterva di cose che gli altri non sanno di me, perché non riesco a comunicarle adeguatamente o perché gli altri non le vedono

5. L’equilibrio inesistente del mio mondo interiore, ben mimetizzato dall’apparente stabilità e metodicità del mio modus vivendi

6. La ricerca affannosa di me stessa, quella vera, quella soffocata dalle stratificazioni di una vita senza smalto

7. Lo stato del mio conto bancario, top secret, per il cattivo rapporto che ho con l’inarrestabile flusso monetario

Passaggio di consegna a: salsa di sapa, mimmi, giovanna, marika, anice stellato, elisa, moscerino