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2 gennaio 2012

Risotto allo spumante e salmone affumicato

A Natale sono tanti i regali che ho ricevuto e, ça va sans san dire, in gran parte mangerecci: tra questi dell’ottimo salmone norvegese che abbiamo abbondantemente apprezzato in più di una preparazione.
In particolare per l’ultimo dell’anno, l’ho usato per un risotto

Risotto allo spumante e salmone affumicato
- Nella foto appare poco cremoso per via dei tempi di posa! -

che oggi ho replicato sia per dar fondo alle scorte che per gustarlo con più calma ancora una volta.
Dopo il gran cucinare di questi ultimi giorni, un po’ di riposo è fisiologico, ma ad un buon piatto non si dice mai di no e se permette di terminare la bottiglia di spumante aperta ieri, ancora meglio!

11 aprile 2011

Risotto alla salvia

Da sempre nella mia famiglia si porta in tavola ciò che si può fregiare “della certificazione home made”, un atteggiamento che in passato giudicavo io stessa “un po’ troppo rigido“, lamentandomi dei principi “datati” ai quali sottostare, ma come spesso accade, con il tempo mi sono ritrovata a fare mie, idee che prima contestavo aspramente!.
Così ora mi stupisco dei messaggi pubblicitari subdoli che fanno passare per cibi sani le preparazioni industriali e mi chiedo perché si debba ricorrere alle “famigerate buste (et simili)” quando la cucina italiana è così ricca di piatti che appagano e che si possono realizzare con pochissimi ingredienti e sopratutto senza un grande dispendio di tempo.

Risotto alla salvia

A riprova di ciò questo risotto che mi capita di preparare spesso ultimamente, attingendo ad una coraggiosa piantina di salvia che ha sfidato il rigore invernale e che ora si prepara a fiorire con giustificata baldanza.
Ho letto la ricetta di sfuggita, non ricordo più su quale rivista e l’ho poi riprodotta sull’onda di ciò che ricordavo, lasciando la salvia protagonista assoluta e portando a cottura il risotto con un brodo fatto solo dell’erba aromatica in questione: la volta successiva, su suggerimento dei miei ho aggiunto dei cubetti di pancetta e qualche giorno fa ho mantecato con una noce di gorgonzola!
Versatile e fresco, si può personalizzare a piacimento!

15 settembre 2010

“Flan” di basmati e caviale di melanzane

Il cipiglio autunnale si allunga pian pianino sulle nuove giornate, ma il sole non si rassegna al forzato riposo dei mesi a venire e, nelle ore centrali, si propone anche se con un fiacco vigore.

Intanto a tavola ci si affretta ad assaporare ancora i sapori del sole, come in questa ricetta

“Flan” di basmati e caviale di melanzane

dove il basmati si arricchisce dei profumi dello zafferano e incontra le melanzane, ma non si lascia cogliere alla sprovvista dal cambio di stagione, quando alle melanzane sostituirà una crema di funghi!



12 maggio 2010

Risotto con batata alla liquirizia

Surclassate dalle sorelle di bella presenza che si proponevano come più adatte al ruolo di protagoniste, le protuberanze spigolose e irregolari delle patate rosse, finirono in un sacchetto in frigo, immaginando tristemente un mediocre futuro di comparse in un pur colorato minestrone.

Risotto di batata rossa alla liquirizia

Ma poiché la vita a volte riserva delle piacevoli sorprese, eccole in un ruolo principale: un delicato risotto giocato sul contrasto tra il dolce delle patate rosse e la forza della liquirizia.

3 febbraio 2010

Risotto al vino, con ceci di Cicerale e noci

È dura far finta di essere a dieta e considerare ciò che si deve portare a tavola, non più seguendo il sentimento, ma soppesandone con razionalità”caratteristiche nutrizionali” e “peso calorico”….
È un limite, giudicare selettivamente, scegliendo tra alimenti concessi o vietati e lasciando ridotti margini decisionali al gusto ….

Risotto al vino, con ceci di Cicerale e noci

A volte però, per una buona causa, si può scendere a compromessi, come con questa ricetta che si fa notare per i chicchi di riso ebbri, rallegrati dall’inconsueta presenza di nobili ceci dal sapore deciso*, povera di grassi o quasi, intrigante per l’ineffabile aroma della salvia e la presenza golosa e robusta delle noci: il tutto trasformato in piatto unico che appaga!

20 gennaio 2010

Riso al limone, con cime di rape e peperoncino

Ha gradito così tanto lo stile di vita e il suolo mediterraneo la vasta famiglia degli agrumi, regalandoci sapori vitaminici indispensabili per il nostro palato e le nostre diete, da farci dimenticare le loro antiche origini orientali.
Così ho trovato interessante il connubio tra est e ovest di uno dei risi orientali per eccellenza quale è il basmati ed il limone un agrume che si può considerare ormai "italico"

Riso al limone, con cime di rape e peperoncino


due caratteri forti che ben si equilibrano, senza scontrarsi, ai quali era abbinata l’erba aromatica italiota più rappresentativa, il basilico che, per la difficile reperibilità in questo periodo, ho sostituito con una verdura altrettanto rappresentativa (solo di una parte dell’Italia, per dovere di precisione!): le cime di rapa e per finire il piatto, polvere di peperoncino, per una nota di colore e calore!
Un primo adatto ai palati “avventurosi” dove la forza del basmati incontra l’acidulo del limone, esaltando l’amarognolo delle cime di rape e accendendo l’interesse con un pizzico di rossa vitalità.
Se infine si aggiunge del pesce o dei bocconcini di carne, può costituire un equilibrato piatto unico, con diritto di cittadinanza in un regime alimentare controllato!

2 gennaio 2010

Stella di riso e cozze su crema di zucca

Inutile negarlo! Se per 364 giorni all’anno è la razionalità a guidare i nostri passi, nel salutare il vecchio anno ed accogliere il nuovo, sono tanti i piccoli riti scaramantici che compiamo, più o meno inconsapevolmente.
La fortuna è “quell’aiuto” a cui non possiamo rinunciare, che bramiamo e esigiamo e ci auguriamo che il 2010 non sia parco nel dispensare i suoi doni e guidare il nostro cammino.
Nel mio piccolo mi sono adoperata perché il giovane anno nascesse sotto l’egida di una buona stella

Stella di riso e cozze su crema di zucca
(è quello che ho preparato per il veglione e fotografato l'indomani)

30 agosto 2009

Insalata di riso integrale bicolore, ai peperoni, fichi e pinoli

Il rosso e il nero
Dopo aver acclarato che un’alimentazione a colori non è solo un vezzo fine a se stesso, motivato dal senso estetico, ma un equilibrato modo di alimentarsi, assicurando un corretto apporto nutrizionale, è bello associare e modulare nei piatti colori e sapori.
Così dopo “il bianco e il nero”, l’idea de “il rosso e il nero” era nell’aria ed aspettava solo di materializzarsi: eccola alternata ad uno strato piccante di verde peperone, una fresca ventata di verde menta ed un tocco fruttato, il tutto in una trasparenza anticalura.

Insalata di riso rosso e nero ai peperoni, fichi e pinoli


Insalata di riso integrale bicolore, ai peperoni, fichi e pinoli
Ingredienti x 2 (le dosi sono alquanto indicative!)
80 g riso venere nero
80 g riso rosso selvatico
120 g circa peperoni
sale
8 cucchiai circa olio evo
menta
1 manciata pinoli
1 o 2 fichi

Preparazione. Lavare bene la menta e lasciarla in infusione nell’olio. Arrostire i peperoni sulle braci o in una padella di ferro e chiuderli in un sacchetto di carta per alimenti. Quindi spellarli e condirli con un po’ d’olio alla menta.
Cuocere separatamente in acqua salata, il riso venere ed il riso rosso per 35’ e scolarli.
Tostare in una padella i pinoli.
Condire i due risi con l’olio alla menta e comporre i bicchieri, predisponendo un primo strato di riso rosso, procedendo con i peperoni e terminando con uno strato di riso venere.
Riporre in frigo ed al momento di servire, guarnire con i pinoli, un ciuffetto di menta ed uno spicchio di fico.

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Ricette dolci con i fichi
Semifreddo ai fichi fioroni
Crostata alla cannella con confettura di fichi all’anice stellato
Confettura di fichi fioroni all’anice stellato

Ricette salate con i fichi
Fichi fioroni con miele e ricotta
Tacchino farcito con composta di fichi fioroni

Altre insalate
Cavatelli freddi di vite
Insalata di paccheri freddi farciti con asparagi e bufala

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Quest’insalata partecipa alla raccolta Red hot chili peppers (per gentile concessione di dilazione dei termini) di konstantina- exeigousto, nell’ambito della Raccolta delle raccolte di Evelyne e Simona
Raccolta peperoni
La raccolta completa delle ricette, qui

22 giugno 2009

Fiori di risotto

Il bianco e il nero
Il bianco e il nero, il giorno e la notte, il maschile e il femminile: la contrapposizione di forze complementari è ben rappresentata dalla filosofia cinese con i concetti dello yin e yang che ne sintetizzano la polarità nel thaiji, l’equilibrio dinamico che regge l’universo ed i microcosmi dai quali è formato.
A volte dopo tanto faticare o semplicemnte all'improvviso, ciò che è antitetico si compone in un ordine naturale: che sapore hanno questi momenti?
La trasposizione gastronomica dello “sciogliersi” delle dualità, può essere rappresentata da questi fiori gioiosi che attingono due non-colori dalla natura: il bianco (yang) del riso carnaroli ed il nero (yin) del riso venere, screziati dal verde-zucchina e dall'arancio-fiori di zucca.
Dimenticavo: sembra che il riso venere, un riso integrale dal profumo intenso e dal gusto deciso, derivi da una varietà cinese …..

Fiori di risotto


Fiori di risotto alle zucchine e fiori di zucca

Ingredienti x 6

240 g riso carnaroli
240 g riso venere nero
2 zucchine (200 g circa)
100 g fiori di zucca
Scalogno
brodo vegetale
½ bicchiere vino bianco Cirò
6 cucchiai parmigiano grattugiato
50 g burro
sale
olio evo

Preparazione. Spuntare le zucchine, lavarle e tagliarle a dadini; tritare al coltello lo scalogno e, dopo aver lavati i fiori di zucca, eliminare il pistillo e tritarli grossolanamente.
Cuocere il riso venere per 35’ e scolarlo.
Lascare appassire i fiori di zucca con lo scalogno, in un po’ d’olio.
Rosolare lo scalogno con il burro e tostarvi il carnaroli, mescolando in continuazione. Bagnare con il vino bianco, lasciarlo evaporare, unire le zucchine, versarvi il brodo bollente gradualmente e proseguire con la cottura. Infine mantecare con il burro ed il parmigiano.
Unire al riso venere i fiori di zucca e mantecare con il parmigiano ed un’idea di burro.
Disporre in ogni piatto i due tagli biscotti e riempirli rispettivamente con il risotto bianco alle zucchine e con quello nero ai fiori di zucca e servire, anche tiepidi o freddi, guarnendo con fiori di zucca al vapore (i miei sono terminati in un men che non si dica).
[Facoltativo un breve passaggio in forno, dei fiori adagiati sulla carta forno, come previsto dalla ricetta originale, ma io l’ho omesso: liberamente tratta da Cucinare bene].

Fiori di risotto

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Altre ricette con i fiori di zucca
Fiori di zucca farciti con pere e provola e glassa di vinocotto
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Un omaggio floreale per ringraziare la mia amica Cocò, giovane mamma in fiore, la prima blogger che ho cominciato a leggere con vivo interesse, nella quale scoprivo volta per volta delle affinità: stesso amore per i dolci, stessa regione di appartenenza, stessa formazione: è lei che mi ha incoraggiata quando le ho chiesto consiglio e che ha colto in me passione e ardore.
Grazie Cocò e Auguri per la nuova grande avventura della tua vita.

Fiore di zucca

26 maggio 2009

Risotto al kiwi

Cena su un terrazzo speciale, quello che domina lo stretto di Messina, in una suggestione ricca di emozioni, quello sul quale studiavo in primavera, molto spesso la sera e anche la notte, per preparare gli esami: una rentrée tra amici per guardare nello specchio del presente il come eravamo degli anni considerati allora spinosi e ricordati ora come gli anni più belli, quelli della maturità inconsapevole.
Musiche, lazzi e risa, sul filo conduttore di un goliardia rievocata e non del tutto sopita e prelibatezze home made, come eravamo soliti preparare un tempo, per i piccoli festeggiamenti o semplicemente per trascorrere serate in allegra confusione.
A stupirmi, una mia cara amica che, ricordando il riso all’arancia, uno dei nostri cavalli di battaglia, ha preparato per me un Risotto ai kiwi, stupefacente per la freschezza che esprime nel mix di sapori ben equilibrati dove l’acidulo del kiwi va a smorzare la nota grassa del formaggio e per la versatilità che lo rende adatto ad essere gustato anche tiepido o freddo.
Una volta tornata alla base, impossibile non replicarlo, attenendomi fedelmente (per una volta!) alla ricetta originale che prevede l’abbinamento dell’emmenthaler (la mia amica ha usato il primo sale!) con il kiwi, il tutto per un eccellente carnaroli!

Risotto al kiwi

Risotto al kiwi
Ingredienti x 4
305 g riso carnaroli
2 kiwi
cipolla
1 bicchiere vino bianco Cirò
burro
1 fetta emmenthaler
grana
sale e pepe q.b.

Cialde
4 cucchiai grana

Preparazione. Far appassire la cipolla con una noce di burro ed eliminarla, quindi aggiungere il riso e tostarlo, bagnare con il vino bianco e lasciarlo evaporare. Unire due mestoli di brodo bollente e portare a cottura, unendo il brodo a mestoli, solo s eil precedente è stato assorbito dal riso.
Sbucciare i kiwi, tagliarli a cubetti e mescolarli al riso, poco prima che giunga a cottura. Regolare di sale e pepe ed a cottura ultimata, mantecare con il burro, il grana grattugiato e l’emmenthaler tagliato a dadini.
Cialde. Disporre in un padellina il grana ed attendere qualche minuto, finché non comincia a sciogliersi a crema, senza tuttavia attendere troppo, né girarlo dall’altro lato, perché potrebbe diventare amaro.
Quindi trasferirlo delicatamente su un foglio di carta forno, attendendo che si solidifichi e successivamente spezzettarlo per guarnire le singole porzioni.
Disporre su ciascun piatto un anello d’acciaio, completare con il riso, attendere qualche minuto e sformare, decorando con le cialdine di grana ed il kiwi.

24 aprile 2009

Cupola di riso rosso selvatico con cicorie selvatiche e nastri di seppie

Sono pochi gli spiriti liberi che rifuggono gli schemi precostituiti, in una società di convenzioni che vorrebbe allinearli.
Attraenti, carismatici e fuori dal coro, perché pericolosi, vengono tacciati di disturbo alla prassi consolidata.
Recalcitranti e forti, si conformano solo per libera scelta come in questo caso di amicizia tra due selvatici: cicoria e riso rosso che per l’occasione decidono di mettersi in posa per una foto ricordo.

Cupola di riso selvatico alle cicorie e seppie

Cupola di riso rosso selvatico con cicorie selvatiche e nastri di seppie
Ingredienti x 2
2 tazzine circa di riso rosso selvatico
30 g circa cicoria selvatica (q.b. a dare il giusto equilibrio cromatico)
1 seppia
cannella
olio evo
sale

Preparazione. Lessare il riso per 30’ con poco sale. Scolarlo e raffreddarlo. Nel frattempo mondare le cicorie e lavarle bene, lessarle al dente e scolarle.
Pulire la seppia, tagliarla a nastri e cuocerla nell’olio, bagnando con un po’ d’acqua. A cottura ultimata, spolverare con un pizzico di cannella.
Mischiare riso e cicorie e ripassarli in padella con l’olio evo ed il peperoncino. Trasferire il riso negli stampini a semisfera, attendere qualche minuto e sformare sui singoli piatti, adagiandovi sopra i nastri di seppie.


Cupola di riso selvatico alle cicorie e seppie


Ricetta light per il Diet light blog di bendetta



14 dicembre 2008

Corona di riso al bergamotto, petali di prosciutto croccante e piselli

Menu per le feste
Voci festose, bimbi vestiti di nuovo e in trepida aspettativa, risate argentine, abbracci e sorrisi in un caldo ed avvolgente ritrovarsi nel tepore familiare, in un chiacchiericcio allegro, dai baluginii rossastri di fiamme e luminarie: l’atmosfera della festa più importante dell’anno.
Momenti intensi e felici, fatti di sintonie, di relazioni consolidate o da rinnovare, da siglare in ricchi convivi … ed il difficile compito di strutturare il menu adatto: pietanze classiche o originali?
Due le mie proposte.

1. Primo no conventional, per gli audaci del gusto
Corona di riso al (l'olio essenziale di) bergamotto dalle note aromatiche e profumate, un sapore amabile che si impone delicatamente, in una carezza inebriante ….

Corona di riso al bergamotto, petali di prosciutto croccante e piselli




Corona di riso al bergamotto, petali di prosciutto croccante e piselli (perfetta anche con carciofi e gamberetti)
Ingredienti x 4 persone
200 g di riso
50 g di burro
1 scalogno
parmigiano grattugiato
brodo vegetale
1 cucchiaino raso di olio essenziale di bergamotto

50 g piselli circa (o carciofi)
scalogno
Olio evo
Sale
2 fette prosciutto crudo (o gamberetti)

Preparazione Risotto. Scaldare il burro, tritare finemente un po’ di scalogno aggiungere il riso, farlo tostare a fiamma vivace e portare a cottura bagnando con il brodo caldo [non ho sfumato con il vino, per lasciare il riso neutro, libero da interferenze con l’essenza di bergamotto]. Mantecare il risotto con il burro ed il parmigiano grattugiato, aggiungere l’essenza di bergamotto [non eccedere in quanto il gusto potrebbe risultare troppo forte e quindi sgradevole] e distribuire il tutto in 4 stampini a corona.
Guarnizione. Far andare in padella, con un filo d’olio evo ed un po’ di scalogno, i piselli e portarli a cottura.
In una padellina, marcare da un lato e dall’altro delle striscioline di prosciutto crudo, fino a quando risulteranno croccanti.
Sformare il risotto dagli stampini, guarnire con i piselli, i petali di prosciutto e servire.


2. Menu classico, con pietanze adatte ai gusti più vari:
un primo vegetariano, Involtini di sedani e radicchio, dal gusto delicato e gentile
un’Insalata d’arance tipica delle tavole natalizie (ma non solo), per le potenzialità sgrassanti e digestive
un corposo Arista in crosta di pane alle noci, bardato di mele e accompagnato da Grissini rustici
e per concludere in dolcezza, un Albero di cioccolato, composto da tartufi.

Menu feste


Idee sparse per la raccolta di Ricette di Natale indetta da Carmen di The Swan Cake

Aggiornamento
La raccolta del Menu delle feste, in pdf qui

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Altre ricette con i piselli

Pacchetti di riso
Polpettone multicolor
Fiore di verdure al burro

18 luglio 2008

Crema di riso al caffè

L’inconfondibile aroma che emana dalla sua polvere granulosa e nera; i magici effluvi che spande nell’aere il suo liquido e gorgogliante zampillio; il gusto forte e deciso che regala al palato una sferzata di energia protagonista imprescindibile …
In America si finanziano studi per riabilitare il caffè dal punto di vista nutrizionale e in Italia lo chef C. Cracco studia le potenzialità dei chicchi come spezia per dare un’energia inconsueta a tutto un menu. Partendo dall’osservazione che in natura esistono per esempio delle varietà di fagioli che hanno un vago sentore di caffè, Cracco intende arrivare ad una presenza eterea del caffè in cucina,con piatti dai pochi ingredienti e facilmente riproducibili a casa (!!!) il tutto con il plauso della nutrizionista M. Balotta che approva l’uso del caffè in cucina come spezia, soprattutto in una dieta iposodica.
Attratta dalla Crema di riso ai ricci di mare di C. Cracco, ho voluto sperimentarla, ma non avendo a disposizione i ricci di mare, ho cercato un ingrediente alternativo che potesse sposarsi con il caffè e, consultando foodpairing ho scelto la carota.


Crema di riso al caffè

Il mio risultato è approssimativo e perfettibile, ma il sapore di questo piatto è a dir poco sublime, in quanto sin dal primo cucchiaio si scopre il velo di caffè che a contatto con il palato, avvolge la crema nella sua neutra delicatezza, sposando la dolcezza della carota.
Seguendo le voluttuose spire di un caffè fumante, sono arrivata da Imma che festeggia il suo blog-compleanno.



Ingredienti x 2
12 g riso Carnaroli
12 g riso Basmati
200 g brodo vegetale
300 g crema di latte
2 g caffè solubile
Sale
olio evo

1/2 carota (ric. orig. polpa di ricci di mare)
Preparazione
Lessare le due qualità di riso nel brodo vegetale e nella crema di latte, per 15’. Frullare la crema d riso e passarla al colino fine per eliminare gli eventuali grumi. Regolare di sale, scaldare due fondine, cospargerle con velo di caffè e coprire con la crema di riso non troppo calda.
[A questo punto la ricetta originale, prevede di disseminare la Crema di riso con la polpa di ricci di mare pastorizzata].
Mixare la carota che ha dato sapore al brodo vegetale, emulsionarla con un filo d'olio evo, finché raggiunge la consistenza di una "pasta" e regolare di sale*, quindi adagiarla sulla crema e completare con un giro d’olio evo di sapore leggero
[La raccomandazione dello chef è che la crema di riso non sia troppo liquida, in quanto scioglierebbe il caffè prima ancora del contatto con il cucchiaio, rovinando l’equilibrio di questa ricetta semplice, ma delicata]
Nota: per dare una "nota marina" alla "pasta di carote" si può non aggiungere sale e incorporare qualche goccia di colatura di alici di Cetara.


Crema di riso al caffè

Ricetta correlata
Fusilli al caffè

Ricetta dolce correlata
Torta al caffè


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Aggiornamento
La raccolta completa in pdf qui

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22 aprile 2008

Timballino di riso ai porri

Geometrie in cucina
Anche se la semplicità è una delle regole fondamentali da osservare in cucina, può essere dilettevole a volte concedersi qualche trasgressione, per esempio mettendo la fantasia al servizio della geometria, modificando le forme e facendo appello alla manualità.
In alcuni casi il risultato può essere come quello che vedete: un timballino in forma su un letto di porri intrecciati, per viziarsi un po’ con disinvoltura o per siglare un’occasione importante, senza penalizzare il gusto.


Timballino di riso ai porri
Ingredienti x 4 persone
320 g di riso
1 porro
50 g di burro
50 g circa parmigiano grattugiato

1 litro di brodo vegetale

1/2 bicchiere di vino bianco

Foglie di porro

Preparazione Risotto. Mondare i porri e tagliarli a rondelle (ho usato le foglie più chiare). Scaldare il burro e unire i porri, saltandoli per qualche minuto, poi aggiungere il riso e farlo tostare a fiamma vivace. Sfumare con il vino e portare a cottura bagnando con il brodo caldo. Mantecate il risotto con il burro ed il parmigiano grattugiato, quindi distribuirlo in 4 stampini da budino: dopo 1 minuto sformarli e servirli, adagiandoli sulla stuoia di porro.
Stuoia di porro. Utilizzare le foglie esterne del porro che hanno la giusta grandezza e robustezza, lessarle al dente, raffreddarle e asciugarle bene. Tagliarne 7 striscioline di 1 cm ciascuno e disporle parallelamente su un foglio di carta forno (o direttamente sul piatto). Intrecciare altre 7 striscioline facendole passare sopra e sotto le prime, tagliando la parte in eccesso.

Nota. La stuoia nasce da un’idea di G. Vissani tratta da L’enciclopedia della cucina de La biblioteca di Repubblica.

7 marzo 2008

Cupola di riso all'arancia

8 MARZO: FESTA DELLA DONNA
Per il meme in giallo di fior di sale



Difficile decodificare il mondo delle donne, ma forse lo si può rappresentare simbolicamente con un piatto elegante (apparenza/esteriorità) e buono (sostanza/interiorità): come questa cupola di riso all’arancia.
Di forma semi-sferica (parte tondeggiante), con una base solida e piatta (parte spigolosa) che ne assicura una stabilità rassicurante (= SINTESI PERFETTA DI CONTRADDIZIONI).
Dal ricco cuore filante e sorprendente (= CONTENUTI IMPORTANTI).

Dal colore solare che irradia armonia, forza, calore e un che di piccante (= VIVACITÀ INUSITATE).

Poi ancora, sull’imprevedibile fantasiosità delle donne ci sarebbe tanto da dire: un esempio?

La pubblicazione differita (di 15 giorni) di una ricetta (giustificata da problemi pratici), perché no?



Aggiornamento del 26/03/2008
Riso all'arancia
Ingredienti x 4
350 g riso
Succo di 2 arance
1 cipolla
2 spicchi d’aglio
2 gambi di sedano bianco
1 bicchierino di brandy
30 gr di parmigiano grattugiato
60 gr di burro
1 ciuffetto di prezzemolo
1 pizzico di peperoncino in polvere
¼ di litro di brodo
mozzarella (o fontina)
sale

Preparazione
Lavare e tritare finemente al cipolla, il sedano, l’aglio e il basilico e friggere il trito con 40 gr di burro. Unire il riso e fare tostare per alcuni minuti, mescolando con un cucchiaio di legno.
Bagnare con il brandy e fare evaporare. Incorporare il succo d’arancia e il peperoncino. Mescolare e continuare la cottura per 10’, bagnando di tanto in tanto con il brodo bollente.
Levare il riso dal fuoco e farlo mantecare con il restante burro e il parmigiano. Versarlo negli stampi a semisfera e collocare nel cuore dei cubetti di mozzarella (o fontina). Far cuocere nel forno già caldo a 200° per 5’ e sformare nel piatto. Decorare con le fettine d’arancia e servire.

AGGIORNAMENTO
Tutte le ricette della raccolta qui.

13 dicembre 2007

Pacchetti di riso

Aspettando Natale 2007
Si è aperta come ogni anno la corsa ai regali, la caccia affannosa a quello introvabile, originale, ricercato: tutto in una maratona estenuante e vorticosa che fa perdere di vista l'essenza del gesto.
Il regalo non è materia: è idea (studio della persona che lo deve ricevere), è sentimento (è solo per affetto che si dà), è gioia (gioia di anticipazione per chi lo dona, gioia d'aspettativa per chi lo riceve).
Tutto in uno scambio reciproco di pensieri coltivati in segreto, accarezzati in silenzio e immaginati nel cuore che prescindono dal bene stesso: siamo nel regno della fantasia e dei simboli, quindi anche in quello culinario.
Allora diciamo "Auguri" con una pietanza e relativa sorpresa.





Con questo primo-pacchetto partecipo all'iniziativa "Aspettando Natale 2007" di francescav.

Pacchetti di riso
Ingredienti x 4
250 g riso
2 tuorli
70 g parmigiano grattugiato
1 dl brodo
Cipolla
vino
5 cucchiai di piselli
1 bustina zafferano
50 g radicchio trevisano
1 cucchiaio vino bianco
100 ml besciamella
salsa di pomodoro
olio evo
sale
4 foglie di porro


Occorrente Stampi d'acciaio quadrati

Preparazione
Far rosolare la cipolla nell'olio e unire il riso, i piselli, salare, versare il vino e far evaporare. Quindi cominciare ad aggiungere il brodo bollente. Portare il riso a 3/4 di cottura, ritirarlo dal fuoco e aggiungere i tuorli ed il parmigiano (lo zafferano: io non l'ho utilizzato in quanto mi sono accorta all'ultimo momento di averlo terminato). Trasferirlo in un piatto ed allargarlo sullo stesso per evitare che scuocia e per raffreddarlo. Intanto mondare il radicchio e, dopo averlo regolato di sale, farlo andare in una pentolina con l'olio, sfumando con il vino bianco. A cottura ultimata amalgamarlo con la besciamella. Disporre in una teglia gli stampini precedentemente unti e riempirli con il riso, creando una cavità centrale nella quale collocare il composto di radicchio. Completare con il riso restante e passare in forno a 160° per circa 10'. Successivamente, prelevare i timballini dal forno, rovesciarli sui piatti di portata, infiocchettare con le foglie di porro sbollentate e contornare con qualche cucchiaio di salsa di pomodoro.


- Foto serale post-degustazione, con sorpresa svelata -