Visualizzazione post con etichetta Con i fiori. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Con i fiori. Mostra tutti i post

4 luglio 2011

Fiori di zucca farciti con ricotta, zucchine e bottarga

Quando compaiono i fiori di zucca, non ho più dubbi: è arrivata l’estate e del resto, con quel colore caldo e dorato non potrebbe essere altrimenti.
Purtroppo in casa mia arrivano anche i dissidi su come gustarli appieno, perché se è vero che è bello sbizzarrirsi con le varie ricette, in realtà è fritti che danno il meglio di sé e questa volta, alle annose diatribe se ne è affiancata una nuova.

Fiori di zucca ripieni con ricotta, zucchine e bottarga

la pastella ....
Ma procediamo con ordine: quando si tratta di fiori di zucca, non ammetto repliche, per me vanno impastellati e fritti, senza ulteriori interferenze, ma l’altra sera avendo ospiti, sono stata obbligata a farcirli e sulla falsa riga del classico mozzarella ed alici, ho pensato di optare per una “base delicata” con la ricotta, arricchita dalle zucchine grigliate ed infine prima di servire una grattugiata di bottarga.
Troppo per me, così al momento di preparare la pastella, non potendo più tornare indietro, ho cercato di “limitare i danni” e l’ho diluita, in modo che rivestisse i fiori con delicatezza, quel tanto che basta a creare una guaina croccante, il tutto sotto lo sguardo di disapprovazione di mia madre che ha avuto da ridire sulla versione desnuda, ma si sa, lei è una donna d’altri tempi …..

19 settembre 2009

Insalata di fiori di zucca, cetrioli, kanten e rucola

Un esempio di integrazione razziale perfetta, è quella del nipponico kanten che placidamente e allegramente sta insieme ad ingredienti dall’indubbia “mediterraneità”, stemperandone colori e sapori in un baluginio trasparente e avvolgente.
Dal sapore delicatissimo, quasi neutro, è interessante la nota semi-gelatinosa che aggiunge agli ingredienti croccanti, apportando iodio e sostanze minerali in una strabiliante povertà di calorie.
Un assaggio in purezza era doveroso, prima di dare avvio alle sperimentazioni, per saggiarne le qualità di addensante, perché il kanten o cielo freddo (così denominato forse per il colore bianco-grigio tipico delle giornate plumbee), altro non è che l’agar agar*.


Insalata di fiori di zucca, cetrioli, kanten e rucola

17 settembre 2009

Pâté di fiori di zucca

La mia munifica amica, conosciuta ai più per la sue elargizioni vegetali, dopo l’ampio servizio dedicato ai suoi fiori di zucca, me ne ha regalato un altro quantitativo, niente affatto modico, con la consegna di provare il pâté.
Pare che lo abbia assaggiato a casa di amici e si trattasse di un barattolino acquistato da produttori locali, riportandone un ricordo indimenticabile.

Paté di fiori di zucca
Assecondando il tarlo della curiosità dubbiosa (credevo che la risultante presentasse una consistenza cremosa) e documentandomi adeguatamente (cerco sempre di prevenire frustrazioni e sprechi), eccomi giunta ad un pâté dal gusto semplice ed "integrale", preparato con tre soli ingredienti: intrigante sui crostini, interessante come crema per la pasta (se leggermente diluito con un filo d’olio evo) e ideale per tutti gli usi consentiti dal gusto!


5 settembre 2009

Spaghetti in fiore

Se quando si ricevono dei fiori, dopo l’estasi iniziale e dopo aver appassionatamente ringraziato l’autore del gentil pensiero, si corre a cercare un vaso ed una collocazione all’uopo perché si imbevano di luce ancora e regalino alla vista, colori ed amenità; quando si ricevono dei fiori eduli (superate le principianti fasi di meraviglia e di ringraziamenti sinceri), il pensiero affannosamente va al come gustarli al meglio.
Nello specifico i fiori a mia disposizione, avevano più di due giorni di vita (raccolti dalla pianta madre la vigilia del viaggio, mi accingevo a deciderne la sorte all’indomani del trasporto!), circostanza che mi ha fatto desistere dal gustarli a crudo, come avrei voluto.
L’idea fu di comporre un bouquet floreale con gelsomino e fiori di zucca, da abbinare agli spaghetti appena lambiti dallo zafferano. Scartata la prima ipotesi, mi vidi costretta a virare per la cottura dei fiori di zucca, salvo poi comporre in un secondo momento il vagheggiato tris di fiori.
E con i restanti fiori (cucinati come segue)?
Parte II: congelamento in porzioni, per goderne nell’inverno, ma non prima di un buon piatto di spaghetti.

Spaghetti in fiore


Spaghetti in fiore
Ingredienti x 3
100 g fiori di zucca
2 cucchiai olio evo
sale
½ bustina o pistilli di zafferano (ne ho usata 1, ma l’idea era di dare un lieve accenno di zafferano)
300 g spaghetti
fiori di gelsomino non trattati

Preparazione. Aprire delicatamente i fiori ed eliminare il picciolo, lavarli bene, lasciarli sgocciolare e sminuzzarli grossolanamente. Trasferirli in una pentola con l’olio evo, regolare di sale e far cuocere per pochi minuti*.
Cuocere gli spaghetti in acqua salata, scolarli al dente, e saltarli in una padella con il condimento preparato prima e lo zafferano. Guarnire con i fiori di gelsomino e servire.

*Nota: con lo stesso metodo, ho cotto 300 g fiori con 5 cucchiai olio evo, regolando di sale e poi porzionando il tutto, ho provveduto a congelare per coniugare in futuro i fiori con la pasta, anche accompagnandoli alla crema di zucchine.

……………

Parte III qui

…………....

N.B.: Sulla scorta di quanto già chiarito da lei, mi sembra doveroso rammentare che
Dire gelsomino e dire gelsomino siciliano non è la stessa cosa.
Innanzitutto il gelsomino siciliano comincia a fiorire in questo periodo e prolunga la sua fioritura fino ai primi freddi.
Ha un profumo completamente diverso dal gelsomino vero che invece già da un po’ ha terminato la sua fioritura che è unica e non prolungata come quella del parente siculo.
Poi ha un profumo completamente diverso.
Inoltre bisogna anche far attenzione perché il
falso gelsomino o trachelospermum jasminoides o rincospermo è addirittura velenoso."

4 settembre 2009

Fiori di zucca sott’olio

Se le eroine dei romanzi rosa, ricevono dozzine e dozzine di rose rosse da chi, dopo averle osteggiate tanto e dopo lunghe traversie ed intricati equivoci, dichiara il suo amore, rivelandosi quella metà a lungo cercata (chi non ha mai letto un romanzo d’amore negli anni dei sentimenti da sperimentare, scagli la prima pietra!), le food bloggers del terzo millennio provano lo stesso smarrimento misto a stupore e lusinga, se ricevono 3 kg o quasi di fiori di zucca, un po’ più prosaici, ma sempre di fiori si tratta.
Costretti ad un viaggio forzato di 3 ore, sebbene refrigerato, i suddetti fiori mi sono stati mandati da una mia carissima amica, fine conoscitrice dei miei talloni d’Achille e che a sua volta ne ha fatto incetta, interpellando altri amici produttori.
Evaporata l’estasi iniziale, al cospetto di quei petali dolcemente aranciati e quasi impalpabili che intrappolano il sole, la contingenza impone di rimboccarsi le maniche e provvedere alla loro trasformazione in tempi brevi.
Parte I: conservazione sott’olio.
Fiori di zucca sott'olio

Fiori di zucca sott’olio
Ingredienti
300 g fiori
50 g sale
60 g aceto di vino bianco
2 l acqua
olio evo

Preparazione. Aprire delicatamente i fiori ed eliminare il picciolo. Lavare bene e lasciare sgocciolare. Intanto preparare in una capace pentola, l’acqua, aggiungendo il sale e l’aceto ed unirvi a freddo i fiori. Attendere che il tutto giunga ad ebollizione e dopo tre minuti, prelevare delicatamente i fiori con una schiumarola.
Da qui adagiarli su una metà di tovaglia di lino o cotone e ricoprire con l’altra parte, attendendo che si asciughino. Dopo circa 5 ore trasferirli in un barattolo sterilizzato, ricoprire d’olio e riporre in un luogo fresco al buio, rabboccando periodicamente se necessario.
Facoltativo: Aromatizzare a piacimento per esempio invasando un peperoncino rosso o verde (una mezz'ora prima di procedere, lavati, tagliati a fettine sottili, salati e lasciati a sgocciolare): io ho preferito omettere qualsiasi aroma, per preservare da qualsivoglia interferenza, il sapore delicato dei fiori.
Fiori di zucca sott'olio
Nota: I tempi di conservazione sono brevi: all'incirca tre mesi.
………………

Parte II qui e Parte III qui
……………..

Altre ricette con i fiori di zucca

Fiori di zucca farciti con pere e provola e glassa di vinocotto
Fiori di risotto alle zucchine e fiori di zucca

.....................

Questo scintillante vasetto di vetro partecipa a La raccolta delle conserve indetto da succulento e light



22 giugno 2009

Fiori di risotto

Il bianco e il nero
Il bianco e il nero, il giorno e la notte, il maschile e il femminile: la contrapposizione di forze complementari è ben rappresentata dalla filosofia cinese con i concetti dello yin e yang che ne sintetizzano la polarità nel thaiji, l’equilibrio dinamico che regge l’universo ed i microcosmi dai quali è formato.
A volte dopo tanto faticare o semplicemnte all'improvviso, ciò che è antitetico si compone in un ordine naturale: che sapore hanno questi momenti?
La trasposizione gastronomica dello “sciogliersi” delle dualità, può essere rappresentata da questi fiori gioiosi che attingono due non-colori dalla natura: il bianco (yang) del riso carnaroli ed il nero (yin) del riso venere, screziati dal verde-zucchina e dall'arancio-fiori di zucca.
Dimenticavo: sembra che il riso venere, un riso integrale dal profumo intenso e dal gusto deciso, derivi da una varietà cinese …..

Fiori di risotto


Fiori di risotto alle zucchine e fiori di zucca

Ingredienti x 6

240 g riso carnaroli
240 g riso venere nero
2 zucchine (200 g circa)
100 g fiori di zucca
Scalogno
brodo vegetale
½ bicchiere vino bianco Cirò
6 cucchiai parmigiano grattugiato
50 g burro
sale
olio evo

Preparazione. Spuntare le zucchine, lavarle e tagliarle a dadini; tritare al coltello lo scalogno e, dopo aver lavati i fiori di zucca, eliminare il pistillo e tritarli grossolanamente.
Cuocere il riso venere per 35’ e scolarlo.
Lascare appassire i fiori di zucca con lo scalogno, in un po’ d’olio.
Rosolare lo scalogno con il burro e tostarvi il carnaroli, mescolando in continuazione. Bagnare con il vino bianco, lasciarlo evaporare, unire le zucchine, versarvi il brodo bollente gradualmente e proseguire con la cottura. Infine mantecare con il burro ed il parmigiano.
Unire al riso venere i fiori di zucca e mantecare con il parmigiano ed un’idea di burro.
Disporre in ogni piatto i due tagli biscotti e riempirli rispettivamente con il risotto bianco alle zucchine e con quello nero ai fiori di zucca e servire, anche tiepidi o freddi, guarnendo con fiori di zucca al vapore (i miei sono terminati in un men che non si dica).
[Facoltativo un breve passaggio in forno, dei fiori adagiati sulla carta forno, come previsto dalla ricetta originale, ma io l’ho omesso: liberamente tratta da Cucinare bene].

Fiori di risotto

……………..

Altre ricette con i fiori di zucca
Fiori di zucca farciti con pere e provola e glassa di vinocotto
……………..

Un omaggio floreale per ringraziare la mia amica Cocò, giovane mamma in fiore, la prima blogger che ho cominciato a leggere con vivo interesse, nella quale scoprivo volta per volta delle affinità: stesso amore per i dolci, stessa regione di appartenenza, stessa formazione: è lei che mi ha incoraggiata quando le ho chiesto consiglio e che ha colto in me passione e ardore.
Grazie Cocò e Auguri per la nuova grande avventura della tua vita.

Fiore di zucca

16 giugno 2009

Gelato di rose

Dalle vetrine scintillanti, con la promessa di gelide emozioni, i gelati si offrono in varietà di colori e di gusti, toccando le corde più intime di grandi e piccini, in una tentazione arrendevole..
Ardua è l’impresa di scegliere un gusto piuttosto che un altro: optare per il nuovo o affidarsi al preferito?
È un dilemma che si ripete immancabile, comportando il peso di una decisione a volte sofferta, ma che si conclude con la determinazione di lasciare in sospeso quella curiosità da soddisfare la prossima volta ….
Qualcuno di recente, ritiene che dalla scelta del tipo di gelato si possa individuare il profilo psicologico, classificando come persona oculata e accorta chi sceglie un solo gusto e come fantasioso e sognatore chi ne sceglie più di uno.
Mi chiedevo con quale precisione probabilistica si possa applicare la stessa metodica alla scelta del gusto di gelato preferito, per desumere la personalità di pragmatico, creativo, infantile, prosaico, metodico, prepotente, altruista, ecc ….
Avvio la mia personale indagine psicologica, basata su dati empirici, partendo dall’equazione gelato di rose = inguaribile romantico.

Gelato di rose

Gelato di rose
Ingredienti x 2

Sciroppo
[30 ml acqua
10 g petali rose bio
30 g zucchero]
+
50 ml panna
50 ml latte


Preparazione.
Sciroppo di rose. Staccare i delicatamente i petali delle rose (raccolti nelle prime ore del mattino, perché più profumati), lavarli ed asciugarli. Portare ad ebollizione l’acqua con lo zucchero e versare lo sciroppo ancora caldo, sui petali, lasciando in infusione per qualche ora e filtrare.

Filtrare lo sciroppo (non frullare i petali, come ho fatto io, in quanto nel gelato rimangono dei piccoli pezzi!) ed incorporare al latte con il minipimer, aggiungendo infine la panna [e versare il composto nella gelatiera].
[Per il procedimento senza gelatiera] Riporre il gelato in freezer negli appositi stampi o in una vaschetta per il ghiaccio, per un’ora. Successivamente prelevare e frullare a bassa velocità, per rompere i cristalli di ghiaccio e per incorporare aria. Frullare nuovamente dopo due o tre ore e lasciare riposare per due ore ancora.

Prima di gustare, lasciarlo un po’ a temperatura ambiente, perché si ammorbidisca e decorare con petali brinati (spennellati con albume, passati nello zucchero semolato e lasciati ad asciugare).
……………..

Curiosità
Dimmi che gelato mangi

Come capire al primo colpo la personalità di chi ci sta di fronte? L'associazione delle industrie dolciarie italiane (Aidi) propone il suo metodo, particolarmente indicato in vista dell'estate, riassumibile così: dimmi come mangi il gelato e ti dirò chi sei.
La prima opzione e': preferenza per il gelato artigianale o per il gelato confezionato?
Chi preferisce il gelato artigianale, si legge nell'indagine dell'Aidi, e' più vicino alla dimensione gratificatoria-istintuale, mentre chi preferisce il gelato confezionato mostra un quadro di personalità in cui contano maggiormente gli aspetti razionali.
Un'altra opzione di fondo su cui esprimere una preferenza e' quella tra il gelato a cono oppure quello a coppetta.
Il cono e' una figura geometrica partecipe del simbolismo sia del cerchio che del triangolo, ma di cui e' ancora incerto il preciso significato tradizionale. Chi predilige il cono manifesta una sorta di risonanza con lo spirito sublimato di Venere.
Più complicato e' il quadro simbolico della coppa, che si presenta sotto due aspetti essenziali: quello di vaso dell'abbondanza e quello del vaso contenente la bevanda dell'immortalità'.
In ogni caso, mangiare il gelato e' una questione di specifici comportamenti di consumo. Sotto questo profilo vi sono quattro modalità possibili di consumo: leccando, succhiando, a morsi, a morsetti.La modalità più frequente e' quella 'leccando'. Che significato ha? In linea di principio, chi mangia il gelato leccando e' una persona che ama la vita sociale, cioè che partecipa molto volentieri ai contesti sociali e ama conoscere gente nuova. E' la modalità degli ottimisti, e in qualche caso anche degli ambiziosi e di coloro ai quali piace provocare chi sta loro attorno.
Succhiare e' una forma più "infantile" di leccare. Chi mangia il gelato cosi probabilmente e' una persona molto orientata ai legami affettivi intensi, quasi simbiotici.
Chi invece consuma il gelato a morsetti tende ad essere una persona piuttosto attenta e cauta in ogni circostanza della vita. Una persona che non ama prendere decisioni affrettate, gentile e sensibile e prevalentemente riflessiva. Chi mangia il gelato leccando e' più un estroverso, chi lo consuma a morsetti e' più introverso.
Più rara e' la modalità di consumo a veri e propri morsi. Chi mangia il gelato in questo modo ha buone probabilità di essere una persona piuttosto testarda, che vuole decidere di testa propria, seguire a tutti i costi la propria via. Una persona che ama lavorare e tendenzialmente molto sincera.
Infine una curiosità: cosa vuol dire mangiare il gelato dalla parte inferiore del cono? Non c'e' accordo generale sul significato di questo comportamento, ma si pensa che potrebbe essere il segno delle personalità "vincenti".
[di Kruger Agostinelli]

29 aprile 2009

Zeppoline salate alle margherite e pinoli

L’equazione primavera = fiori è tanto ovvia quanto vera: come non associare alla primavera, lo schiudersi di miriadi di corolle colorate e vezzose, in cerca di sole amico. Ogni essere vegetale, in primavera, sollecitato dal nuovo tepore, si esprime per fiori, antesignani di frutti e/o di semi, in un ciclo di vita che si rinnova con forza. La primavera è la stagione che preferisco, quella che più di ogni altra, rappresenta la vita, quella che mi ha dato i natali.
Se dovessi raffigurarla con una pietanza, questo sarebbe il mio scatto-gastronomico:

Zeppoline salate alle margherite e pinoli

Margherite sotto vetro, avvolte in croccante doratura

L’idea nasce da una fugace lettura invernale de L’Enciclopedia della Cucina Italiana che proponeva una frittata di zucchine e petali di margherite. Elaborando lo spunto e rispettando il candore delle margherite, ho trovato congeniale racchiuderle in un involucro croccante, dal cuore soffice, per un aperitivo floreale, delicato e semplice.

Zeppoline salate ai petali di margherite e pinoli


Zeppoline salate alle margherite e pinoli
Ingredienti
300 g farina 00
300 ml latte
10 g lievito di birra
sale alla vaniglia (sale + bacca di vaniglia)
1 cucchiaio di vino bianco Cirò
10 margherite non trattate
3 cucchiai di pinoli
Olio evo

Preparazione. Lavare le margherite [dovranno essere non trattate, non vicine ad altre piante trattate, non esposte a smog] e lasciarle a bagno con il bicarbonato, quindi sciacquarle bene e lasciarle su un telo ad asciugare.
Impastare nel mixer la farina, il latte, il lievito (sciolto in un po’ di latte caldo) ed il sale alla vaniglia. Riversare il composto in una ciotola, coprire con pellicola e riporre in un luogo al riparo da correnti o nel forno pre-riscaldato per lievitare.
Dopo circa un’ora, amalgamare alla pasta, il vino, i pinoli ed i petali di margherite.
Scaldare l’olio, facendo attenzione a non superare il punto di fumo e friggere per immersione piccoli quantitativi del composto, prelevati con un cucchiaio volta per volta intinto nell’acqua.
Trasferire le zeppoline su carta da cucina per eliminare l’unto in eccesso e servire ben calde.

Zeppoline salate alle margherite, pinoli e sale alla vaniglia

A causa della mancanza di spirito di protagonismo delle margherite, le stesse non sono percepibili né dal punto di vista visivo/cromatico, né da quello gustativo, per cui la prossima volta proverò a sostituirle con altri fiori edibili … chissà, forse anche con i profumati fiori di gelsomino …

MEMO: Non riversare l’olio fritto nel lavello, ma richiuderlo in una bottiglia e smaltirlo secondo le modalità dovute!

----------

La mia primavera per il CONTEST "CATTURA QUESTA STAGIONE: PRIMAVERA!" ...cattura i sapori, gli odori di questa stagione, in un barattolo di vetro!... indetto da fabietto


27 agosto 2008

Fiori di zucca farciti e glassa di vinocotto

Stress da rientro e Fiori di zucca anch’essi stressati
4 agosto: dopo un viaggio rocambolesco, un ritorno con il botto

Fiore di zucca


per venire alla luce, Gaia, una meravigliosa creaturina dalla pelle nivea e dagli occhi chiari (forse come i miei), ha aspettato me, una zia tutto dire.
Dopo il nostro emozionante incontro, finalmente a casa e…. un piccolo, increscioso incidente: tanta preoccupazione, per fortuna presto evaporata e dopo il gran trambusto, un nuovo e gravoso tran tran tutto da organizzare ….
Cambiamento di ritmo, forti emozioni e nuovi impegni: uno stress da rientro considerevole, ben rappresentato da questi fiori di zucca che dopo l’avventuroso viaggio e una lunga sosta forzata in frigo, hanno cercato di offrire il meglio di sé, nonostante tutto.

Fiori farciti con provola e pere e glassa di vinocotto


Fiori di zucca farciti con pere e provola e glassa di vinocotto
Ingredienti x 2
6 fiori di zucca
250 g pere
150 g provola
sale
vinocotto di uve Cirò

Preparazione. Lavare i fiori di zucca e disporli su un telo ad asciugare e successivamente eliminare delicatamente il pistillo.
Lavare le pere, sbucciarle, tagliarle a dadini e tuffarle nel mixer, unitamente alla provola, anch’essa cubettata.

Provola e pere

Mixare e con il composto ottenuto, farcire i fiori. Riporli nel cestello a vapore, regolare di sale e cuocerli per 5’, dall’ebollizione dell’acqua.
Scoperchiare, attendere che si intiepidiscano, prelevarli delicatamente e disporli sul piatto di portata.
Prima di servirli (li consiglio freddi), glassarli con il vinocotto.

Fiori farciti e glassa di vinocotto


News: Stress da rientro si combatte a tavola. La Coldiretti ricorda che il ritorno in città dopo lunghe vacanze estive con la ripresa quotidiana del lavoro, comporta un cambiamento di ritmi che può provocare una situazione di stress che una corretta alimentazione a tavola può aiutare a combattere, soprattutto con la frutta e la verdura dalle proprietà benefiche, in molti casi anche rilassanti.
A ciò si aggiungano le potenzialità dietetiche, per compensare gli "sgarri" commessi sotto l'ombrellone dai tanti italiani che non sono riusciti a seguire un corretto regime alimentare durante le vacanze e si trovano così ora con qualche taglia in più e il fegato affaticato anche per il consumo di alcolici.
La frutta e verdura di stagione è dunque una farmacia naturale che esprime il massimo delle potenzialità in questi giorni quando è più varia l'offerta.
-----------

Ricette dolci con il vinocotto
Panna cotta con vinocotto

5 giugno 2008

Sfere di ricotta rosata

Ho sempre considerato il pericoloso approssimarsi alla data di scadenza o di deperibilità degli alimenti in sosta forzata in frigo, come una delle fonti di ispirazione e creatività gastronomica, tra le più vivide.
Per questo leggendo della “raccolta-RicicLoRicEtta” indetta da cipolla di gustosa…mente, ho deciso di aggiungerne una mia, alla già ampia e variegata casistica.

La mia più recente riciclo-ricetta, nasce da una storia d’amore, una storia rosa!
Tutto ebbe inizio da una nobile ricotta vaccina di un produttore locale che, in parte utilizzai immantinente, donandola in sposa a delle nespole raccolte da mani amiche, in un’unione felice che ha tuttavia destato qualche chiacchiera.
La restante ricotta, non disdegnò di fare bella mostra di sé in frigo, in paziente e fiduciosa attesa di incontrare l’ingrediente giusto. I giorni passarono e le aspettative di felicità futura, si velarono di ombre deludenti … fino a quando non fiorirono nel mio giardino (cioè quello di mia madre) delle piccole e delicate roselline e amore al primo sboccio fu!
Un amore di ricetta (da riciclo)!


Sfere di ricotta rosata
Ingredienti x 4
200 g ricotta
2 albumi
mollica di pane qb
petali di rose non trattati qb
sale
olio evo

Preparazione
Schiacciare la ricotta con i rebbi di una forchetta, regolare di sale ed incorporarvi gli albumi, la mollica precedentemente ammollata nel latte (qb a stabilizzare il composto) ed i petali, precedentemente lavati ed asciugati (tagliuzzati grossolanamente: le mie rose erano mignon e ho usato i petali per intero). Amalgamare il tutto e modellare delle sfere di grandezza media.

[Prima di friggere le sfere, si possono vestire di pastella, in modo che a fine cottura, formino una crosticina croccante. Al contrario, spinta da un irrefrenabile romanticismo, ho scelto deliberatamente di saltare questo passaggio, per lasciare i petali, liberi di fiorire nell’olio, uno spettacolo imperdibile!]. Scaldare l’olio e quando raggiunge il punto di fumo, tuffarvi le sfere. Prima di servire, lasciare per un po’ sulla carta da cucina, per assorbirne l’unto in eccesso.

Aggiornamento

La raccolta completa delle RicicLoRicEtte qui

9 maggio 2008

Fritta-stella di sambuco

Non c’è nulla di più poetico dei manufatti che i bambini preparano all’asilo per festeggiare le loro mamme. Li trovo così poetici che, spinta da un'inguaribile romanticismo o dalla sindrome di Peter Pan, continuo ancora a preparare qualcosa per la mia mamma il giorno della sua festa.
Quest’anno mi sarebbe piaciuto regalarle un dipinto mio: una madre e un figlio, un’unica entità indistinta, in un abbraccio liquido senza tempo, l’immagine della vita.
Non avendo ahimè, alcun briciolo di talento per le arti figurative e dovendo accontentarmi della sola arte (dell’arrangiarsi) immaginativa, ho pensato di regalarle tanti minuscoli fiori stellati



racchiusi in una stella dorata per ringraziarla di tutte le volte che ho chiesto la luna e lei l’ha condotta a me!!!

Auguri mamma!



Frita-stella di sambuco
Ingredienti
1 uovo
Sale
2 cucchiai di fiori di sambuco
Olio per friggere

Preparazione
Sgusciare le uova in un piatto e sbatterle con una forchetta, quindi unire i fiori di sambuco e regolare di sale. Ungere d’olio una padella, collocarvi al centro l’apposito stampino e cuocere la frittata. Al termine disporla su un foglio di carta da cucina, per asciugare l’unto in eccesso e guarnire con fiori di sambuco prima di servire.

Il colore “stella cadente” dei fiori di guarnizione vuol augurare a tutte le mamme la realizzazione dei loro desideri!

Auguri mamme!

………………

Altre ricette con il sambuco
Fiori di sambuco

Fiori di sambuco sott’olio

Se il vino è il nettare degli dei, qual è il cibo degli dei?
Ve lo siete mai chiesto?
Forse è una domanda fine a se stessa, ma io mi sono data una risposta: i fiori ovvero quanto di più bello, voluttuoso e godibile possa esistere in natura; i fiori che si offrono con bontà e leggiadria in varie fogge e profumi inebrianti.
Successivamente anche gli uomini hanno cominciato ad apprezzare: “dall’antichità al medioevo ogni civiltà ha utilizzato fiori in cucina: egizi, romani, giapponesi, usavano i fiori nelle loro gastronomie. I fiori fanno da sempre parte della nostra alimentazione: chiodi di garofano, zafferano, broccoli, carciofi, acqua di rosa “ fiori di zucca, fiori di sambuco


In questo periodo i sambuchi sono in fiore ed inondano le strade di un profumo intenso, dolciastro e ammaliante, lasciando cadere ad ogni refolo di vento, un’impalpabile polvere dorata e stellata …
Conservarla si può: in oro liquido (olio evo), seguendo una ricetta l’origine della quale si perde nella notte dei tempi.






Fiori di sambuco sott’olio

Ingredienti
Fiori di sambuco
Olio evo

Preparazione
Raccogliere le infiorescenze del sambuco, lavarle ed attendere che si asciughino perfettamente. Poi avvolgerle in un canovaccio di cotone e conservare per 2-3 giorni al buio sotto una coperta (una volta recisi dalla pianta si scuriscono, perché molto sensibili alla luce). Successivamente sgranare pazientemente i minuscoli fiori, invasarli in un vaso di vetro sterilizzato e ricoprire di olio evo.




Nota: E' consigliabile utilizzare i fiori entro 1 mese dalla conservazione, oltre il quale il loro aroma forte ed inconfondibile, comincia a scemare, mentre l'olio dimostra una longevità più spiccata.

18 aprile 2008

Torta con le margherite

La mia torta di compleanno: Torta margheritosa
Alcuni giorni fa leggendo, come d’abitudine francescav, mi sono ricordata di un articolo letto qualche tempo relativo al Flower Power*:
Ammaliata da queste mescolanze e motivazioni, ho iniziato a leggere alcune ricette di A. Della Porta (un avvocato che nel tempo libero scrive ricette di torte e fiori) ed ammirandone qualche foto di Dolci & fiori, ho fantasticato sulla mia torta di compleanno, immaginandola incoronata da candide margherite, i miei fiori preferiti e illuminata d’argento, dai sapori classici (limoni/limoncello e bergamotto), anch' essi presi in prestito alla natura, per deliziarsi prima del rituale m’ama non m’ama!

un connubio apparentemente singolare quello di fiori e cibo. In realtà è uno sposalizio antico che risale ai primi popoli mediterranei che utilizzavano piante commestibili nella loro cucina. Il mondo dei fiori si sposa con quello gastronomico e la moda impazza ormai in tutta Europa: le architetture si rinnovano, gli ambienti si ridisegnano e si moltiplicano i posti dove la passione per la tavola si unisce a quella floreale, regalando agli avventori piacevoli degustazioni nella cornice di colorati bouquet. Belli da guardare e da annusare i fiori, nel loro matrimonio con il cibo, danno vita alle situazioni più inaspettate. Da sempre semplici ornamenti a veri e propri ingredienti di gustose pietanze, i petali si trasformano e si adattano alle diverse esigenze e si mescolano in cucina nei modi più disparati. Ne nascono le esperienze più stravaganti ed originali.
Torta con le margherite

Torta margheritosa
Ingredienti
Pan di Spagna

6 uova
95 g amido
100 g farina 00
190 g zucchero
1 bustina lievito
buccia grattugiata limone biologico

Crema chantilly (all’italiana) al limoncello
500 ml latte
2 tuorli
90 g zucchero
60 g amido
3 scorze di limoni biologici
100 ml panna
1 bicchierino di limoncello

Crema chantilly (all’italiana) al bergamotto
100 g crema al bergamotto
3 cucchiai colmi di panna montata circa

Bagna
limoncello

Decorazione
200 ml panna
Confettini argentati
20 g cioccolato fondente
Margherite non trattate

Occorrente
Teglia diametro cm 28
Teglia diametro cm 14

Preparazione
Pan di Spagna
Separare i tuorli dagli albumi in due ciotole distinte e sbattere i primi con lo zucchero. Successivamente montare a neve ferma gli albumi e successivamente unirli ai tuorli. Aggiungere a pioggia l'amido, la farina, il lievito, la scorza di limone grattugiato e rimestare delicatamente con la frusta, dal basso verso l'alto, fino ad ottenere un composto omogeneo. Versare il composto in una teglia imburrata e spolverizzata con farina bianca e passare in forno per 30'. Quindi sfornare e lasciare raffreddare.
Crema chantilly (all'italiana) al limoncello. Preparare la crema pasticcera mescolando in un tegame lo zucchero con l’amido e i tuorli, aggiungere il latte a filo affinché non si formino grumi. Unire le scorze di limone biologico e cuocere fino a quando la crema non si sarà addensata. Togliere le scorzette e aggiungere il limoncello. Al termine versare la crema in una ciotola e lasciarla raffreddare, mescolando di tanto in tanto per evitare che si formi la pellicina in superficie. Montare la panna a neve ben soda ed incorporarla delicatamente alla crema ben fredda, rimestando delicatamente con la frusta, dal basso verso l'alto ed aromatizzare con il limoncello.
Crema chantilly (all'italiana) al bergamotto. Montare la panna ed amalgamarle delicatamente alla crema di bergamotto, fusa a bagnomaria e lasciata intiepidire.
Montaggio. Rivestire la teglia più piccola con della pellicola per alimenti, trasferirvi la crema chantilly al bergamotto perché si rassodi. Tagliare il pds in due strati, irrorare il primo con il limoncello e disporvi il disco di crema chantilly al bergamotto (dopo averlo liberato dalla pellicola); intorno farcire con crema chantilly al limoncello. Inumidire leggermente con altro liquore, la parte interna del secondo strato di pds e riporlo sulla base farcita.
Decorazione Ricoprire la torta con la panna montata, livellando bene con un coltello a lama lunga e decorare i fianchi con dei motivi a piacere. Scrivere “Buon Compleanno” al centro con il cioccolato fuso in un conetto di carta, guarnire con i confettini argentati e vivacizzare con le margherite (ben lavate ed asciugate).
Torta con le margherite e chantilly al limoncello e bergamotto
*La tendenza a rendere il connubio di fiori e cibo un’operazione commerciale di successo si è sviluppata lentamente a partire dai Paesi del Nord Europa, Olanda in primis, già da qualche anno. Nei dintorni di Amsterdam, infatti nel parco Frankendael, dal 2001è stato allestito un ristorante all’interno di un’antica serra. Il progetto è stato voluto e sostenuto dal famosissimo cuoco olandese Gert Jan Hageman che ha salvato l’edificio dalla demolizione proponendo al comune della città di convertirne l’uso appunto, in un ristorante. I piatti sono cucinati con prodotti biologici coltivati nei dintorni. La cucina è circondata, infatti, da un terreno fertile dove crescono erbe e verdure di ottima qualità e i cuochi possono esprimere la loro creatività con ciò che offre la stagione. Questo è uno tra i più riusciti esempi di sposalizio di fiori, ambiente e buona cucina.
AGGIORNAMENTO
Ho ricevuto questo regalo da
una carissima amica.
Grazieeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!