9 settembre 2014

Tabbouleh di verdure e feta grigliate

Ho scoperto che alcune pietanze, più di altre, destano il sorriso e la curiosità dei commensali, come un  bel piatto unico, ricco di verdure e profumi, dal quale tutti si possono servire con generose cucchiaiate e godere dei diversi sapori ben amalgamati tra loro 

Tabbouleh di verdure e feta grigliate

vedere poi capitolare i palati più tradizionalisti come il mio papà, è stata una grande soddisfazione, ma ciò che mi ha lasciata sconcertata è stato il suo commento quasi laconico, sul bulgur (un grano spezzato, di tipica lavorazione mediorientale) che pare nella tradizione calabrese si usasse cucinare ….

Non sono riuscita ad approfondire oltre, ma spero di farlo prossimamente, per intanto ve lo consiglio con una piccola nota: la ricetta originale prevede la cottura sul bbq di verdure e feta, ma posso dire, senza tema di smentite che anche la cottura casalinga su griglia, ha una ottima resa.

2 settembre 2014

Gelo di pesche al doppio amaretto

In famiglia siamo solo in tre, eppure frigo e dispensa vorrebbero dimostrare il contrario, traboccando di frutta e verdura: non si tratta di acquisti compulsivi, come potrebbe sembrare, poiché soddisfano il nostro fabbisogno quotidiano e costituiscono gli ingredienti principe dei patti che consumiamo con gusto a tavola.
Quando ho saputo del’iniziativa Selezione di stagione, promossa da Simply che offre a prezzi modici, il fine settimana una cassetta con frutta e verdura di stagione, mi sono incuriosita e anche se ho avuto qualche difficoltà nei punti vendita calabresi, vicino a casa, sono comunque riuscita ad approvvigionarmi di una discreta quantità di dolcissime pesche succose (e non solo!).
Da lì a farne un dolcino fresco e leggero, il passo è stato breve.

Gelo di pesche al doppio amaretto

sono partita dall’idea del siculo gelo di mellone, per ottenere un simil budino con pesche al 100% ed ho aromatizzato il tutto con liquore all’amaretto, servendo il tutto con amaretti sbriciolati per la parte croccante, ma ci stanno bene anche delle scaglie di cioccolato bianco.
Il colore, la trasparenza, la consistenza del dolcino, potrebbero variare a seconda del tipo di pesche utilizzate, ma di certo non sarà mi deludente.


29 agosto 2014

Ghiaccioli di fichi d’India al profumo di gelsomino

L’ultima mania di questo mese che volge al termine, sono stati i ghiaccioli: mi sono divertita un mondo a gelarne con ogni tipo di frutta. Sembrerebbe una nota di poco conto, se non fosse che, pur avendo sempre amato ogni sorta di gelato, ho sempre detto di no ai ghiaccioli, finché quest’anno non ho scoperto questi

Ghiaccioli di fichi d’India al profumo di gelsomino

che non sono quelli comuni con sciroppo di zucchero e frutta frullata, ma con lo yogurt greco che conferisce loro una corposità del tutto simile a dei gelati cremosi (anche se presentano i cristalli di ghiaccio, perché il composto non è mantecato).
Risultano quindi piacevolissimi e scioglievoli al palato, rinfrescanti, dissetanti e appaganti.
Questi in particolare, evocano la Sicilia: sono con i fichi d’India, li ho aromatizzati con i fiori di gelsomino e li ho serviti con altri fiori appena raccolti. Il profumo è appena percettibile, ma di certo suggestivo.
Quanto ai semi, gli amanti di questi deliziosi frutti non tollerino che ne vengano privati e così quando ho preparato i primi ghiaccioli, li ho lasciati, ma confesso che per la seconda tranche, li ho filtrati.

Fate un po’ voi, vi dico solo che una volta provati, non si torna indietro.

11 agosto 2014

Sformatini di mezze maniche e melanzane alle due ricotte


Nelle ultime settimane il tempo da dedicare alla cucina si è notevolmente ridotto e, cercando di organizzarmi al meglio, griglio ogni sorta di verdura estiva che poi ripongo in frigo e all’occorrenza utilizzo, sapendo di avere già pronto un buon contorno (che per me si trasforma in piatto unico) o un’ottima base per comporre insalate di pasta, riso, cereali e non o ancora per dare carattere alle allegre bruschette serali …..
Tuttavia nei prossimi giorni avrò ospiti e dovrò sforzarmi di variare, così passando in rassegna qualche ricetta veloce da preparare, mi sono tornati in mente questi timballini di pasta fredda (con le melanzane grigliate, tanto per cambiare!

Sformatini di melanzane alle due ricotte - Estate

preparate qualche anno fa con la pasta Garofalo gluten free (trovate la ricetta anche sul sito).
E’ una ricetta elegante, leggera e che si può preparare in più tempi: gli ospiti gradiranno?

8 agosto 2014

Pesto di pomodorini confit

Quando cominciammo a preparare i primi pomodorini confit della stagione, mia sorella manifestò subito l’idea di farne un pesto

Pesto di pomodorini confit

ed io non me lo sono certo fatto ripetere due volte …..
Ho scoperto così un condimento avvolgente e cremoso che abbraccia la pasta con tenacia e svela un gusto diverso dai pomodorini confit in purezza, ma la cosa ancora più curiosa è che con lo stesso procedimento, cioè frullando i pomodorini solo con olio, si ottiene una salsa molto particolare.
Nell’una o nell’altra versione, è da provare, per portarlo con sé in vacanza o per regalarlo all’amica in partenza …. 

4 agosto 2014

Pomodorini confit al peperoncino

Ultimamente il cellulare è divenuto una mia estensione naturale: mi aiuta a documentare  molte fasi della giornata, per condividerle con le persone care e ovviamente non esce indenne da tale mania, ciò che accade in cucina.
Così qualche giorno fa, mentre ero intenta a preparare i pomodorini confit

Pomodorini confit al peperoncino

fotografavo i vari step e li inviavo a mia sorella  ….
In un men che non si dica, si ritrovò, suo malgrado a “ripercorrere i miei passi” per ottenere quelle “gemme rosse” dal gusto delizioso, capace di rendere speciale anche un semplice crostone.
Il segreto sta nel prepararne un bel po’, aromatizzandoli a piacimento (io questa volta ho scelto come spezia principe il peperoncino secco) e poi tenerli in un vasetto di vetro, per gli utilizzi più svariati.
Di recente mi sono piaciuti molto con la pasta (un classico), insieme ai fiori di zucca appena appassiti nell’olio caldo e poi rallegrati dal provolone piccante grattugiato o dalla feta sbriciolata, ma ho in mente altre sperimentazioni.


24 luglio 2014

Gazpacho di talli di zucchine

Il piatto che più rappresenta l’estate per me è il gazpacho: è così evocativo il suo sapore/ricordo che nella mia mente riesce a prevaricare su altre pietanze italiane che pur dovrebbero essere legate più intimamente al mio “sentire la calda stagione” …
Questa zuppetta fredda andalusiana, costruita con pochi e poveri ingredienti, ammalia per il suo essere dissetante, rinfrescante ed appagante e per quelle note di gusto che solleticano le papille in un’armonia unica.
E’ una ricetta perfetta e come tale, presta il fianco a mille varianti ed io non immune a questa mania, ne ho messo a punto un clone dall’animo calabrese,

Gazpacho di talli di zucchine

con i talli di zucchine: si tratta della pianta che produce le zucchine e che comprende delle larghe foglie, vagamente “pelose”, lunghi steli cavernosi e teneri e qualche minuscola zucchina e/o fiore, un mix di vegetali dal sapore delicato, ma interessante che io amo a dismisura (qui alcune immagini).
Con questa zuppetta fredda, per me è arrivata l’estate.


22 luglio 2014

Sbriciolata di farro con crema pasticcera e pesche caramellate

In giugno abbiamo organizzato i festeggiamenti per le nozze d’oro dei miei genitori e poiché tra la conclusione della cerimonia religiosa ed il pranzo intercorreva un certo numero di ore, ho dovuto imbastire un mini buffet che facesse da cornice alle gioiose chiacchiere familiari.
Proprio in quei giorni avevo avuto modo di provare le mini sbriciolate e così ho pensato che la versione originale potesse essere perfetta per l’occasione e sopratutto che ben si adattasse ai miei tempi

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Qualche piccola modifica rispetto all’originale di Lydia: la farina di farro (in luogo di quella di grano), un uovo nell’impasto e le pesche caramellate (in sostituzione delle ciliegie quarantine) come nota dolce a sorpresa ... et voilà, pochissimo impegno ed ottima resa.
È piaciuta a tutti ed ha deluso mio cognato che per il prosieguo, contava di rifugiarne nel suo “cestino da viaggio” qualche porzione che sperava sarebbe avanzata 


17 luglio 2014

Crema di semi di girasole

Ho sempre saputo di non avere il pollice verde e tuttavia la consapevolezza di questo limite non mi ha disturbata affatto, finché non ho dovuto prendermi cura delle piante mia madre ed il senso di responsabilità ha cambiato il mio approccio con il mondo vegetale ….
I risultati sono stati soddisfacenti con alcuni esserini verdi ed un po’ meno con altri (se consideriamo la semina della rucola, spuntata per poi autodistruggersi dopo pochi giorni o il rinvaso nefasto di timo e menta che pure l’anno scorso erano il mio orgoglio o la triste sorte delle margherite suicide ….) e così quando in primavera mi hanno regalato una manciata di semi di girasole da seminare, ho esitato a lungo ….
Dopo la semina però mi sono emozionata nel veder spuntare i primi virgulti e nell’ammirarne ogni mattina la crescita notevole, fino all’entusiasmo dei primi boccioli che nel giro di pochi giorni si sono schiusi, liberando i petali gialli: quelle volitive corolle in cima a fusti esili e lunghi, sono ormai il mio orgoglio.
Mi sono poi prefigurata il tempo del “raccolto” che verrà e mi sono ricordata di un pacchetto di semi di girasole, prossimo ala scadenza che giaceva in dispensa ed ho cominciato ad usarli a iosa nelle insalate, sul pesce grigliato (dopo averli tritati grossolanamente, “effetto crumble”) e persino a sgranocchiarli come snack, finché non mi sono imbattuta in questa crema

Crema di semi di girasole

che sul fronte del gusto si è rivelata una leccornia allo stato puro, tra l’altro dotata di estrema versatilità: ottima compagna di cracker, bruschette o freselle, base per piade (chissà se troverò il coraggio di condividere la mia versione eretica con il rinfresco che per ora è molto gettonata in casa mia), condimento per paste fredde o non (eventualmente contemplando l’aggiunta del formaggio) e chi più ne ha, ne metta.


Non dovrei dirlo, ma penso che non sarò tanto dispiaciuta quando i miei girasoli sfioriranno.

5 luglio 2014

Polpette di melanzane

Quando da bambina tornavo a casa, lasciando la spiaggia il tempo necessario per pranzare, trovavo molto spesso ad accogliermi il profumo delle polpette di melanzane che sfrigolavano nell’olio caldo, per essere poi disposte a montagnola in un grande piatto, guarnito con le foglie di basilico a diffondere l’aroma dell’estate.

Polpette di melanzane

Cominciavo ad assaggiarne una, prima ancora di sedermi a tavola, con la certezza che quello sarebbe stato il mio pranzo, anche se gli adulti erano di parere contrario, fedeli osservanti del “pranzo completo con più portate a qualsiasi latitudine e condizione climatica”.
Ogni volta le deliziose polpette erano diverse: se la mamma le preparava solo per noi bimbi, toglieva la buccia, mentre se erano destinate anche agli adulti, erano riconoscibili ad occhio nudo per quei cubetti violacei, incastonati come canditi golosi.
A volte erano tonde, con il cuore filante e la crosticina croccante, le mie preferite (rotolate in una pastella con acqua e farina e poi nel pangrattato, prima della frittura) o morbidissime se aggiungeva una patata, dietro suggerimento di una sua carissima amica ….
Da canto mio, non amo modificare le “polpette dei ricordi”, ma se proprio voglio dare loro una verve nuova per sorprendere gli ospiti, opto per la versione tonda, con panatura esterna e nel cuore colloco un cubetto di provola e dei pomodori secchi (tritati finemente al coltello o frullati con l’olio, quando preparo il patè per i crostini).
E voi che ricetta seguite?

30 giugno 2014

Crumble di prugne e fragole al mais e mandorle

Subisco un’attrazione invincibile per il rosso e ad ogni confronto la mia resa è totale e consapevole: anche la frutta non si sottrae a ciò che sembra essere una legge, così quando ho acquistato delle bellissime pugne rosse, ho pensato da subito che sarebbero state degne protagoniste di un crumbe

Crumble di prugne e fragole al mais e mandorle

prefigurandomi i deliziosi rivoli cremisi che in cottura sarebbero affiorati in superficie, screziando le briciole dorate per poi tracimare e solcare gli stampi di ceramica, diffondendo un profumino delizioso …..
Così le prugne più mature sono finite a tavola e quelle più sode in un crumble: il leggero accenno acidulo è stato stemperato e arricchito dalla confettura di fragole a pezzettoni  e la farina di mais ha conferito quella certa rusticità che lo ha reso interessante.

27 giugno 2014

Pesce stocco in umido

Il luogo in cui abito, Cirò, nonostante sia un piccolo borgo, è noto per essere il territorio d’elezione del vino calabrese più famoso, ma non tutti sanno che ha dato i natali ad un santo, San Nicodemo il quale si allontanò da lì, per vivere da asceta a Mammola, località in provincia di Reggio Calabria.
La venerazione per tale figura è molto sentita e tante sono le celebrazioni organizzate in suo onore: in occasione di uno dei primi gemellaggi tra i due comuni interessati, i pellegrini di Cirò che si recarono a Mammola, furono accolti con una serie di pietanze a base di pesce stocco (= stoccafisso) e in seguito ai racconti di quei giorni, narrati con grandi enfasi, per me lo stocco ha assunto un significato quasi mistico, finché non l’ho assaggiato in una delle sue declinazioni più classiche

Pesce stocco in umido

e da allora, per me il modo migliore per gustarlo è proprio in umido, con quel sughino rosato e le olive nere a far da contrappunto.
Difatti se il baccalà è uno dei piatti cardine della nostra cucina, lo stocco è pressoché sconosciuto e quasi introvabile e giorni fa mi sono ritrovata a cucinarlo per la prima volta, non senza un certo timore, poiché temevo di tradire i ricordi degli assaggiatori.
Dopo una serie di consulti telefonici con le esperte di famiglia, mi sono avventurata nella preparazione: per tutte le fasi di cottura l’ho osservato e annusato di continuo, per capire se tutto procedeva per il verso giusto, l’ho servito a pranzo al mio papà per avere un primo riscontro e a cena la degustazione ufficiale con il resto della famiglia ….

23 giugno 2014

Biscottini ricchi integrali

Ultimamente la mia fantasia si accende solo per i dolci e mi ritrovo a sfornarne in quantità, ma per fortuna (la mia linea e la mia salute ringraziano!) non li gusto mai da sola, anzi molto spesso a stento riesco a salvare una seconda porzione per me.
Per alleviare ulteriormente i sensi di colpa, sto incrementando l’uso di farine e zucchero integrali (o miele): ho acquistato da poco per esempio la farina di grano saraceno e di segale integrale ed ero curiosa di sperimentarne la resa, mixandole. 
Per caso ho scoperto questa ricetta di biscotti

Biscottini ricchi integrali

ho deciso di provarli, ma in corso d’opera ho constatato che la quantità di frutta secca richiesta era davvero notevole e mi sono chiesta se per caso non avessi sbagliato stagione …
Tuttavia analizzando meglio la ricetta, ho constatato che la quantità di burro è irrisoria e la presenza dei semi arricchisce i biscotti, rendendoli simili per composizione alle barrette energetiche home made (cosa non fa la forza della convinzione!).
Così ho perseverato e mai decisione fu più giusta, perché i biscottini si sono rivelati un vero jolly. Una volta preparati, si conservano nella canonica scatola di latta, per poi tirarli fuori ad ogni occasione: per gustarli nature o apprezzarli con un vino liquoroso o per dare verve ad una coppa di  gelato, sbriciolandoveli sopra .... in altre parole, ogni scusa è buona! 

12 giugno 2014

Sbriciolata integrale di segale con confettura di fragole

Salvo rare eccezioni è la sera che finalmente libera da doveri, impegni e/o impicci, vivo la mia “vita virtuale” e curo queste pagine a me care: è la fase più bella dell’intera giornata, ma nell’ultima settimana tutto ciò ha perso attrattiva per me …
Mi sta capitando sempre più spesso di abbandonare il pc, in favore del nuovo panorama che offre il balcone della mia stanza.
Hanno demolito una vecchia costruzione disabitata e il nuovo scenario che mi si apre davanti è fatto di nuovi spazi da conoscere visivamente e memorizzare in una mappa interiore in cui identificarmi: finestrelle illuminate si aprono su vicoletti stretti che conducono a portoni arcati, tetti posti ad altezze digradanti che riflettono i bagliori della luna e in lontananza, un fianco collinare abitato da pale eoliche che il buio della notte rende presenze invisibili.
Così godendomi il fresco, mi lascio rapire da questo paesaggio pittoresco e tra una conversazione telefonica e l’altra con i miei cari, sorseggio una bibita e/o sbocconcello un dolcino: l’ultimo che ho sperimentato è questo

Sbriciolata integrale di segale con confettura di fragole

la classica sbriciolata in versione monoporzione, una ricetta che Lydia ha condiviso sulla mia rivista di cucina del cuore: ho però apportato delle modifiche per provare la farina di segale integrale appena acquistata che “ho tagliato” con farina di mais (in fondo la sbriciolata è parente della sbrisolona!) e semola di grano duro (per accentuarne l’animo rustico), ho dolcificato con zucchero di canna mascobado, per quel particolare aroma che ricorda la liquirizia ed ho aggiunto i pistacchi di Bronte per ottenere una piacevole nota croccante, il tutto a racchiudere un cuore delizioso di confettura di fragole home made.
Mi sa che sarà un must delle prossime serate estive!

9 giugno 2014

Tarte royale alle ciliegie

L’estate è esplosa negli ultimi giorni e con essa affiora prepotente l’esigenza di stare fuori, all’aria aperta il più possibile, per godere di quel senso di libertà che solo la natura suscita.
Così balconi, verande e giardini, diventano i luoghi più ambiti e una volta in relax, ogni scusa è buona per gustare un dolce, eventualmente con le ciliegie biologiche ricevute in regalo ....

Tarte royale alle ciliegie

In realtà si tratta di un dolce già sperimentato qualche anno fa con l’uva (qui) e che ci piacque moltissimo: i fruttini tentatori hanno offerto il pretesto per replicarlo.


5 giugno 2014

Torta al cioccolato e olio d’oliva

I bambini si sa, amano i dolci al cioccolato, eppure ho avuto qualche difficoltà a scegliere quello giusto per le mie nipotine che mi avevano affidato fiduciose gli avanzi delle loro uova di Pasqua.
Dopo aver esaminato una serie di possibilità, mi sono detta che i sapori semplici sono sempre quelli più graditi e così ho optato per una torta classica

Torta al cioccolato e olio d’oliva

ma in corso d’opera ho scoperto di non avere in casa burro sufficiente e, non senza un certo timore, ho ripiegato per l’olio d’oliva, sperando che il gusto intenso del cioccolato potesse ammaliare le bimbe ….. e così è stato: la torta è piaciuta  non solo a loro, ma a tutti.
E’ soffice e morbida e, ovviamente per una resa maggiore, si può preparare con il cioccolato fondente: soprattutto in questo caso, si rivela un’ottima base anche per torte di compleanno, farcite a piacimento e rivestite (dopo una spennellatura con gelatina di albicocche) con una corposa ganache al cioccolato. 

3 giugno 2014

Cake di cioccolato al latte diversamente goloso

Subito dopo Pasqua le mie nipotine sono arrivate con un grosso involucro, rumoroso e colorato, contenente frammenti di uova di cioccolato che mi sono stati affidati con la raccomandazione di usarli per preparare qualcosa di buono buono …..
Presa dal “vortice dei frutti rossi”, fragole prima e ciliegie poi, ho lasciato scorrere le settimane senza darvi adito e, con l’arrivo del caldo, ero ormai rassegnata a farne budini o gelati, quando il repentino abbassamento delle temperature mi ha fatto rivedere un po’ le cose.
Per cominciare ho preparato questo cake senza uova

Cake di cioccolato al latte (senza uova)

per una mia amica che deve stare a regime per un po’: sono partita da questa ricetta ed ho inserito il latte, per un ottenere gusto più pieno, il nespolino per conferire un leggero aroma di mandorle e l’olio per controbilanciare la presenza e la consistenza del cioccolato ….
Il risultato è un cake perfetto per chi deve seguire regimi alimentari restrittivi, ma anche per chi vuole dare alla colazione uno sprint di leggerezza: è diversamente buono.

Se amate i dolci al cioccolato dal sapore intenso e avvolgente, restate sintonizzati: lo troverete nel prossimo post.

30 maggio 2014

Torta di carote e mandorle (senza grassi)

Sembra che l’argomento di conversazione più coinvolgente degli ultimi tempi tra la gente comune e non, sia il cibo e non sfuggono a questa tendenza i media che ne hanno fatto un vero “credo con obbligo di divulgazione”.
Il risultato è un bombardamento indiscriminato e continuo di informazioni attinenti ad esso e ricette urlate e dispensate che finiscono con il sortire l'effetto contrario, un’assuefazione che azzera l’interesse e la curiosità.
Così qualche settimana fa, mentre mia madre era intenta a fare zapping, si è sintonizzata casualmente su una trasmissione in cui un cuoco, assurto agli onori di conduttore televisivo, consigliava una buonissima torta di carote ....

Torta di carote e mandorle (senza grassi)

Io mi trovavo in un’altra stanza, ma non ho potuto fare a meno di udire e la ricetta mi si è insinuata in mente finché non l’ho annotata su un foglietto, per poi cacciarla sbadatamente in un libro a futura memoria.
L’episodio è caduto nell’oblio, finché non mi sono ritrovata a fronteggiare "un’invasione di carote" e così, vincendo ogni mia resistenza, ho riesumato non senza una buona dose di scetticismo, quell’appunto dimenticato …
Mi lasciava perplessa il fatto che il dolce fosse privo di grassi, considerando che le carote non rilasciano molti liquidi e invece ha superato la prova assaggio: la torta risulta soffice, morbida e leggera, quasi una caprese di carote, anche se la prossima volta proverò ad aumentare la quantità di farina, per ottenere una maggiore compattezza.

28 maggio 2014

Pancakes (vegan) al latte di mandorle con ciliegie caramellate

Un piacere che ogni tanto amo concedermi è quello della merenda, soprattutto se sono in compagnia, un intermezzo gioioso che mi fa tornare bambina …
E a completare il divertimento è la scelta della golosità di turno: ultimamente i pancakes sono i più richiesti, forse perché già la preparazione ha un che di conviviale o perché quella torretta da comporre promette delizie da sogno.
Due settimane fa una mia amica mi ha proposto con orgoglio una ricetta vegana, senza uova, né latte

Pancakes (vegan) al latte di mandorle con ciliegie caramellate

che ho provato con grande curiosità e che mi ha conquistata per la leggerezza e delicatezza: questi pancakes eterei sono buoni con qualsiasi frutta, ma ultimamente li trovo perfetti abbinati alle ciliegie ….

26 maggio 2014

Confettura di fragole con metodo Ferber

Mi sento un po’ una donna d’altri tempi quando sminuzzo grandi quantità di frutta e armeggio con zucchero e pentoloni per preparare le marmellate e se la sola idea fino a qualche anno fa mi faceva inorridire, ora mi fa sorridere ….
Ho scoperto che tenermi impegnata con questa attività mi fa bene e difatti ogni volta mi ritrovo estasiata nell’ammirare la frutta che lucidata dallo zucchero in cottura, assume colorazioni via via più scintillanti, mentre schiuma e borbotta, inondando la cucina di un profumo avvolgente e dolciastro, a dir poco irresistibile ….
Così non appena ho trovato delle fragole belle e intensamente aromatiche, non ho resistito alla tentazione di conservarle in un vasetto trasparente di vetro

Confettura di fragole

seguendo la ricetta di C. Ferber, la regina alsaziana delle confetture che prepara delizie “marmellotose”, suddividendo i tempi di preparazione in due o tre step per altrettanti giorni, riuscendo così a ridurre notevolmente i tempi di cottura, a vantaggio di un gusto finale molto più fruttato e meno “caramellato” rispetto a quello delle metodiche classiche.
L’unico handicap, se così possiamo definirlo, è che prevede una dose massiccia di zucchero con la finalità di favorire una gelificazione più veloce della frutta in cottura che io ho ridotto (come lei), poiché sapevo, prima ancora di iniziare, che avrei consumato in breve tempo la confettura e così è stato ….